No alla soppressione di Consigliere/i di Parità:a rischio tutela di lavoratrici/lavoratori

No alla soppressione di Consigliere/i di Parità:a rischio tutela di lavoratrici/lavoratori

Il problema

APPELLO AL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA
PER LA DIFESA DELLE/DEI CONSIGLIERE/I DI PARITÀ TERRITORIALI 

Noi sottoscritte/i, rappresentanti istituzionali, associazioni, organizzazioni sindacali, realtà del territorio vicentino impegnate nella promozione delle pari opportunità e nel contrasto alle discriminazioni di genere, cittadine e cittadini tutti, rivolgiamo un appello urgente al Governo affinché non venga compromesso uno dei principali strumenti pubblici di tutela contro le discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro.

L’ipotesi di soppressione delle/dei Consigliere/i di Parità Regionali e Provinciali,  prevista dal recente schema di decreto legislativo trasmesso alle Camere come atto del Governo n. 382, che prevede il trasferimento delle loro funzioni ad un organismo di parità centralizzato,  rappresenta un grave passo indietro e una minaccia per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.

La figura del/la Consigliere/a di Parità, prevista dall’ordinamento italiano e disciplinata dal Codice delle Pari Opportunità (D.Lgs. 198/2006), é un organo istituzionale di garanzia che, da oltre vent’anni,  opera per:
❖ contrastare discriminazioni, molestie e molestie sessuali nei luoghi di lavoro; 
❖ offrire tutela gratuita e accessibile a lavoratrici e lavoratori; 
❖ promuovere conciliazioni e, se necessario, intervenire in giudizio; 
❖ raccogliere dati e monitorare fenomeni spesso sommersi; 
❖ diffondere cultura della parità e prevenzione nei contesti lavorativi. 

Si tratta di un presidio pubblico fondamentale, strettamente connesso ai principi costituzionali (art. 37), nonché agli indirizzi europei che invitano gli Stati membri a rafforzare, non a ridurre, gli strumenti di contrasto alle disuguaglianze di genere e al divario retributivo.

Le/I  Consigliere/i di Parità, rappresentano oggi un punto di riferimento concreto e accessibile per chi subisce discriminazioni, molestie o disparità sul lavoro.
Operano sul territorio, ascoltano, supportano e intervengono in modo diretto.  La loro presenza capillare è una garanzia di equità, giustizia sociale e democrazia: la forza di questo sistema risiede nella sua dimensione territoriale. 

Centralizzare tutto a Roma significherebbe rendere queste tutele più distanti, meno accessibili e meno efficaci, soprattutto per chi vive lontano dai grandi centri decisionali; significherebbe allontanare le istituzioni dai contesti reali in cui le discriminazioni si manifestano e indebolire la prevenzione e la capacità di intervento. 

Nel Vicentino, il problema è già concreto: l’ufficio della Consigliera di Parità è vacante dal 2024,  nonostante il bisogno di questi strumenti sia confermato dai dati e dall’attività svolta negli anni, come emerge dalle ultime relazioni annuali della Dr.ssa Francesca Lazzari, in carica dal 2020 al 2024.  Nel  2025 la Provincia di Vicenza ha designato di Ketty Marra quale Consigliera di Parità effettiva, ma il Decreto di nomina da parte dei Ministeri competenti non è ancora stato emanato,  determinando un vuoto istituzionale che indebolisce la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.

Questo appello si inserisce nel solco delle iniziative istituzionali già intraprese a livello locale per 
difendere strumenti di tutela di prossimità e/o per sollecitare un impegno concreto da parte delle 
amministrazioni e del Governo.

La parità non si realizza con dichiarazioni di principio, ma attraverso presidi efficaci, accessibili e radicati nei territori.

Ogni volta che si indeboliscono gli strumenti di tutela ci viene ricordato che i diritti possono arretrare. L’uguaglianza non è un punto di arrivo, ma una conquista da difendere, ogni giorno.

I diritti non si perdono all’improvviso: si perdono poco alla volta, nel silenzio di chi smette di difenderli.

Per questo chiediamo con forza al Governo:

❖ di non procedere alla soppressione o al ridimensionamento delle/dei      Consigliere/i di Parità Territoriali regionali e provinciali; 
❖ di rafforzare, e non indebolire, il sistema pubblico di tutela contro le discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro, in coerenza con la normativa nazionale ed europea; 
❖ di garantire la piena operatività dei presidi territoriali, riconoscendone il ruolo strategico; 
❖ di procedere con urgenza alla nomina di Ketty Marra quale Consigliera di Parità 
effettiva della Provincia di Vicenza a ciò designata con Decreto Presidenziale della Provincia di Vicenza n. 126 del 22/12/2025.; 
❖ di valorizzare la collaborazione tra istituzioni centrali, enti locali e territori per una tutela effettiva e diffusa dei diritti. 

Conclusioni

Indebolire o eliminare i presidi territoriali significa rendere più difficile far emergere e contrastare discriminazioni di genere e le molestie nei luoghi di lavoro. Al contrario, è necessario rafforzare gli strumenti esistenti e garantire una presenza istituzionale vicina alle persone.

I diritti delle lavoratrici e dei lavoratori non possono essere arretrati né allontanati dai territori.

Vicenza-Roma 24.3.2026


Firmataria promotrice


Ida Grimaldi, Consigliera Comunale presso il Comune di Vicenza, Delegata alla prevenzione e al contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro

avatar of the starter
ida GrimaldiPromotore della petizione

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Il problema

APPELLO AL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA
PER LA DIFESA DELLE/DEI CONSIGLIERE/I DI PARITÀ TERRITORIALI 

Noi sottoscritte/i, rappresentanti istituzionali, associazioni, organizzazioni sindacali, realtà del territorio vicentino impegnate nella promozione delle pari opportunità e nel contrasto alle discriminazioni di genere, cittadine e cittadini tutti, rivolgiamo un appello urgente al Governo affinché non venga compromesso uno dei principali strumenti pubblici di tutela contro le discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro.

L’ipotesi di soppressione delle/dei Consigliere/i di Parità Regionali e Provinciali,  prevista dal recente schema di decreto legislativo trasmesso alle Camere come atto del Governo n. 382, che prevede il trasferimento delle loro funzioni ad un organismo di parità centralizzato,  rappresenta un grave passo indietro e una minaccia per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.

La figura del/la Consigliere/a di Parità, prevista dall’ordinamento italiano e disciplinata dal Codice delle Pari Opportunità (D.Lgs. 198/2006), é un organo istituzionale di garanzia che, da oltre vent’anni,  opera per:
❖ contrastare discriminazioni, molestie e molestie sessuali nei luoghi di lavoro; 
❖ offrire tutela gratuita e accessibile a lavoratrici e lavoratori; 
❖ promuovere conciliazioni e, se necessario, intervenire in giudizio; 
❖ raccogliere dati e monitorare fenomeni spesso sommersi; 
❖ diffondere cultura della parità e prevenzione nei contesti lavorativi. 

Si tratta di un presidio pubblico fondamentale, strettamente connesso ai principi costituzionali (art. 37), nonché agli indirizzi europei che invitano gli Stati membri a rafforzare, non a ridurre, gli strumenti di contrasto alle disuguaglianze di genere e al divario retributivo.

Le/I  Consigliere/i di Parità, rappresentano oggi un punto di riferimento concreto e accessibile per chi subisce discriminazioni, molestie o disparità sul lavoro.
Operano sul territorio, ascoltano, supportano e intervengono in modo diretto.  La loro presenza capillare è una garanzia di equità, giustizia sociale e democrazia: la forza di questo sistema risiede nella sua dimensione territoriale. 

Centralizzare tutto a Roma significherebbe rendere queste tutele più distanti, meno accessibili e meno efficaci, soprattutto per chi vive lontano dai grandi centri decisionali; significherebbe allontanare le istituzioni dai contesti reali in cui le discriminazioni si manifestano e indebolire la prevenzione e la capacità di intervento. 

Nel Vicentino, il problema è già concreto: l’ufficio della Consigliera di Parità è vacante dal 2024,  nonostante il bisogno di questi strumenti sia confermato dai dati e dall’attività svolta negli anni, come emerge dalle ultime relazioni annuali della Dr.ssa Francesca Lazzari, in carica dal 2020 al 2024.  Nel  2025 la Provincia di Vicenza ha designato di Ketty Marra quale Consigliera di Parità effettiva, ma il Decreto di nomina da parte dei Ministeri competenti non è ancora stato emanato,  determinando un vuoto istituzionale che indebolisce la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.

Questo appello si inserisce nel solco delle iniziative istituzionali già intraprese a livello locale per 
difendere strumenti di tutela di prossimità e/o per sollecitare un impegno concreto da parte delle 
amministrazioni e del Governo.

La parità non si realizza con dichiarazioni di principio, ma attraverso presidi efficaci, accessibili e radicati nei territori.

Ogni volta che si indeboliscono gli strumenti di tutela ci viene ricordato che i diritti possono arretrare. L’uguaglianza non è un punto di arrivo, ma una conquista da difendere, ogni giorno.

I diritti non si perdono all’improvviso: si perdono poco alla volta, nel silenzio di chi smette di difenderli.

Per questo chiediamo con forza al Governo:

❖ di non procedere alla soppressione o al ridimensionamento delle/dei      Consigliere/i di Parità Territoriali regionali e provinciali; 
❖ di rafforzare, e non indebolire, il sistema pubblico di tutela contro le discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro, in coerenza con la normativa nazionale ed europea; 
❖ di garantire la piena operatività dei presidi territoriali, riconoscendone il ruolo strategico; 
❖ di procedere con urgenza alla nomina di Ketty Marra quale Consigliera di Parità 
effettiva della Provincia di Vicenza a ciò designata con Decreto Presidenziale della Provincia di Vicenza n. 126 del 22/12/2025.; 
❖ di valorizzare la collaborazione tra istituzioni centrali, enti locali e territori per una tutela effettiva e diffusa dei diritti. 

Conclusioni

Indebolire o eliminare i presidi territoriali significa rendere più difficile far emergere e contrastare discriminazioni di genere e le molestie nei luoghi di lavoro. Al contrario, è necessario rafforzare gli strumenti esistenti e garantire una presenza istituzionale vicina alle persone.

I diritti delle lavoratrici e dei lavoratori non possono essere arretrati né allontanati dai territori.

Vicenza-Roma 24.3.2026


Firmataria promotrice


Ida Grimaldi, Consigliera Comunale presso il Comune di Vicenza, Delegata alla prevenzione e al contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro

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ida GrimaldiPromotore della petizione

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