Per il diritto dovere di solidarietà. Lettera aperta al presidente Mattarella

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Sara Stella e altri 9 hanno firmato di recente.

Il problema

Presidente Mattarella,

ci rivolgiamo a Lei in quanto garante dei principi costituzionali. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale (art. 2). Pertanto rivendichiamo a pieno titolo il diritto dovere di solidarietà di ogni cittadino, in ottemperanza alla  Costituzione e alle Convenzioni internazionali per la protezione dei diritti umani, sotto la cui egida si impongono come atti dovuti  le azioni compiute in favore del popolo palestinese, contro il suo sterminio, per la sua stessa sopravvivenza fisica e per la sua autodeterminazione.

L'attacco ingiustificato nei confronti della deputata Stefania Ascari, la cui storia parlamentare è priva della benché minima macchia, così come al lavoro accurato e coraggioso della nostra concittadina relatrice ONU per la Palestina Francesca Albanese e le parole odiose rivolte all'On Laura Boldrini nel suo ruolo istituzionale, rappresentano un'offesa gravissima allo spirito di fedeltà ai valori fondanti del nostro Paese. Nello stesso momento vengono condotte in Italia indagini su persone che supportano la popolazione che sta subendo un genocidio, proprio su pressione, ingerenza e dossier forniti dallo stato straniero colpevole di tale genocidio. Con la revoca della licenza ad organizzazioni italiane specchiate come Caritas International, MSF, Save the Children, Oxfam, ActionAid e molte altre, Israele scopre le sue carte e si dichiara ulteriormente colpevole, aggredendo i soggetti che operano in campo umanitario. Bandire gli aiuti ai civili con il pretesto che essi siano di sostegno al terrorismo fa parte della propaganda di cui Israele ha sempre più bisogno per tentare di nascondere i suoi crimini.

Allo stesso tempo nel nostro paese la macchina del fango contro chiunque manifesti il proprio dissenso per le politiche di alleanza e sostegno allo stato genocida di Israele e a sostegno del popolo palestinese non si ferma: contro gli attivisti, contro i deputati che conducono trasparenti e importanti campagne e interrogazioni parlamentari sul tema, contro le ONG e le associazioni palestinesi la cui eventuale complicità con Hamas è ancora tutta da dimostrare tramite indagini condotte da organismi internazionali.  

Che si attacchi chi agisce in accordo con il diritto-dovere di opporsi a un genocidio e a crimini contro l’umanità costituisce un vero e proprio rovesciamento dei valori fondanti della civile convivenza tra singoli e popoli, basata sul riconoscimento dell’altro e dell’altrui diritto alla libertà e all’autodeterminazione. Sostenere un popolo in lotta assecondando il bisogno di giustizia e uguaglianza è un dovere oltre che un diritto. Che si criminalizzi la solidarietà e la ricerca di una pace giusta anziché il bellicismo e la militarizzazione crescenti è un’aberrazione che non possiamo accettare.

Presidente Mattarella, siamo stati in oltre due milioni in piazza questo autunno. Noi saremo sempre dalla parte di chi si batte per la giustizia e battersi per la giustizia significa anche pretendere il rispetto di quel diritto internazionale la cui affermazione è stato il traguardo degli enormi sacrifici dei nostri padri, di chi ha vissuto la tragica ed epocale vicenda della seconda guerra mondiale e della lotta di resistenza contro qualsiasi forma di prevaricazione. 

Noi siamo con Lei, che proprio nel discorso appena pronunciato, in chiusura di un anno a dir poco travagliato, ha celebrato il cammino compiuto dal nostro paese in ottanta anni, volto alla costruzione di una vera democrazia.

Noi siamo con tutte le persone che non si arrendono, che non si scusano quando lottano per la giustizia e per la solidarietà, ma che invece rivendicano non solo il diritto di lottare ma anche il dovere di farlo.

Oggi Le chiediamo pubblicamente di farsi attivo garante del nostro diritto-dovere alla solidarietà, sancito dalla nostra Costituzione e dal diritto internazionale.

Fermiamo insieme la macchina del fango che colpisce chi sostiene la causa palestinese!

 

Libere cittadine per la Palestina – Presidio di Montecitorio

 

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Presidente Mattarella,

ci rivolgiamo a Lei in quanto garante dei principi costituzionali. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale (art. 2). Pertanto rivendichiamo a pieno titolo il diritto dovere di solidarietà di ogni cittadino, in ottemperanza alla  Costituzione e alle Convenzioni internazionali per la protezione dei diritti umani, sotto la cui egida si impongono come atti dovuti  le azioni compiute in favore del popolo palestinese, contro il suo sterminio, per la sua stessa sopravvivenza fisica e per la sua autodeterminazione.

L'attacco ingiustificato nei confronti della deputata Stefania Ascari, la cui storia parlamentare è priva della benché minima macchia, così come al lavoro accurato e coraggioso della nostra concittadina relatrice ONU per la Palestina Francesca Albanese e le parole odiose rivolte all'On Laura Boldrini nel suo ruolo istituzionale, rappresentano un'offesa gravissima allo spirito di fedeltà ai valori fondanti del nostro Paese. Nello stesso momento vengono condotte in Italia indagini su persone che supportano la popolazione che sta subendo un genocidio, proprio su pressione, ingerenza e dossier forniti dallo stato straniero colpevole di tale genocidio. Con la revoca della licenza ad organizzazioni italiane specchiate come Caritas International, MSF, Save the Children, Oxfam, ActionAid e molte altre, Israele scopre le sue carte e si dichiara ulteriormente colpevole, aggredendo i soggetti che operano in campo umanitario. Bandire gli aiuti ai civili con il pretesto che essi siano di sostegno al terrorismo fa parte della propaganda di cui Israele ha sempre più bisogno per tentare di nascondere i suoi crimini.

Allo stesso tempo nel nostro paese la macchina del fango contro chiunque manifesti il proprio dissenso per le politiche di alleanza e sostegno allo stato genocida di Israele e a sostegno del popolo palestinese non si ferma: contro gli attivisti, contro i deputati che conducono trasparenti e importanti campagne e interrogazioni parlamentari sul tema, contro le ONG e le associazioni palestinesi la cui eventuale complicità con Hamas è ancora tutta da dimostrare tramite indagini condotte da organismi internazionali.  

Che si attacchi chi agisce in accordo con il diritto-dovere di opporsi a un genocidio e a crimini contro l’umanità costituisce un vero e proprio rovesciamento dei valori fondanti della civile convivenza tra singoli e popoli, basata sul riconoscimento dell’altro e dell’altrui diritto alla libertà e all’autodeterminazione. Sostenere un popolo in lotta assecondando il bisogno di giustizia e uguaglianza è un dovere oltre che un diritto. Che si criminalizzi la solidarietà e la ricerca di una pace giusta anziché il bellicismo e la militarizzazione crescenti è un’aberrazione che non possiamo accettare.

Presidente Mattarella, siamo stati in oltre due milioni in piazza questo autunno. Noi saremo sempre dalla parte di chi si batte per la giustizia e battersi per la giustizia significa anche pretendere il rispetto di quel diritto internazionale la cui affermazione è stato il traguardo degli enormi sacrifici dei nostri padri, di chi ha vissuto la tragica ed epocale vicenda della seconda guerra mondiale e della lotta di resistenza contro qualsiasi forma di prevaricazione. 

Noi siamo con Lei, che proprio nel discorso appena pronunciato, in chiusura di un anno a dir poco travagliato, ha celebrato il cammino compiuto dal nostro paese in ottanta anni, volto alla costruzione di una vera democrazia.

Noi siamo con tutte le persone che non si arrendono, che non si scusano quando lottano per la giustizia e per la solidarietà, ma che invece rivendicano non solo il diritto di lottare ma anche il dovere di farlo.

Oggi Le chiediamo pubblicamente di farsi attivo garante del nostro diritto-dovere alla solidarietà, sancito dalla nostra Costituzione e dal diritto internazionale.

Fermiamo insieme la macchina del fango che colpisce chi sostiene la causa palestinese!

 

Libere cittadine per la Palestina – Presidio di Montecitorio

 

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