Nuovo Ospedale di Torino nel Parco della Pellerina. Perché qui?


Nuovo Ospedale di Torino nel Parco della Pellerina. Perché qui?
Il problema
Chiediamo alle istituzioni di trovare una diversa collocazione al nuovo Maria Vittoria che non comprometta un'area di terreno destinato da sempre al Parco vero e proprio.
Regione Piemonte, Comune di Torino e Asl hanno siglato un accordo per la costruzione del nuovo Ospedale Torino Nord Ovest all’interno del Parco della Pellerina.
L’area individuata è uno spazio di 59.000 mq di suolo permeabile e alberato, compreso tra corso Lecce, corso Appio Claudio e corso Regina Margherita.
Una decisione che non ha tenuto conto dell’intensa mobilitazione di comitati, associazioni e realtà territoriali che da subito hanno espresso dubbi sulla fattibilità del progetto
Le criticità che il progetto presenta sono molteplici:
- consumo di suolo permeabile: che il suolo costituisce una risorsa finita non rinnovabile, la sua distruzione è irreversibile e l’impermeabilizzazione, con la cementificazione, elimina i suoi fondamentali valori ecosistemici
- gravi problematiche di carattere idrogeologico/idraulico, dovute alla vicinanza della Dora Riparia, tanto da classificare l’area in questione a rischio di alluvione, in parte medio e in parte elevato (Piano Regolatore Generale)
- eliminazione di un’area che, in caso di piena fluviale, funge da “cassa di espansione” naturale
- problematiche acustiche che dovranno prevedere la realizzazione delle misure di contenimento del rumore
- abbattimento di un notevole numero di alberi ad alto fusto
- rischio di ulteriore consumo di suolo in caso di futuri ampliamenti della struttura ospedaliera che potrebbero rendersi necessari
- problematiche di carattere impiantistico per la presenza di alcuni elettrodotti interrati
- problematiche di viabilità: l’area interessata dal progetto è una delle più critiche dal punto di vista del traffico cittadino e uno dei nodi con più alto tasso di incidentalità; il nuovo complesso ospedaliero aggraverebbe la situazione
- assenza di risposte da parte degli enti coinvolti circa le soluzioni per la realizzazione dei servizi e sottoservizi, la centrale termica, i parcheggi pubblici e per i mezzi di soccorso
- l’edilizia ospedaliera dovrebbe rientrare in un più ampio Piano Sanitario Regionale, che in Piemonte non è aggiornato dal 2015. Non è stata affrontata la questione di cosa ne sarà degli storici presidi sanitari esistenti (Maria Vittoria e Amedeo di Savoia).
I cittadini il nuovo ospedale lo vogliono, ma in un’area che non comporti: consumo di suolo, rischio di alluvione, maggiore inquinamento dell’aria e acustico, maggiore intasamento di traffico. Le alternative sono possibili: Torino ha un grande patrimonio di edifici vuoti e/o dismessi (circa 4 milioni di mq) che potrebbero essere rigenerati
Ancora una volta si vogliono mettere a rendita le aree verdi in sfregio agli interessi e alla salute dei cittadini.
La raccolta firme è organizzata da “Assemblea Pellerina No ospedale nel Parco”, un gruppo di lavoro che, unendo le forze di diversi comitati e associazioni, si è costituito per chiedere alle istituzioni di fare un passo indietro rispetto alla decisione di costruire il nuovo ospedale Torino Nord Ovest nel Parco della Pellerina.
Solo tutti insieme possiamo difendere il Parco.
Segui “Assemblea Pellerina No ospedale nel Parco” su Facebook e Instagram
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Il problema
Chiediamo alle istituzioni di trovare una diversa collocazione al nuovo Maria Vittoria che non comprometta un'area di terreno destinato da sempre al Parco vero e proprio.
Regione Piemonte, Comune di Torino e Asl hanno siglato un accordo per la costruzione del nuovo Ospedale Torino Nord Ovest all’interno del Parco della Pellerina.
L’area individuata è uno spazio di 59.000 mq di suolo permeabile e alberato, compreso tra corso Lecce, corso Appio Claudio e corso Regina Margherita.
Una decisione che non ha tenuto conto dell’intensa mobilitazione di comitati, associazioni e realtà territoriali che da subito hanno espresso dubbi sulla fattibilità del progetto
Le criticità che il progetto presenta sono molteplici:
- consumo di suolo permeabile: che il suolo costituisce una risorsa finita non rinnovabile, la sua distruzione è irreversibile e l’impermeabilizzazione, con la cementificazione, elimina i suoi fondamentali valori ecosistemici
- gravi problematiche di carattere idrogeologico/idraulico, dovute alla vicinanza della Dora Riparia, tanto da classificare l’area in questione a rischio di alluvione, in parte medio e in parte elevato (Piano Regolatore Generale)
- eliminazione di un’area che, in caso di piena fluviale, funge da “cassa di espansione” naturale
- problematiche acustiche che dovranno prevedere la realizzazione delle misure di contenimento del rumore
- abbattimento di un notevole numero di alberi ad alto fusto
- rischio di ulteriore consumo di suolo in caso di futuri ampliamenti della struttura ospedaliera che potrebbero rendersi necessari
- problematiche di carattere impiantistico per la presenza di alcuni elettrodotti interrati
- problematiche di viabilità: l’area interessata dal progetto è una delle più critiche dal punto di vista del traffico cittadino e uno dei nodi con più alto tasso di incidentalità; il nuovo complesso ospedaliero aggraverebbe la situazione
- assenza di risposte da parte degli enti coinvolti circa le soluzioni per la realizzazione dei servizi e sottoservizi, la centrale termica, i parcheggi pubblici e per i mezzi di soccorso
- l’edilizia ospedaliera dovrebbe rientrare in un più ampio Piano Sanitario Regionale, che in Piemonte non è aggiornato dal 2015. Non è stata affrontata la questione di cosa ne sarà degli storici presidi sanitari esistenti (Maria Vittoria e Amedeo di Savoia).
I cittadini il nuovo ospedale lo vogliono, ma in un’area che non comporti: consumo di suolo, rischio di alluvione, maggiore inquinamento dell’aria e acustico, maggiore intasamento di traffico. Le alternative sono possibili: Torino ha un grande patrimonio di edifici vuoti e/o dismessi (circa 4 milioni di mq) che potrebbero essere rigenerati
Ancora una volta si vogliono mettere a rendita le aree verdi in sfregio agli interessi e alla salute dei cittadini.
La raccolta firme è organizzata da “Assemblea Pellerina No ospedale nel Parco”, un gruppo di lavoro che, unendo le forze di diversi comitati e associazioni, si è costituito per chiedere alle istituzioni di fare un passo indietro rispetto alla decisione di costruire il nuovo ospedale Torino Nord Ovest nel Parco della Pellerina.
Solo tutti insieme possiamo difendere il Parco.
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Petizione creata in data 6 febbraio 2025