Chi tortura o uccide un animale deve andare in carcere: pene più dure subito

Firmatari recenti
Cinzia Curatola e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Destinatari:

Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ministero della Giustizia
Presidenza della Camera dei deputati
Presidenza del Senato della Repubblica

Oggetto: In Italia chi tortura, avvelena o uccide un animale deve pagare davvero: chiediamo pene più dure, divieto di detenerli e sequestro immediato

Li avvelenano.
Li bruciano.
Li impiccano.
Li prendono a calci.
Li torturano e poi spesso la fanno franca.

In Italia, ancora oggi, troppi casi di violenza sugli animali finiscono per suscitare indignazione per qualche giorno e poi nulla cambia davvero. Ma un animale non è un oggetto. Non è una cosa da rompere, buttare o massacrare. È un essere senziente, capace di provare dolore, paura, sofferenza.

E allora basta.

Basta pene percepite come troppo deboli.
Basta vedere assassini e torturatori di animali cavarsela senza una punizione davvero esemplare.
Basta lasciare soli cittadini, volontari e associazioni a raccogliere il sangue, il dolore e i corpi di chi non ha potuto difendersi.

Chi tortura o uccide un animale compie un atto vile, crudele, inaccettabile. E uno Stato civile deve rispondere con fermezza.

Per questo chiediamo al Parlamento una legge più dura, più chiara e più giusta, che preveda:

carcere fino a 10 anni per i casi più gravi di tortura e uccisione di animali;
multe altissime per ogni animale e per ogni episodio;
aggravanti specifiche per avvelenamento, sevizie, mutilazioni, strangolamento, annegamento, combustione, uso di armi;
aggravanti per chi pubblica o diffonde sui social immagini e video di violenze sugli animali;
divieto di detenere animali per i condannati, con interdizione permanente in caso di recidiva;
sequestro immediato degli animali in pericolo e confisca obbligatoria in caso di condanna;
più forza alle associazioni che salvano, curano e proteggono gli animali vittime di maltrattamento.
Non chiediamo vendetta.
Chiediamo giustizia.
Chiediamo che chi compie atrocità contro gli animali venga punito in modo serio, certo e deterrente.
Chiediamo che l’Italia faccia finalmente un passo di civiltà.

Perché la violenza sugli animali non è una bravata.
È crudeltà.
È barbarie.
E va fermata con la legge.

Firma questa petizione e aiutaci a chiedere pene più dure per chi maltratta, tortura e uccide animali.
Chi non ha voce ha bisogno della nostra.


La civiltà di un Paese si vede da come difende gli indifesi. Firma ora.

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Ministero della Giustizia
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Presidenza del Senato della Repubblica

Oggetto: In Italia chi tortura, avvelena o uccide un animale deve pagare davvero: chiediamo pene più dure, divieto di detenerli e sequestro immediato

Li avvelenano.
Li bruciano.
Li impiccano.
Li prendono a calci.
Li torturano e poi spesso la fanno franca.

In Italia, ancora oggi, troppi casi di violenza sugli animali finiscono per suscitare indignazione per qualche giorno e poi nulla cambia davvero. Ma un animale non è un oggetto. Non è una cosa da rompere, buttare o massacrare. È un essere senziente, capace di provare dolore, paura, sofferenza.

E allora basta.

Basta pene percepite come troppo deboli.
Basta vedere assassini e torturatori di animali cavarsela senza una punizione davvero esemplare.
Basta lasciare soli cittadini, volontari e associazioni a raccogliere il sangue, il dolore e i corpi di chi non ha potuto difendersi.

Chi tortura o uccide un animale compie un atto vile, crudele, inaccettabile. E uno Stato civile deve rispondere con fermezza.

Per questo chiediamo al Parlamento una legge più dura, più chiara e più giusta, che preveda:

carcere fino a 10 anni per i casi più gravi di tortura e uccisione di animali;
multe altissime per ogni animale e per ogni episodio;
aggravanti specifiche per avvelenamento, sevizie, mutilazioni, strangolamento, annegamento, combustione, uso di armi;
aggravanti per chi pubblica o diffonde sui social immagini e video di violenze sugli animali;
divieto di detenere animali per i condannati, con interdizione permanente in caso di recidiva;
sequestro immediato degli animali in pericolo e confisca obbligatoria in caso di condanna;
più forza alle associazioni che salvano, curano e proteggono gli animali vittime di maltrattamento.
Non chiediamo vendetta.
Chiediamo giustizia.
Chiediamo che chi compie atrocità contro gli animali venga punito in modo serio, certo e deterrente.
Chiediamo che l’Italia faccia finalmente un passo di civiltà.

Perché la violenza sugli animali non è una bravata.
È crudeltà.
È barbarie.
E va fermata con la legge.

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Chi non ha voce ha bisogno della nostra.


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