Stop alla violenza ostetrica

Il problema

La violenza ostetrica è un gravissimo problema che affligge le mamme di tutto il mondo, aggravando situazioni già delicate e causando problemi anche a lungo termine che influiscono sulla vita delle madri, sullo sviluppo del bambino e sull'equilibrio delle coppie. Benché sia diffusa ovunque, solo 5 Paesi l'hanno definita, regolata ed inquadrata come violenza di genere attraverso delle leggi: Venezuela (2007), Argentina (2009), vari Stati del Messico (2014-2017), lo Stato di Santa Catarina in Brasile e Uruguay (2017)

L'articolo 15 della legge venezuelana definisce la violenza ostetrica come "l’appropriazione del corpo e dei processi riproduttivi della donna da parte del personale sanitario, che si esprime in un trattamento disumano, nell’abuso di medicalizzazione e nella patologizzazione dei processi naturali, avendo come conseguenza la perdita di autonomia e della capacità di decidere liberamente del proprio corpo e della propria sessualità, impattando negativamente sulla qualità della vita della donna".
Nel pratico, gli abusi possono essere attuati in varie forme, come rimproveri, inviti a sbrigarsi, frasi che mirano a sminuire o colpevolizzare la mamma durante il parto (se non spingi non hai voglia di vedere tuo figlio"). Cosa ancora più grave l'epsiotomia a tradimento, molte volte effettuata senza anestesia (sutura compresa) e manovre antiquate e pericolose, come la manovra di Kisteller, sconsigliata dall'OMS e vietata per legge in molti stati anche europei ma applicata comunemente in Italia come manovra di routine.

Uno studio Doxa in collaborazione con OVOitalia (2003-2017) stima che 
1 milione di madri ha subito violenza ostetrica ed il 6% di esse ha deciso di non avere altre gravidanze. Nel 1985 l'Oms ha indicato intorno al 10% il tasso accettabile di episiotomie per un paese ma sa anche che è difficile poter determinare con certezza questo dato, così invita ad evitarne l'uso di routine. Secondo lo stesso studio, in Italia il 54% donne che hanno partorito da 2003 al 2017 ha subito episiotomia, di cui 1.600.000 "a tradimento"

L'episiotomia è un'incisione che viene fatta nell'area perineale per facilitare l'uscita del bambino. Dovrebbe essere utilizata solo se strettamente necessaria.
Ci sono due tipi di episiotomie:
-mediana, dalla vulva verso l'ano
-paramediana, che va dalla vulva verso la natica destra (attualmente questa è quella raccomandanata)
Prima di effettuare l'episiotomia bisognerebbe praticare una leggera anestesia, oltre che assicurarsi che il consenso informato venga letto, capito in ogni sua parte e firmato.
Nel 2017, da una revisione della letturatura scentifica sull'argomento della Cochrane Collaboration, si afferma "che la logica per giustificare l'episiotomia di routine è infondata".
L'episiotomia può essere utile nel momento in cui si riscontri una sofferenza fetale o nel caso in cui vi sia un parto con ventosa, questo per evitare uno scompaginamento dello sfintere anale.
La guarigione non dovrebbe essere troppo lunga, ma sappiamo che ogni corpo è diverso. La maggior parte dei punti è riassorbibile, porta dolore per via del sanguinamento, difficoltà a stare seduti, a defecare ed urinare e rappresenta un forte limite (anche di natura psicologica) per la coppia nel ritrovare l'intimità

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Giulia CapilliPromotore della petizioneHo una pagina Facebook ed Instagram, recentemente ho iniziato a chiedere alle mamme di raccontarmi le loro esperienze di parto e post partum. Sono venuti a galla racconti profondi, di violenza ostetrica e per questo ho voluto dare voce al loro dolore.

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Il problema

La violenza ostetrica è un gravissimo problema che affligge le mamme di tutto il mondo, aggravando situazioni già delicate e causando problemi anche a lungo termine che influiscono sulla vita delle madri, sullo sviluppo del bambino e sull'equilibrio delle coppie. Benché sia diffusa ovunque, solo 5 Paesi l'hanno definita, regolata ed inquadrata come violenza di genere attraverso delle leggi: Venezuela (2007), Argentina (2009), vari Stati del Messico (2014-2017), lo Stato di Santa Catarina in Brasile e Uruguay (2017)

L'articolo 15 della legge venezuelana definisce la violenza ostetrica come "l’appropriazione del corpo e dei processi riproduttivi della donna da parte del personale sanitario, che si esprime in un trattamento disumano, nell’abuso di medicalizzazione e nella patologizzazione dei processi naturali, avendo come conseguenza la perdita di autonomia e della capacità di decidere liberamente del proprio corpo e della propria sessualità, impattando negativamente sulla qualità della vita della donna".
Nel pratico, gli abusi possono essere attuati in varie forme, come rimproveri, inviti a sbrigarsi, frasi che mirano a sminuire o colpevolizzare la mamma durante il parto (se non spingi non hai voglia di vedere tuo figlio"). Cosa ancora più grave l'epsiotomia a tradimento, molte volte effettuata senza anestesia (sutura compresa) e manovre antiquate e pericolose, come la manovra di Kisteller, sconsigliata dall'OMS e vietata per legge in molti stati anche europei ma applicata comunemente in Italia come manovra di routine.

Uno studio Doxa in collaborazione con OVOitalia (2003-2017) stima che 
1 milione di madri ha subito violenza ostetrica ed il 6% di esse ha deciso di non avere altre gravidanze. Nel 1985 l'Oms ha indicato intorno al 10% il tasso accettabile di episiotomie per un paese ma sa anche che è difficile poter determinare con certezza questo dato, così invita ad evitarne l'uso di routine. Secondo lo stesso studio, in Italia il 54% donne che hanno partorito da 2003 al 2017 ha subito episiotomia, di cui 1.600.000 "a tradimento"

L'episiotomia è un'incisione che viene fatta nell'area perineale per facilitare l'uscita del bambino. Dovrebbe essere utilizata solo se strettamente necessaria.
Ci sono due tipi di episiotomie:
-mediana, dalla vulva verso l'ano
-paramediana, che va dalla vulva verso la natica destra (attualmente questa è quella raccomandanata)
Prima di effettuare l'episiotomia bisognerebbe praticare una leggera anestesia, oltre che assicurarsi che il consenso informato venga letto, capito in ogni sua parte e firmato.
Nel 2017, da una revisione della letturatura scentifica sull'argomento della Cochrane Collaboration, si afferma "che la logica per giustificare l'episiotomia di routine è infondata".
L'episiotomia può essere utile nel momento in cui si riscontri una sofferenza fetale o nel caso in cui vi sia un parto con ventosa, questo per evitare uno scompaginamento dello sfintere anale.
La guarigione non dovrebbe essere troppo lunga, ma sappiamo che ogni corpo è diverso. La maggior parte dei punti è riassorbibile, porta dolore per via del sanguinamento, difficoltà a stare seduti, a defecare ed urinare e rappresenta un forte limite (anche di natura psicologica) per la coppia nel ritrovare l'intimità

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Giulia CapilliPromotore della petizioneHo una pagina Facebook ed Instagram, recentemente ho iniziato a chiedere alle mamme di raccontarmi le loro esperienze di parto e post partum. Sono venuti a galla racconti profondi, di violenza ostetrica e per questo ho voluto dare voce al loro dolore.

I decisori

Orazio Schillaci
Orazio Schillaci
Ministero della salute

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Petizione creata in data 30 ottobre 2021