No alla soppressione di Consigliere/i di Parità:a rischio tutela di lavoratrici/lavoratori

Firmatari recenti
Laura Cima e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

APPELLO AL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA
PER LA DIFESA DELLE/DEI CONSIGLIERE/I DI PARITÀ TERRITORIALI 
Noi sottoscritte/i, rappresentanti istituzionali, associazioni, organizzazioni sindacali, cittadini/e,  realtà del territorio vicentino impegnate nella promozione delle pari opportunità e nel contrasto alle discriminazioni di genere, rivolgiamo un appello urgente al Governoaffinché non venga compromesso uno dei principali strumenti pubblici di tutela dei diritti delle lavoratrici.
Preoccupazione per una scelta che rischia di indebolire i diritti:
L’ipotesi di soppressione delle/dei Consigliere/i di Parità territoriali e regionali, con il trasferimento delle loro funzioni a un organismo centralizzato, prevista dal recente schema di decreto legislativo trasmesso alle Camere come atto del Governo n. 382, rappresenta un grave passo indietro.
La figura della Consigliera di Parità, prevista dall’ordinamento italiano e disciplinata dal Codice delle Pari Opportunità (D.Lgs. 198/2006), è un organo istituzionale di garanzia che da oltre vent’anni opera per:
❖ contrastare discriminazioni, molestie e molestie sessuali nei luoghi di lavoro; 
❖ offrire tutela gratuita e accessibile a lavoratrici e lavoratori; 
❖ promuovere conciliazioni e, se necessario, intervenire in giudizio; 
❖ raccogliere dati e monitorare fenomeni spesso sommersi; 
❖ diffondere cultura della parità e prevenzione nei contesti lavorativi. 
Si tratta di un presidio pubblico fondamentale, strettamente connesso ai principi costituzionali (art. 
37) e agli indirizzi europei che invitano gli Stati membri a rafforzare, non a ridurre, gli strumenti di contrasto alle disuguaglianze di genere e al divario retributivo.
La forza di questo sistema risiede nella sua dimensione territoriale.
Le Consigliere di Parità rappresentano un punto di riferimento diretto, competente e gratuito, capace di intercettare situazioni di discriminazione che altrimenti resterebbero invisibili.
Eliminare questi presidi significa:
❖ rendere più difficile l’accesso alla tutela per molte lavoratrici; 
❖ allontanare le istituzioni dai contesti reali in cui le discriminazioni si manifestano; 
❖ indebolire la prevenzione, oltre che la capacità di intervento. 
In un contesto in cui persistono disparità salariali, molestie e condizioni di svantaggio nel lavoro, la tutela non può essere centralizzata e resa distante, ma deve restare concreta e accessibile.
La situazione critica della provincia di Vicenza
Nel territorio vicentino, il bisogno di questi strumenti è confermato dai dati e dall’attività svolta negli 
anni.
Tuttavia, già oggi si registra una grave criticità: la Provincia di Vicenza è priva della Consigliera di Parità dal dicembre 2024.
Nonostante la designazione della Dott.ssa Ketty Marra nel 2025, la nomina formale non è ancora stata completata, determinando un vuoto istituzionale che indebolisce la tutela delle lavoratrici.
Questo appello si inserisce nel solco delle iniziative istituzionali già intraprese a livello locale per 
difendere strumenti di tutela di prossimità e per sollecitare un impegno concreto da parte delle 
amministrazioni e del Governo.
La parità non si realizza con dichiarazioni di principio, ma attraverso presidi efficaci, accessibili e radicati nei territori.
Chiediamo con forza al governo:
❖ di non procedere alla soppressione o al ridimensionamento delle Consigliere di Parità 
territoriali e regionali; 
❖ di rafforzare, e non indebolire, il sistema pubblico di tutela contro le discriminazioni di genere 
nel lavoro, in coerenza con la normativa nazionale ed europea; 
❖ di garantire la piena operatività dei presidi territoriali, riconoscendone il ruolo strategico; 
❖ di procedere con urgenza alla nomina della Dott.ssa Ketty Marra quale Consigliera di Parità 
effettiva della Provincia di Vicenza a ciò designata con Decreto Presidenziale n. 126 del 
22/12/2025.; 
❖ di valorizzare la collaborazione tra istituzioni centrali, enti locali e territori per una tutela 
effettiva e diffusa dei diritti. 
Conclusioni
Indebolire o eliminare i presidi territoriali significa rendere più difficile far emergere e contrastare discriminazioni di genere e le molestie nei luoghi di lavoro.
Al contrario, è necessario rafforzare gli strumenti esistenti e garantire una presenza istituzionale vicina alle persone.
I diritti delle donne nel lavoro non possono essere arretrati, né allontanati dai territori.
Firmataria promotrice
Ida Grimaldi, Consigliera Comunale presso il Comune di Vicenza, Delegata alla prevenzione e al contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro

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ida GrimaldiPromotore della petizione

780

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Noi sottoscritte/i, rappresentanti istituzionali, associazioni, organizzazioni sindacali, cittadini/e,  realtà del territorio vicentino impegnate nella promozione delle pari opportunità e nel contrasto alle discriminazioni di genere, rivolgiamo un appello urgente al Governoaffinché non venga compromesso uno dei principali strumenti pubblici di tutela dei diritti delle lavoratrici.
Preoccupazione per una scelta che rischia di indebolire i diritti:
L’ipotesi di soppressione delle/dei Consigliere/i di Parità territoriali e regionali, con il trasferimento delle loro funzioni a un organismo centralizzato, prevista dal recente schema di decreto legislativo trasmesso alle Camere come atto del Governo n. 382, rappresenta un grave passo indietro.
La figura della Consigliera di Parità, prevista dall’ordinamento italiano e disciplinata dal Codice delle Pari Opportunità (D.Lgs. 198/2006), è un organo istituzionale di garanzia che da oltre vent’anni opera per:
❖ contrastare discriminazioni, molestie e molestie sessuali nei luoghi di lavoro; 
❖ offrire tutela gratuita e accessibile a lavoratrici e lavoratori; 
❖ promuovere conciliazioni e, se necessario, intervenire in giudizio; 
❖ raccogliere dati e monitorare fenomeni spesso sommersi; 
❖ diffondere cultura della parità e prevenzione nei contesti lavorativi. 
Si tratta di un presidio pubblico fondamentale, strettamente connesso ai principi costituzionali (art. 
37) e agli indirizzi europei che invitano gli Stati membri a rafforzare, non a ridurre, gli strumenti di contrasto alle disuguaglianze di genere e al divario retributivo.
La forza di questo sistema risiede nella sua dimensione territoriale.
Le Consigliere di Parità rappresentano un punto di riferimento diretto, competente e gratuito, capace di intercettare situazioni di discriminazione che altrimenti resterebbero invisibili.
Eliminare questi presidi significa:
❖ rendere più difficile l’accesso alla tutela per molte lavoratrici; 
❖ allontanare le istituzioni dai contesti reali in cui le discriminazioni si manifestano; 
❖ indebolire la prevenzione, oltre che la capacità di intervento. 
In un contesto in cui persistono disparità salariali, molestie e condizioni di svantaggio nel lavoro, la tutela non può essere centralizzata e resa distante, ma deve restare concreta e accessibile.
La situazione critica della provincia di Vicenza
Nel territorio vicentino, il bisogno di questi strumenti è confermato dai dati e dall’attività svolta negli 
anni.
Tuttavia, già oggi si registra una grave criticità: la Provincia di Vicenza è priva della Consigliera di Parità dal dicembre 2024.
Nonostante la designazione della Dott.ssa Ketty Marra nel 2025, la nomina formale non è ancora stata completata, determinando un vuoto istituzionale che indebolisce la tutela delle lavoratrici.
Questo appello si inserisce nel solco delle iniziative istituzionali già intraprese a livello locale per 
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La parità non si realizza con dichiarazioni di principio, ma attraverso presidi efficaci, accessibili e radicati nei territori.
Chiediamo con forza al governo:
❖ di non procedere alla soppressione o al ridimensionamento delle Consigliere di Parità 
territoriali e regionali; 
❖ di rafforzare, e non indebolire, il sistema pubblico di tutela contro le discriminazioni di genere 
nel lavoro, in coerenza con la normativa nazionale ed europea; 
❖ di garantire la piena operatività dei presidi territoriali, riconoscendone il ruolo strategico; 
❖ di procedere con urgenza alla nomina della Dott.ssa Ketty Marra quale Consigliera di Parità 
effettiva della Provincia di Vicenza a ciò designata con Decreto Presidenziale n. 126 del 
22/12/2025.; 
❖ di valorizzare la collaborazione tra istituzioni centrali, enti locali e territori per una tutela 
effettiva e diffusa dei diritti. 
Conclusioni
Indebolire o eliminare i presidi territoriali significa rendere più difficile far emergere e contrastare discriminazioni di genere e le molestie nei luoghi di lavoro.
Al contrario, è necessario rafforzare gli strumenti esistenti e garantire una presenza istituzionale vicina alle persone.
I diritti delle donne nel lavoro non possono essere arretrati, né allontanati dai territori.
Firmataria promotrice
Ida Grimaldi, Consigliera Comunale presso il Comune di Vicenza, Delegata alla prevenzione e al contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro

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