Actualización de la peticiónNo alla cessione a terzi della Palazzina Liberty "Dario Fo e Franca Rame"Aggiornamento sui "lavori" alla Palazzina Liberty
luca MassariMilan, Italia
24 oct 2025

Il numero di ottobre di Quattro parla della fine della prima parte dei lavori della Palazzina Liberty, quelli che riguardano il piano terra, prevista per fine 2025 (quelli del sotterraneo, ben più lunghi e costosi, saranno affrontati più avanti in tempi non precisati, il che implicherà la sospensione dell’apertura del piano terra). Una conclusione attesa da molto tempo, per i tanti ritardi accumulati e le conseguenti proroghe. Lo stato attuale della Palazzina non autorizza l’ottimismo: basandoci su monitoraggi periodici, i lavori sembrano procedere con grande lentezza, per non dire che sono quasi fermi. Preoccupa la questione dei costi, di cui Quattro però non parla: se gli stanziamenti previsti per il 2025 – nell’ordine di 1.500.000 euro – sono stati assegnati, aspetto che ha portato il Consiglio di Municipio a esprimersi di recente in termini di “moderata soddisfazione”, ne restano da stanziare altri 2.500.000, che sono stati spostati in avanti come annualità. Come si vede, questa seconda tranche di finanziamento ha un’entità rilevante; sarebbe doveroso commisurarla in modo trasparente ed esplicito rispetto ai lavori che serviranno agli utilizzi futuri, su cui però, come vedremo, c’è buio pesto. 

Resta completamente scoperto il tema cruciale della gestione, con quanto ne consegue in termini di individuazione delle iniziative (e degli attori) che dovrebbero caratterizzare la ripresa delle attività della Palazzina, che sulla carta è quasi imminente, se viene mantenuto l’impegno per fine 2025. La gestione, come affermato dal Comitato Palazzina Liberty bene comune in incontri pubblici e in interlocuzioni con l’Assessorato alla Cultura, è la questione decisiva: se a suo tempo, in seguito alla mobilitazione del Comitato e della cittadinanza, il Comune fece marcia indietro rispetto a una delibera che l’avrebbe ceduta a privati, non ha poi esplicitato criteri di indirizzo e di scelta di chi la dovrebbe animare, secondo finalità pubbliche, e tenendo conto di un accesso largo sia quanto a domanda/utenza che quanto a offerta culturale e di una programmazione diversificata e qualificata, come richiesto dal Comitato. 

Desta poi qualche preoccupazione procedurale il fatto che Quattro, dopo aver riferito dei lavori, passi a intervistare la presidente e direttrice artistica della Cooperativa Milano Classica, che candida l’associazione a contribuire, “in modo strutturato e responsabile, alla programmazione e alla gestione della Palazzina”, dichiarando la propria volontà di collaborazione con le associazioni ricreative e culturali di zona. Ovviamente Milano Classica ha tutto il diritto di candidarsi, ma deve essere chiaro che il Comune: a. dovrebbe esplicitare preliminarmente i criteri di gestione ed esercitare una sua direzione artistica che ne garantisca l’esecuzione e b. dovrebbe arrivare all’assegnazione a una o più entità sulla scorta di un regolare bando, che – lo ribadiamo – dovrebbe rispettare i criteri sopra esposti, in cui crediamo che l’Amministrazione si dovrebbe riconoscere. 

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