Affinché la Santa Sede consideri la scomunica del ministro Matteo Salvini


Affinché la Santa Sede consideri la scomunica del ministro Matteo Salvini
Il problema
Ecco, questo è un invito a firmare per spronare la comunità cattolica a prendere una posizione chiara e concreta. Una posizione contro questi signori di estrema destra che brandiscono il vangelo in una mano e la mitraglia nell'altra.
State a sentire quello che vi dico.
La scomunica, prima di tutto. È l'esclusione di un cristiano dalla comunità dei fedeli a causa di gravi e ostinate infrazioni alla morale e/o alla dottrina riconosciuta.
Roba vecchia quanto la religione stessa, direte (o attuale come la religione stessa); "E se qualcuno non ubbidisce a ciò che diciamo in questa lettera, notatelo, e non abbiate relazione con lui, affinché si vergogni" diceva l'Apostolo Paolo, di fatto dando il via alle sanzioni disciplinari – e alla necessità che qualcuno, prima o poi, si vergogni. E da lì in poi storie di papi, antipapi, Enrichi re, Canossa e ginocchia sbucciate e quant'altro. Non state a pensare ai secoli passati, facciamo un salto fino alla Repubblica Italiana. Secondo il decreto del Santo Uffizio del 1º luglio 1949 veniva dichiarato formalmente scomunicato chiunque, iscritto al partito comunista, abbracciava di fatto il materialismo ateo. E vorrei ben vedere. Le parrocchie si diedero un gran da fare affiggendo manifesti per tutto il Belpaese, che dicevano più o meno così:
«Avviso Sacro
Fa peccato grave e non può essere assolto
- Chi è iscritto al Partito Comunista.
- Chi ne fa propaganda in qualsiasi modo.
- Chi vota per esso e per i suoi candidati.
- Chi scrive, legge e diffonde la stampa comunista.
- Chi rimane nelle organizzazioni comuniste: Camera del Lavoro, Federterra, Fronte della Gioventù, CGIL, ecc…
È scomunicato e apostata:
- Chi, iscritto o no al Partito Comunista, ne accetta la dottrina atea e anticristiana; chi la difende e chi la diffonde. Queste sanzioni sono estese anche a quei partiti che fanno causa comune con il comunismo.
Decreto del Sant'Uffizio - 28 giugno 1949
N.B. Chi in confessione tace tali colpe fa sacrilegio: può invece essere assolto chi sinceramente pentito rinuncia alle sue false posizioni.»
Surfando con la tunica sull'onda dell'anticomunismo la Chiesa prendeva una posizione chiara, limpida, inequivocabile. La scomunica non è stata mai abolita (tutt'oggi). Possiamo chiederci: una mossa efficace? Sgridare chi già si dichiarava ateo, poco; magari però quei tanti di fede cattolica e ambizioni socialiste si trovarono in difficoltà. Bene, veniamo al presente: tenendo conto che un ateo la scomunica se la va a cercare, cosa succede se un politico, un leader di partito ed il partito stesso, distorcono la fede cristiana per i propri interessi politici? Cosa succede se chi agisce contro la morale si proclama cattolico, giura sul Vangelo, invoca la Vergine Maria ad ogni piè sospinto? Che pensa che l'esser cristiano si associ a scegliere con cura una o due frasi all'uopo ed ignorare la dottrina, piuttosto che seguire quotidianamente gli insegnamenti di Cristo? Come può la Chiesa restare indifferente verso lo sfruttamento ignobile del Vangelo per politica di bassa lega? Ecco il punto, l'avete capito; sproniamo all'azione e facciamo i nomi.
Matteo Salvini, ministro dell'Interno e vice-primo ministro del governo italiano, ha di fatti giurato sul Vangelo. Ha invocato la Vergine Maria mentre chiudeva la porta ai naufraghi. Ha accolto le critiche e le violenze verbali nei confronti della Santa Sede. La sua politica di stampo autoritario si fonda sul mercimonio della sofferenza e l'oppressione del prossimo – fino a proporre da sé nuove e fallaci interpretazioni del Vangelo stesso. Come s'associa la cristianità di Salvini alla predica di Gesù, "beati siano i portatori di pace", mentre questi diffonde foto con mitra nel giorno della Santa Pasqua? L'avidità di un partito che ha intascato 49 milioni di euro, cosa ci farà mai con la cruna di un ago? Certo, direte voi, chi è senza peccato scagli la prima pietra – ma il Salvini fa piovere catapulte sui più bisognosi.
Dice la dottrina:
«Allo scomunicato è fatto divieto:
1. Di prendere parte in alcun modo come ministro alla celebrazione del Sacrificio dell'Eucaristia o di qualunque altra cerimonia di culto pubblico;
2. Di celebrare sacramenti o sacramentali e di ricevere i sacramenti;
last but not least
3. Di esercitare funzioni in uffici o ministeri o incarichi ecclesiastici qualsiasi, o di porre atti di governo.»
Così come in sedi extra-canoniche, pensiamo (solo un caso, sia chiaro) alle norme internazionali sul Crimine d'odio che valutano l'aggravante della posizione di potere e di privilegio, per cui la voce dello xenofobo (esempio a caso) è ancor più dannosa se diffusa da governi, così l'onorevole Matteo Salvini è il destinatario ideale di questa richiesta.
Diciamo la verità: il Vaticano ha rotto più volte, con la politica italiana; è tempo che rompa anche con i nuovi fascismi che avanzano. Visto che l'occasione è stata persa, diremmo ad esempio in scambi di effusioni e lettere tra papi e (solo esempi, perdinci) dittatori cileni, che la Chiesa non perda quest'occasione: rompa con i nuovi fascisti. Manifesti l'opposizione con manifesti d'opposizione. E poi la scomunica è una pena medicinale, che invita al ravvedimento, alla conversione e alla riparazione dello scandalo… Che si inviti, allora. Ma sul serio. Si usino gli strumenti appropriati: messaggi velati e lavoro sul campo di sacerdoti indomiti non bastano più. Una posizione chiara. Una voce tonante. Dall'alto. Un knock-out. Una scomunica!
Affinché si vergogni. Affinché si vergognino tutti.
«Avviso Sacro
Fa peccato grave e non può essere assolto
- Chi è iscritto alla Lega e a quei partiti che fanno causa comune con il leghismo.
- Chi ne fa propaganda in qualsiasi modo.
- Chi vota per questi e per i loro candidati.
- Chi scrive, legge e diffonde la stampa xenofoba e neofascista…
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Il problema
Ecco, questo è un invito a firmare per spronare la comunità cattolica a prendere una posizione chiara e concreta. Una posizione contro questi signori di estrema destra che brandiscono il vangelo in una mano e la mitraglia nell'altra.
State a sentire quello che vi dico.
La scomunica, prima di tutto. È l'esclusione di un cristiano dalla comunità dei fedeli a causa di gravi e ostinate infrazioni alla morale e/o alla dottrina riconosciuta.
Roba vecchia quanto la religione stessa, direte (o attuale come la religione stessa); "E se qualcuno non ubbidisce a ciò che diciamo in questa lettera, notatelo, e non abbiate relazione con lui, affinché si vergogni" diceva l'Apostolo Paolo, di fatto dando il via alle sanzioni disciplinari – e alla necessità che qualcuno, prima o poi, si vergogni. E da lì in poi storie di papi, antipapi, Enrichi re, Canossa e ginocchia sbucciate e quant'altro. Non state a pensare ai secoli passati, facciamo un salto fino alla Repubblica Italiana. Secondo il decreto del Santo Uffizio del 1º luglio 1949 veniva dichiarato formalmente scomunicato chiunque, iscritto al partito comunista, abbracciava di fatto il materialismo ateo. E vorrei ben vedere. Le parrocchie si diedero un gran da fare affiggendo manifesti per tutto il Belpaese, che dicevano più o meno così:
«Avviso Sacro
Fa peccato grave e non può essere assolto
- Chi è iscritto al Partito Comunista.
- Chi ne fa propaganda in qualsiasi modo.
- Chi vota per esso e per i suoi candidati.
- Chi scrive, legge e diffonde la stampa comunista.
- Chi rimane nelle organizzazioni comuniste: Camera del Lavoro, Federterra, Fronte della Gioventù, CGIL, ecc…
È scomunicato e apostata:
- Chi, iscritto o no al Partito Comunista, ne accetta la dottrina atea e anticristiana; chi la difende e chi la diffonde. Queste sanzioni sono estese anche a quei partiti che fanno causa comune con il comunismo.
Decreto del Sant'Uffizio - 28 giugno 1949
N.B. Chi in confessione tace tali colpe fa sacrilegio: può invece essere assolto chi sinceramente pentito rinuncia alle sue false posizioni.»
Surfando con la tunica sull'onda dell'anticomunismo la Chiesa prendeva una posizione chiara, limpida, inequivocabile. La scomunica non è stata mai abolita (tutt'oggi). Possiamo chiederci: una mossa efficace? Sgridare chi già si dichiarava ateo, poco; magari però quei tanti di fede cattolica e ambizioni socialiste si trovarono in difficoltà. Bene, veniamo al presente: tenendo conto che un ateo la scomunica se la va a cercare, cosa succede se un politico, un leader di partito ed il partito stesso, distorcono la fede cristiana per i propri interessi politici? Cosa succede se chi agisce contro la morale si proclama cattolico, giura sul Vangelo, invoca la Vergine Maria ad ogni piè sospinto? Che pensa che l'esser cristiano si associ a scegliere con cura una o due frasi all'uopo ed ignorare la dottrina, piuttosto che seguire quotidianamente gli insegnamenti di Cristo? Come può la Chiesa restare indifferente verso lo sfruttamento ignobile del Vangelo per politica di bassa lega? Ecco il punto, l'avete capito; sproniamo all'azione e facciamo i nomi.
Matteo Salvini, ministro dell'Interno e vice-primo ministro del governo italiano, ha di fatti giurato sul Vangelo. Ha invocato la Vergine Maria mentre chiudeva la porta ai naufraghi. Ha accolto le critiche e le violenze verbali nei confronti della Santa Sede. La sua politica di stampo autoritario si fonda sul mercimonio della sofferenza e l'oppressione del prossimo – fino a proporre da sé nuove e fallaci interpretazioni del Vangelo stesso. Come s'associa la cristianità di Salvini alla predica di Gesù, "beati siano i portatori di pace", mentre questi diffonde foto con mitra nel giorno della Santa Pasqua? L'avidità di un partito che ha intascato 49 milioni di euro, cosa ci farà mai con la cruna di un ago? Certo, direte voi, chi è senza peccato scagli la prima pietra – ma il Salvini fa piovere catapulte sui più bisognosi.
Dice la dottrina:
«Allo scomunicato è fatto divieto:
1. Di prendere parte in alcun modo come ministro alla celebrazione del Sacrificio dell'Eucaristia o di qualunque altra cerimonia di culto pubblico;
2. Di celebrare sacramenti o sacramentali e di ricevere i sacramenti;
last but not least
3. Di esercitare funzioni in uffici o ministeri o incarichi ecclesiastici qualsiasi, o di porre atti di governo.»
Così come in sedi extra-canoniche, pensiamo (solo un caso, sia chiaro) alle norme internazionali sul Crimine d'odio che valutano l'aggravante della posizione di potere e di privilegio, per cui la voce dello xenofobo (esempio a caso) è ancor più dannosa se diffusa da governi, così l'onorevole Matteo Salvini è il destinatario ideale di questa richiesta.
Diciamo la verità: il Vaticano ha rotto più volte, con la politica italiana; è tempo che rompa anche con i nuovi fascismi che avanzano. Visto che l'occasione è stata persa, diremmo ad esempio in scambi di effusioni e lettere tra papi e (solo esempi, perdinci) dittatori cileni, che la Chiesa non perda quest'occasione: rompa con i nuovi fascisti. Manifesti l'opposizione con manifesti d'opposizione. E poi la scomunica è una pena medicinale, che invita al ravvedimento, alla conversione e alla riparazione dello scandalo… Che si inviti, allora. Ma sul serio. Si usino gli strumenti appropriati: messaggi velati e lavoro sul campo di sacerdoti indomiti non bastano più. Una posizione chiara. Una voce tonante. Dall'alto. Un knock-out. Una scomunica!
Affinché si vergogni. Affinché si vergognino tutti.
«Avviso Sacro
Fa peccato grave e non può essere assolto
- Chi è iscritto alla Lega e a quei partiti che fanno causa comune con il leghismo.
- Chi ne fa propaganda in qualsiasi modo.
- Chi vota per questi e per i loro candidati.
- Chi scrive, legge e diffonde la stampa xenofoba e neofascista…
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I decisori

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Petizione creata in data 22 maggio 2019