Noi INFERMIERI vogliamo l'abolizione della FNOPI e degli OPI

Firmatari recenti
Antonella Rizzo e altri 10 hanno firmato di recente.

Il problema

Con questa petizione, noi Infermieri, chiediamo l'ABOLIZIONE DEGLI OPI E DELLA FNOPI, per le ragioni seguenti. Attualmente, in Italia, per esercitare il lavoro d’Infermiere, tra le condizioni richieste, figurano: 1) il conseguimento di una laurea universitaria triennale, che implica lo status e le responsabilità e rischi di professionisti sanitari; 2) l’iscrizione all’albo professionale degli Infermieri (in origine, chiamato IPASVI, ed oggi chiamato OPI), per cui è previsto il pagamento di una tassa annuale. Inoltre, in Italia, per gli Infermieri, per i professionisti sanitari tutti, e per gli operatori socio-sanitari (OSS), è sussistita una terza condizione: l’obbligo di “vaccinazione” anti-COVID, pena la sospensione dal lavoro, cioè dal servizio sanitario, e quindi la non corresponsione di retribuzione, disoccupazione od altro emolumento. Le suddette sospensioni lavorative, decise dalle singole aziende sanitarie e/o dai singoli albi professionali contro i singoli sanitari individui, hanno comportato per molti di essi la sospensione dal diritto-possibilità di lavorare e dunque di guadagnarsi un reddito per vivere dignitosamente (cosa molto difficile, in Italia, visto il caro vita, con stipendi dei sanitari praticamente fermi da 30 anni, e l’attuale situazione geopolitica internazionale, tra l’ “emergenza” Covid 2020-2022, la guerra Ucraina VS Russia e la guerra Israele VS Palestina). Ad aggravio di ciò, la legge italiana limita moltissimo agli infermieri le possibilità di retribuzione (sia con lavoro sanitario infermieristico che con lavoro non sanitario). Es. pratico: agli Infermieri che furono sospesi dal servizio, per il fatto d’essere e/o d’essere divenuti inottemperanti all’obbligo “vaccinale” Covid, venne dalla legge impedito di poter svolgere non solo il lavoro sanitario, ma anche quello non sanitario, full-time, con regolare busta paga. Agli Infermieri è imposto il vincolo di esclusività, e quindi viene impedito/limitata la possibilità di percepire redditi da lavoro in maggior misura di quella concessa col lavoro ordinario (mentre ai medici è concesso di guadagnare in misura maggiore: intramoenia, extramoenia, libera professione, ecc...). Da tempo in Italia sia le aziende sanitarie che gli albi professionali, di fatto, stanno agendo contro le persone umane-fisiche-lavoratrici italiane, facendo da “cani da guardia” del sistema/regime politico, economico, informativo, sociale e sanitario in atto, controllando che i lavoratori sanitari tutti ottemperino/abbiano ottemperato, pedissequamente e pedantemente, al ricatto-obbligo “vaccino” - lavoro. Inoltre, si ricordano tutte le restrizioni/obbligazioni legate all’esibizione, quotidianamente ed ubiquitariamente, come in uno stato di polizia, del Green Pass/Super Green Pass, che ha costituito una sorta di “passaporto” discriminatorio, che indicava: a) se una persona avesse dei diritti, quali diritti fossero e per quanto tempo durassero (a tempo determinato, con scadenza, a titolo di es. si consideri il diritto di accesso al luogo di lavoro, di durata 48 ore, nel caso di un Green Pass da tampone Covid, con tutto lo stress psicologico, economico e logistico a carico della persona-lavoratore); b) se una persona fosse stata “vaccinata” e/o fosse guarita dal Covid. Tutto ciò ha rappresentato, globalmente, costanti e ripetute gravissime lesioni e violazioni ai diritti fondamentali della persona e del lavoratore, previsti dalle leggi del diritto, nazionale ed internazionale: ad essere sotto attacco sono stati il diritto al lavoro, il diritto al reddito, il diritto alla libera scelta vaccinale, il diritto ad un consenso veramente informato, ecc… Gli infermieri tutti firmatari di codesta petizione, per le ragioni sopra esposte, non sentendosi rappresentati e non sentendosi tutelati efficacemente ed effettivamente in alcun modo dai loro Ordini Professionali, pertanto, ne chiedono la loro IMMEDIATA ABROGAZIONE, ABOLIZIONE, vale a dire, lo smantellamento di tutti gli Ordini Professionali Infermieristici (OPI) e di tutta la relativa Federazione Nazionale (FNOPI). Con particolare riferimento agli Infermieri, a tutt’oggi, in Italia, sono stati e sono, cronicamente e sistematicamente, demansionati, sottopagati, sfruttati, bistrattati, considerati/trattati come i faccendieri factotum a basso prezzo della sanità italiana. Basti pensare che oggi gli Infermieri sono dei Laureati (molti di noi hanno un diploma di scuola media superiore + una Laurea di 3 anni, ed un enorme, aumentato carico di rischi e responsabilità, per uno stipendio sostanzialmente simile a quello degli Operatori Socio-Sanitari (OSS), e talvolta anche inferiore. Con tutto il rispetto per gli OSS, ma non si possono mettere sullo stesso piano retributivo con gli Infermieri (gli OSS, o hanno la terza media o un diploma di scuola media superiore + un corso regionale OSS di 1 anno, a fronte di un carico di rischi e responsabilità molto inferiore).  E’ una realtà, innegabile ed incontestabile, confermata dai fatti quotidiani, che gli Infermieri vicarino e compensino, regolarmente, non eccezionalmente, le continue e costanti carenze strutturali ed organizzative della sanità italiana, volute dai dirigenti politici, sanitari e sindacali, in un clima di sempre più crescenti e frequenti tagli di fondi alla sanità pubblica, sempre più a vantaggio di quella privata. Noi Infermieri siamo persone umane. Siamo lavoratori sanitari. Siamo Professionisti Sanitari, il cui apporto è la spina dorsale del Servizio Sanitario Nazionale, il cui apporto non è ancora adeguatamente riconosciuto a livello economico, sociale e culturale.  Noi Infermieri non esistiamo per essere controllati se: 1) abbiamo o non abbiamo pagato la tassa annuale d’iscrizione all’OPI; 2) siamo o non siamo stati “vaccinati” per il Covid; 3) abbiamo o non abbiamo avuto il Green Pass/Super Green Pass per accedere al luogo di lavoro; 4) abbiamo o non abbiamo la PEC, tramite cui ricevere, con effetto legale, notificazione/informazione di multe, sanzioni economiche o disciplinari, sospensioni lavorative e privazione di retribuzione; Attualmente, in Italia, sembra esistano solo sempre più doveri, e sempre meno diritti, per noi Infermieri. Siamo anche contrari alla recente approvazione, da parte della FNOPI e degli OPI, della figura dell'assistente infermiere, che mortificherà ancor più la nostra figura professionale di INFERMIERI (aggravio di rischi e responsabilità per noi, e nessun aumento di retribuzione, coi nostri stipendi praticamente fermi da 30 anni). Il nostro lavoro d'infermieri è usurante/logorante, va riconosciuto, per cui ci aspettiamo maggiorazioni e migliorie economiche, retributive, previdenziali, sociali, e quant'altro. 

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NICOLA D'ATTOLICOPromotore della petizione

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Antonella Rizzo e altri 10 hanno firmato di recente.

Il problema

Con questa petizione, noi Infermieri, chiediamo l'ABOLIZIONE DEGLI OPI E DELLA FNOPI, per le ragioni seguenti. Attualmente, in Italia, per esercitare il lavoro d’Infermiere, tra le condizioni richieste, figurano: 1) il conseguimento di una laurea universitaria triennale, che implica lo status e le responsabilità e rischi di professionisti sanitari; 2) l’iscrizione all’albo professionale degli Infermieri (in origine, chiamato IPASVI, ed oggi chiamato OPI), per cui è previsto il pagamento di una tassa annuale. Inoltre, in Italia, per gli Infermieri, per i professionisti sanitari tutti, e per gli operatori socio-sanitari (OSS), è sussistita una terza condizione: l’obbligo di “vaccinazione” anti-COVID, pena la sospensione dal lavoro, cioè dal servizio sanitario, e quindi la non corresponsione di retribuzione, disoccupazione od altro emolumento. Le suddette sospensioni lavorative, decise dalle singole aziende sanitarie e/o dai singoli albi professionali contro i singoli sanitari individui, hanno comportato per molti di essi la sospensione dal diritto-possibilità di lavorare e dunque di guadagnarsi un reddito per vivere dignitosamente (cosa molto difficile, in Italia, visto il caro vita, con stipendi dei sanitari praticamente fermi da 30 anni, e l’attuale situazione geopolitica internazionale, tra l’ “emergenza” Covid 2020-2022, la guerra Ucraina VS Russia e la guerra Israele VS Palestina). Ad aggravio di ciò, la legge italiana limita moltissimo agli infermieri le possibilità di retribuzione (sia con lavoro sanitario infermieristico che con lavoro non sanitario). Es. pratico: agli Infermieri che furono sospesi dal servizio, per il fatto d’essere e/o d’essere divenuti inottemperanti all’obbligo “vaccinale” Covid, venne dalla legge impedito di poter svolgere non solo il lavoro sanitario, ma anche quello non sanitario, full-time, con regolare busta paga. Agli Infermieri è imposto il vincolo di esclusività, e quindi viene impedito/limitata la possibilità di percepire redditi da lavoro in maggior misura di quella concessa col lavoro ordinario (mentre ai medici è concesso di guadagnare in misura maggiore: intramoenia, extramoenia, libera professione, ecc...). Da tempo in Italia sia le aziende sanitarie che gli albi professionali, di fatto, stanno agendo contro le persone umane-fisiche-lavoratrici italiane, facendo da “cani da guardia” del sistema/regime politico, economico, informativo, sociale e sanitario in atto, controllando che i lavoratori sanitari tutti ottemperino/abbiano ottemperato, pedissequamente e pedantemente, al ricatto-obbligo “vaccino” - lavoro. Inoltre, si ricordano tutte le restrizioni/obbligazioni legate all’esibizione, quotidianamente ed ubiquitariamente, come in uno stato di polizia, del Green Pass/Super Green Pass, che ha costituito una sorta di “passaporto” discriminatorio, che indicava: a) se una persona avesse dei diritti, quali diritti fossero e per quanto tempo durassero (a tempo determinato, con scadenza, a titolo di es. si consideri il diritto di accesso al luogo di lavoro, di durata 48 ore, nel caso di un Green Pass da tampone Covid, con tutto lo stress psicologico, economico e logistico a carico della persona-lavoratore); b) se una persona fosse stata “vaccinata” e/o fosse guarita dal Covid. Tutto ciò ha rappresentato, globalmente, costanti e ripetute gravissime lesioni e violazioni ai diritti fondamentali della persona e del lavoratore, previsti dalle leggi del diritto, nazionale ed internazionale: ad essere sotto attacco sono stati il diritto al lavoro, il diritto al reddito, il diritto alla libera scelta vaccinale, il diritto ad un consenso veramente informato, ecc… Gli infermieri tutti firmatari di codesta petizione, per le ragioni sopra esposte, non sentendosi rappresentati e non sentendosi tutelati efficacemente ed effettivamente in alcun modo dai loro Ordini Professionali, pertanto, ne chiedono la loro IMMEDIATA ABROGAZIONE, ABOLIZIONE, vale a dire, lo smantellamento di tutti gli Ordini Professionali Infermieristici (OPI) e di tutta la relativa Federazione Nazionale (FNOPI). Con particolare riferimento agli Infermieri, a tutt’oggi, in Italia, sono stati e sono, cronicamente e sistematicamente, demansionati, sottopagati, sfruttati, bistrattati, considerati/trattati come i faccendieri factotum a basso prezzo della sanità italiana. Basti pensare che oggi gli Infermieri sono dei Laureati (molti di noi hanno un diploma di scuola media superiore + una Laurea di 3 anni, ed un enorme, aumentato carico di rischi e responsabilità, per uno stipendio sostanzialmente simile a quello degli Operatori Socio-Sanitari (OSS), e talvolta anche inferiore. Con tutto il rispetto per gli OSS, ma non si possono mettere sullo stesso piano retributivo con gli Infermieri (gli OSS, o hanno la terza media o un diploma di scuola media superiore + un corso regionale OSS di 1 anno, a fronte di un carico di rischi e responsabilità molto inferiore).  E’ una realtà, innegabile ed incontestabile, confermata dai fatti quotidiani, che gli Infermieri vicarino e compensino, regolarmente, non eccezionalmente, le continue e costanti carenze strutturali ed organizzative della sanità italiana, volute dai dirigenti politici, sanitari e sindacali, in un clima di sempre più crescenti e frequenti tagli di fondi alla sanità pubblica, sempre più a vantaggio di quella privata. Noi Infermieri siamo persone umane. Siamo lavoratori sanitari. Siamo Professionisti Sanitari, il cui apporto è la spina dorsale del Servizio Sanitario Nazionale, il cui apporto non è ancora adeguatamente riconosciuto a livello economico, sociale e culturale.  Noi Infermieri non esistiamo per essere controllati se: 1) abbiamo o non abbiamo pagato la tassa annuale d’iscrizione all’OPI; 2) siamo o non siamo stati “vaccinati” per il Covid; 3) abbiamo o non abbiamo avuto il Green Pass/Super Green Pass per accedere al luogo di lavoro; 4) abbiamo o non abbiamo la PEC, tramite cui ricevere, con effetto legale, notificazione/informazione di multe, sanzioni economiche o disciplinari, sospensioni lavorative e privazione di retribuzione; Attualmente, in Italia, sembra esistano solo sempre più doveri, e sempre meno diritti, per noi Infermieri. Siamo anche contrari alla recente approvazione, da parte della FNOPI e degli OPI, della figura dell'assistente infermiere, che mortificherà ancor più la nostra figura professionale di INFERMIERI (aggravio di rischi e responsabilità per noi, e nessun aumento di retribuzione, coi nostri stipendi praticamente fermi da 30 anni). Il nostro lavoro d'infermieri è usurante/logorante, va riconosciuto, per cui ci aspettiamo maggiorazioni e migliorie economiche, retributive, previdenziali, sociali, e quant'altro. 

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NICOLA D'ATTOLICOPromotore della petizione

I decisori

Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano
Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano

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Petizione creata in data 6 ottobre 2024