PETIZIONE CONTRO IL PROGETTO EOLICO DENOMINATO “FERRIERE”

Firmatari recenti
benjamin VIAUD e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

I crinali del nostro Comune (Comune di Ferriere - PC -), sono un patrimonio naturale, storico e paesaggistico di inestimabile valore. Si tratta di territori di montagna, ancora in gran parte integri, ricchi di biodiversità, risorse idriche, boschi e pascoli, che raccontano e si nutrono di un equilibrio delicato tra ambiente, comunità locali e storia.

Oggi questo equilibrio è minacciato dal progetto definitivo di un impianto eolico industriale denominato “Ferriere”, che prevede:

l’installazione di 7 aerogeneratori con diametro di 136 m e da una pala di larghezza pari a 66,66 m, con un’altezza complessiva minima di 180 m;
una potenza complessiva di 31,5 MW,
opere di connessione elettrica che interesseranno anche il territorio del Comune di Santo Stefano d’Aveto (GE), nell’Alta Val d’Aveto.


Un progetto presentato come “sostenibile”, che in realtà comporta gravi impatti ambientali, paesaggistici e sociali in un’area montana fragile e ancora autentica.

📢 Perché diciamo NO al progetto eolico “Ferriere”

1. Non è vero sviluppo sostenibile

Costruire un impianto eolico industriale in un’area montana incontaminata richiede:

sbancamenti massicci,
nuove strade e piazzole in cemento armato,
trasporto eccezionale di componenti giganti,
impatto permanente su habitat naturali e paesaggi di alta quota.
Questa non è energia pulita: è trasformazione irreversibile del territorio in nome di interessi industriali privati.

2. Un modello calato dall’alto e già fallimentare

Ovunque in Italia questi impianti eolici industriali hanno portato:

distruzione di paesaggio e biodiversità,
vantaggi solo per i grandi gruppi proponenti,
danni per le comunità locali.


3. Un territorio ad alta fragilità ambientale

L’area interessata dal progetto è caratterizzata da:

rischio idrogeologico (frane, smottamenti),
presenza di specie protette e corridoi ecologici sensibili,
paesaggi montani unici, che attraggono turismo lento e sostenibile.
L’impatto delle pale eoliche, peraltro di grandi dimensioni, sarebbe devastante per la fauna e comprometterebbe irreversibilmente il valore naturale della zona.

 

4. Colpisce due regioni: Emilia-Romagna e Liguria

Oltre al Comune di Ferriere, anche il territorio del Comune ligure di Santo Stefano d’Aveto sarà coinvolto dalle opere di connessione elettrica. Due regioni e due valli alpine rischiano di essere sacrificate per un progetto imposto senza alcun consenso.

 

Accettare questo progetto significa cedere un altro tratto di montagna a un modello di transizione energetica non partecipata, non distribuita, non giusta.

 

✊ COSA CHIEDIAMO:

❗ Il ritiro immediato del progetto “Ferriere” eolico industriale.

🌱 La promozione di modelli energetici sostenibili e locali: efficienza, risparmio, comunità energetiche rinnovabili e piani condivisi.

🌄 La tutela dei crinali appenninici: il futuro della montagna passa per il rispetto e l’ascolto delle comunità locali.

 

🖊️ FIRMA ANCHE TU

 

Non permettiamo che l’Alta Val Nure e l’Alta Val d’Aveto vengano trasformate in zone industriali travestite da “progetti verdi”.

 

Difendiamo i nostri crinali, i nostri paesaggi, la nostra identità.

Diciamo NO all’impianto eolico industriale “Ferriere”.

avatar of the starter
Carlotta OppizziPromotore della petizione

11.891

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Il problema

I crinali del nostro Comune (Comune di Ferriere - PC -), sono un patrimonio naturale, storico e paesaggistico di inestimabile valore. Si tratta di territori di montagna, ancora in gran parte integri, ricchi di biodiversità, risorse idriche, boschi e pascoli, che raccontano e si nutrono di un equilibrio delicato tra ambiente, comunità locali e storia.

Oggi questo equilibrio è minacciato dal progetto definitivo di un impianto eolico industriale denominato “Ferriere”, che prevede:

l’installazione di 7 aerogeneratori con diametro di 136 m e da una pala di larghezza pari a 66,66 m, con un’altezza complessiva minima di 180 m;
una potenza complessiva di 31,5 MW,
opere di connessione elettrica che interesseranno anche il territorio del Comune di Santo Stefano d’Aveto (GE), nell’Alta Val d’Aveto.


Un progetto presentato come “sostenibile”, che in realtà comporta gravi impatti ambientali, paesaggistici e sociali in un’area montana fragile e ancora autentica.

📢 Perché diciamo NO al progetto eolico “Ferriere”

1. Non è vero sviluppo sostenibile

Costruire un impianto eolico industriale in un’area montana incontaminata richiede:

sbancamenti massicci,
nuove strade e piazzole in cemento armato,
trasporto eccezionale di componenti giganti,
impatto permanente su habitat naturali e paesaggi di alta quota.
Questa non è energia pulita: è trasformazione irreversibile del territorio in nome di interessi industriali privati.

2. Un modello calato dall’alto e già fallimentare

Ovunque in Italia questi impianti eolici industriali hanno portato:

distruzione di paesaggio e biodiversità,
vantaggi solo per i grandi gruppi proponenti,
danni per le comunità locali.


3. Un territorio ad alta fragilità ambientale

L’area interessata dal progetto è caratterizzata da:

rischio idrogeologico (frane, smottamenti),
presenza di specie protette e corridoi ecologici sensibili,
paesaggi montani unici, che attraggono turismo lento e sostenibile.
L’impatto delle pale eoliche, peraltro di grandi dimensioni, sarebbe devastante per la fauna e comprometterebbe irreversibilmente il valore naturale della zona.

 

4. Colpisce due regioni: Emilia-Romagna e Liguria

Oltre al Comune di Ferriere, anche il territorio del Comune ligure di Santo Stefano d’Aveto sarà coinvolto dalle opere di connessione elettrica. Due regioni e due valli alpine rischiano di essere sacrificate per un progetto imposto senza alcun consenso.

 

Accettare questo progetto significa cedere un altro tratto di montagna a un modello di transizione energetica non partecipata, non distribuita, non giusta.

 

✊ COSA CHIEDIAMO:

❗ Il ritiro immediato del progetto “Ferriere” eolico industriale.

🌱 La promozione di modelli energetici sostenibili e locali: efficienza, risparmio, comunità energetiche rinnovabili e piani condivisi.

🌄 La tutela dei crinali appenninici: il futuro della montagna passa per il rispetto e l’ascolto delle comunità locali.

 

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Non permettiamo che l’Alta Val Nure e l’Alta Val d’Aveto vengano trasformate in zone industriali travestite da “progetti verdi”.

 

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Petizione creata in data 24 gennaio 2026