Not in MI name: Milano città pubblica rompa la complicità con il genocidio

Firmatari recenti
Enzo Romano e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Dal 1994 il Comune di Milano è gemellato con quello di Tel Aviv, capitale di Israele.

“Contraddistinte da analoghi ideali democratici, Milano e Tel Aviv aspirano a migliorare le proprie condizioni di vita e di crescita civile [...]. Scopo di questo Gemellaggio è sviluppare, oltre ai rapporti tra le due città, anche una collaborazione nei settori urbanistico, economico-commerciale, culturale, accademico, turistico e sportivo”, si legge sul sito del Comune di Milano. 

Parole non solo ipocrite ma involontariamente comiche, se non ci fosse dietro una tragedia. Israele detiene il record mondiale delle violazioni di risoluzioni dell’ONU, opprime e discrimina la popolazione nativa, cui applica da 70 anni un duro regime militare, è sotto indagine della Corte di Giustizia Internazionale per genocidio e il suo primo ministro Netanyahu ha un mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Il fatto che l’accordo di gemellaggio sia ancora in vigore dopo oltre due anni di genocidio a Gaza e di annessione sempre più esplicita in Cisgiordania è del tutto inaccettabile per chiunque creda nei diritti umani universali. 

Come realtà della società civile e come cittadini e cittadine di Milano chiediamo che questo accordo vergognoso venga immediatamente cancellato.

Ma ciò non è sufficiente. Sulla base del rischio di genocidio riconosciuto dalla Corte Internazionale di Giustizia il 26 gennaio 2024, gli enti territoriali (Comuni, Regioni) sono tenuti a interrompere immediatamente qualunque relazione economica, politica, accademica, sociale e culturale che possa rafforzare la commissione di gravi violazioni del diritto internazionale da parte di Israele o ostacolare il diritto di autodeterminazione del popolo palestinese.

Per questo, chiediamo che il Comune di Milano cancelli tutti gli accordi esistenti con "Israele", tra cui l’impegno di MM Spa, controllata dal Comune, per la costruzione di una tratta della metropolitana di Tel Aviv; la collaborazione di A2A, azienda partecipata del Comune, con hub di ricerca e sviluppo dove le applicazioni civili e militari si intrecciano; e inoltre che venga bloccato il transito e la partenza di armi per Israele da parte di SEA (Società per azioni Esercizi Aeroportuali), partecipata del Comune che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa.

Considerando che dal 10 ottobre ad oggi, data della firma della cosiddetta “tregua”, "Israele" ha ucciso almeno 260 persone e ne ha ferite 632 (Al Jazeera 13/11/25*), e continua ad effettuare attacchi militari, proibire l’accesso al mare, limitare o proibire l’accesso a risorse umanitarie, infrastrutture pubbliche e terreni agricoli (OCHA*), chiediamo che il Comune applichi immediatamente l’ O.D.G. 807, approvato dal Consiglio Comunale il 20 ottobre, in cui si afferma che: “nel caso di un significativo venir meno del rispetto degli impegni del piano di pace [...] - il Comune di Milano si riserva di: a. interrompere ogni rapporto istituzionale con il governo israeliano [...] b. intraprendere azioni politiche [...] inclusa la sospensione del gemellaggio con Tel Aviv

Chiediamo inoltre che il Comune garantisca un’adeguata accoglienza sanitaria e umanitaria ai profughi palestinesi e si attivi in iniziative a sostegno del popolo palestinese e del pieno rispetto del diritto internazionale, condannando i comportamenti criminali di "Israele". 

Chiediamo alle centinaia di migliaia di cittadine e cittadini che sono scesi in piazza negli ultimi mesi e settimane di fare ancora una volta la propria parte e di contrapporsi ad una città complice che insegue il modello del privato, facendo del profitto il proprio unico obiettivo, calpestando tutto ciò che incontra sul proprio cammino.

Vogliamo una città che ponga al centro le esigenze concrete della popolazione e che scelga di non rimanere indifferente e di agire con decisione rompendo ogni complicità con stati genocidi come Israele 

FIRMA PER:

- La rottura del gemellaggio Milano-Tel Aviv ed ogni altra relazione tra il Comune di Milano e Israele;

- La rescissione dell'appalto di costruzione della linea della metropolitana di Tel Aviv da parte di MM Spa;

- L’interruzione immediata della collaborazione e di ogni rapporto tra A2A ed i centri di ricerca israeliani;

- Lo stop  da parte di SEA alla partenza, transito o stoccaggio negli aeroporti  milanesi di armi e materiale bellico diretto ad Israele ed ogni altro scenario di guerra;

- La reinternalizzazione di tutte le multi utility e la loro conversione da S.p.a. ad aziende pubbliche a tutti gli effetti, che  mettano al centro non il profitto ma i bisogni ed il benessere dei  cittadini.


Fonti: 

https://www.ochaopt.org/content/humanitarian-situation-update-340-gaza-strip

https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2025/11/13/live-israel-attacks-gazas-south-north-during-repeatedly-violated-truce

 

Realtà promotrici e sostenitrici (elenco in aggiornamento):

BDS Milano

Cantiere

Coordinamento dei Collettivi Studenteschi

Galassia Antisionista

Global Movement to Gaza Italia

Potere al Popolo

Salaam Ragazzi dell'Olivo - Comitato di Milano onlus

USB Lombardia

 

 

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Il problema

Dal 1994 il Comune di Milano è gemellato con quello di Tel Aviv, capitale di Israele.

“Contraddistinte da analoghi ideali democratici, Milano e Tel Aviv aspirano a migliorare le proprie condizioni di vita e di crescita civile [...]. Scopo di questo Gemellaggio è sviluppare, oltre ai rapporti tra le due città, anche una collaborazione nei settori urbanistico, economico-commerciale, culturale, accademico, turistico e sportivo”, si legge sul sito del Comune di Milano. 

Parole non solo ipocrite ma involontariamente comiche, se non ci fosse dietro una tragedia. Israele detiene il record mondiale delle violazioni di risoluzioni dell’ONU, opprime e discrimina la popolazione nativa, cui applica da 70 anni un duro regime militare, è sotto indagine della Corte di Giustizia Internazionale per genocidio e il suo primo ministro Netanyahu ha un mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Il fatto che l’accordo di gemellaggio sia ancora in vigore dopo oltre due anni di genocidio a Gaza e di annessione sempre più esplicita in Cisgiordania è del tutto inaccettabile per chiunque creda nei diritti umani universali. 

Come realtà della società civile e come cittadini e cittadine di Milano chiediamo che questo accordo vergognoso venga immediatamente cancellato.

Ma ciò non è sufficiente. Sulla base del rischio di genocidio riconosciuto dalla Corte Internazionale di Giustizia il 26 gennaio 2024, gli enti territoriali (Comuni, Regioni) sono tenuti a interrompere immediatamente qualunque relazione economica, politica, accademica, sociale e culturale che possa rafforzare la commissione di gravi violazioni del diritto internazionale da parte di Israele o ostacolare il diritto di autodeterminazione del popolo palestinese.

Per questo, chiediamo che il Comune di Milano cancelli tutti gli accordi esistenti con "Israele", tra cui l’impegno di MM Spa, controllata dal Comune, per la costruzione di una tratta della metropolitana di Tel Aviv; la collaborazione di A2A, azienda partecipata del Comune, con hub di ricerca e sviluppo dove le applicazioni civili e militari si intrecciano; e inoltre che venga bloccato il transito e la partenza di armi per Israele da parte di SEA (Società per azioni Esercizi Aeroportuali), partecipata del Comune che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa.

Considerando che dal 10 ottobre ad oggi, data della firma della cosiddetta “tregua”, "Israele" ha ucciso almeno 260 persone e ne ha ferite 632 (Al Jazeera 13/11/25*), e continua ad effettuare attacchi militari, proibire l’accesso al mare, limitare o proibire l’accesso a risorse umanitarie, infrastrutture pubbliche e terreni agricoli (OCHA*), chiediamo che il Comune applichi immediatamente l’ O.D.G. 807, approvato dal Consiglio Comunale il 20 ottobre, in cui si afferma che: “nel caso di un significativo venir meno del rispetto degli impegni del piano di pace [...] - il Comune di Milano si riserva di: a. interrompere ogni rapporto istituzionale con il governo israeliano [...] b. intraprendere azioni politiche [...] inclusa la sospensione del gemellaggio con Tel Aviv

Chiediamo inoltre che il Comune garantisca un’adeguata accoglienza sanitaria e umanitaria ai profughi palestinesi e si attivi in iniziative a sostegno del popolo palestinese e del pieno rispetto del diritto internazionale, condannando i comportamenti criminali di "Israele". 

Chiediamo alle centinaia di migliaia di cittadine e cittadini che sono scesi in piazza negli ultimi mesi e settimane di fare ancora una volta la propria parte e di contrapporsi ad una città complice che insegue il modello del privato, facendo del profitto il proprio unico obiettivo, calpestando tutto ciò che incontra sul proprio cammino.

Vogliamo una città che ponga al centro le esigenze concrete della popolazione e che scelga di non rimanere indifferente e di agire con decisione rompendo ogni complicità con stati genocidi come Israele 

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- La rottura del gemellaggio Milano-Tel Aviv ed ogni altra relazione tra il Comune di Milano e Israele;

- La rescissione dell'appalto di costruzione della linea della metropolitana di Tel Aviv da parte di MM Spa;

- L’interruzione immediata della collaborazione e di ogni rapporto tra A2A ed i centri di ricerca israeliani;

- Lo stop  da parte di SEA alla partenza, transito o stoccaggio negli aeroporti  milanesi di armi e materiale bellico diretto ad Israele ed ogni altro scenario di guerra;

- La reinternalizzazione di tutte le multi utility e la loro conversione da S.p.a. ad aziende pubbliche a tutti gli effetti, che  mettano al centro non il profitto ma i bisogni ed il benessere dei  cittadini.


Fonti: 

https://www.ochaopt.org/content/humanitarian-situation-update-340-gaza-strip

https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2025/11/13/live-israel-attacks-gazas-south-north-during-repeatedly-violated-truce

 

Realtà promotrici e sostenitrici (elenco in aggiornamento):

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Petizione creata in data 16 novembre 2025