Noi non ci stiamo! Difendiamo la cooperativa NoE


Noi non ci stiamo! Difendiamo la cooperativa NoE
Il problema
In difesa del bene confiscato alla mafia sito in Borgata Parrini s.n.c. e affidato alla Cooperativa NoE. (No Emarginazione) dalla revoca di affidamento emessa dal comune di Partinico
La Cooperativa Sociale NoE, acronimo di No Emarginazione, ha una lunga storia: è nata con lo scopo sociale dell'inserimento di giovani disabili nel mondo del lavoro, attività che tutt'oggi svolge . Poi è arrivato lo sgomento degli anni delle stragi di mafia e la legge 109 del 1996, che prevede l'affidamento per fini sociali dei beni confiscati ai mafiosi. La NoE riceve in comodato d'uso la gestione del bene in Contrada Parrini, composto da alcuni fabbricati in pessime condizioni e 5 ettari di terreno in totale abbandono. A quel punto la Cooperativa si reinventa e inizia una intensa attività agricola, sociale e antimafia. In questi anni centinaia di giovani e meno giovani sono passati in questi luoghi con un impegno estremo da parte nostra di accoglienza ed attenzione alle mutevoli necessità della società e dell'ambiente in cui viviamo. Decine le Associazioni e gruppi con cui ci siamo incontrati e abbiamo fatto percorsi educativi: Palma Nana, Solidaria, Cesie, Asante Sana, Centro per lo sviluppo creativo Danilo Dolci, Mondo Comunità e Famiglia, Le donne in Rosa.
Abbiamo inserito nel lavoro giovani madri in difficoltà, disabili, migranti, con i quali attualmente lavoriamo, abbiamo iniziato un progetto con giovani interessati dalla sindrome di Asperger proprio in questi giorni. Il luogo ha accolto per attività ricreative bambini delle case-famiglia e colonie estive, nonché eventi culturali come mostre di libri, Cineforum e incontri di dibattito sui temi principali che toccano la nostra società.
Dopo vari tentativi la NoE ha scelto anche il campo agricolo sul quale mettersi alla prova: siamo attualmente una realtà virtuosa, replicante del progetto Desert-Adapt con l'Università di Palermo. Con il sostegno e la collaborazione di alcune realtà svizzere, come Crowd Container, impegnate nella creazione di filiere agricole etiche e sostenibili, e di Slow Food, abbiamo realizzato un progetto agro-ecologico che consiste di una “Food Forest”, tra le pochissime esistenti e che richiama l'attenzione di studiosi e studenti, un biolago per migliorare la biodiversità del luogo e depurare le acque, un impianto di agrumi sulle curve di livello per ridurre l’erosione e un frutteto tropicale di avocado, annona e altri frutti.
Ci sembra di avere risposto pienamente alle finalità della legge sull'affidamento dei beni confiscati e con tutte le nostre energie, competenze e dedizione.
Allora perché, ci chiediamo, perché proprio quella Giunta Comunale e quel Sindaco e quel Segretario Comunale che dovrebbero essere orgogliosi di tali sforzi e di tanto amore, che dovrebbero difenderci sicuri della nostra buona fede, ci attaccano in maniera inspiegabile?
Siamo colpiti da un procedimento di revoca dell'affidamento del bene, con motivi futili e pretestuosi.
In questi anni non abbiamo mai ricevuto alcun sostegno, anzi. Il fatto che il Comune non abbia portato a conclusione la registrazione in catasto e la sanatoria della casetta colonica ci ha impedito di partecipare a numerosi bandi e ci ha fatto perdere finanziamenti sicuri e questo è solo uno degli esempi possibili.
La NoE è un luogo in cui la cultura contadina è stata raccolta e trasformata nella contemporaneità in cultura antimafia, ecologista e solidale. Forse per questo non rientra in quel tipo di mercificazione turistica che attrae masse esagerate, cemento e necessità di sterminati parcheggi al posto di campi agricoli ricchi di biodiversità. Facciamo riferimento a ciò che è avvenuto a Borgo Parrini negli ultimi anni, e il cui sviluppo, temiamo, sia alla base di queste tensioni con l’amministrazione.
Cosa si vuole fare in quel posto?
Non comprendiamo.
Non comprendiamo ma non abbiamo intenzione di arrenderci. Ci difenderemo non solo nelle sedi legali prescritte, ma chiediamo alla società civile, a tutti gli "uomini e donne di buona volontà" di aggiungere la loro voce alla nostra, in un coro di protesta di fronte a questo pretestuoso esercizio del potere
Il problema
In difesa del bene confiscato alla mafia sito in Borgata Parrini s.n.c. e affidato alla Cooperativa NoE. (No Emarginazione) dalla revoca di affidamento emessa dal comune di Partinico
La Cooperativa Sociale NoE, acronimo di No Emarginazione, ha una lunga storia: è nata con lo scopo sociale dell'inserimento di giovani disabili nel mondo del lavoro, attività che tutt'oggi svolge . Poi è arrivato lo sgomento degli anni delle stragi di mafia e la legge 109 del 1996, che prevede l'affidamento per fini sociali dei beni confiscati ai mafiosi. La NoE riceve in comodato d'uso la gestione del bene in Contrada Parrini, composto da alcuni fabbricati in pessime condizioni e 5 ettari di terreno in totale abbandono. A quel punto la Cooperativa si reinventa e inizia una intensa attività agricola, sociale e antimafia. In questi anni centinaia di giovani e meno giovani sono passati in questi luoghi con un impegno estremo da parte nostra di accoglienza ed attenzione alle mutevoli necessità della società e dell'ambiente in cui viviamo. Decine le Associazioni e gruppi con cui ci siamo incontrati e abbiamo fatto percorsi educativi: Palma Nana, Solidaria, Cesie, Asante Sana, Centro per lo sviluppo creativo Danilo Dolci, Mondo Comunità e Famiglia, Le donne in Rosa.
Abbiamo inserito nel lavoro giovani madri in difficoltà, disabili, migranti, con i quali attualmente lavoriamo, abbiamo iniziato un progetto con giovani interessati dalla sindrome di Asperger proprio in questi giorni. Il luogo ha accolto per attività ricreative bambini delle case-famiglia e colonie estive, nonché eventi culturali come mostre di libri, Cineforum e incontri di dibattito sui temi principali che toccano la nostra società.
Dopo vari tentativi la NoE ha scelto anche il campo agricolo sul quale mettersi alla prova: siamo attualmente una realtà virtuosa, replicante del progetto Desert-Adapt con l'Università di Palermo. Con il sostegno e la collaborazione di alcune realtà svizzere, come Crowd Container, impegnate nella creazione di filiere agricole etiche e sostenibili, e di Slow Food, abbiamo realizzato un progetto agro-ecologico che consiste di una “Food Forest”, tra le pochissime esistenti e che richiama l'attenzione di studiosi e studenti, un biolago per migliorare la biodiversità del luogo e depurare le acque, un impianto di agrumi sulle curve di livello per ridurre l’erosione e un frutteto tropicale di avocado, annona e altri frutti.
Ci sembra di avere risposto pienamente alle finalità della legge sull'affidamento dei beni confiscati e con tutte le nostre energie, competenze e dedizione.
Allora perché, ci chiediamo, perché proprio quella Giunta Comunale e quel Sindaco e quel Segretario Comunale che dovrebbero essere orgogliosi di tali sforzi e di tanto amore, che dovrebbero difenderci sicuri della nostra buona fede, ci attaccano in maniera inspiegabile?
Siamo colpiti da un procedimento di revoca dell'affidamento del bene, con motivi futili e pretestuosi.
In questi anni non abbiamo mai ricevuto alcun sostegno, anzi. Il fatto che il Comune non abbia portato a conclusione la registrazione in catasto e la sanatoria della casetta colonica ci ha impedito di partecipare a numerosi bandi e ci ha fatto perdere finanziamenti sicuri e questo è solo uno degli esempi possibili.
La NoE è un luogo in cui la cultura contadina è stata raccolta e trasformata nella contemporaneità in cultura antimafia, ecologista e solidale. Forse per questo non rientra in quel tipo di mercificazione turistica che attrae masse esagerate, cemento e necessità di sterminati parcheggi al posto di campi agricoli ricchi di biodiversità. Facciamo riferimento a ciò che è avvenuto a Borgo Parrini negli ultimi anni, e il cui sviluppo, temiamo, sia alla base di queste tensioni con l’amministrazione.
Cosa si vuole fare in quel posto?
Non comprendiamo.
Non comprendiamo ma non abbiamo intenzione di arrenderci. Ci difenderemo non solo nelle sedi legali prescritte, ma chiediamo alla società civile, a tutti gli "uomini e donne di buona volontà" di aggiungere la loro voce alla nostra, in un coro di protesta di fronte a questo pretestuoso esercizio del potere
PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
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Petizione creata in data 30 settembre 2023