

NON VOGLIAMO UN ALTRO ALBO IN QUESTE CONDIZIONI!
Il problema
non vogliamo un altro ordine professionale senza prima ottenere dignità e diritti per educatori professionali e pedagogisti. Aiutaci ad aiutarti
M.I.L.L.E. professioni educative ha lanciato questa petizione
La presente petizione è promossa dall’ Associazione “M.I.L.L.E. - Professioni Educative“ ( Movimento Indipendente Liberi Lavoratori della Educazione), da AIPED (Associazione Italiana Pedagogisti) e da ANIPED (Associazione Nazionale Italiana dei Pedagogisti e degli educatori) siunite nella federazione UNAPED.
E' rivolta A TUTTI GLI EDUCATORI PROFESSIONALI E I PEDAGOGISTI SENZA DISTINZIONE ALCUNA di ruolo, percorso formativo o ambito di competenza. La raccolta firme servirà a dare forza alle nostre istanze su questo tema fuori e dentro il parlamento.
si è concluso il giorno 23 aprile 2024, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale l'iter parlamentare per l'istituzione di un nuovo Ordine professionale suddiviso nei due distinti albi di pedagogisti ed educatori professionali [DDL 788 A.C. 991 MANZI: "Disciplina delle professioni di pedagogista scolastico ed educatore scolastico e istituzione del relativo albo professionale" (991) testo unificato dei progetti di legge nn. 596 , 659 , 952 , 991. il 24 maggio 2023)].
Noi crediamo che questo nuovo soggetto, così come ideato e proposto, non farà farebbe altro che aumentare confusione e conflittualità in un mondo professionale estremamente complesso, delicato e già molto provato da anni di disinvestimento sui Servizi e sulle professionalità.
l'istituzione di un altro Ordine, così come attualmente formulato ed in questo momento storico rischia non solo di non poter incidere significativamente sulle varie problematiche della categoria (l’Ordine non ne avrebbe il potere né la competenza giuridica), ma, al contrario, rischia anche di cristallizzare una situazione relativa all’attuale profilo professionale incompleta e che è difficile definire soddisfacente per chiunque abbia a cuore le nostre professioni.
Non abbiamo un pregiudizio nei confronti dell'albo ma siamo convinti che le priorità siano altre, e che le strategie per innescare un processo virtuoso di rivalutazione di educatori e pedagogisti passino da altre strade per poi, eventualmente, confluire in un Ordine che risponda, con coerenza, alle effettive necessità dell’utenza e dei professionisti.
Prima dell’eventuale istituzione di un Ordine, infatti,si sarebbe dovuto innanzitutto agire sulle condizioni di lavoro certamente attraverso il contributo dei Sindacati, ma ancor più aumentando le risorse economiche e progettuali sui Servizi e sulla Scuola.
È inoltre necessario istituire una figura unica di Educatore Professionale, che attenga ad un solo percorso formativo e che unisca competenze in ambito pedagogico, sociale, umanistico, psicologico e sanitario che assuma il meglio dei diversi attuali e pregressi percorsi formativi in Italia e si relazioni con la realtà della educazione sociale e professionale europea.
Chi sostiene che l’istituzione di un ulteriore Ordine possa “mettere ordine” nella intricata questione degli EP e dei pedagogisti, o si illude o si è dimenticato di verificare cosa è successo negli ultimi quattro anni, da quando, cioè, è stato istituito l’Ordine delle Professioni Sanitarie. Tale Ordine non è intervenuto con efficacia sulle molte delibere regionali che hanno concesso l’autorizzazione a lavorare come EP a persone prive di adeguata formazione. Non è intervenuto a tutela degli iscritti sulle condizioni di lavoro spesso al limite della legalità e non interviene neanche sulle assunzioni con ruolo di EP di persone senza titolo. È però molto attivo nell’osteggiare la presenza di EPSP nei Servizi sociosanitari (nonostante il nuovo CCNL lo preveda). Ed ora, con l’istituzione di due nuovi albi che vanteranno un numero di iscritti decisamente più ampio, cerca di posizionarsi a favore del profilo unico. Coglieremo senz’altro questa come un’opportunità di dialogo ma con la doverose diffidenza verso chi ha osteggiato questo percorso fino a pochi giorni fa.
Vogliamo inoltre far presente che l'istituzione del nuovo Ordine, specie se con le attuali premesse legislative, rischia di replicare alcuni elementi confusivi (già visti per l'albo degli educatori sanitari) generati dal frettoloso e superficiale tentativo di separare professioni altrimenti contigue: il pedagogista che esercita anche come educatore dovrà iscriversi a due albi? e se è anche abilitato nelle professioni sanitarie? a tre? e gli L19 iscritti agli elenchi speciali? ne verranno istituiti di nuovi e altrettanto confusivi? Si tiene conto del concetto di “salute” così ben espresso dall’OMS? Se sì, per chi di loro?
Tutto questo va ad aggiungersi alle già evidenti difficoltà e contraddizioni di una categoria professionale unica e chiaramente definita in ambito europeo e che in Italia si vuole frammentata non certo in favore dei lavoratori.
per tutto quanto sopra descritto abbiamo chiesto
CHE L'ITER PARLAMENTARE FOSSE INTEGRATO CON LE NOSTRE PROPOSTE E CHE VENISSERO PRESE IN DEBITA CONSIDERAZIONE LE EMERGENZE E LE CONTRADDIZIONI IN CUI LA CATEGORIA TUTTA STA VERSANDO DA TROPPO TEMPO.
Cosa vogliamo?
● La nostra prima richiesta è quella di modificare i commi 595 e 596 delle legge 205/17 nel senso di istituire il profilo unico dell’educatore e, di conseguenza, rendere unico anche il percorso specialistico/magistrale biennale che ne consegue.
A meno che non si confonda il concetto di salute con quello di sanità, resta evidente e cogente l’esigenza di modificare con estrema urgenza anche il comma 517 della Legge 145/2018 che prevede la presenza del pedagogista in ambito sociosanitario limitatamente agli aspetti socio-educativi.
● La nostra seconda richiesta, quindi, è quella del pieno inserimento in ambito sanitario, proprio in funzione delle determinazioni dell’OMS, come personale “non medico”.
COSA FAREMO ORA?
promuoveremo, istituiremo, parteciperemo attivamente a tavoli di confronto con le associazioni di categoria uscenti (non possono coesistere con l’albo), con i sindacati, con i parlamentari che hanno già espresso il loro interesse verso i problemi concreti della categoria e verso il profilo unico ma anche con altri che ci riserviamo di contattare.
informeremo i colleghi attraverso i social, le petizioni e ogni strumento che troveremo
cercheremo l’aiuto e il consenso dei colleghi oltre la sfera virtuale perchè questa battaglia è importante ed è necessario che chi può dia concretamente una mano: anche tu!
FIRMANDO E DIFFONDENDO QUESTA PETIZIONE, CI AIUTI AD AIUTARTI. Se vuoi e puoi dare una mano, contattaci attraverso il nostro gruppo FB “Agorà delle professioni educative” o attraverso i siti delle nostre associazioni: M.I.L.L.E., ANIPED. AIPED
#pedagogia #scuola #insegnanti #crescere #educatrice #bambini #libri #imparare #autismo #autism #insegnami #giochisensoriali #scoprire #libritattili #giochieducativi #gioco #feltbook #bambinispeciali #quiet #aba #dsa #amore #adhd
#foryou #perte #neiperte #fyp #profilounico #alboeducatori

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Il problema
non vogliamo un altro ordine professionale senza prima ottenere dignità e diritti per educatori professionali e pedagogisti. Aiutaci ad aiutarti
M.I.L.L.E. professioni educative ha lanciato questa petizione
La presente petizione è promossa dall’ Associazione “M.I.L.L.E. - Professioni Educative“ ( Movimento Indipendente Liberi Lavoratori della Educazione), da AIPED (Associazione Italiana Pedagogisti) e da ANIPED (Associazione Nazionale Italiana dei Pedagogisti e degli educatori) siunite nella federazione UNAPED.
E' rivolta A TUTTI GLI EDUCATORI PROFESSIONALI E I PEDAGOGISTI SENZA DISTINZIONE ALCUNA di ruolo, percorso formativo o ambito di competenza. La raccolta firme servirà a dare forza alle nostre istanze su questo tema fuori e dentro il parlamento.
si è concluso il giorno 23 aprile 2024, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale l'iter parlamentare per l'istituzione di un nuovo Ordine professionale suddiviso nei due distinti albi di pedagogisti ed educatori professionali [DDL 788 A.C. 991 MANZI: "Disciplina delle professioni di pedagogista scolastico ed educatore scolastico e istituzione del relativo albo professionale" (991) testo unificato dei progetti di legge nn. 596 , 659 , 952 , 991. il 24 maggio 2023)].
Noi crediamo che questo nuovo soggetto, così come ideato e proposto, non farà farebbe altro che aumentare confusione e conflittualità in un mondo professionale estremamente complesso, delicato e già molto provato da anni di disinvestimento sui Servizi e sulle professionalità.
l'istituzione di un altro Ordine, così come attualmente formulato ed in questo momento storico rischia non solo di non poter incidere significativamente sulle varie problematiche della categoria (l’Ordine non ne avrebbe il potere né la competenza giuridica), ma, al contrario, rischia anche di cristallizzare una situazione relativa all’attuale profilo professionale incompleta e che è difficile definire soddisfacente per chiunque abbia a cuore le nostre professioni.
Non abbiamo un pregiudizio nei confronti dell'albo ma siamo convinti che le priorità siano altre, e che le strategie per innescare un processo virtuoso di rivalutazione di educatori e pedagogisti passino da altre strade per poi, eventualmente, confluire in un Ordine che risponda, con coerenza, alle effettive necessità dell’utenza e dei professionisti.
Prima dell’eventuale istituzione di un Ordine, infatti,si sarebbe dovuto innanzitutto agire sulle condizioni di lavoro certamente attraverso il contributo dei Sindacati, ma ancor più aumentando le risorse economiche e progettuali sui Servizi e sulla Scuola.
È inoltre necessario istituire una figura unica di Educatore Professionale, che attenga ad un solo percorso formativo e che unisca competenze in ambito pedagogico, sociale, umanistico, psicologico e sanitario che assuma il meglio dei diversi attuali e pregressi percorsi formativi in Italia e si relazioni con la realtà della educazione sociale e professionale europea.
Chi sostiene che l’istituzione di un ulteriore Ordine possa “mettere ordine” nella intricata questione degli EP e dei pedagogisti, o si illude o si è dimenticato di verificare cosa è successo negli ultimi quattro anni, da quando, cioè, è stato istituito l’Ordine delle Professioni Sanitarie. Tale Ordine non è intervenuto con efficacia sulle molte delibere regionali che hanno concesso l’autorizzazione a lavorare come EP a persone prive di adeguata formazione. Non è intervenuto a tutela degli iscritti sulle condizioni di lavoro spesso al limite della legalità e non interviene neanche sulle assunzioni con ruolo di EP di persone senza titolo. È però molto attivo nell’osteggiare la presenza di EPSP nei Servizi sociosanitari (nonostante il nuovo CCNL lo preveda). Ed ora, con l’istituzione di due nuovi albi che vanteranno un numero di iscritti decisamente più ampio, cerca di posizionarsi a favore del profilo unico. Coglieremo senz’altro questa come un’opportunità di dialogo ma con la doverose diffidenza verso chi ha osteggiato questo percorso fino a pochi giorni fa.
Vogliamo inoltre far presente che l'istituzione del nuovo Ordine, specie se con le attuali premesse legislative, rischia di replicare alcuni elementi confusivi (già visti per l'albo degli educatori sanitari) generati dal frettoloso e superficiale tentativo di separare professioni altrimenti contigue: il pedagogista che esercita anche come educatore dovrà iscriversi a due albi? e se è anche abilitato nelle professioni sanitarie? a tre? e gli L19 iscritti agli elenchi speciali? ne verranno istituiti di nuovi e altrettanto confusivi? Si tiene conto del concetto di “salute” così ben espresso dall’OMS? Se sì, per chi di loro?
Tutto questo va ad aggiungersi alle già evidenti difficoltà e contraddizioni di una categoria professionale unica e chiaramente definita in ambito europeo e che in Italia si vuole frammentata non certo in favore dei lavoratori.
per tutto quanto sopra descritto abbiamo chiesto
CHE L'ITER PARLAMENTARE FOSSE INTEGRATO CON LE NOSTRE PROPOSTE E CHE VENISSERO PRESE IN DEBITA CONSIDERAZIONE LE EMERGENZE E LE CONTRADDIZIONI IN CUI LA CATEGORIA TUTTA STA VERSANDO DA TROPPO TEMPO.
Cosa vogliamo?
● La nostra prima richiesta è quella di modificare i commi 595 e 596 delle legge 205/17 nel senso di istituire il profilo unico dell’educatore e, di conseguenza, rendere unico anche il percorso specialistico/magistrale biennale che ne consegue.
A meno che non si confonda il concetto di salute con quello di sanità, resta evidente e cogente l’esigenza di modificare con estrema urgenza anche il comma 517 della Legge 145/2018 che prevede la presenza del pedagogista in ambito sociosanitario limitatamente agli aspetti socio-educativi.
● La nostra seconda richiesta, quindi, è quella del pieno inserimento in ambito sanitario, proprio in funzione delle determinazioni dell’OMS, come personale “non medico”.
COSA FAREMO ORA?
promuoveremo, istituiremo, parteciperemo attivamente a tavoli di confronto con le associazioni di categoria uscenti (non possono coesistere con l’albo), con i sindacati, con i parlamentari che hanno già espresso il loro interesse verso i problemi concreti della categoria e verso il profilo unico ma anche con altri che ci riserviamo di contattare.
informeremo i colleghi attraverso i social, le petizioni e ogni strumento che troveremo
cercheremo l’aiuto e il consenso dei colleghi oltre la sfera virtuale perchè questa battaglia è importante ed è necessario che chi può dia concretamente una mano: anche tu!
FIRMANDO E DIFFONDENDO QUESTA PETIZIONE, CI AIUTI AD AIUTARTI. Se vuoi e puoi dare una mano, contattaci attraverso il nostro gruppo FB “Agorà delle professioni educative” o attraverso i siti delle nostre associazioni: M.I.L.L.E., ANIPED. AIPED
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I decisori
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Petizione creata in data 29 maggio 2023