Non basta l’onestà: serve un metodo serio nella politica

Firmatari recenti
Valerio Migliorini e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Questa lettera aperta nasce dalla crescente sensazione che la politica sia sempre più distante dalla vita reale delle persone.

Non è solo una questione di ideologie o schieramenti, ma di metodo: troppo spesso le decisioni vengono prese senza una valutazione concreta dei loro effetti.

Chiediamo un approccio più rigoroso: ogni scelta politica dovrebbe essere guidata da tre principi fondamentali — etica e moralità, rispetto della Costituzione, efficacia concreta e sostenibilità nel tempo.
Invece si privilegiano il consenso immediato e le pressioni esterne, con risultati che spesso incidono negativamente sulla vita dei cittadini.

Con questa lettera chiediamo un cambio di metodo e invitiamo chi ne condivide i contenuti a sottoscriverla.

 

Lettera aperta ai rappresentanti di Campo Largo

26/04/2026

Gentile Elly Schlein
Gentile Giuseppe Conte
Gentile Angelo Bonelli
Gentile Nicola Fratoianni

Vi scriviamo nella consapevolezza che, oltre a noi, molte altre persone lo abbiano già fatto e che non sia semplice leggere tutto. Lo facciamo rischiando di apparire ingenui, ma con la convinzione che restare in silenzio sarebbe peggio.

Siamo cittadini che credono ancora che la politica non debba essere distante dalla vita quotidiana, ma capace di affrontare concretamente i problemi che ogni giorno ci accompagnano.

Riteniamo che tutti noi abbiamo il dovere morale di imparare non solo dal presente, ma soprattutto dalla storia. Una storia che ci insegna come il nazifascismo e le ideologie di estrema destra non siano mai definitivamente scomparsi, ma sempre pronti a riemergere chiedendo, come sempre, un prezzo altissimo in termini di sofferenza.

Per questo riteniamo urgente costruire un fronte ampio tra cittadini e rappresentanti politici che rifiutano con forza queste derive. Ma sentiamo anche che questo, da solo, non basta.

Ciò che manca oggi non è solo l’unità, ma un metodo diverso.

Fin da subito i vostri schieramenti hanno dato l’impressione di muoversi con un approccio che non riesce ad affrontare davvero i problemi reali del paese: quelli che le persone vivono ogni giorno e che richiedono risposte concrete, non solo dichiarazioni.

Non basta scrivere programmi o ripetere discorsi già sentiti. Non basta alternarsi nelle stesse dinamiche. Il punto non è il consenso elettorale, ma il metodo con cui si costruiscono le scelte.

Serve stabilire con chiarezza i principi guida e, soprattutto, avere il coraggio di verificare ogni proposta alla luce di questi principi, valutandone seriamente pro e contro. Senza questo passaggio, ogni programma resta un elenco di intenzioni.

Per noi i principi fondamentali dovrebbero essere:

  • etica e moralità: ogni scelta deve essere valutata prima di tutto per ciò che comporta sul piano umano e morale;
  • costituzionalità: la nostra Costituzione non è un riferimento formale, ma un patrimonio di valori che deve guidare concretamente ogni decisione;
  • pragmaticità e lungimiranza: ogni proposta deve essere realizzabile, efficace nella vita quotidiana delle persone e sostenibile nel tempo.

È su questo metodo che si misura la credibilità della politica.

Oggi, invece, assistiamo troppo spesso a scelte dettate dalla convenienza o dall’abitudine: priorità data al riarmo, accettazione di indirizzi esterni senza un reale confronto, oppure decisioni energetiche che trasferiscono i problemi alle generazioni future.

Su questo punto sentiamo anche il bisogno di dire qualcosa che raramente viene affrontato con chiarezza. La storia ci impone di porci domande scomode anche rispetto ai nostri alleati.

La storia recente ci mostra come anche le azioni condotte in nome di alleanze e presunti “mali necessari” abbiano prodotto conseguenze devastanti per intere popolazioni: è proprio per questo che oggi più che mai serve un metodo rigoroso, capace di valutare davvero l’impatto umano, etico e concreto di ogni scelta.

Non si tratta di negare alleanze o riscrivere la storia, ma di affrontarla con onestà. Senza questa onestà, diventa difficile rispettare davvero quei principi di etica, costituzionalità e lungimiranza che riteniamo fondamentali.

Lo stesso metodo dovrebbe guidare anche le scelte concrete:

  • ridurre drasticamente la spesa per armamenti per rafforzare sanità e istruzione;
  • abbandonare definitivamente il nucleare e investire in soluzioni sostenibili;
  • utilizzare la tecnologia per contrastare in modo efficace l’evasione fiscale;
  • sostenere il salario minimo accompagnandolo a politiche che rafforzino il sistema produttivo;
  • incentivare il consumo locale e il risparmio energetico;
  • evitare scelte che sacrificano la produzione agricola senza benefici reali;
  • coinvolgere i giovani, favorendo il loro ritorno e il loro ruolo nella ricerca e nella produzione.

Non sono solo proposte. È un modo diverso di costruire le decisioni.

Ogni scelta dovrebbe essere etica, coerente con la Costituzione, concretamente utile e capace di guardare avanti. Senza questo, continueremo a muoverci tra dichiarazioni e compromessi che non cambiano davvero la vita delle persone.

Noi non abbiamo soluzioni perfette. Ma sentiamo forte la necessità di un cambiamento serio, profondo e non rimandabile.

Se questo cambiamento non partirà da voi, temiamo che il futuro per i nostri figli e i nostri nipoti diventerà sempre più incerto.

Grazie per l’attenzione

 

Lettera aperta promossa da:
Paolo Gabriele Sfredda – Trento

 

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Paolo Gabriele SfreddaPromotore della petizioneIngegnere, Information Technology, Intelligenza Artificiale, Insegnante di matematica e Music Business

97

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Valerio Migliorini e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Questa lettera aperta nasce dalla crescente sensazione che la politica sia sempre più distante dalla vita reale delle persone.

Non è solo una questione di ideologie o schieramenti, ma di metodo: troppo spesso le decisioni vengono prese senza una valutazione concreta dei loro effetti.

Chiediamo un approccio più rigoroso: ogni scelta politica dovrebbe essere guidata da tre principi fondamentali — etica e moralità, rispetto della Costituzione, efficacia concreta e sostenibilità nel tempo.
Invece si privilegiano il consenso immediato e le pressioni esterne, con risultati che spesso incidono negativamente sulla vita dei cittadini.

Con questa lettera chiediamo un cambio di metodo e invitiamo chi ne condivide i contenuti a sottoscriverla.

 

Lettera aperta ai rappresentanti di Campo Largo

26/04/2026

Gentile Elly Schlein
Gentile Giuseppe Conte
Gentile Angelo Bonelli
Gentile Nicola Fratoianni

Vi scriviamo nella consapevolezza che, oltre a noi, molte altre persone lo abbiano già fatto e che non sia semplice leggere tutto. Lo facciamo rischiando di apparire ingenui, ma con la convinzione che restare in silenzio sarebbe peggio.

Siamo cittadini che credono ancora che la politica non debba essere distante dalla vita quotidiana, ma capace di affrontare concretamente i problemi che ogni giorno ci accompagnano.

Riteniamo che tutti noi abbiamo il dovere morale di imparare non solo dal presente, ma soprattutto dalla storia. Una storia che ci insegna come il nazifascismo e le ideologie di estrema destra non siano mai definitivamente scomparsi, ma sempre pronti a riemergere chiedendo, come sempre, un prezzo altissimo in termini di sofferenza.

Per questo riteniamo urgente costruire un fronte ampio tra cittadini e rappresentanti politici che rifiutano con forza queste derive. Ma sentiamo anche che questo, da solo, non basta.

Ciò che manca oggi non è solo l’unità, ma un metodo diverso.

Fin da subito i vostri schieramenti hanno dato l’impressione di muoversi con un approccio che non riesce ad affrontare davvero i problemi reali del paese: quelli che le persone vivono ogni giorno e che richiedono risposte concrete, non solo dichiarazioni.

Non basta scrivere programmi o ripetere discorsi già sentiti. Non basta alternarsi nelle stesse dinamiche. Il punto non è il consenso elettorale, ma il metodo con cui si costruiscono le scelte.

Serve stabilire con chiarezza i principi guida e, soprattutto, avere il coraggio di verificare ogni proposta alla luce di questi principi, valutandone seriamente pro e contro. Senza questo passaggio, ogni programma resta un elenco di intenzioni.

Per noi i principi fondamentali dovrebbero essere:

  • etica e moralità: ogni scelta deve essere valutata prima di tutto per ciò che comporta sul piano umano e morale;
  • costituzionalità: la nostra Costituzione non è un riferimento formale, ma un patrimonio di valori che deve guidare concretamente ogni decisione;
  • pragmaticità e lungimiranza: ogni proposta deve essere realizzabile, efficace nella vita quotidiana delle persone e sostenibile nel tempo.

È su questo metodo che si misura la credibilità della politica.

Oggi, invece, assistiamo troppo spesso a scelte dettate dalla convenienza o dall’abitudine: priorità data al riarmo, accettazione di indirizzi esterni senza un reale confronto, oppure decisioni energetiche che trasferiscono i problemi alle generazioni future.

Su questo punto sentiamo anche il bisogno di dire qualcosa che raramente viene affrontato con chiarezza. La storia ci impone di porci domande scomode anche rispetto ai nostri alleati.

La storia recente ci mostra come anche le azioni condotte in nome di alleanze e presunti “mali necessari” abbiano prodotto conseguenze devastanti per intere popolazioni: è proprio per questo che oggi più che mai serve un metodo rigoroso, capace di valutare davvero l’impatto umano, etico e concreto di ogni scelta.

Non si tratta di negare alleanze o riscrivere la storia, ma di affrontarla con onestà. Senza questa onestà, diventa difficile rispettare davvero quei principi di etica, costituzionalità e lungimiranza che riteniamo fondamentali.

Lo stesso metodo dovrebbe guidare anche le scelte concrete:

  • ridurre drasticamente la spesa per armamenti per rafforzare sanità e istruzione;
  • abbandonare definitivamente il nucleare e investire in soluzioni sostenibili;
  • utilizzare la tecnologia per contrastare in modo efficace l’evasione fiscale;
  • sostenere il salario minimo accompagnandolo a politiche che rafforzino il sistema produttivo;
  • incentivare il consumo locale e il risparmio energetico;
  • evitare scelte che sacrificano la produzione agricola senza benefici reali;
  • coinvolgere i giovani, favorendo il loro ritorno e il loro ruolo nella ricerca e nella produzione.

Non sono solo proposte. È un modo diverso di costruire le decisioni.

Ogni scelta dovrebbe essere etica, coerente con la Costituzione, concretamente utile e capace di guardare avanti. Senza questo, continueremo a muoverci tra dichiarazioni e compromessi che non cambiano davvero la vita delle persone.

Noi non abbiamo soluzioni perfette. Ma sentiamo forte la necessità di un cambiamento serio, profondo e non rimandabile.

Se questo cambiamento non partirà da voi, temiamo che il futuro per i nostri figli e i nostri nipoti diventerà sempre più incerto.

Grazie per l’attenzione

 

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Paolo Gabriele Sfredda – Trento

 

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Paolo Gabriele SfreddaPromotore della petizioneIngegnere, Information Technology, Intelligenza Artificiale, Insegnante di matematica e Music Business

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Petizione creata in data 26 aprile 2026