

Maturità 2021: non togliete lo scritto di italiano!
Il problema
Ripetute indiscrezioni danno per probabile l’esclusione della prova scritta di italiano al prossimo esame di Stato (maturità); di fronte a tale ipotesi, i firmatari di questa petizione (docenti, studenti, genitori e chiunque abbia a cuore la scuola), nel pieno rispetto degli Organi competenti e di chi, in questo difficilissimo tempo di emergenza, deve prendere decisioni delicate a tutela della salute e del diritto all’istruzione, desiderano manifestare la loro contrarietà e raccomandare che la prima prova venga salvaguardata.
Le motivazioni principali risiedono nell’alto valore della tradizionale prova di italiano che, oltre a dare allo studente lo spazio e il mezzo per esprimere il proprio pensiero e la summa delle competenze conseguite nel corso di studi, e a fornire alla Commissione d’esame un elemento di valutazione importantissimo, permette anche - e soprattutto - ad ogni ragazzo e ragazza di vivere un’esperienza che, per solennità, unitarietà e simultaneità a livello di classe e di Nazione, rappresenta un momento indimenticabile della vita giovanile, il coronamento della carriera scolastica e un rito di ingresso nella vita adulta.
C'è un ulteriore rischio, poi, da considerare: lo scorso anno molti docenti e famiglie hanno visto come la notizia, ufficializzata dal Governo il 6 aprile, di una indiscriminata promozione di tutti gli studenti di ogni ordine e grado all'anno successivo (e dell'ammissione altrettanto indiscriminata all'esame di tutti i licenziandi e maturandi) abbia avuto ripercussioni negative sull'impegno da parte di numerosi allievi, che hanno recepito le misure adottate come elemento di demotivazione alla partecipazione e allo studio; memori di questo, è lecito porsi una domanda: se già da ora si sapesse che l'esame in presenza sarà solo orale, cosa sarebbe dell'importanza da attribuire alla lingua scritta, all'esercizio sulle diverse tipologie testuali e a tutta la parte di didattica incentrata sulla capacità di elaborare da soli e in presenza un testo con carta e penna? Quanto tutto questo verrebbe sacrificato in nome di un'inevitabile focalizzazione sulle sole cose "utili" all'esame ridotto?
Il Governo si interroga sui deficit, in termini didattici, che potrebbero aver contratto gli studenti a causa delle limitate attività in presenza durante questo anno scolastico e studia possibili (e controverse) soluzioni per compensare tali presunte lacune con interventi aggiuntivi: perché, allora, istituzionalizzare già da ora una deprivazione certa, togliendo la prova scritta?
Considerando il tempo che ancora ci separa dalle tradizionali date di inizio degli esami e la complessiva praticabilità – già nel presente – di una didattica in presenza in condizioni di sicurezza, auspichiamo che non vengano prese già da adesso decisioni irreversibili che escludano la prima prova e che si lasci aperta la possibilità - condizioni epidemiologiche permettendo - di includerla nell’esame 2021.

PETIZIONE CHIUSA
Il problema
Ripetute indiscrezioni danno per probabile l’esclusione della prova scritta di italiano al prossimo esame di Stato (maturità); di fronte a tale ipotesi, i firmatari di questa petizione (docenti, studenti, genitori e chiunque abbia a cuore la scuola), nel pieno rispetto degli Organi competenti e di chi, in questo difficilissimo tempo di emergenza, deve prendere decisioni delicate a tutela della salute e del diritto all’istruzione, desiderano manifestare la loro contrarietà e raccomandare che la prima prova venga salvaguardata.
Le motivazioni principali risiedono nell’alto valore della tradizionale prova di italiano che, oltre a dare allo studente lo spazio e il mezzo per esprimere il proprio pensiero e la summa delle competenze conseguite nel corso di studi, e a fornire alla Commissione d’esame un elemento di valutazione importantissimo, permette anche - e soprattutto - ad ogni ragazzo e ragazza di vivere un’esperienza che, per solennità, unitarietà e simultaneità a livello di classe e di Nazione, rappresenta un momento indimenticabile della vita giovanile, il coronamento della carriera scolastica e un rito di ingresso nella vita adulta.
C'è un ulteriore rischio, poi, da considerare: lo scorso anno molti docenti e famiglie hanno visto come la notizia, ufficializzata dal Governo il 6 aprile, di una indiscriminata promozione di tutti gli studenti di ogni ordine e grado all'anno successivo (e dell'ammissione altrettanto indiscriminata all'esame di tutti i licenziandi e maturandi) abbia avuto ripercussioni negative sull'impegno da parte di numerosi allievi, che hanno recepito le misure adottate come elemento di demotivazione alla partecipazione e allo studio; memori di questo, è lecito porsi una domanda: se già da ora si sapesse che l'esame in presenza sarà solo orale, cosa sarebbe dell'importanza da attribuire alla lingua scritta, all'esercizio sulle diverse tipologie testuali e a tutta la parte di didattica incentrata sulla capacità di elaborare da soli e in presenza un testo con carta e penna? Quanto tutto questo verrebbe sacrificato in nome di un'inevitabile focalizzazione sulle sole cose "utili" all'esame ridotto?
Il Governo si interroga sui deficit, in termini didattici, che potrebbero aver contratto gli studenti a causa delle limitate attività in presenza durante questo anno scolastico e studia possibili (e controverse) soluzioni per compensare tali presunte lacune con interventi aggiuntivi: perché, allora, istituzionalizzare già da ora una deprivazione certa, togliendo la prova scritta?
Considerando il tempo che ancora ci separa dalle tradizionali date di inizio degli esami e la complessiva praticabilità – già nel presente – di una didattica in presenza in condizioni di sicurezza, auspichiamo che non vengano prese già da adesso decisioni irreversibili che escludano la prima prova e che si lasci aperta la possibilità - condizioni epidemiologiche permettendo - di includerla nell’esame 2021.

I decisori


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Petizione creata in data 20 febbraio 2021