Petition updateNON UCCIDERE L'ORSO!Gli orsi rispettino le regole!
LAC - Lega Abolizione Caccia - Sezione Trentino Alto Adige/Südtirol
Mar 22, 2015
Presentato, mercoledì 11 marzo, al MUSE, il rapporto orso 2014. Presente l’assessore alla caccia Michele Dallapiccola, che ha aperto la serata. Dall’assessore, abbiamo avuto rassicurazioni circa la determinazione della Giunta a perseverare nell’impegno preso per mantenere viva la presenza dell’orso in Trentino. Michele Dallapiccola ha ripetuto senza grosse difficoltà la lezioncina sul turismo sostenibile che si accontenta di seguire la pista dell’orso, magari osservare peli, impronte, escrementi, ma senza pretendere di vederlo. Ci ha anche ammonito, l’assessore, sul fatto che il territorio ha degli impianti turistici e non possiamo pensare di abbattere piloni solo perché sono brutti o non ci piacciono (tacendo su quelli in perdita e a carico della collettività). Certo, sul fatto che bisogna accontentarsi di sapere che l’orso c’è (ma anche gli altri selvatici) siamo d’accordo. Non è obbligatorio vederlo, l’orso, e dobbiamo considerarci dei veri privilegiati se abbiamo la ventura di scorgerlo da lontano. Ovviamente sarebbe stato bello che avesse impartito, per tempo, la stessa lezioncina al congresso dei fungaioli improvvisati e maldestri. Forse ci saremmo evitati la sofferenza di una morte inutile. Ha anche parlato di regole, Dallapiccola e si tratta del passaggio più interessante del suo intervento. Regole che devono rispettare i turisti, i trentini e… gli orsi. Avete letto bene: gli orsi devono rispettare delle regole! L’assessore, ce lo ha detto con aria seria e piglio sicuro, caricando di enfasi e attesa l’affermazione. Di quali regole, non è dato sapere, ma forse intende organizzare corsi di educazione civica, da tenere in aula scolastica, per i plantigradi, oppure consegnare a ciascun orso un documento con l’elenco delle prescrizioni. Come che sia, si tratta del passaggio di rilievo dell’intervento dell’assessore alla caccia, in apertura della serata di presentazione del Rapporto orso 2014. Non è da disprezzare anche la comunicazione che il segretario del comitato faunistico, Claudio Groff, non avrebbe condotto la presentazione, come nelle altre occasioni, perché si trova, per circa un mese, in Mongolia a occuparsi di Leopardi delle nevi (!). Però si tratta di un’altra storia. A conclusione della presentazione, giusto prima che si lasciasse spazio alle domande degli intervenuti, l’assessore Dallapiccola ha abbandonato la sala. Forse ha voluto evitare di rispondere a domande scomode? La popolazione di orsi trentini si attesta in 41 esemplari. Si tratta del numero di esemplari rilevati dal monitoraggio genetico, dunque certamente presenti. Al monitoraggio, però, potrebbero essere sfuggiti alcuni esemplari. Così si stima che potrebbero essere presenti altri 10 individui non ancora rilevati. La popolazione stimata, dunque varia tra 41 e 51 esemplari. Dei 41 orsi presenti a fine 2014, 22 sono maschi, 17 femmine e 2 indeterminati (non è stato possibile determinare il sesso). Le cucciolate accertate nel 2014 sono state 5, per un totale di 11 cuccioli nati: tre cuccioli in due casi, due cuccioli in altri due casi e un cucciolo nel quinto. Due cucciolate nel Brenta meridionale, una in val Rendena, una in val di Sole e una nello Sporeggio. Si ritengono probabili altre due cucciolate, nell’area Paganella-Gazza in alta val dei Laghi e nell’area di Tovel-Val di Non, ma poiché non è stato possibile accertarlo inequivocabilmente, come di prassi, non vengono computate nel Rapporto. Degli 11 cuccioli osservati a inizio primavera si ritiene che 7 siano rimasti in vita, dal momento che uno è stato ritrovato morto e altri tre sono presunti tali, poiché non più osservati, nel corso dell’anno, nelle rispettive cucciolate. E’ bene rammentare che la mortalità fra i cuccioli d’orso, è molto elevata. Dei 7 cuccioli in vita, è stato possibile individuarne geneticamente 5 (due femmine e tre maschi). Sono 6 gli orsi morti nel 2014. I cuccioli deceduti sono 4, uno per cause naturali e tre per cause sconosciute. Dei due adulti, uno è Gasper, con ogni probabilità precipitato da un dirupo. L’altra è Daniza, uccisa da una inutile, quanto maldestra, sedazione, ordinata per procedere a una cattura, universalmente riconosciuta non necessaria. I fatti sono ben noti e al vaglio della magistratura che ipotizza il reato di maltrattamento di animali. Con l’uccisione di Daniza, scompare dal Trentino il nucleo fondatore della popolazione di orsi che ha determinato il successo (non era scontato) del progetto di ripopolamento. Ancora in vita è Yurka, che è stata deportata in Germania per salvarle la vita. A proposito di Yurka, è doveroso rammentare l’impegno determinante in suo favore di Anna Pilati, compianta paladina dei diritti degli animali, prematuramente deceduta pochi anni orsono. In definitiva, la popolazione di orsi trentini, si può considerare stabile, anche se il numero sembra in diminuzione (se si continuano a imprigionare e uccidere le femmine, il calo sarà più evidente nei prossimi anni). - La battaglia per gli orsi è ancora in corso - Francesco Mongioì Coordinatore Comitato per l'orso Trentino Alto Adige/Südtirol
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