Per Andrea. Per tutte le vittime della strada, perchè nessuna famiglia sia lasciata sola.

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Le petizioni con più di 1.000 sostenitori hanno 5 volte più possibilità di vincere!

Il problema

Al Presidente della Repubblica

On. Sergio Mattarella

presidenza.repubblica@pec.quirinale.it

 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

On. Giorgia Meloni

presidente@pec.governo.it

 

Al Presidente del Senato della Repubblica

On. Ignazio Benito Maria La Russa

protocollo@pec.senato.it

 

Al Presidente della Camera dei Deputati

On. Lorenzo Fontana

camera_protcentrale@certcamera.it

 

Al Ministro della Giustizia

On. Carlo Nordio

gabinetto.ministro@giustiziacert.it

 

Al Ministro della Salute

On. Orazio Schillaci

gab@postacert.sanita.it

 

Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

On. Matteo Salvini

dg.gabinetto@pec.mit.gov.it

 

Ministero dell’Istruzione e del Merito

On. Giuseppe Valditara

uffgabinetto@postacert.istruzione.it

 

Ministero dell’Università e della Ricerca

On. Anna Maria Bernini

gabinetto@pec.miur.gov.it

 

Ai Presidenti delle Commissioni Parlamentari competenti

 

Alle Istituzioni della Repubblica Italiana tutte

 

Vostre Sedi

 

 

Catanzaro, 3 agosto 2026

 

OGGETTO: PETIZIONE NAZIONALE "Per Andrea. Per tutte le vittime della strada. Perché nessun'altra famiglia sia lasciata sola."

 

PREMESSA

Ci sono dolori che nessuna parola riuscirà mai a descrivere. Ci sono attese che sembrano non finire mai. Ci sono corridoi di ospedale nei quali il tempo si ferma, mentre una famiglia aspetta una notizia che potrebbe cambiare per sempre la propria esistenza.

Dietro la porta di una Terapia Intensiva non c'è soltanto un paziente. Ci sono una madre, un padre, dei fratelli, delle sorelle, degli amici, i nonni. Ci sono i nonni. Ci sono vite sospese. Ci sono famiglie che imparano, nel modo più crudele, quanto sia fragile la vita.

Questa petizione nasce da una promessa. La promessa che il dolore non rimanga soltanto una tragedia privata. La promessa di trasformare la sofferenza in responsabilità, affinché ciò che oggi sta vivendo una famiglia possa diventare un cambiamento capace di proteggere tutte le altre.

Non scriviamo queste parole mossi dall'odio. Non cerchiamo vendetta. La vendetta appartiene all'istinto. Ma cerchiamo giustizia e la giustizia appartiene a uno Stato di diritto.

Ed è proprio nello Stato che oggi riponiamo la nostra speranza.

Chiediamo alle Istituzioni della Repubblica di ascoltare la voce delle vittime, delle loro famiglie e di tutti quei cittadini che credono che la tutela della vita umana debba rappresentare il valore più alto del nostro ordinamento.

Ogni omicidio stradale e ogni lesione personale gravissima provocati da condotte gravemente irresponsabili non distruggono soltanto una vita. Distruggono intere famiglie. Cambiano per sempre il futuro di bambini che crescono senza un genitore, di genitori che sopravvivono ai propri figli, di fratelli e sorelle che vedono spezzarsi una parte della propria storia. Cambiano per sempre la vita dei nonni.

Troppo spesso, dopo la tragedia, le famiglie si trovano ad affrontare un secondo percorso di sofferenza: quello della solitudine. La solitudine nelle sale di attesa delle rianimazioni. La solitudine durante i lunghi percorsi di cura. La solitudine nei procedimenti giudiziari. La solitudine davanti a un dolore che sembra non interessare più nessuno.

Noi crediamo che la Repubblica possa e debba fare di più. Può fare di più nella prevenzione. Può fare di più nell'assistenza. Può fare di più nel sostegno psicologico. Può fare di più nel riconoscere i diritti delle vittime. E può fare di più nel garantire che chi, con condotte di eccezionale gravità, provoca la morte o lesioni permanenti a persone innocenti sia chiamato a rispondere delle proprie azioni con pene adeguate, effettive e proporzionate alla gravità del fatto, nel pieno rispetto dei principi costituzionali.

Per questo chiediamo una profonda riforma della normativa italiana. Una riforma che rimetta al centro la vita umana. Una riforma che restituisca dignità alle vittime. Una riforma che sostenga concretamente le famiglie. Una riforma che rafforzi la prevenzione e la sicurezza. Una riforma che riaffermi un principio semplice ma fondamentale: chi sceglie consapevolmente di mettere in pericolo la vita degli altri deve sapere che lo Stato risponderà con fermezza, perché ogni vita spezzata rappresenta una ferita per l'intera comunità nazionale.

Questa iniziativa è dedicata ad Andrea. Ma non parla soltanto di Andrea. Parla di tutte le vittime che non hanno più voce. Parla di tutte le famiglie che hanno imparato il significato del silenzio davanti a una sala di rianimazione. Parla di tutte quelle persone che ogni giorno sperano che nessun altro debba vivere ciò che loro hanno vissuto.

Vogliamo immensamente che il dolore diventi responsabilità. Che la responsabilità diventi giustizia. Che la giustizia diventi prevenzione. E che la prevenzione possa salvare altre vite. Questa è la promessa che oggi affidiamo alla Repubblica Italiana. Perchè ogni giorno in Italia una famiglia riceve una telefonata che le cambia la vita per sempre. Ogni giorno qualcuno esce di casa senza sapere che non vi farà più ritorno.Ogni giorno genitori, figli, fratelli, sorelle, amici e persone care si ritrovano davanti alla porta di una sala di rianimazione aspettando una notizia che nessuno dovrebbe mai ricevere.

Dietro ogni omicidio stradale e dietro ogni lesione personale gravissima non esiste soltanto una vittima. Esiste un'intera famiglia che vede crollare il proprio futuro. Esiste un dolore che nessuna sentenza potrà mai cancellare.

Questa petizione nasce da una promessa. La promessa che il dolore non rimanga soltanto dolore. La promessa di trasformare una tragedia in un impegno civile affinché nessun'altra famiglia debba vivere ciò che oggi vivono migliaia di cittadini italiani.

Questa iniziativa non nasce dall'odio. Non nasce dalla vendetta. Nasce dall'amore per la vita e dal profondo rispetto per ogni essere umano innocente che perde la propria esistenza o la propria autonomia a causa di condotte gravemente irresponsabili.

Per questo chiediamo al Parlamento e al Governo della Repubblica di avviare con urgenza una riforma organica del sistema di tutela delle vittime degli incidenti stradali e delle loro famiglie.

Chiediamo

1. Una revisione della normativa sull'omicidio stradale e sulle lesioni personali stradali gravissime, affinché il Parlamento valuti un inasprimento delle pene nei casi di eccezionale gravità, garantendo una risposta sanzionatoria proporzionata alla gravità dei fatti e alla tutela della vita umana.

2. L'istituzione della "Carta dei Diritti delle Vittime degli Incidenti Stradali e delle loro Famiglie", che riconosca diritti certi, esigibili e uniformi su tutto il territorio nazionale.

3. L'assistenza psicologica gratuita, immediata e continuativa per i familiari delle vittime e delle persone ricoverate in terapia intensiva a seguito di incidenti stradali con prognosi riservata o lesioni gravissime.

4. La presenza stabile di psicologi nei reparti di Terapia Intensiva e Rianimazione, affinché nessuna famiglia venga lasciata sola nelle ore e nei giorni più difficili della propria vita.

5. L'istituzione di un Fondo Nazionale per le Vittime della Strada, destinato a garantire sostegno psicologico, legale, sociale ed economico alle famiglie.

6. Percorsi giudiziari più rapidi, affinché il tempo non diventi un'ulteriore sofferenza per chi attende giustizia.

7. Un rafforzamento della prevenzione, dell'educazione stradale e dei controlli per ridurre il numero delle vittime e delle lesioni gravissime.

Un appello al Ministero dell'Istruzione e del Merito

La sicurezza stradale non può essere affidata esclusivamente alle sanzioni. Deve diventare una cultura. Per questo rivolgiamo un appello al Ministero dell'Istruzione e del Merito affinché l'educazione alla sicurezza stradale diventi parte integrante del percorso scolastico di ogni studente italiano. Guidare un veicolo non significa soltanto conoscere il Codice della strada. Significa comprendere il valore della vita umana. Significa essere consapevoli che una sola scelta irresponsabile può distruggere la propria vita e quella di molte altre persone.

Chiediamo che, a partire dalla scuola primaria e fino agli istituti secondari di secondo grado, siano previsti percorsi formativi obbligatori dedicati alla sicurezza stradale, alla responsabilità civile e penale, al rispetto degli utenti più vulnerabili della strada e alle conseguenze umane, sanitarie e giuridiche degli incidenti. Proponiamo inoltre che tali percorsi coinvolgano periodicamente operatori del 118, medici dell'emergenza, infermieri, psicologi, Forze dell'Ordine, magistrati, avvocati, esperti di sicurezza stradale e, quando lo desiderino, familiari delle vittime e persone sopravvissute a gravi incidenti, affinché possano testimoniare con rispetto e dignità l'impatto reale che un comportamento irresponsabile può avere sulla vita delle persone.

L'educazione non deve limitarsi a insegnare come si guida un'automobile. Deve insegnare perché ogni scelta alla guida rappresenta una responsabilità verso gli altri. Ogni ragazzo che comprende il valore della prudenza può diventare un adulto capace di salvare una vita. Ogni vita salvata rappresenta il più grande successo che uno Stato possa raggiungere.

Un appello alle Istituzioni

La forza di uno Stato non si misura soltanto nella capacità di punire. Si misura soprattutto nella capacità di proteggere. Proteggere chi è innocente. Proteggere chi soffre. Proteggere chi, da un giorno all'altro, vede la propria vita distrutta. Una Repubblica veramente giusta non lascia sole le famiglie davanti a una sala di rianimazione. Non lascia sole le madri. Non lascia soli i padri. Non lascia soli i fratelli, le sorelle, i figli e gli amici. Lo Stato deve essere presente con la stessa forza con cui le famiglie affrontano il proprio dolore.

Un appello ai professionisti

Questa petizione rappresenta il primo passo verso una Proposta di Legge di Iniziativa Popolare. Per questo chiediamo il sostegno delle migliori competenze del Paese. Invitiamo magistrati, avvocati, costituzionalisti, professori universitari, medici, anestesisti rianimatori, psicologi, psichiatri, infermieri, operatori del sistema dell'emergenza-urgenza, forze dell'ordine, esperti di sicurezza stradale, associazioni delle vittime e tutti i professionisti che desiderino contribuire a mettere la propria esperienza al servizio di questa iniziativa. Vogliamo costruire una proposta di legge seria, autorevole, costituzionalmente solida e capace di migliorare concretamente il sistema italiano.

Un appello ai cittadini

Se anche tu hai perso una persona cara. Se anche tu hai trascorso giorni davanti a una terapia intensiva. Se anche tu hai vissuto il silenzio, l'attesa e la paura. Se anche tu credi che la vita umana meriti una tutela ancora più forte. Unisciti a questa iniziativa. Condividi la tua testimonianza. Firma questa petizione.

Aiutaci a costruire una proposta di legge che possa trasformare il dolore in una responsabilità collettiva.

Per Andrea.

Questa iniziativa nasce anche da una promessa. La promessa che il nome di Andrea non rimanga soltanto il ricordo custodito dalla sua famiglia. La promessa che la sua storia possa diventare un seme di cambiamento per l'intero Paese. Perché nessun'altra famiglia debba pronunciare il nome della persona che ama con le lacrime agli occhi. Perché ogni vita salvata sarà il modo più nobile per onorare chi oggi sta lottando, chi non c'è più e chi porterà per sempre dentro di sé le conseguenze di una tragedia evitabile. La vita umana è il bene più prezioso che la Repubblica è chiamata a difendere.

Facciamo in modo che questa non sia soltanto una promessa.

Facciamola diventare una legge.

Immacolata Corso

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Immacolata CorsoPromotore della petizionesono la Zia di Andrea e ho deciso di essere zia anche di una generazione che deve crescere consapevole e responsabile

I decisori

Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica Italiana

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