PD, è tempo di agire: basta rinvii, congresso e primarie subito

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Siamo un gruppo di donne e di uomini che si riconoscono nei valori fondativi del PD e che non possono accettare l’attuale immobilismo del partito di fronte ad una situazione politica critica e preoccupante.

Crediamo che il Paese abbia bisogno di un grande partito come il nostro, convinti che le ragioni che ne determinarono la nascita siano sempre valide e attuali. Un partito plurale e pluralista, convergenza di diverse visioni e culture, e per questo aperto e caratterizzato da una leadership contendibile, scelta attraverso il coinvolgimento degli elettori.

In controtendenza con il ritorno del proporzionalismo restiamo convinti che un sistema maggioritario e la democrazia dell’alternanza siano preferibili e, per questo, ribadiamo il valore di una strategia politica che si rivolga agli elettori per raccogliere un consenso che permetta al PD di essere il catalizzatore di un’alternativa ai populismi di ogni colore. Un’alternativa capace di raggiungere la maggioranza parlamentare necessaria per governare.

Grazie a questa caratteristiche abbiamo visto la possibilità di affermazione di un nuovo gruppo dirigente, portatore di idee contemporanee, capace di affermarsi nel partito e arrivare alla guida del paese, a discapito di vecchi metodi e antiche correnti. Eppure, a un certo punto, questo meccanismo si è inceppato: abbiamo assistito a una degenerazione del confronto politico, a una minoranza interna che ha fatto propaganda contro il partito stesso, mentre lo sguardo della maggioranza si ripiegava sempre più sul dibattito interno invece che sui bisogni del paese.

Il PD è da troppo tempo senza una guida, che non vuol dire solo leader ma linea politica, pensiero, azioni concrete, proposte, decisioni comprensibili al di fuori della nostra ristretta cerchia di iscritti. L’apparente pax fra correnti è figlia di un accordo tra maggiorenti che impedisce ogni scelta, condannandoci a un eterno immobilismo. L'assemblea nazionale ha più volte ratificato una volontà di non decidere rimandando ogni scelta di campo per timore di spaccature, chiudendosi su se stessa di fronte a un popolo che ha smesso di capirci e che ha voglia di tornare a partecipare, discutere, decidere del proprio destino.

Non vogliamo che anche il prossimo appuntamento di luglio venga sprecato, nel nome dell’ennesimo accordo di potere fra leader che non rappresentano più nessuno se non se stessi, e che dovrebbero nella maggioranza dei casi farsi da parte per permettere l'ascesa di nuove idee per affrontare le sfide sempre più complesse che il governo grillo-leghista giornalmente ci pone.

Per questo chiediamo all'assemblea, e a tutti i nostri rappresentanti in essa, un CONGRESSO SUBITO, da svolgersi entro l'anno, attraverso un’ampia e partecipata discussione dei programmi a sostegno dei candidati alla direzione del partito, per riscoprire il piacere della partecipazione e ritrovare una direzione chiara, che da tempo abbiamo smarrito. Non ci importa se questo favorirà questa o quell’altra corrente, né i giochini tattici per un pugno di poltrone: vogliamo il congresso per discutere di ciò che accade, trovare soluzioni, e magari fare emergere un leader che dal caos in cui siamo oggi non riusciamo neanche a intravedere.

Ci impegniamo quindi, con la sottoscrizione di questo appello, a non confermare qualunque rappresentante voti un ulteriore rinvio in Assemblea e a organizzare - nel caso in cui questa eventualità si verifichi - una raccolta firme atta a richiedere, come previsto dalle norme statutarie, un referendum sul tema.

Non ci rassegniamo a stare fermi di fronte all'avanzata populista e xenofoba che attanaglia l'Europa. Abbiamo bisogno di un PD forte, per tornare a lottare uniti contro i fortissimi venti di egoismo che soffiano sul nostro Paese e sull’Europa.

E per questo PD lotteremo con tutte le nostre forze.

 



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