

Petizione in solidarietà del popolo Palestinese.


Petizione in solidarietà del popolo Palestinese.
Il problema
N.B. E' importante firmare la petizione con la propria mail universitaria personale (@unipv.it o @universitadipavia.it)
A seguito dell'escalation di aggressioni e operazioni militari nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, dal 15 maggio, giorno del 76° anniversario della Nakba, Giovani per la Palestina – Pavia (assemblea studentesca autogestita) si è unita alla mobilitazione internazionale in sostegno al popolo palestinese, vittima del genocidio e della violazione dei diritti umani perpetrati dallo Stato di Israele.
In connessione con le manifestazioni globali per la liberazione della Palestina, da venerdì 17 maggio, Giovani per la Palestina – Pavia è accampata all’interno dell’Ateneo pavese.
Giovani per la Palestina – Pavia è un movimento che si propone, tra i vari obiettivi, di creare uno spazio di informazione libero da interessi imperialistici e ingerenze belliche.
Visto il grande sostegno ricevuto, l’assemblea ha chiesto di poter intervenire alla seduta del Senato Accademico del 20 maggio. L’Università ha negato qualsiasi confronto, rifiutando la delegazione studentesca da noi proposta. Per questo motivo non è stato possibile presentare le rivendicazioni elaborate dalla nostra assemblea al principale organo decisionale dell’Ateneo.
Tale scelta rispecchia la posizione presa dalla governance d’Ateneo il 16 maggio, che ha negato lo svolgimento di una conferenza in Aula ’400 che sarebbe dovuta essere tenuta dal Presidente della Comunità palestinese della Lombardia. L’assemblea ritiene ingiustificabile la chiusura totale ad ogni tipo di confronto che l’Università ha dimostrato verso di essa.
Al contempo, la conferenza nazionale dei rettori a Roma (CRUI) riunitasi il 23 maggio si è espressa favorevolmente per il cessate il fuoco e per l’istituzione di corridoi umanitari e universitari. L’assemblea ritiene questa decisione del tutto insufficiente: mancano, infatti, una condanna esplicita al genocidio in atto e, più in generale, un’altra all’occupazione -che viola il diritto internazionale- del territorio palestinese da parte dello Stato di Israele.
Giovani per la Palestina – Pavia crede fortemente in un’Università libera, ed è proprio per questo che intende mantenere l’acampada sino a quando le seguenti richieste non saranno accolte nella loro totalità.
Rivendichiamo:
- Una presa di posizione netta da parte dell’Università di Pavia contro il genocidio in atto, per la libertà del popolo palestinese, il diritto al ritorno nei territori occupati illegalmente dai coloni israeliani ed un riconoscimento dello Stato di Palestina;
- La libertà di affrontare l’argomento all’interno degli spazi universitari, senza vincoli di censura, oltre che il riconoscimento ufficiale del gruppo Giovani per la Palestina – Pavia e delle istanze da esso presentate;
- L’interruzione di ogni rapporto istituzionale tra l’Università di Pavia e le università israeliane; Vogliamo che l’Università di Pavia, si unisca al boicottaggio accademico per esercitare pressione su governo e istituzioni israeliane, queste ultime rese luogo di formazione ideologica, private dello sviluppo di pensiero critico e di libero dibattito, valori costitutivi sui quali dovrebbe poggiare saldamente l’essenza di un’istituzione equa e libera da ogni logica politica. Non si parla nè di cancellare i rapporti personali tra intellettuali italiani, israeliani e palestinesi, nè di isolare la parte di società israeliana contraria al genocidio.
- La cessazione dei rapporti tra l’Università di Pavia ed enti governativi, aziende e società che collaborano, direttamente e indirettamente, con lo stato di Israele e parallelamente con ogni industria che sia coinvolta nello sviluppo e nella commercializzazione della strumentazione bellica; Conseguentemente chiediamo: la creazione di una commissione paritetica, nel nostro ateneo, per il controllo e la discussione di ogni proposta di collaborazione, economica e non, con qualsivoglia ente e Università;
- L’apertura di corridoi universitari e scambi culturali tra l’Università di Pavia e le università situate in Palestina e Cisgiordania, accompagnata dalla promozione di un dialogo con gli Atenei palestinesi al fine di identificare le lacune educazionali e le specifiche necessità didattiche a Gaza. Chiediamo inoltre all’Ateneo l’istituzione di fondi per la ricostituzione del sistema di istruzione universitario palestinese, distrutto dai bombardamenti;
- Riportare le posizioni qui elencate all’interno di ogni consesso in cui l’Università è presente. In particolare, che l’Università si faccia piena portavoce delle violazioni della libertà accademica sia in Palestina che nelle università occidentali, come denunciato dal network Scholars at Risk (SAR), di cui l’Università di Pavia fa parte ed attualmente è membro del direttivo di SAR Italia.
L’Università, per mezzo di un interlocutore designato dal Rettore, ha sostenuto l’impraticabilità e l’impossibilità di porre in atto alcune delle nostre rivendicazioni. Tuttavia, le decisioni prese da altre Università italiane, in risposta alle proteste, dimostrano l’esatto contrario. Ad esempio, l’Università degli Studi di Palermo ha dichiarato la cessazione di ogni futura collaborazione e scambio con Atenei israeliani, mentre l’Università degli Studi di Torino ha rifiutato il rinnovo del bando MAECI, che promuove la ricerca congiunta tra Italia e Israele.
Pertanto, l’assemblea ha chiesto la convocazione di un Senato Accademico Straordinario, in modo da poter discutere democraticamente i punti proposti, ma la richiesta non è stata accolta.
Considerato il silenzio complice della Governance, si invita tutta la Comunità Universitaria a:
- Sottoscrivere la presente petizione ed esercitare pressioni affinché la Governance d’Ateneo accolga le rivendicazioni sopraelencate;
- Fornire sostegno a Giovani per la Palestina – Pavia, partecipando attivamente al movimento in difesa del popolo palestinese.
Siamo sempre disponibili per un confronto e vi aspettiamo al Cortile Volta ogni sera alle 21.00 per l’assemblea libera, quindi aperta a chiunque.
Vi ringraziamo per l'attenzione,
Giovani per la Palestina – Pavia

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Il problema
N.B. E' importante firmare la petizione con la propria mail universitaria personale (@unipv.it o @universitadipavia.it)
A seguito dell'escalation di aggressioni e operazioni militari nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, dal 15 maggio, giorno del 76° anniversario della Nakba, Giovani per la Palestina – Pavia (assemblea studentesca autogestita) si è unita alla mobilitazione internazionale in sostegno al popolo palestinese, vittima del genocidio e della violazione dei diritti umani perpetrati dallo Stato di Israele.
In connessione con le manifestazioni globali per la liberazione della Palestina, da venerdì 17 maggio, Giovani per la Palestina – Pavia è accampata all’interno dell’Ateneo pavese.
Giovani per la Palestina – Pavia è un movimento che si propone, tra i vari obiettivi, di creare uno spazio di informazione libero da interessi imperialistici e ingerenze belliche.
Visto il grande sostegno ricevuto, l’assemblea ha chiesto di poter intervenire alla seduta del Senato Accademico del 20 maggio. L’Università ha negato qualsiasi confronto, rifiutando la delegazione studentesca da noi proposta. Per questo motivo non è stato possibile presentare le rivendicazioni elaborate dalla nostra assemblea al principale organo decisionale dell’Ateneo.
Tale scelta rispecchia la posizione presa dalla governance d’Ateneo il 16 maggio, che ha negato lo svolgimento di una conferenza in Aula ’400 che sarebbe dovuta essere tenuta dal Presidente della Comunità palestinese della Lombardia. L’assemblea ritiene ingiustificabile la chiusura totale ad ogni tipo di confronto che l’Università ha dimostrato verso di essa.
Al contempo, la conferenza nazionale dei rettori a Roma (CRUI) riunitasi il 23 maggio si è espressa favorevolmente per il cessate il fuoco e per l’istituzione di corridoi umanitari e universitari. L’assemblea ritiene questa decisione del tutto insufficiente: mancano, infatti, una condanna esplicita al genocidio in atto e, più in generale, un’altra all’occupazione -che viola il diritto internazionale- del territorio palestinese da parte dello Stato di Israele.
Giovani per la Palestina – Pavia crede fortemente in un’Università libera, ed è proprio per questo che intende mantenere l’acampada sino a quando le seguenti richieste non saranno accolte nella loro totalità.
Rivendichiamo:
- Una presa di posizione netta da parte dell’Università di Pavia contro il genocidio in atto, per la libertà del popolo palestinese, il diritto al ritorno nei territori occupati illegalmente dai coloni israeliani ed un riconoscimento dello Stato di Palestina;
- La libertà di affrontare l’argomento all’interno degli spazi universitari, senza vincoli di censura, oltre che il riconoscimento ufficiale del gruppo Giovani per la Palestina – Pavia e delle istanze da esso presentate;
- L’interruzione di ogni rapporto istituzionale tra l’Università di Pavia e le università israeliane; Vogliamo che l’Università di Pavia, si unisca al boicottaggio accademico per esercitare pressione su governo e istituzioni israeliane, queste ultime rese luogo di formazione ideologica, private dello sviluppo di pensiero critico e di libero dibattito, valori costitutivi sui quali dovrebbe poggiare saldamente l’essenza di un’istituzione equa e libera da ogni logica politica. Non si parla nè di cancellare i rapporti personali tra intellettuali italiani, israeliani e palestinesi, nè di isolare la parte di società israeliana contraria al genocidio.
- La cessazione dei rapporti tra l’Università di Pavia ed enti governativi, aziende e società che collaborano, direttamente e indirettamente, con lo stato di Israele e parallelamente con ogni industria che sia coinvolta nello sviluppo e nella commercializzazione della strumentazione bellica; Conseguentemente chiediamo: la creazione di una commissione paritetica, nel nostro ateneo, per il controllo e la discussione di ogni proposta di collaborazione, economica e non, con qualsivoglia ente e Università;
- L’apertura di corridoi universitari e scambi culturali tra l’Università di Pavia e le università situate in Palestina e Cisgiordania, accompagnata dalla promozione di un dialogo con gli Atenei palestinesi al fine di identificare le lacune educazionali e le specifiche necessità didattiche a Gaza. Chiediamo inoltre all’Ateneo l’istituzione di fondi per la ricostituzione del sistema di istruzione universitario palestinese, distrutto dai bombardamenti;
- Riportare le posizioni qui elencate all’interno di ogni consesso in cui l’Università è presente. In particolare, che l’Università si faccia piena portavoce delle violazioni della libertà accademica sia in Palestina che nelle università occidentali, come denunciato dal network Scholars at Risk (SAR), di cui l’Università di Pavia fa parte ed attualmente è membro del direttivo di SAR Italia.
L’Università, per mezzo di un interlocutore designato dal Rettore, ha sostenuto l’impraticabilità e l’impossibilità di porre in atto alcune delle nostre rivendicazioni. Tuttavia, le decisioni prese da altre Università italiane, in risposta alle proteste, dimostrano l’esatto contrario. Ad esempio, l’Università degli Studi di Palermo ha dichiarato la cessazione di ogni futura collaborazione e scambio con Atenei israeliani, mentre l’Università degli Studi di Torino ha rifiutato il rinnovo del bando MAECI, che promuove la ricerca congiunta tra Italia e Israele.
Pertanto, l’assemblea ha chiesto la convocazione di un Senato Accademico Straordinario, in modo da poter discutere democraticamente i punti proposti, ma la richiesta non è stata accolta.
Considerato il silenzio complice della Governance, si invita tutta la Comunità Universitaria a:
- Sottoscrivere la presente petizione ed esercitare pressioni affinché la Governance d’Ateneo accolga le rivendicazioni sopraelencate;
- Fornire sostegno a Giovani per la Palestina – Pavia, partecipando attivamente al movimento in difesa del popolo palestinese.
Siamo sempre disponibili per un confronto e vi aspettiamo al Cortile Volta ogni sera alle 21.00 per l’assemblea libera, quindi aperta a chiunque.
Vi ringraziamo per l'attenzione,
Giovani per la Palestina – Pavia

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Petizione creata in data 4 giugno 2024