

Pendolari R31 nel caos: più corse e nuovi treni. Tavolo urgente e rilancio subito.


Pendolari R31 nel caos: più corse e nuovi treni. Tavolo urgente e rilancio subito.
Il problema
Pendolari R31 nel caos, basta disagi; non è più accettabile, servono più corse, nuovi treni affidabili e capienti. Tavolo urgente con piano di rilancio e interventi strutturali subito per la linea Alessandria–Mortara–Milano Rogoredo.
Ogni giorno migliaia di cittadini perdono ore, permessi e serenità per ritardi, scioperi e soppressioni sulla Milano–Mortara–Alessandria. È il momento di una reale e concreta soluzione definitiva.
Ogni mattina, sulla direttrice Alessandria–Mortara–Milano e in particolare sulla linea R31, non va in scena un semplice “DISservizio”, va in scena una rinuncia quotidiana.
Rinuncia al tempo, al lavoro, alla dignità umana.
Perché quando un treno è in ritardo o viene soppresso, non salta solo una corsa, saltano appuntamenti, visite sanitarie prenotate e attese da 12 mesi, turni, riunioni, esami universitari, colloqui di lavoro, ecc...E spesso saltano anche ferie e permessi usati non per vivere, ma per “tappare buchi” creati da un servizio che dovrebbe invece garantire certezze.
Questa petizione nasce da una cosa semplice e concreta, la stanchezza.
La stanchezza vera, quella che ti entra nelle ossa quando ogni mattina non sai se arriverai in orario, se fra una gomitata e una spinta riuscirai a sederti, quando ogni sera rientri tardi, quando ti ritrovi a scegliere tra lavoro e dignità, tra famiglia e stress, tra serenità e rassegnazione.
Non è ammissibile. Non è umana.
Una linea essenziale, cambiata senza che i problemi sparissero.
La R31 collega (Alessandria)-Mortara a Milano e serve fermate cruciali per pendolari e studenti. Dal 14 dicembre 2025 la linea R31 circola tra (Alessandria)-Mortara e Milano Rogoredo anziché Milano Porta Genova, chiusa al servizio commerciale.
Questo cambiamento non può diventare l’ennesima scusa per “normalizzare l’anomalia”.
Perché i numeri raccontano una realtà durissima.
I fatti; il “venerdì/lunedì nero” è una quotidianità che dura da anni, porto alla luce un ultimo esempio che vale più o meno per tutti i precedenti e, aimé i già certi futuri...Giovedì 8 gennaio 2026 è stato descritto come una giornata “da incubo” per oltre 20.000 pendolari, con ritardi pesantissimi e molte soppressioni. In quel giorno, secondo le ricostruzioni pubblicate, solo il 22,3% delle corse ha viaggiato senza problemi (con una quota rilevante di cancellazioni e ritardi).
E non è un episodio isolato, LegAmbiente, con il report Pendolaria 2025, indica la Milano–Mortara–Alessandria tra le linee peggiori, citando circa 19.000 viaggiatori al giorno e ritardi legati anche al mancato raddoppio.
Su questa vicenda si sono accesi riflettori importanti, c’è stata attenzione mediatica e politica negli anni, eppure la vita reale dei pendolari resta appesa a un tabellone.
E allora la domanda è semplice; che altro deve succedere perché si intervenga davvero?
Il Governo deve conoscere e prendere in mano il problema.
Questa tratta non è un capriccio, è un’arteria economica e sociale che porta ogni giorno lavoratori e studenti verso Milano e ritorno. Quando si spezza, si spezza un pezzo di Paese.
Chiediamo che il Governo, in collaborazione con Regioni e società coinvolte, si assuma il dovere di sedersi a un tavolo, prendere in mano la situazione e realizzare una linea con treni nuovi, capienti, più frequenti, risolvendo definitivamente i problemi che ogni giorno affliggono migliaia di persone.
Il destinatario politico principale è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (M.I.T.), guidato dal Ministro Matteo Salvini.
Esiste un progetto di potenziamento; va sBloccato e finanziato (non raccontato).
Sulla carta, un piano di potenziamento della linea esiste ed è pubblico. Ma ciò che conta è renderlo reale; tempi certi, copertura economica completa, responsabilità chiare.
Nel quadro informativo pubblico del progetto si indicano risorse disponibili (250 milioni) e risorse non ancora disponibili (450 milioni), senza fondi certi, le opere restano promesse.
Quando i finanziamenti non arrivano, il binario unico e i colli di bottiglia restano lì e come spesso capita, basta poco perché un problema diventi un effetto domino.
COSA CHIEDIAMO: (punti chiari, verificabili, misurabili)
Chiediamo a Governo, MIT, Regioni, gestori del servizio e dell’infrastruttura di:
<> Aprire subito un tavolo permanente (con data e calendario) con MIT, Regioni (Lombardia e Piemonte), gestori/infrastruttura, Comuni, comitati pendolari, associazioni competenti.
<> Aumentare capacità e frequenza nelle fasce pendolari con più corse e composizioni adeguate (treni capienti, non “a tappo”).
<> Piano straordinario di affidabilità, riduzione reale di ritardi e soppressioni con obiettivi pubblici (KPI) e report mensili trasparenti.
<> Rinnovo e manutenzione della flotta e gestione operativa che eviti il collasso a catena ad ogni guasto.
<> Interventi strutturali dove necessario (raddoppi selettivi/completezza del raddoppio, messa in sicurezza, eliminazione colli di bottiglia), con CronoProgramma e copertura economica completa, superando la logica “a pezzi”.
<> Servizi sostitutivi veri e pronti, AutoBus di linea sostitutivi già attivabili in automatico quando c’è un’emergenza, con tempi certi e coordinamento reale.
<> Stazioni presidiate e assistenza, biglietterie e punti informativi dove necessario, personale competente e presente, indicazioni chiare e aggiornate.
<> Sicurezza, presidi nelle stazioni e, dove serve, personale a bordo per garantire serietà e incolumità dei passeggeri.
<> Comunicazione e tutele, informazioni tempestive, alternative efficaci, rimborsi/indennizzi rapidi e regole chiare quando il servizio fallisce.
PERCHÉ È URGENTE:
Perché ogni giorno perso sulla R31 è un danno economico e umano, ore sottratte alla vita, stress, costi InDiretti, e in alcuni casi conseguenze sul lavoro (mi duole ricordare il caso di cronaca giornalistica di quella ragazza, se non ricordo male di AbbiateGrasso, che fruiva linea TreNord è stata licenziata per troppi ritardi, assenze e simili...) ed anche perché l’inefficienza spinge molti verso l’auto privata, aumentando traffico e impatto ambientale.
Questa situazione non è degna di un Paese moderno e non può essere considerata “normalità”.
APPELLO FINALE
Chiediamo a chi governa e a chi gestisce questo servizio di fare ciò che un’istituzione ha il dovere di fare: sedersi, assumersi responsabilità, decidere.
Noi non chiediamo miracoli; chiediamo diritti.
Firmare e condividere questa petizione significa dire; la R31 non è InVisibile. NOI NON SIAMO NUMERI.
A:
Presidenza del Consiglio dei Ministri nel nome di Giorgia Meloni,
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (M.I.T.) nel nome di Matteo Salvini,
Presidenza Regione Lombardia nel nome di Attilio Fontana,
Regione Lombardia – Assessorato Trasporti nel nome di Franco Lucente,
Presidenza Regione Piemonte nel nome di Alberto Cirio,
Regione Piemonte – Assessorato Trasporti nel nome di Marco Gabusi,
A.D. di R.F.I. – Rete Ferroviaria Italiana nel nome di Aldo Isi,
A.D. di TreNord nel nome di Andrea Severini,
Sindaco del Comune di Alessandria (ValMadonna) nel nome di Giorgio Angelo Abonante,
Sindaco del Comune di Valenza nel nome di Maurizio Oddone,
Sindaco del Comune di Torreberetti nel nome di Mauro Mugni,
Sindaco del Comune di SartiRana nel nome di Pietro Luigi Gianni Ghiselli,
Sindaco del Comune di Valle Lomellina nel nome di Roberto Bertassi,
Sindaco del Comune di Olevano nel nome di Luca Mondin,
Commissario prefettizio del Comune di Mortara nel nome di Giorgio Franco Zanzi,
Sindaco del Comune di Parona Lomellina nel nome di Massimo Bovo,
Sindaco del Comune di Vigevano nel nome di Andrea Ceffa,
Sindaco del Comune di AbbiateGrasso nel nome di Cesare Francesco Nai,
Sindaco del Comune di Albairate nel nome di Flavio Crivellin,
Sindaco del Comune di VerMezzo con Zelo nel nome di Ada Rattaro,
Sindaco del Comune di Milano nel nome di Giuseppe Sala.

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Il problema
Pendolari R31 nel caos, basta disagi; non è più accettabile, servono più corse, nuovi treni affidabili e capienti. Tavolo urgente con piano di rilancio e interventi strutturali subito per la linea Alessandria–Mortara–Milano Rogoredo.
Ogni giorno migliaia di cittadini perdono ore, permessi e serenità per ritardi, scioperi e soppressioni sulla Milano–Mortara–Alessandria. È il momento di una reale e concreta soluzione definitiva.
Ogni mattina, sulla direttrice Alessandria–Mortara–Milano e in particolare sulla linea R31, non va in scena un semplice “DISservizio”, va in scena una rinuncia quotidiana.
Rinuncia al tempo, al lavoro, alla dignità umana.
Perché quando un treno è in ritardo o viene soppresso, non salta solo una corsa, saltano appuntamenti, visite sanitarie prenotate e attese da 12 mesi, turni, riunioni, esami universitari, colloqui di lavoro, ecc...E spesso saltano anche ferie e permessi usati non per vivere, ma per “tappare buchi” creati da un servizio che dovrebbe invece garantire certezze.
Questa petizione nasce da una cosa semplice e concreta, la stanchezza.
La stanchezza vera, quella che ti entra nelle ossa quando ogni mattina non sai se arriverai in orario, se fra una gomitata e una spinta riuscirai a sederti, quando ogni sera rientri tardi, quando ti ritrovi a scegliere tra lavoro e dignità, tra famiglia e stress, tra serenità e rassegnazione.
Non è ammissibile. Non è umana.
Una linea essenziale, cambiata senza che i problemi sparissero.
La R31 collega (Alessandria)-Mortara a Milano e serve fermate cruciali per pendolari e studenti. Dal 14 dicembre 2025 la linea R31 circola tra (Alessandria)-Mortara e Milano Rogoredo anziché Milano Porta Genova, chiusa al servizio commerciale.
Questo cambiamento non può diventare l’ennesima scusa per “normalizzare l’anomalia”.
Perché i numeri raccontano una realtà durissima.
I fatti; il “venerdì/lunedì nero” è una quotidianità che dura da anni, porto alla luce un ultimo esempio che vale più o meno per tutti i precedenti e, aimé i già certi futuri...Giovedì 8 gennaio 2026 è stato descritto come una giornata “da incubo” per oltre 20.000 pendolari, con ritardi pesantissimi e molte soppressioni. In quel giorno, secondo le ricostruzioni pubblicate, solo il 22,3% delle corse ha viaggiato senza problemi (con una quota rilevante di cancellazioni e ritardi).
E non è un episodio isolato, LegAmbiente, con il report Pendolaria 2025, indica la Milano–Mortara–Alessandria tra le linee peggiori, citando circa 19.000 viaggiatori al giorno e ritardi legati anche al mancato raddoppio.
Su questa vicenda si sono accesi riflettori importanti, c’è stata attenzione mediatica e politica negli anni, eppure la vita reale dei pendolari resta appesa a un tabellone.
E allora la domanda è semplice; che altro deve succedere perché si intervenga davvero?
Il Governo deve conoscere e prendere in mano il problema.
Questa tratta non è un capriccio, è un’arteria economica e sociale che porta ogni giorno lavoratori e studenti verso Milano e ritorno. Quando si spezza, si spezza un pezzo di Paese.
Chiediamo che il Governo, in collaborazione con Regioni e società coinvolte, si assuma il dovere di sedersi a un tavolo, prendere in mano la situazione e realizzare una linea con treni nuovi, capienti, più frequenti, risolvendo definitivamente i problemi che ogni giorno affliggono migliaia di persone.
Il destinatario politico principale è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (M.I.T.), guidato dal Ministro Matteo Salvini.
Esiste un progetto di potenziamento; va sBloccato e finanziato (non raccontato).
Sulla carta, un piano di potenziamento della linea esiste ed è pubblico. Ma ciò che conta è renderlo reale; tempi certi, copertura economica completa, responsabilità chiare.
Nel quadro informativo pubblico del progetto si indicano risorse disponibili (250 milioni) e risorse non ancora disponibili (450 milioni), senza fondi certi, le opere restano promesse.
Quando i finanziamenti non arrivano, il binario unico e i colli di bottiglia restano lì e come spesso capita, basta poco perché un problema diventi un effetto domino.
COSA CHIEDIAMO: (punti chiari, verificabili, misurabili)
Chiediamo a Governo, MIT, Regioni, gestori del servizio e dell’infrastruttura di:
<> Aprire subito un tavolo permanente (con data e calendario) con MIT, Regioni (Lombardia e Piemonte), gestori/infrastruttura, Comuni, comitati pendolari, associazioni competenti.
<> Aumentare capacità e frequenza nelle fasce pendolari con più corse e composizioni adeguate (treni capienti, non “a tappo”).
<> Piano straordinario di affidabilità, riduzione reale di ritardi e soppressioni con obiettivi pubblici (KPI) e report mensili trasparenti.
<> Rinnovo e manutenzione della flotta e gestione operativa che eviti il collasso a catena ad ogni guasto.
<> Interventi strutturali dove necessario (raddoppi selettivi/completezza del raddoppio, messa in sicurezza, eliminazione colli di bottiglia), con CronoProgramma e copertura economica completa, superando la logica “a pezzi”.
<> Servizi sostitutivi veri e pronti, AutoBus di linea sostitutivi già attivabili in automatico quando c’è un’emergenza, con tempi certi e coordinamento reale.
<> Stazioni presidiate e assistenza, biglietterie e punti informativi dove necessario, personale competente e presente, indicazioni chiare e aggiornate.
<> Sicurezza, presidi nelle stazioni e, dove serve, personale a bordo per garantire serietà e incolumità dei passeggeri.
<> Comunicazione e tutele, informazioni tempestive, alternative efficaci, rimborsi/indennizzi rapidi e regole chiare quando il servizio fallisce.
PERCHÉ È URGENTE:
Perché ogni giorno perso sulla R31 è un danno economico e umano, ore sottratte alla vita, stress, costi InDiretti, e in alcuni casi conseguenze sul lavoro (mi duole ricordare il caso di cronaca giornalistica di quella ragazza, se non ricordo male di AbbiateGrasso, che fruiva linea TreNord è stata licenziata per troppi ritardi, assenze e simili...) ed anche perché l’inefficienza spinge molti verso l’auto privata, aumentando traffico e impatto ambientale.
Questa situazione non è degna di un Paese moderno e non può essere considerata “normalità”.
APPELLO FINALE
Chiediamo a chi governa e a chi gestisce questo servizio di fare ciò che un’istituzione ha il dovere di fare: sedersi, assumersi responsabilità, decidere.
Noi non chiediamo miracoli; chiediamo diritti.
Firmare e condividere questa petizione significa dire; la R31 non è InVisibile. NOI NON SIAMO NUMERI.
A:
Presidenza del Consiglio dei Ministri nel nome di Giorgia Meloni,
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (M.I.T.) nel nome di Matteo Salvini,
Presidenza Regione Lombardia nel nome di Attilio Fontana,
Regione Lombardia – Assessorato Trasporti nel nome di Franco Lucente,
Presidenza Regione Piemonte nel nome di Alberto Cirio,
Regione Piemonte – Assessorato Trasporti nel nome di Marco Gabusi,
A.D. di R.F.I. – Rete Ferroviaria Italiana nel nome di Aldo Isi,
A.D. di TreNord nel nome di Andrea Severini,
Sindaco del Comune di Alessandria (ValMadonna) nel nome di Giorgio Angelo Abonante,
Sindaco del Comune di Valenza nel nome di Maurizio Oddone,
Sindaco del Comune di Torreberetti nel nome di Mauro Mugni,
Sindaco del Comune di SartiRana nel nome di Pietro Luigi Gianni Ghiselli,
Sindaco del Comune di Valle Lomellina nel nome di Roberto Bertassi,
Sindaco del Comune di Olevano nel nome di Luca Mondin,
Commissario prefettizio del Comune di Mortara nel nome di Giorgio Franco Zanzi,
Sindaco del Comune di Parona Lomellina nel nome di Massimo Bovo,
Sindaco del Comune di Vigevano nel nome di Andrea Ceffa,
Sindaco del Comune di AbbiateGrasso nel nome di Cesare Francesco Nai,
Sindaco del Comune di Albairate nel nome di Flavio Crivellin,
Sindaco del Comune di VerMezzo con Zelo nel nome di Ada Rattaro,
Sindaco del Comune di Milano nel nome di Giuseppe Sala.

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I decisori



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Petizione creata in data 18 gennaio 2026