PETIZIONE PER DIRE NO AL COMBUSTIBILE SOLIDO SECONDARIO - C.S.S. - ESTRATTO DAI RIFIUTI DA BRUCIARE NEI CEMENTIFICI E NELLE CENTRALI TERMO-ELETTRICHE CON GRAVI RISCHI ALLA SALUTE DERIVATI DA DIOSSINE - FURANI - METALLI PESANTI.

PETIZIONE PER DIRE NO AL COMBUSTIBILE SOLIDO SECONDARIO - C.S.S. - ESTRATTO DAI RIFIUTI DA BRUCIARE NEI CEMENTIFICI E NELLE CENTRALI TERMO-ELETTRICHE CON GRAVI RISCHI ALLA SALUTE DERIVATI DA DIOSSINE - FURANI - METALLI PESANTI.

Il problema

PETIZIONE PER DIRE NO AL COMBUSTIBILE SOLIDO SECONDARIO - C.S.S. - ESTRATTO DAI RIFIUTI DA BRUCIARE NEI CEMENTIFICI E NELLE CENTRALI TERMO-ELETTRICHE CON GRAVI RISCHI ALLA SALUTE DERIVATI DA DIOSSINE - FURANI - METALLI PESANTI e riguardante   gli   inadempimenti   del   diritto   comunitario   e   la   richiesta   urgente   di   un pronunciamento dell’Unione Europea che sancisca in via definitiva la natura e classificazione di rifiuti per i “combustibili solidi secondari” (CSS-combustibile). 

La petizione è sottoscritta dai cittadini italiani tutti rappresentati dall’associazione Zero Waste Lazio, in quanto facente parte del Movimento Legge Rifiuti Zero, in persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore sig. Massimo Piras ed elettivamente domiciliati nella sua sede  in piazza Vittorio Emanuele II° n. 2 ROMA,

 PREMESSO CHE

Il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare del 14 febbraio 2013, n. 22, concernente “Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di  rifiuto  di determinate  tipologie  di combustibili  solidi  secondari  (CSS-combustibile),  ai  sensi dell’articolo 184 ter, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni” (All. 1) e al correlato decreto 20 marzo 2013 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 aprile 2013), ha modificato l’Allegato X della Parte quinta del codice dell’ambiente, in materia di utilizzo del combustibile solido secondario e ha indicato i criteri affinché determinate tipologie di combustibili solidi secondari cessino di essere qualificati come rifiuto e possano, quindi, essere riutilizzati;

La direttiva 2008/98/CE, all’art. 6 § 4 indica che se non sono stati fissati criteri specifici a livello comunitario, stabilire se un determinato rifiuto abbia cessato di essere tale costituisce una decisione  rimessa  agli  Stati  membri  “caso  per  caso”,  “tenendo  conto  della  giurisprudenza applicabile”;

L’associazione Zero Waste Lazio,  in quanto facente parte del Movimento Legge Rifiuti Zero, ha presentato in merito apposita denuncia alla C.E. in data 11 novembre 2014, con il dettaglio di tutti i provvedimenti che si ritengono contrari al diritto comunitario e le norme comunitarie che si ritengono violate;

 CONSIDERATO CHE

Il d.m. n. 22/2013, di fatto, è in grado di determinare un serio danno sotto il profilo della salute umana. L’utilizzo dei cementifici come inceneritori dà, infatti, vita a polveri sottili, comunemente definite <<killer invisibile>> dell’ambiente;

Il  Parlamento  europeo  ha  approvato,  nel  maggio  2012,  la  relazione  Gerbrandy,  per un’Europa   più   efficiente  nell’impiego   delle   risorse,  con   cui   si  invita  la   Commissione   a razionalizzare la normativa in materia di rifiuti tenendo conto della gerarchia dei rifiuti e della necessità di ridurre quelli residui fino a raggiungere l’obiettivo rifiuti zero. In particolare, sono sollecitate proposte, da assumere entro il 2014, allo scopo di introdurre gradualmente un divieto generale dello smaltimento in discarica a livello europeo e di abolire progressivamente, entro la fine del decennio, l’incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili.

 LA DOCUMENTAZIONE ALLEGATA DIMOSTRA CHE

L’impatto complessivamente negativo sull’ambiente deriva dai composti generati dalla combustione del CSS-Combustibile (diossine, furani, PCB), che sono normalmente assenti nelle emissioni da combustibili fossili, con relativa immissione in atmosfera di composti tossici classificati in Classe 1 e 2, di composti pericolosi per la cumulabilità con accertate proprietà cancerogene e mutagene, parte V al d.lgs. n. 152/2006 e s.m.i.). Questo tipo di composti tossici emessi in atmosfera con il particolato ultrasottile (PM 2,5 > 0,1) non sono sufficientemente intercettati dai sistemi di filtrazione e abbattimento, sia degli inceneritori sia dei cementifici, essendo i sistemi disponibili del tutto inadeguati a trattenere le polveri sottili e ultrasottili generate dalla combustione del CSS;

Si stima, nel CSS-Combustibile, la presenza di quantità pericolose di metalli pesanti classificati nel gruppo 1 (carcinogeni umani certi) della International Agency for Research on Cancer (IARC): arsenico (5 mg/Kg), cadmio (4 mg/Kg), cromo (100mg/Kg), nichel (30mg/Kg), oltre alla possibilità che esso contenga mercurio sino a 0.06mg/MJ;

Dal punto di vista strettamente sanitario, una corretta gestione del ciclo dei rifiuti non dovrebbe assolutamente prevedere il loro incenerimento. Sia che si tratti di inceneritori classici, di cementifici o di centrali termoelettriche tale pratica è dannosa per l’ambiente e per la popolazione, come documentato da innumerevoli testimonianze scientifiche. La proposta di co- combustione dei rifiuti nei cementifici come alternativa più “sostenibile” e meno pericolosa all’incenerimento in impianti dedicati, è al tempo stesso da considerare una dichiarazione indiretta della pericolosità dei termovalorizzatori, che comporta un ulteriore sacrificio del bene comune a vantaggio degli interessi privati.

 Tutto ciò premesso e considerato,

 I cittadini europei sottoscrittori

con la presente petizione chiedono che il Parlamento europeo si pronunci urgentemente e che impegni la Commissione Europea ad avviare un procedimento d’infrazione nei confronti dello Stato italiano che definisca, in via definitiva, la natura e la classificazione di rifiuto dei Combustibili  Solidi  Secondari    (CSS),  e  definisca  per  tutti  gli  Stati  membri  le  corrette procedure per lo smaltimento di questi rifiuti, vietandone al contempo qualunque tipo di incenerimento.

Movimento Legge Rifiuti Zero

Questa petizione aveva 1999 sostenitori

Il problema

PETIZIONE PER DIRE NO AL COMBUSTIBILE SOLIDO SECONDARIO - C.S.S. - ESTRATTO DAI RIFIUTI DA BRUCIARE NEI CEMENTIFICI E NELLE CENTRALI TERMO-ELETTRICHE CON GRAVI RISCHI ALLA SALUTE DERIVATI DA DIOSSINE - FURANI - METALLI PESANTI e riguardante   gli   inadempimenti   del   diritto   comunitario   e   la   richiesta   urgente   di   un pronunciamento dell’Unione Europea che sancisca in via definitiva la natura e classificazione di rifiuti per i “combustibili solidi secondari” (CSS-combustibile). 

La petizione è sottoscritta dai cittadini italiani tutti rappresentati dall’associazione Zero Waste Lazio, in quanto facente parte del Movimento Legge Rifiuti Zero, in persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore sig. Massimo Piras ed elettivamente domiciliati nella sua sede  in piazza Vittorio Emanuele II° n. 2 ROMA,

 PREMESSO CHE

Il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare del 14 febbraio 2013, n. 22, concernente “Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di  rifiuto  di determinate  tipologie  di combustibili  solidi  secondari  (CSS-combustibile),  ai  sensi dell’articolo 184 ter, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni” (All. 1) e al correlato decreto 20 marzo 2013 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 aprile 2013), ha modificato l’Allegato X della Parte quinta del codice dell’ambiente, in materia di utilizzo del combustibile solido secondario e ha indicato i criteri affinché determinate tipologie di combustibili solidi secondari cessino di essere qualificati come rifiuto e possano, quindi, essere riutilizzati;

La direttiva 2008/98/CE, all’art. 6 § 4 indica che se non sono stati fissati criteri specifici a livello comunitario, stabilire se un determinato rifiuto abbia cessato di essere tale costituisce una decisione  rimessa  agli  Stati  membri  “caso  per  caso”,  “tenendo  conto  della  giurisprudenza applicabile”;

L’associazione Zero Waste Lazio,  in quanto facente parte del Movimento Legge Rifiuti Zero, ha presentato in merito apposita denuncia alla C.E. in data 11 novembre 2014, con il dettaglio di tutti i provvedimenti che si ritengono contrari al diritto comunitario e le norme comunitarie che si ritengono violate;

 CONSIDERATO CHE

Il d.m. n. 22/2013, di fatto, è in grado di determinare un serio danno sotto il profilo della salute umana. L’utilizzo dei cementifici come inceneritori dà, infatti, vita a polveri sottili, comunemente definite <<killer invisibile>> dell’ambiente;

Il  Parlamento  europeo  ha  approvato,  nel  maggio  2012,  la  relazione  Gerbrandy,  per un’Europa   più   efficiente  nell’impiego   delle   risorse,  con   cui   si  invita  la   Commissione   a razionalizzare la normativa in materia di rifiuti tenendo conto della gerarchia dei rifiuti e della necessità di ridurre quelli residui fino a raggiungere l’obiettivo rifiuti zero. In particolare, sono sollecitate proposte, da assumere entro il 2014, allo scopo di introdurre gradualmente un divieto generale dello smaltimento in discarica a livello europeo e di abolire progressivamente, entro la fine del decennio, l’incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili.

 LA DOCUMENTAZIONE ALLEGATA DIMOSTRA CHE

L’impatto complessivamente negativo sull’ambiente deriva dai composti generati dalla combustione del CSS-Combustibile (diossine, furani, PCB), che sono normalmente assenti nelle emissioni da combustibili fossili, con relativa immissione in atmosfera di composti tossici classificati in Classe 1 e 2, di composti pericolosi per la cumulabilità con accertate proprietà cancerogene e mutagene, parte V al d.lgs. n. 152/2006 e s.m.i.). Questo tipo di composti tossici emessi in atmosfera con il particolato ultrasottile (PM 2,5 > 0,1) non sono sufficientemente intercettati dai sistemi di filtrazione e abbattimento, sia degli inceneritori sia dei cementifici, essendo i sistemi disponibili del tutto inadeguati a trattenere le polveri sottili e ultrasottili generate dalla combustione del CSS;

Si stima, nel CSS-Combustibile, la presenza di quantità pericolose di metalli pesanti classificati nel gruppo 1 (carcinogeni umani certi) della International Agency for Research on Cancer (IARC): arsenico (5 mg/Kg), cadmio (4 mg/Kg), cromo (100mg/Kg), nichel (30mg/Kg), oltre alla possibilità che esso contenga mercurio sino a 0.06mg/MJ;

Dal punto di vista strettamente sanitario, una corretta gestione del ciclo dei rifiuti non dovrebbe assolutamente prevedere il loro incenerimento. Sia che si tratti di inceneritori classici, di cementifici o di centrali termoelettriche tale pratica è dannosa per l’ambiente e per la popolazione, come documentato da innumerevoli testimonianze scientifiche. La proposta di co- combustione dei rifiuti nei cementifici come alternativa più “sostenibile” e meno pericolosa all’incenerimento in impianti dedicati, è al tempo stesso da considerare una dichiarazione indiretta della pericolosità dei termovalorizzatori, che comporta un ulteriore sacrificio del bene comune a vantaggio degli interessi privati.

 Tutto ciò premesso e considerato,

 I cittadini europei sottoscrittori

con la presente petizione chiedono che il Parlamento europeo si pronunci urgentemente e che impegni la Commissione Europea ad avviare un procedimento d’infrazione nei confronti dello Stato italiano che definisca, in via definitiva, la natura e la classificazione di rifiuto dei Combustibili  Solidi  Secondari    (CSS),  e  definisca  per  tutti  gli  Stati  membri  le  corrette procedure per lo smaltimento di questi rifiuti, vietandone al contempo qualunque tipo di incenerimento.

Movimento Legge Rifiuti Zero

I decisori

PARLAMENTO EUROPEO - Commissione petizioni - Bruxelles
PARLAMENTO EUROPEO - Commissione petizioni - Bruxelles
Direzione generale ambiente - dott. Ion Codescu
COMMISSIONE EUROPEA -
COMMISSIONE EUROPEA -
COMMISSIONE EUROPEA -
COMMISSIONE EUROPEA -
delegato ambiente Karmenu Vella

Aggiornamenti sulla petizione