Petizione AIFVS aps - Elezioni politiche 2022 -


Petizione AIFVS aps - Elezioni politiche 2022 -
Il problema
A tutti i candidati in corsa per governare l’Italia
Petizione Elezioni politiche 2022
A tutti coloro che si sono candidati a governare l’Italia chiediamo di aderire al Manifesto AIFVS per la sicurezza stradale, e di dare ad essa priorità promuovendo la sua trattazione entro i primi 100 giorni di governo.
Il Manifesto è pubblicato sul sito https://www.vittimestrada.org l’adesione si può esprimere firmando su change.org tramite il sito o anche firmando sugli elenchi utilizzati dai nostri associati in occasione di comunicazioni politiche nel territorio da parte di qualunque partito.
Ci impegniamo a divulgare attraverso tutti i nostri canali i nominativi di coloro che decidono di sposare questa battaglia di civiltà.
Giuseppa Cassaniti
Presidente AIFVS
____________________________________________________
MANIFESTO PER LA SICUREZZA STRADALE
Lettera aperta – Elezioni politiche 2022
Fermare la strage stradale e dare giustizia ai superstiti è la mission dell’AIFVS
Su questi temi chiediamo il chiaro impegno dei candidati che corrono per gestire l’Italia
Sin dalla sua costituzione, l’AIFVS si è impegnata in una operazione verità sul tema della strage stradale – nel 1998, contavamo circa 7.000 morti l’anno – contribuendo decisamente alla sua riduzione. In quasi 25 anni sono stati conseguiti risultati importanti, come la patente a punti o il patentino per il ciclomotore, la riduzione del tasso di alcolemia, la riforma dell’omicidio stradale, la normativa europea sui diritti delle vittime di reato e quella sull’equo risarcimento, l’approvazione della Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime della strada.
Ma tutto ciò non basta: con 9 morti al giorno e 661 feriti al giorno (dati 2019) la strage continua. Anzi, passato il lockdown, è sotto gli occhi di tutti la sua recrudescenza.
La strage stradale è una pandemia cronica trattata come se fosse un fatto privato: invece, come per il covid-19, occorre riconoscere che siamo di fronte ad un’emergenza di sanità pubblica, di cui sono responsabili le istituzioni oltre agli utenti della strada.
Tutto ciò dimostra che, purtroppo, la prevenzione non è ancora priorità dello Stato.
Noi famiglie delle vittime, conoscendo direttamente il peso umano della strage, abbiamo idee chiare su quali debbano essere le priorità di intervento per salvaguardare la vita e la salute sulle strade.
E poiché siamo consapevoli che, come ci ricorda l’Europa, la prevenzione è una responsabilità condivisa, mettiamo a disposizione dei decisori politici la nostra esperienza.
Questi i punti imprescindibili per una efficace strategia finalizzata a fermare la strage stradale e dare giustizia ai superstiti:
1) LA GOVERNANCE DELLA SICUREZZA STRADALE
Dal punto di vista organizzativo, un problema complesso come la strage stradale richiede un sistema di governance capace di promuovere unitarietà di impegno su tutti i settori interessati alla prevenzione.
Occorre un unico punto di regia, che enfatizzi la responsabilità di chi dirige i servizi e garantisca il coordinamento tra centro e periferia, fissando standard uniformi e verificandone il raggiungimento sui territori, anche attraverso sistemi di premialità/sanzioni.
2) LA PREVENZIONE
È il primo asse strategico di intervento: infatti, ogni qualvolta si verifica un sinistro siamo di fronte ad un fallimento del sistema. Questi i suoi pilastri:
- Informazione. Occorre una rubrica fissa televisiva da diffondere nei tempi di maggiore ascolto anche via radio e sui social, che tratti in modo sistematico le diverse tematiche della sicurezza stradale e comunichi il relativo Piano Nazionale, anche per orientare i cittadini a modificare i loro comportamenti di trasgressione delle norme;
- Formazione. Assicurare l’effettiva attuazione in tutte le scuole dell’educazione stradale, anche con la collaborazione del privato sociale, assicurando sistematicità e continuità dei percorsi e qualità dei contenuti, orientati a rafforzare l’autodeterminazione e ad informare sui rischi dell’assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti (già art. 230 cds)
- Formazione presso le autoscuole. Assicurare la formazione responsabile del conducente e introdurre misure per prevenire il rilascio di patenti facili, anche prevedendo meccanismi sanzionatori riferiti ai soggetti coinvolti nel percorso finalizzato ad ottenere la patente (MCTC, scuole guida) o nell’accertamento dell’idoneità psico-fisica del guidatore (medici); per gli over 80 prevedere il rinnovo annuale della patente anziché biennale;
- Controlli. Potenziare i controlli, coprendo le carenze di organico e promuovendo verifiche mirate, come all’uscita dalle discoteche;
- Punti della patente. Rimodulare il sistema di decurtazione dei punti della patente tenendo conto dell’effetto deterrente della sanzione;
- Infrastrutture e veicoli. Prevedere il collaudatore della sicurezza stradale per redigere un “fascicolo delle infrastrutture” come avviene per i fabbricati ed indicare le criticità da rimuovere nelle infrastrutture compresa la segnaletica, rilevate anche a seguito di un sinistro. Promuovere la mobilità sostenibile secondo il Piano Globale ONU/OMS 2021-2030 per la sicurezza stradale, e garantire sicurezza a tutti gli utenti della strada, contrastando prepotenza e guida azzardata qualunque sia il mezzo di trasporto. Richiedere che i mezzi di trasporto abbiano standard di prevenzione elevati, introducendo di serie tutte le misure di sicurezza, compresi i dispositivi tecnologici;
- 2021-2030: Zero Vittime nelle città. L’Europa ha fissato l’obiettivo “Zero Vittime entro il 2050” su tutto il territorio. Dato che la maggior parte dei sinistri si verifica nei centri abitati, chiediamo ai nostri decisori di dare priorità a tali contesti, fissando al 2030 il target temporale entro cui azzerare il numero delle vittime nelle città.
3) LA GIUSTIZIA
È il secondo asse strategico di intervento, strettamente complementare al precedente: infatti, un sistema sanzionatorio realmente deterrente rafforza gli effetti della prevenzione.
Per questo chiediamo:
- Effettività delle sanzioni. La strage stradale lede la vita e la salute. Si tratta di diritti fondamentali, di fronte ai quali non possiamo accettare vergognosi condoni, come: le sanzioni immotivatamente basse, l’abuso al ricorso della sospensione della pena o della detenzione domiciliare, o degli strumenti di giustizia riparativa che permettono all’imputato di avere condonate le sanzioni economiche, amministrative e detentive tramite lo svolgimento di alcune ore di lavoro di pubblica utilità;
- Intervento normativo. Stabilire di non applicare riti alternativi e sconti di pena per il reato di omicidio stradale art. 589 bis c.p.
- Modifica dell’art. 111 Cost. Occorre garantire parità processuale tra vittima ed imputato, superando quelle norme che sbilanciano il sistema processuale a favore dell’imputato ed espropriano le vittime dei loro diritti (es., impossibilità di opporsi al patteggiamento, di fare appello contro pene non congrue e contro le testimonianze false).
- Un rito giurisdizionale speciale. Come per il codice rosso, occorre assicurare celerità di trattazione, omogeneità delle decisioni e pienezza della tutela; inoltre, prevedere per legge, come da direttiva europea 2012/29, in vigore dal 16/11/2015, i centri di assistenza per le vittime per consulenza, assistenza legale, psicologica e sociosanitaria, attualmente vicariati dall’aiuto offerto dalla nostra AIFVS; attuare la formazione degli operatori del diritto perché, sensibilizzati alle esigenze delle vittime, le trattino in modo imparziale, rispettoso e professionale.
- Risarcimento. Predisporre tabelle governative da 10 a 100 punti di danno secondo criteri di equità e certezza definiti in base alle migliori indicazioni giurisprudenziali (Cassazione sentenza10579/2021)
4) IL POST-SINISTRO: LA TUTELA DEI DIRITTI DELLE VITTIME
Accanto agli interventi sopra indicati, che vanno a beneficio dell’intera collettività in quanto esplicano una funzione preventiva, ve ne sono altri specificamente rivolti a coloro che, a seguito di un sinistro, hanno particolari necessità connesse alla condizione di vittima. Tra i principali:
- Tutela della salute. Dare centralità al traumatizzato per i servizi di pronto soccorso, di cura e di riabilitazione con unità operative che coprano le esigenze su tutto il territorio nazionale, garantendo le cure necessarie per riabilitazione a lungo termine per i disabili permanenti ed il sostegno economico continuativo per i progetti di vita indipendente;
- Diritti civili. Chiediamo percorsi specifici di accesso al pubblico impiego per gli orfani o le vedove di vittime della strada; inoltre, per la tutela dei diritti delle vittime, chiediamo l’inserimento dell’AIFVS in tutte le Commissioni Ministeriali che trattano problemi riguardanti l’interesse delle vittime della strada.
________________________________________
I punti sopra indicati costituiscono, per noi vittime, standard minimi di tutela per un Paese che voglia dirsi civile.
Noi non vogliamo né vittime e né imputati, ma allorquando si compie un reato, distruggendo diritti inviolabili, vogliamo parità processuale tra vittima ed imputato. In uno Stato civile e democratico è inconcepibile che ciò non avvenga.
A tutti Voi, che vi candidate a governare il nostro Paese, chiediamo un chiaro impegno in questo senso, aderendo a questo manifesto e promuovendo la sua trattazione nei primi 100 giorni di governo.
Ci impegniamo a divulgare attraverso tutti i nostri canali i nominativi dei candidati che abbiano deciso di sposare questa battaglia di civiltà.
22/08/2022
Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
Presidente AIFVS aps
Manifesto in formato pdf

Il problema
A tutti i candidati in corsa per governare l’Italia
Petizione Elezioni politiche 2022
A tutti coloro che si sono candidati a governare l’Italia chiediamo di aderire al Manifesto AIFVS per la sicurezza stradale, e di dare ad essa priorità promuovendo la sua trattazione entro i primi 100 giorni di governo.
Il Manifesto è pubblicato sul sito https://www.vittimestrada.org l’adesione si può esprimere firmando su change.org tramite il sito o anche firmando sugli elenchi utilizzati dai nostri associati in occasione di comunicazioni politiche nel territorio da parte di qualunque partito.
Ci impegniamo a divulgare attraverso tutti i nostri canali i nominativi di coloro che decidono di sposare questa battaglia di civiltà.
Giuseppa Cassaniti
Presidente AIFVS
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MANIFESTO PER LA SICUREZZA STRADALE
Lettera aperta – Elezioni politiche 2022
Fermare la strage stradale e dare giustizia ai superstiti è la mission dell’AIFVS
Su questi temi chiediamo il chiaro impegno dei candidati che corrono per gestire l’Italia
Sin dalla sua costituzione, l’AIFVS si è impegnata in una operazione verità sul tema della strage stradale – nel 1998, contavamo circa 7.000 morti l’anno – contribuendo decisamente alla sua riduzione. In quasi 25 anni sono stati conseguiti risultati importanti, come la patente a punti o il patentino per il ciclomotore, la riduzione del tasso di alcolemia, la riforma dell’omicidio stradale, la normativa europea sui diritti delle vittime di reato e quella sull’equo risarcimento, l’approvazione della Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime della strada.
Ma tutto ciò non basta: con 9 morti al giorno e 661 feriti al giorno (dati 2019) la strage continua. Anzi, passato il lockdown, è sotto gli occhi di tutti la sua recrudescenza.
La strage stradale è una pandemia cronica trattata come se fosse un fatto privato: invece, come per il covid-19, occorre riconoscere che siamo di fronte ad un’emergenza di sanità pubblica, di cui sono responsabili le istituzioni oltre agli utenti della strada.
Tutto ciò dimostra che, purtroppo, la prevenzione non è ancora priorità dello Stato.
Noi famiglie delle vittime, conoscendo direttamente il peso umano della strage, abbiamo idee chiare su quali debbano essere le priorità di intervento per salvaguardare la vita e la salute sulle strade.
E poiché siamo consapevoli che, come ci ricorda l’Europa, la prevenzione è una responsabilità condivisa, mettiamo a disposizione dei decisori politici la nostra esperienza.
Questi i punti imprescindibili per una efficace strategia finalizzata a fermare la strage stradale e dare giustizia ai superstiti:
1) LA GOVERNANCE DELLA SICUREZZA STRADALE
Dal punto di vista organizzativo, un problema complesso come la strage stradale richiede un sistema di governance capace di promuovere unitarietà di impegno su tutti i settori interessati alla prevenzione.
Occorre un unico punto di regia, che enfatizzi la responsabilità di chi dirige i servizi e garantisca il coordinamento tra centro e periferia, fissando standard uniformi e verificandone il raggiungimento sui territori, anche attraverso sistemi di premialità/sanzioni.
2) LA PREVENZIONE
È il primo asse strategico di intervento: infatti, ogni qualvolta si verifica un sinistro siamo di fronte ad un fallimento del sistema. Questi i suoi pilastri:
- Informazione. Occorre una rubrica fissa televisiva da diffondere nei tempi di maggiore ascolto anche via radio e sui social, che tratti in modo sistematico le diverse tematiche della sicurezza stradale e comunichi il relativo Piano Nazionale, anche per orientare i cittadini a modificare i loro comportamenti di trasgressione delle norme;
- Formazione. Assicurare l’effettiva attuazione in tutte le scuole dell’educazione stradale, anche con la collaborazione del privato sociale, assicurando sistematicità e continuità dei percorsi e qualità dei contenuti, orientati a rafforzare l’autodeterminazione e ad informare sui rischi dell’assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti (già art. 230 cds)
- Formazione presso le autoscuole. Assicurare la formazione responsabile del conducente e introdurre misure per prevenire il rilascio di patenti facili, anche prevedendo meccanismi sanzionatori riferiti ai soggetti coinvolti nel percorso finalizzato ad ottenere la patente (MCTC, scuole guida) o nell’accertamento dell’idoneità psico-fisica del guidatore (medici); per gli over 80 prevedere il rinnovo annuale della patente anziché biennale;
- Controlli. Potenziare i controlli, coprendo le carenze di organico e promuovendo verifiche mirate, come all’uscita dalle discoteche;
- Punti della patente. Rimodulare il sistema di decurtazione dei punti della patente tenendo conto dell’effetto deterrente della sanzione;
- Infrastrutture e veicoli. Prevedere il collaudatore della sicurezza stradale per redigere un “fascicolo delle infrastrutture” come avviene per i fabbricati ed indicare le criticità da rimuovere nelle infrastrutture compresa la segnaletica, rilevate anche a seguito di un sinistro. Promuovere la mobilità sostenibile secondo il Piano Globale ONU/OMS 2021-2030 per la sicurezza stradale, e garantire sicurezza a tutti gli utenti della strada, contrastando prepotenza e guida azzardata qualunque sia il mezzo di trasporto. Richiedere che i mezzi di trasporto abbiano standard di prevenzione elevati, introducendo di serie tutte le misure di sicurezza, compresi i dispositivi tecnologici;
- 2021-2030: Zero Vittime nelle città. L’Europa ha fissato l’obiettivo “Zero Vittime entro il 2050” su tutto il territorio. Dato che la maggior parte dei sinistri si verifica nei centri abitati, chiediamo ai nostri decisori di dare priorità a tali contesti, fissando al 2030 il target temporale entro cui azzerare il numero delle vittime nelle città.
3) LA GIUSTIZIA
È il secondo asse strategico di intervento, strettamente complementare al precedente: infatti, un sistema sanzionatorio realmente deterrente rafforza gli effetti della prevenzione.
Per questo chiediamo:
- Effettività delle sanzioni. La strage stradale lede la vita e la salute. Si tratta di diritti fondamentali, di fronte ai quali non possiamo accettare vergognosi condoni, come: le sanzioni immotivatamente basse, l’abuso al ricorso della sospensione della pena o della detenzione domiciliare, o degli strumenti di giustizia riparativa che permettono all’imputato di avere condonate le sanzioni economiche, amministrative e detentive tramite lo svolgimento di alcune ore di lavoro di pubblica utilità;
- Intervento normativo. Stabilire di non applicare riti alternativi e sconti di pena per il reato di omicidio stradale art. 589 bis c.p.
- Modifica dell’art. 111 Cost. Occorre garantire parità processuale tra vittima ed imputato, superando quelle norme che sbilanciano il sistema processuale a favore dell’imputato ed espropriano le vittime dei loro diritti (es., impossibilità di opporsi al patteggiamento, di fare appello contro pene non congrue e contro le testimonianze false).
- Un rito giurisdizionale speciale. Come per il codice rosso, occorre assicurare celerità di trattazione, omogeneità delle decisioni e pienezza della tutela; inoltre, prevedere per legge, come da direttiva europea 2012/29, in vigore dal 16/11/2015, i centri di assistenza per le vittime per consulenza, assistenza legale, psicologica e sociosanitaria, attualmente vicariati dall’aiuto offerto dalla nostra AIFVS; attuare la formazione degli operatori del diritto perché, sensibilizzati alle esigenze delle vittime, le trattino in modo imparziale, rispettoso e professionale.
- Risarcimento. Predisporre tabelle governative da 10 a 100 punti di danno secondo criteri di equità e certezza definiti in base alle migliori indicazioni giurisprudenziali (Cassazione sentenza10579/2021)
4) IL POST-SINISTRO: LA TUTELA DEI DIRITTI DELLE VITTIME
Accanto agli interventi sopra indicati, che vanno a beneficio dell’intera collettività in quanto esplicano una funzione preventiva, ve ne sono altri specificamente rivolti a coloro che, a seguito di un sinistro, hanno particolari necessità connesse alla condizione di vittima. Tra i principali:
- Tutela della salute. Dare centralità al traumatizzato per i servizi di pronto soccorso, di cura e di riabilitazione con unità operative che coprano le esigenze su tutto il territorio nazionale, garantendo le cure necessarie per riabilitazione a lungo termine per i disabili permanenti ed il sostegno economico continuativo per i progetti di vita indipendente;
- Diritti civili. Chiediamo percorsi specifici di accesso al pubblico impiego per gli orfani o le vedove di vittime della strada; inoltre, per la tutela dei diritti delle vittime, chiediamo l’inserimento dell’AIFVS in tutte le Commissioni Ministeriali che trattano problemi riguardanti l’interesse delle vittime della strada.
________________________________________
I punti sopra indicati costituiscono, per noi vittime, standard minimi di tutela per un Paese che voglia dirsi civile.
Noi non vogliamo né vittime e né imputati, ma allorquando si compie un reato, distruggendo diritti inviolabili, vogliamo parità processuale tra vittima ed imputato. In uno Stato civile e democratico è inconcepibile che ciò non avvenga.
A tutti Voi, che vi candidate a governare il nostro Paese, chiediamo un chiaro impegno in questo senso, aderendo a questo manifesto e promuovendo la sua trattazione nei primi 100 giorni di governo.
Ci impegniamo a divulgare attraverso tutti i nostri canali i nominativi dei candidati che abbiano deciso di sposare questa battaglia di civiltà.
22/08/2022
Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
Presidente AIFVS aps
Manifesto in formato pdf

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 27 agosto 2022