Petition updateHome Food - Approvazione DDL S.1271 del 27/02/2014Home Restaurant a Bruxelles il prossimo 28 novembre
Home Restaurant
Nov 20, 2017
La commissione Petizioni del Parlamento europeo mette all’ordine del giorno le rimostranze sulla disciplina italiana dell’Home Restaurant, che, in barba alle indicazioni UE, introduce pesanti restrizioni anziché promuovere l’economia della condivisione e giace al Senato dall’inizio dell’anno. Sarà Giambattista Scivoletto ad aprire i lavori della commissione Petizioni del Parlamento europeo martedì 28 novembre. Fondatore di HomeRestaurant.com e coordinatore di un gruppo di studio sull’Home Restaurant, Scivoletto è il firmatario della petizione che contesta il disegno di legge sulla ristorazione in ambito privato approvato alla Camera lo scorso gennaio: la questione sarà esaminata e discussa dai deputati di Bruxelles. L’organizzazione sovranazionale, impegnata dal 2016 sul fronte di un’Agenda europea per l’economia collaborativa, ha recepito le istanze di chi in Italia vorrebbe esprimersi ai fornelli e condividere in casa propria le ricette di famiglia, territorio e tradizione con i viaggiatori in cerca di esperienze gastronomiche intime e autentiche, ma non può. Il ddl ora al Senato, peraltro confutato dall’Antitrust in primavera, chiude la possibilità di sviluppo dell’accoglienza culinaria domestica e, nell’attesa di una legge per niente promettente, vale la risoluzione di equiparazione tra Home Restaurant e pubblici esercizi del ministero dello Sviluppo economico (2015): una miopia nei confronti di un fenomeno emergente – scaturito dagli anglosassoni guerrilla restaurant e supper club – che fa circolare anzitutto saperi e sapori e dovrebbe semmai essere lasciato libero di svilupparsi senza troppi vincoli, fatta salva la regolamentazione delle eventuali storture. Mentre l’Unione europea ci vede bene, spinge per la crescita della sharing economy e chiede ai suoi Stati membri di evitare l’adozione di restrizioni non necessarie, il legislatore italiano, in contrasto coi principi di libera concorrenza, fissa tetti massimi di coperti e introiti annuali per gli HR, impone loro di operare solo attraverso piattaforme digitali e taglia fuori i gestori dei bed and breakfast, assecondando le immotivate insofferenze delle associazioni che rappresentano ristoranti, bar e alberghi. L’Italia rischia di perdere un’importante opportunità occupazionale e di scambio socio-culturale. La parola passa all’Europa, prima ancora che al Senato italiano. SCHEDA DI APPROFONDIMENTO Home Restaurant: dove eravamo rimasti? Riassunto delle puntate precedenti: la ristorazione collaborativa in Italia negli ultimi due anni. 2015 Il ministero dello Sviluppo economico emette il 10 aprile la r isoluzione 50481 [ https://goo.gl/vtyb1L ], che equipara gli Home Restaurant ai pubblici esercizi: i pionieri nostrani dell’HR – che ristoranti non sono – vengono sanzionati anche per migliaia di euro e, in assenza di normativa certa, la risoluzione blocca sul nascere la cucina familiare condivisa. Seguono le prime proposte di legge in seno alla Camera dei deputati [ https://goo.gl/pWYXuX ]. 2016 A partire dal mese di aprile, la commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera congiunge quattro proposte di legge sull’attività di ristorazione in abitazione privata. A settembre adotta un testo di base unificato [ https://goo.gl/kWRfjE ], che è distorcente, restrittivo e non in linea con gli orientamenti dell’organo esecutivo dell’Unione europea sull’economia collaborativa [ https://goo.gl/oBs7Mz ]: presentiamo una petizione al Parlamento europeo [ https://goo.gl/QitB5c ]. Il testo incorre in modifiche ma non recepisce le nostre proposte di emendamento [ https://goo.gl/wHs7XX ] e, conclusosi l’iter in Commissione il 3 novembre, passa all’Assemblea. Nel frattempo, a ottobre, il neo-ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, in antitesi con la risoluzione emessa dallo stesso MISE prima del suo insediamento e con quanto sta avvenendo alla Camera, afferma che le attività di sharing economy devono essere normate in maniera leggera [ https://goo.gl/xL5twm ]: pertanto gli chiediamo fiduciosi una revisione della risoluzione 50481 [ https://goo.gl/4Swvwi ], ma non riceviamo alcun riscontro. Interpelliamo anche l’Autorità garante della concorrenza e del mercato perché si pronunci sulla proposta di legge appena licenziata in sede di Commissione alla Camera [ https://goo.gl/aEkGGt ]. 2017 Il 17 gennaio la Camera approva in un testo unificato la Disciplina dell’attività di home restaurant e la trasmette il giorno seguente al Senato, dove è ora in corso l’iter in commissione Industria, commercio, turismo. Il DDL S. 2647 [ https://goo.gl/hcqNeL ] prevede l’obbligo di operatività e pagamenti in forma elettronica via piattaforme digitali, l’inconciliabilità dell’attività di Home Restaurant con l’esercizio di quella turistico-ricettiva non imprenditoriale e un tetto massimo di 500 coperti e 5.000 euro di proventi all’anno, vale a dire una stangata per l’HR, confermata da un sondaggio di settore [ https://goo.gl/JT8iug ]. In primavera arriva il parere dell’AGCM, che boccia il DDL [ https://goo.gl/dWrrwf ] perché introduce limitazioni indebite e vincoli ingiustificati: il sottosegretario per lo Sviluppo economico Teresa Bellanova nicchia [ https://goo.gl/eXL38R ]. L’Europa conferma l’orientamento di apertura alla sharing economy con una risoluzione del Parlamento europeo [ https://goo.gl/zvJ3HB ] e la commissione Petizioni (PETI) ci comunica che la nostra petizione è ricevibile, la trasmette alla commissione competente Mercato interno e protezione dei consumatori e a quella di Industria, ricerca ed energia e chiede alla Commissione europea di svolgere un’indagine preliminare [lettera: https://goo.gl/EPbKMo Allegato https://goo.gl/N9SXFF ]. Prossima puntata: Bruxelles Il 28 novembre la PETI discuterà la nostra istanza insieme a noi.
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