Petition updateNON UCCIDERE L'ORSO!Daniza nel rapporto orso!
LAC - Lega Abolizione Caccia - Sezione Trentino Alto Adige/Südtirol
Mar 31, 2015
Mentre attendiamo di sapere cosa ha ucciso l'orso M6, il 28 marzo scorso, tenendo presente che non si è trattato di suicidio, ancora un passaggio sul rapporto orso 2014. Sul caso Daniza, il rapporto orso 2014, presentato lo scorso 11 marzo al MUSE, ha un riferimento particolare a pagina 50. Si rende conto di una delle versioni dell’incontro con il fungaiolo, in cui è stata coinvolta mamma orsa. Si comunica che la decisione di catturare Daniza è stata presa per ragioni di sicurezza pubblica dal Presidente PAT. Ministero dell’Ambiente e ISPRA, hanno condiviso la decisione perché presa in accordo con quanto stabilito dal PACOBACE, si legge nel box 3 a pag.50. E’ necessario osservare, però, che le ragioni di pubblica sicurezza non sono mai state chiarite del tutto e non è noto quando Il Ministero dell’Ambiente avrebbe ratificato le decisioni PAT. Anche a quale versione del PACOBACE si fa riferimento non è chiaro. A tutt’oggi, infatti, non risulta alcuna ratifica della versione del PACOBACE scaturita dalla delibera ammazza orsi del 17 luglio 2014. Mentre si racconta di diverse iniziative realizzate per l’informazione e la tutela di umani e orsi: segnaletica stradale, pubblicazione di dépliant, conferenze stampa con i mass-media, riunioni con associazioni ambientaliste e animaliste, emerge, ancora, la determinazione della Giunta PAT, attraverso i tecnici, nel pretendere di avere mano libera nella gestione degli orsi in trentino. Anche la riunione di un Tavolo tecnico di esperti (30 ottobre 2014), è servita per la produzione di un documento in cui si avalla la richiesta di mano libera da parte della Giunta. Non risulta, però, nel documento, che siano stati presi in considerazione i motivi che spingono gli amministratori trentini a perseguitare gli orsi e alimentare l’ostilità contro di essi. Leggiamo, infatti nel documento, che “Il forte calo del supporto degli abitanti locali nei confronti del progetto e degli orsi richiede una ancor più efficace politica di prevenzione e compensazione dei danni, informazione trasparente, costante monitoraggio della popolazione e un sistema di risposta efficace e rapido per affrontare casi che pongono a rischio la sicurezza dell’uomo. L’accettazione sociale e la coabitazione tra orsi e attività umane è il fattore chiave per la conservazione di molte popolazioni di orso, ma soprattutto per quelle più piccole della parte meridionale d’Europa.” Si riconosce che la simpatia dei trentini verso gli orsi, è in calo, ma senza analizzarne le cause, si richiede un sistema di risposta, a non meglio specificati rischi, rapido ed efficace. Gli amministratori locali, per sistema di risposta efficace e rapido, intendono cattura, internamento, deportazione o meglio l’uccisione che risolve anche i problemi legati alla gestione delle altre opzioni. Non bisogna dimenticare che la prima opzione dichiarata nel caso Daniza, era l’uccisione. Tutto il documento - DOCUMENTO UFFICIALE DEL TAVOLO TECNICO SULL’ORSO TENUTOSI AL CASTELER IL 30 OTTOBRE 2014 – sembra scritto in politichese, alla Ponzio Pilato. Difficile comprenderne la validità scientifica. Infatti, l’appello dei sottoscrittori il documento, “Invitiamo anche i rappresentanti delle categorie economiche e della intera società italiana a supportare gli sforzi per conservare la popolazione di orsi nelle Alpi, sforzi che devono assicurare la coesistenza tra orsi e persone e nello stesso tempo prestare attenzione al benessere degli animali.”, non affronta il merito della questione. Quali sono gli sforzi per la conservazione dell’orso nelle Alpi che i cittadini devono supportare? Quelli per la salvaguardia della biodiversità oppure quelli per la garanzia del ritorno elettorale ed economico di pochi trafficanti del consenso a basso costo e zero qualità? - La battaglia per gli orsi è ancora in corso - Francesco Mongioì Coordinatore Comitato per l'orso Trentino Alto Adige/Südtirol
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