No alla spettacolarizzazione del caso Garlasco nel Servizio Pubblico Rai


No alla spettacolarizzazione del caso Garlasco nel Servizio Pubblico Rai
Il problema
# No alla spettacolarizzazione del caso Garlasco nel Servizio Pubblico Rai
## Petizione indirizzata alla Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai e ad AGCOM
Noi sottoscritti cittadini e utenti del Servizio Pubblico radiotelevisivo chiediamo alla Rai, alla Commissione Parlamentare di Vigilanza e ad AGCOM di intervenire affinché il racconto televisivo del caso Garlasco torni entro i confini di una informazione corretta, equilibrata e rispettosa della dignità delle persone coinvolte.
Nelle recenti trasmissioni dedicate al delitto di Garlasco, in particolare nel corso di “Ore 14”, “Ore 14 Sera” su Rai 2 e FarWest, abbiamo assistito a una crescente deriva sensazionalistica che rischia di trasformare una dolorosa vicenda giudiziaria in un prodotto di intrattenimento fondato sul conflitto, sulla spettacolarizzazione e sulla ricerca continua dello scontro emotivo.
Sempre più spesso il dibattito appare focalizzato non sull’approfondimento rigoroso dei fatti, ma:
- sulla ricerca del “frame” emotivo;
- sulla diffusione di indiscrezioni e suggestioni;
- sulla personalizzazione estrema dello scontro;
- sulla continua esposizione mediatica di soggetti coinvolti direttamente o indirettamente nelle vicende giudiziarie.
Tutto ciò contribuisce ad alimentare un clima da processo mediatico permanente incompatibile con i principi di equilibrio, continenza e responsabilità che dovrebbero caratterizzare il Servizio Pubblico.
Riteniamo inoltre inopportuni i toni utilizzati durante alcuni confronti televisivi, culminati in episodi di derisione personale nei confronti di ospiti e professionisti, tra cui il Generale Luciano Garofano e il giornalista Piero Colaprico, in un contesto che dovrebbe invece garantire pluralismo, rispetto reciproco e qualità del dibattito pubblico.
Destano inoltre perplessità gli spazi recentemente concessi dal Servizio Pubblico a figure provenienti dal mondo del web e della controinformazione giudiziaria, tra cui la youtuber Francesca Bugamelli e soggetti collegati alla realtà Emme-Team, nel corso di trasmissioni Rai dedicate al caso Garlasco.
Riteniamo discutibile che programmi del Servizio Pubblico attribuiscano ampia visibilità e autorevolezza televisiva a soggetti già al centro di controversie pubbliche e vicende giudiziarie riportate dagli organi di stampa, relative anche a ipotesi di truffa e ad ulteriori indagini collegate ad attività svolte nell’ambito di casi di cronaca particolarmente delicati.
Tale scelta editoriale appare ancor più problematica quando questi interventi si inseriscono in contesti caratterizzati dalla diffusione di accuse, insinuazioni o ricostruzioni non adeguatamente verificate, con il rischio di alimentare campagne mediatiche e processi paralleli.
La Rai non può diventare un tribunale televisivo.
Il Servizio Pubblico ha il dovere di:
- informare senza spettacolarizzare il dolore;
- rispettare la dignità delle persone coinvolte;
- evitare forme di gogna mediatica;
- garantire pluralismo ed equilibrio;
- mantenere alta la qualità dell’informazione giudiziaria.
Per queste ragioni chiediamo alla Rai, alla Commissione Parlamentare di Vigilanza e ad AGCOM di verificare il rispetto:
- del Contratto di Servizio Rai;
- dei principi di correttezza dell’informazione;
- della tutela della dignità umana;
- della presunzione di innocenza;
- del ruolo imparziale che il Servizio Pubblico è chiamato a svolgere.
L’informazione può e deve raccontare la cronaca giudiziaria.
Ma il dolore delle persone e la complessità dei processi non possono essere trasformati in spettacolo.
Firma anche tu per chiedere un Servizio Pubblico più serio, equilibrato e rispettoso.

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Il problema
# No alla spettacolarizzazione del caso Garlasco nel Servizio Pubblico Rai
## Petizione indirizzata alla Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai e ad AGCOM
Noi sottoscritti cittadini e utenti del Servizio Pubblico radiotelevisivo chiediamo alla Rai, alla Commissione Parlamentare di Vigilanza e ad AGCOM di intervenire affinché il racconto televisivo del caso Garlasco torni entro i confini di una informazione corretta, equilibrata e rispettosa della dignità delle persone coinvolte.
Nelle recenti trasmissioni dedicate al delitto di Garlasco, in particolare nel corso di “Ore 14”, “Ore 14 Sera” su Rai 2 e FarWest, abbiamo assistito a una crescente deriva sensazionalistica che rischia di trasformare una dolorosa vicenda giudiziaria in un prodotto di intrattenimento fondato sul conflitto, sulla spettacolarizzazione e sulla ricerca continua dello scontro emotivo.
Sempre più spesso il dibattito appare focalizzato non sull’approfondimento rigoroso dei fatti, ma:
- sulla ricerca del “frame” emotivo;
- sulla diffusione di indiscrezioni e suggestioni;
- sulla personalizzazione estrema dello scontro;
- sulla continua esposizione mediatica di soggetti coinvolti direttamente o indirettamente nelle vicende giudiziarie.
Tutto ciò contribuisce ad alimentare un clima da processo mediatico permanente incompatibile con i principi di equilibrio, continenza e responsabilità che dovrebbero caratterizzare il Servizio Pubblico.
Riteniamo inoltre inopportuni i toni utilizzati durante alcuni confronti televisivi, culminati in episodi di derisione personale nei confronti di ospiti e professionisti, tra cui il Generale Luciano Garofano e il giornalista Piero Colaprico, in un contesto che dovrebbe invece garantire pluralismo, rispetto reciproco e qualità del dibattito pubblico.
Destano inoltre perplessità gli spazi recentemente concessi dal Servizio Pubblico a figure provenienti dal mondo del web e della controinformazione giudiziaria, tra cui la youtuber Francesca Bugamelli e soggetti collegati alla realtà Emme-Team, nel corso di trasmissioni Rai dedicate al caso Garlasco.
Riteniamo discutibile che programmi del Servizio Pubblico attribuiscano ampia visibilità e autorevolezza televisiva a soggetti già al centro di controversie pubbliche e vicende giudiziarie riportate dagli organi di stampa, relative anche a ipotesi di truffa e ad ulteriori indagini collegate ad attività svolte nell’ambito di casi di cronaca particolarmente delicati.
Tale scelta editoriale appare ancor più problematica quando questi interventi si inseriscono in contesti caratterizzati dalla diffusione di accuse, insinuazioni o ricostruzioni non adeguatamente verificate, con il rischio di alimentare campagne mediatiche e processi paralleli.
La Rai non può diventare un tribunale televisivo.
Il Servizio Pubblico ha il dovere di:
- informare senza spettacolarizzare il dolore;
- rispettare la dignità delle persone coinvolte;
- evitare forme di gogna mediatica;
- garantire pluralismo ed equilibrio;
- mantenere alta la qualità dell’informazione giudiziaria.
Per queste ragioni chiediamo alla Rai, alla Commissione Parlamentare di Vigilanza e ad AGCOM di verificare il rispetto:
- del Contratto di Servizio Rai;
- dei principi di correttezza dell’informazione;
- della tutela della dignità umana;
- della presunzione di innocenza;
- del ruolo imparziale che il Servizio Pubblico è chiamato a svolgere.
L’informazione può e deve raccontare la cronaca giudiziaria.
Ma il dolore delle persone e la complessità dei processi non possono essere trasformati in spettacolo.
Firma anche tu per chiedere un Servizio Pubblico più serio, equilibrato e rispettoso.

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Petizione creata in data 9 maggio 2026