Paluani: una Pasqua crudele


Paluani: una Pasqua crudele
Il problema
Paluani è una delle più note aziende di produzione dolciaria in Italia, ed il suo nome è strettamente associato ai dolci tradizionali delle festività, fra cui la classica colomba che nelle prossime settimane sarà presente sulle tavole di numerosissime famiglie italiane.
A partire dallo scorso settembre 2017 il dipartimento di sensibilizzazione aziendale di Animal Equality ha in più occasioni cercato di contattare Paluani al fine di discutere dell’importanza di posizionarsi pubblicamente sul tema delle uova provenienti da galline allevate in gabbia. Nonostante numerosi tentativi, però, Paluani non ha mai risposto, denotando una deludente mancanza di interesse a dissociarsi da un sistema di produzione che causa enorme sofferenza a milioni di galline ovaiole.
La mancanza di un impegno pubblico da parte di Paluani a non utilizzare uova provenienti da allevamenti in gabbia costituisce una grave negligenza da parte dell’azienda nei confronti degli animali e di sempre più consumatori italiani che esigono trasparenza riguardo alla provenienza degli ingredienti e norme minime di benessere animale.
Molte aziende del settore alimentare in Italia, fra cui le dirette concorrenti Galbusera, Le Tre Marie e Balocco hanno già preso posizione con una politica aziendale contro questo sistema di allevamento, dimostrando la chiara tendenza del mercato. Adesso è arrivato il momento che anche Paluani dia prova di poter stare al passo coi i tempi pubblicando il proprio impegno a non utilizzare uova provenienti da allevamenti in gabbia.

Il problema
Paluani è una delle più note aziende di produzione dolciaria in Italia, ed il suo nome è strettamente associato ai dolci tradizionali delle festività, fra cui la classica colomba che nelle prossime settimane sarà presente sulle tavole di numerosissime famiglie italiane.
A partire dallo scorso settembre 2017 il dipartimento di sensibilizzazione aziendale di Animal Equality ha in più occasioni cercato di contattare Paluani al fine di discutere dell’importanza di posizionarsi pubblicamente sul tema delle uova provenienti da galline allevate in gabbia. Nonostante numerosi tentativi, però, Paluani non ha mai risposto, denotando una deludente mancanza di interesse a dissociarsi da un sistema di produzione che causa enorme sofferenza a milioni di galline ovaiole.
La mancanza di un impegno pubblico da parte di Paluani a non utilizzare uova provenienti da allevamenti in gabbia costituisce una grave negligenza da parte dell’azienda nei confronti degli animali e di sempre più consumatori italiani che esigono trasparenza riguardo alla provenienza degli ingredienti e norme minime di benessere animale.
Molte aziende del settore alimentare in Italia, fra cui le dirette concorrenti Galbusera, Le Tre Marie e Balocco hanno già preso posizione con una politica aziendale contro questo sistema di allevamento, dimostrando la chiara tendenza del mercato. Adesso è arrivato il momento che anche Paluani dia prova di poter stare al passo coi i tempi pubblicando il proprio impegno a non utilizzare uova provenienti da allevamenti in gabbia.

Vittoria confermata
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I decisori
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Petizione creata in data 23 febbraio 2018