NO ARMI ALL'UCRAINA


NO ARMI ALL'UCRAINA
Il problema
È possibile che l'Italia non invii più armi in Ucraina e che si attivi invece per sostenere l'avvio di percorsi negoziali?
Non inviare armi in Ucraina è l'unico modo per spingere verso il negoziato e mediare il conflitto. I conflitti, infatti, vengono risolti attraverso pratiche negoziali o di mediazione. Le armi non servono per risolvere i conflitti ma comportano soltanto aumento dell'escalation, inasprimento dell'odio reciproco, irrigidimento delle posizioni. Le armi allontanano qualsiasi possibilità di riconciliazione tra le parti.
Il binomio "aggressore/aggredito" è una semplificazione stereotipata di una realtà molto più complessa. È ormai chiaro a tutti che si tratta di una guerra tra superpotenze, giocata fuori casa sulla pelle degli ucraini. Non è mai da giustificare l'uso delle armi e non va mai giustificata la controreazione armata. Ricordo che l'attacco militare russo del 24 febbraio 2022 avrebbe potuto avere una durata breve (24/48 ore) se subito dopo il governo ucraino avesse accettato la proposta negoziale russa, l'unica ad oggi esistente (pubblicata il 16 marzo 2022 sul Financial Times). La"legge del taglione", cioè "occhio per occhio, dente per dente", non deve appartenere alla cultura e alla civiltà europea. Teniamo presente che ognuna delle due parti ha le sue ragioni. Mentre, infatti, il popolo ucraino parla di "guerra di invasione russa", i residenti filorussi in Donbass giustificano "la guerra di liberazione russa" dopo essere stati massacrati per anni dai gruppi filonazisti. Come noto, l'Ucraina è stata attenzionata dall'ONU per i crimini in Donbass (Report ONU 2018). Il conflitto fratricida tra russi e ucraini dura da molto tempo e purtroppo l'occidente, invece di inserirsi nel conflitto per mediare e sostenere la riconciliazione, ha sempre sostenuto una sola delle due parti, esasperando ulteriormente la conflittualità. Ricordiamo che il noto trattato di Minsk del 2014/2015 (versione 1e2) rappresentò il tentativo di porre fine al conflitto ma, di fatto, non è mai stato rispettato del tutto da entrambe le parti.
Gli USA sinora hanno speso per questa guerra 70 miliardi di dollari. Per beneficenza? No. Questa guerra conviene soltanto agli USA ma non conviene a nessun altro, né ovviamente alla martoriata Ucraina, né alla Russia né alla Unione Europea. Siamo a ridosso di un conflitto nucleare. Vogliamo far tacere le armi? Il nostro governo non deve essere co-belligerante e deve prendere le distanze dalle decisioni bellicista della Nato e della Unione Europea. Questo non solo è possibile ma è sempre più NECESSARIO. È infatti soprattutto una premessa necessaria per assumere una posizione di "terzietà", cioè l'unica in grado di poter spingere verso il negoziato e di poter mediare tra le parti.
Intendiamo, dunque, invitare l'Italia e, soprattutto, l'Unione Europea ad assumere una posizione diplomatica che possa sostenere la risoluzione del conflitto. Invochiamo l'attivazione urgente della diplomazia internazionale per evitare lo scontro frontale tra Occidente e Russia.
L'art. 11 della nostra costituzione recita: "l'Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Chiediamo al Parlamento il rispetto della Costituzione! NO ALL'INVIO DI ARMI ALL'UCRAINA!!!
Comitato "PACE E NON PIÙ GUERRA"
comitatopaceenonpiuguerra@gmail.com
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Il problema
È possibile che l'Italia non invii più armi in Ucraina e che si attivi invece per sostenere l'avvio di percorsi negoziali?
Non inviare armi in Ucraina è l'unico modo per spingere verso il negoziato e mediare il conflitto. I conflitti, infatti, vengono risolti attraverso pratiche negoziali o di mediazione. Le armi non servono per risolvere i conflitti ma comportano soltanto aumento dell'escalation, inasprimento dell'odio reciproco, irrigidimento delle posizioni. Le armi allontanano qualsiasi possibilità di riconciliazione tra le parti.
Il binomio "aggressore/aggredito" è una semplificazione stereotipata di una realtà molto più complessa. È ormai chiaro a tutti che si tratta di una guerra tra superpotenze, giocata fuori casa sulla pelle degli ucraini. Non è mai da giustificare l'uso delle armi e non va mai giustificata la controreazione armata. Ricordo che l'attacco militare russo del 24 febbraio 2022 avrebbe potuto avere una durata breve (24/48 ore) se subito dopo il governo ucraino avesse accettato la proposta negoziale russa, l'unica ad oggi esistente (pubblicata il 16 marzo 2022 sul Financial Times). La"legge del taglione", cioè "occhio per occhio, dente per dente", non deve appartenere alla cultura e alla civiltà europea. Teniamo presente che ognuna delle due parti ha le sue ragioni. Mentre, infatti, il popolo ucraino parla di "guerra di invasione russa", i residenti filorussi in Donbass giustificano "la guerra di liberazione russa" dopo essere stati massacrati per anni dai gruppi filonazisti. Come noto, l'Ucraina è stata attenzionata dall'ONU per i crimini in Donbass (Report ONU 2018). Il conflitto fratricida tra russi e ucraini dura da molto tempo e purtroppo l'occidente, invece di inserirsi nel conflitto per mediare e sostenere la riconciliazione, ha sempre sostenuto una sola delle due parti, esasperando ulteriormente la conflittualità. Ricordiamo che il noto trattato di Minsk del 2014/2015 (versione 1e2) rappresentò il tentativo di porre fine al conflitto ma, di fatto, non è mai stato rispettato del tutto da entrambe le parti.
Gli USA sinora hanno speso per questa guerra 70 miliardi di dollari. Per beneficenza? No. Questa guerra conviene soltanto agli USA ma non conviene a nessun altro, né ovviamente alla martoriata Ucraina, né alla Russia né alla Unione Europea. Siamo a ridosso di un conflitto nucleare. Vogliamo far tacere le armi? Il nostro governo non deve essere co-belligerante e deve prendere le distanze dalle decisioni bellicista della Nato e della Unione Europea. Questo non solo è possibile ma è sempre più NECESSARIO. È infatti soprattutto una premessa necessaria per assumere una posizione di "terzietà", cioè l'unica in grado di poter spingere verso il negoziato e di poter mediare tra le parti.
Intendiamo, dunque, invitare l'Italia e, soprattutto, l'Unione Europea ad assumere una posizione diplomatica che possa sostenere la risoluzione del conflitto. Invochiamo l'attivazione urgente della diplomazia internazionale per evitare lo scontro frontale tra Occidente e Russia.
L'art. 11 della nostra costituzione recita: "l'Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Chiediamo al Parlamento il rispetto della Costituzione! NO ALL'INVIO DI ARMI ALL'UCRAINA!!!
Comitato "PACE E NON PIÙ GUERRA"
comitatopaceenonpiuguerra@gmail.com
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Petizione creata in data 19 febbraio 2023