No alla speculazione delle coste sarde! Difendiamo Cala Finanza!

No alla speculazione delle coste sarde! Difendiamo Cala Finanza!

Firmatari recenti
Ciro Trieco e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Siamo un gruppo di cittadini del Comune di Loiri Porto San Paolo e con profonda amarezza abbiamo appreso, da fonti ufficiali e attraverso verifiche dirette sul territorio, che uno dei tratti più preziosi della nostra costa rischia oggi di essere travolto dalla speculazione immobiliare.

 

Cala Finanza  (https://maps.app.goo.gl/3KUYFpNqEptBXASj7 )

Cala Finanza non è soltanto un luogo.  È memoria collettiva, identità, paesaggio, natura viva. Questa splendida cala immersa nella macchia mediterranea custodisce ancora oggi il libero accesso alle spiagge di Cala Builio, Cala Sedalis e fino a Punta Sedalis. Per raggiungerle si percorrono sentieri stretti e ombreggiati, circondati da ginepri, lentischi e mirto, in un paesaggio rimasto intatto nel tempo. Qui i protagonisti sono sempre stati il rumore del mare, il vento tra gli alberi e la vista unica dell’isola di Tavolara.  Ma Cala Finanza non rappresenta soltanto un bene paesaggistico e ambientale di straordinario valore: l’area è anche oggetto di interesse archeologico e di approfondimenti scientifici. Per questo sentiamo il dovere morale di difendere e preservare questo luogo speciale affinché resti patrimonio condiviso delle future generazioni.

 

Cala Fasano o Cala Finanza?? 

Cala Finanza oggi potrebbe anche chiamarsi “Cala Fasano”. Su questa porzione di costa è già presente una grande struttura privata: l’ex Villa Joy, oggi riconducibile al marchio Fasano. Accanto alla villa è sorta una struttura turistico-ricettiva di lusso realizzata praticamente a ridosso del mare, con limitazioni di fatto nell’accesso ad alcune spiagge. Una situazione che suscita indignazione e che molti cittadini faticano a comprendere: come è stato possibile trasformare un tratto di costa così delicato in uno spazio sempre più esclusivo?  Purtroppo, ciò che è già stato costruito sembra oggi difficile da mettere in discussione. Ma proprio questa consapevolezza rende ancora più urgente impedire nuove trasformazioni irreversibili.

 

La “Fasanizzazione” continua

Purtroppo l’homo sapiens non si è fermato a questo.  Come se quanto già realizzato non fosse abbastanza, l’attuale proprietà di questa struttura sta  ora tentando di spingere ancora oltre la trasformazione di questo tratto di costa, con un progetto che rischia di stravolgere definitivamente l’equilibrio naturale e paesaggistico della zona.  

Udite udite signori, un progetto in corso prevede la realizzazione di: 

  • un hotel a cinque stelle da 50 camere; 
  • circa 30 ville di lusso; 
  • ristoranti e attività commerciali; 
  • strutture turistiche; 
  • un porto turistico; 
  • un campo da golf da 18 buche… (immaginatevi l'acqua necessaria...)

Tutto questo in uno dei tratti più delicati, identitari e paesaggisticamente preziosi della costa gallurese

Di fronte a progetti di questa portata non possiamo restare in silenzio. Dietro parole come “sviluppo” e “valorizzazione” rischia di nascondersi una cementificazione irreversibile, capace di cancellare biodiversità, accessi liberi al mare e identità territoriali costruite in secoli di storia e natura.

 

Alt! Verifiche del GRIG .

Su questa vicenda si è già acceso un importante faro di attenzione grazie al lavoro del Gruppo d'Intervento Giuridico che ha riscontrato diversi interventi non autorizzati, tra cui:

  • lavori e sistemazioni del terreno privi delle necessarie autorizzazioni;
  • taglio della macchia mediterranea senza titoli paesaggistici;
  • modifiche del suolo in area sottoposta a vincoli ambientali;
  • realizzazione di opere edilizie abusive e sentieri con sradicamento della vegetazione spontanea.. 
  • pareri tecnici negativi ad ogni livello (Regione autonoma della Sardegna – Direzione generale Pianificazione territoriale e Vigilanza edilizia; Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale; Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari; Regione autonoma della Sardegna – Direzione generale Difesa Ambiente; Regione autonoma della Sardegna – Servizio Tutela del Paesaggio) 
    Qui trovate l’analisi molto accurata: Loiri Porto S. Paolo, riscontrati abusi edilizi e taglio non autorizzato della macchia mediterranea a Cala Finanza. | Gruppo d'Intervento Giuridico (GrIG) 

Cosa chiediamo.  

L’annullamento totale del progetto!

Diciamo NO alla svendita delle nostre coste e alla loro progressiva cementificazione.
Diciamo NO a un modello di sviluppo che trasforma il nostro patrimonio naturale in un privilegio riservato a pochi, fatto di hotel a cinque stelle, ville di lusso e strutture esclusive che sottraggono territorio, paesaggio e libertà alla collettività.

Diciamo NO all’overtourism che sta soffocando una Sardegna già profondamente provata, dove l’equilibrio tra uomo e natura è sempre più fragile e dove interi territori rischiano di perdere la propria identità sotto il peso della speculazione e del profitto.

Diciamo NO alla distruzione della natura, alla cancellazione della macchia mediterranea, all’aggressione di ecosistemi unici e alla compromissione di aree di valore archeologico e storico che appartengono non solo a noi, ma anche alle future generazioni.

Noi non vogliamo vivere circondati dal cemento.
Non vogliamo coste blindate, spiagge privatizzate e paesaggi artificiali.

 

Vogliamo continuare a sentire il rumore del mare, il profumo intenso della macchia mediterranea di ginepro, lentischio e mirto. Vogliamo che questi luoghi restino vivi, autentici e liberi.

Perché la Sardegna non è una merce da vendere al miglior offerente: è la nostra casa, la nostra identità, la nostra storia.

Tuteliamola! 

 

Il giorno sabato 23 maggio alle ore 9.00 saremo li in zona per una passeggiata di sensibilizzazione per la cittadinanza. 

 

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Giuseppe BarbonePromotore della petizione

208

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Ciro Trieco e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Siamo un gruppo di cittadini del Comune di Loiri Porto San Paolo e con profonda amarezza abbiamo appreso, da fonti ufficiali e attraverso verifiche dirette sul territorio, che uno dei tratti più preziosi della nostra costa rischia oggi di essere travolto dalla speculazione immobiliare.

 

Cala Finanza  (https://maps.app.goo.gl/3KUYFpNqEptBXASj7 )

Cala Finanza non è soltanto un luogo.  È memoria collettiva, identità, paesaggio, natura viva. Questa splendida cala immersa nella macchia mediterranea custodisce ancora oggi il libero accesso alle spiagge di Cala Builio, Cala Sedalis e fino a Punta Sedalis. Per raggiungerle si percorrono sentieri stretti e ombreggiati, circondati da ginepri, lentischi e mirto, in un paesaggio rimasto intatto nel tempo. Qui i protagonisti sono sempre stati il rumore del mare, il vento tra gli alberi e la vista unica dell’isola di Tavolara.  Ma Cala Finanza non rappresenta soltanto un bene paesaggistico e ambientale di straordinario valore: l’area è anche oggetto di interesse archeologico e di approfondimenti scientifici. Per questo sentiamo il dovere morale di difendere e preservare questo luogo speciale affinché resti patrimonio condiviso delle future generazioni.

 

Cala Fasano o Cala Finanza?? 

Cala Finanza oggi potrebbe anche chiamarsi “Cala Fasano”. Su questa porzione di costa è già presente una grande struttura privata: l’ex Villa Joy, oggi riconducibile al marchio Fasano. Accanto alla villa è sorta una struttura turistico-ricettiva di lusso realizzata praticamente a ridosso del mare, con limitazioni di fatto nell’accesso ad alcune spiagge. Una situazione che suscita indignazione e che molti cittadini faticano a comprendere: come è stato possibile trasformare un tratto di costa così delicato in uno spazio sempre più esclusivo?  Purtroppo, ciò che è già stato costruito sembra oggi difficile da mettere in discussione. Ma proprio questa consapevolezza rende ancora più urgente impedire nuove trasformazioni irreversibili.

 

La “Fasanizzazione” continua

Purtroppo l’homo sapiens non si è fermato a questo.  Come se quanto già realizzato non fosse abbastanza, l’attuale proprietà di questa struttura sta  ora tentando di spingere ancora oltre la trasformazione di questo tratto di costa, con un progetto che rischia di stravolgere definitivamente l’equilibrio naturale e paesaggistico della zona.  

Udite udite signori, un progetto in corso prevede la realizzazione di: 

  • un hotel a cinque stelle da 50 camere; 
  • circa 30 ville di lusso; 
  • ristoranti e attività commerciali; 
  • strutture turistiche; 
  • un porto turistico; 
  • un campo da golf da 18 buche… (immaginatevi l'acqua necessaria...)

Tutto questo in uno dei tratti più delicati, identitari e paesaggisticamente preziosi della costa gallurese

Di fronte a progetti di questa portata non possiamo restare in silenzio. Dietro parole come “sviluppo” e “valorizzazione” rischia di nascondersi una cementificazione irreversibile, capace di cancellare biodiversità, accessi liberi al mare e identità territoriali costruite in secoli di storia e natura.

 

Alt! Verifiche del GRIG .

Su questa vicenda si è già acceso un importante faro di attenzione grazie al lavoro del Gruppo d'Intervento Giuridico che ha riscontrato diversi interventi non autorizzati, tra cui:

  • lavori e sistemazioni del terreno privi delle necessarie autorizzazioni;
  • taglio della macchia mediterranea senza titoli paesaggistici;
  • modifiche del suolo in area sottoposta a vincoli ambientali;
  • realizzazione di opere edilizie abusive e sentieri con sradicamento della vegetazione spontanea.. 
  • pareri tecnici negativi ad ogni livello (Regione autonoma della Sardegna – Direzione generale Pianificazione territoriale e Vigilanza edilizia; Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale; Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari; Regione autonoma della Sardegna – Direzione generale Difesa Ambiente; Regione autonoma della Sardegna – Servizio Tutela del Paesaggio) 
    Qui trovate l’analisi molto accurata: Loiri Porto S. Paolo, riscontrati abusi edilizi e taglio non autorizzato della macchia mediterranea a Cala Finanza. | Gruppo d'Intervento Giuridico (GrIG) 

Cosa chiediamo.  

L’annullamento totale del progetto!

Diciamo NO alla svendita delle nostre coste e alla loro progressiva cementificazione.
Diciamo NO a un modello di sviluppo che trasforma il nostro patrimonio naturale in un privilegio riservato a pochi, fatto di hotel a cinque stelle, ville di lusso e strutture esclusive che sottraggono territorio, paesaggio e libertà alla collettività.

Diciamo NO all’overtourism che sta soffocando una Sardegna già profondamente provata, dove l’equilibrio tra uomo e natura è sempre più fragile e dove interi territori rischiano di perdere la propria identità sotto il peso della speculazione e del profitto.

Diciamo NO alla distruzione della natura, alla cancellazione della macchia mediterranea, all’aggressione di ecosistemi unici e alla compromissione di aree di valore archeologico e storico che appartengono non solo a noi, ma anche alle future generazioni.

Noi non vogliamo vivere circondati dal cemento.
Non vogliamo coste blindate, spiagge privatizzate e paesaggi artificiali.

 

Vogliamo continuare a sentire il rumore del mare, il profumo intenso della macchia mediterranea di ginepro, lentischio e mirto. Vogliamo che questi luoghi restino vivi, autentici e liberi.

Perché la Sardegna non è una merce da vendere al miglior offerente: è la nostra casa, la nostra identità, la nostra storia.

Tuteliamola! 

 

Il giorno sabato 23 maggio alle ore 9.00 saremo li in zona per una passeggiata di sensibilizzazione per la cittadinanza. 

 

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Giuseppe BarbonePromotore della petizione

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