NO alla fonderia a Luogosano! NO alle industrie altamente inquinanti in Irpinia


NO alla fonderia a Luogosano! NO alle industrie altamente inquinanti in Irpinia
Il problema
Onde evitare lo spopolamento dopo il devastante terremoto dell'80, a Luogosano fu creata una zona industriale. Lo spopolamento purtroppo non è stato comunque evitato ma diversi giovani negli anni sono poi tornati perché, stando fuori, hanno imparato ad apprezzare la magia dei nostri luoghi che nulla ha da invidiare alle più famose località agro-turistiche d'Europa.
Negli ultimi 30 anni dunque, molti padri contadini hanno lasciato il posto a figli imprenditori agricoli; con molto sacrificio orti sono diventati prestigiosi vigneti che producono Taurasi e Fiano DOCG, fiori all'occhiello della Regione, esportati in tutto il mondo; con tanta perseveranza terre incolte sono diventati oliveti di gran pregio che producono Ravece DOP; con lungimiranza e contributi statali vecchi ruderi abbandonati sono stati trasformati in lussuosi ristoranti e agriturismi con panorami mozzafiato.
Oggi è arrivato finalmente il tempo della rivalsa: Napoli con il suo patrimonio culturale e il suo mare è diventata una delle mete più turistiche d'Europa e la vicina Irpinia, in contrapposizione, offre al visitatore la possibilità di vivere in maniera genuina la serenità della campagna, con i suoi tempi lenti, i suoi sapori autentici, la sua aria pura, la sua vocazione prettamente agro-alimentare.
Dal 21 Novembre però qualcosa ha turbato questo meritato sviluppo, qualcosa mette a rischio tutto il lavoro faticosamente svolto in 30 anni per dare un'identità a questo luogo - che non vuole più inquadrarsi come "la terra arretrata" ma come il luogo della tradizione salubre e autentica - vanificando
- gli obiettivi del Progetto Pilota Nazionale che ha elargito € 70 milioni per contrastare lo spopolamento e valorizzare i borghi interni;
- il finanziamento da € 34 milioni della ferrovia storica Avellino–Rocchetta S. Antonio, adiacente alla zona industriale, per lo sviluppo turistico;
- la lotta alla tutela dei paesaggi agricoli di pregio e delle produzioni certificate;
- la salvaguardia del parco fluviale - di cui l'area industriale fa parte - nota per la rara ma finalmente concreta riproduzione della lontra, animale in via di estinzione.
Si, perché lo scorso 21 novembre, presso gli uffici della Regione Campania, si firmava frettolosamente un accordo sindacale per il reintegro dei 30 dipendenti della ex-Arcelor Mittal, azienda storica del sito che vorrebbe lasciare il posto alle purtroppo note FONDERIE PISANO di Salerno.
Detta industria gode di triste fama in quanto lo scorso maggio la CEDU (Corte Europea dei Diritti dell'Uomo) ha stabilito che lo Stato Italiano dovrà versare un indennizzo a ben 151 abitanti di Baronissi, Pellezzano e Salerno, vittime dell'inquinamento causato proprio dalle Fonderie Pisano. Le denunce di danno alla salute contro detta azienda sono più che ventennali e un recente studio SPES ha certificato un valore ematico di metalli pesanti di abitanti limitrofi alla fonderia ben 5 volte maggiore agli abitanti della già triste inquinata terra dei fuochi.
Senza entrare nel merito di un ipotetico ammodernamento dell'azienda e al minore impatto ambientale che potrebbe produrre, la fonderia resterebbe pur sempre categorizzata come "azienda di tipo insalubre" e ciò provocherebbe senza incertezza un violento danno d'immagine al territorio, alle sue aziende già esistenti, alle prestigiose produzioni dei suoi frutteti, vigneti e oliveti.
Quindi, nuovo presidente della Regione Campania, Roberto Fico, proprietario di Arcelor Mittal, Lakshmi Mittal, e Direttore dello stabilimento Arcelor Mittal - sede di Luogosano, Xavier Foceaux, facciamo caloroso appello alla Vostra sensibilità per non mettere nuovamente in ginocchio, come il terremoto dell'80, la nostra resilienza e la nostra economia basata sulla genuinità della nostra terra ma vi supplichiamo di rispettare e tutelare ciò che abbiamo faticosamente valorizzato nel tempo. Vi chiediamo di fermare l'insediamento troppo rischioso di una fonderia a LUOGO-SANO a favore di un'azienda più compatibile alla salubrità del nostro territorio. Come recente delibera del Comune di Luogosano, presa con l'unanimità del Consiglio, anche noi cittadini chiediamo di
- conformare ogni scelta di reindustrializzazione alle linee strategiche del nuovo Piano Territoriale Provinciale 2025, incentrate sulla qualità ambientale, sulla pianificazione integrata e sullo sviluppo socio-economico sostenibile;
- di tutelare le persone fisiche e giuridiche, le aziende agricole biologiche, il territorio e le produzioni tipiche da minaccia di danno ambientale;
- di proteggere le tante già esistenti aziende agricole biologiche da immissioni moleste derivanti dal fondo del vicino che, anche se non superassero la normale tollerabilità, potrebbero contaminare i terreni e le colture rendendo di fatto le aziende agricole biologiche inadempienti alle regole del loro settore;
- di salvaguardare il vicino parco fluviale e la riproduzione della lontra, in via di estinzione;
- di dare un nuovo lavoro ai 30 ex-dipendenti dell'Arcelor Mittal dando nuova vita allo stabilimento con una ditta compatibile alla vocazione del territorio;
- di fornire alle Fonderie Pisano giusta sede per poter espletare al meglio il suo lavoro, lontano dai centri abitati e dalle colture biologiche di alto pregio, vicino alle autostrade per abbassare i costi di logistica e soprattutto per abbassare anche le emissioni inquinanti da trasporto su ruote.
Firma questa petizione per sostenere la nostra richiesta di un futuro pulito e sano per LUOGOSANO, per la Media Valle del Calore, per l'Irpinia. Insieme possiamo fare la differenza.

4961
Il problema
Onde evitare lo spopolamento dopo il devastante terremoto dell'80, a Luogosano fu creata una zona industriale. Lo spopolamento purtroppo non è stato comunque evitato ma diversi giovani negli anni sono poi tornati perché, stando fuori, hanno imparato ad apprezzare la magia dei nostri luoghi che nulla ha da invidiare alle più famose località agro-turistiche d'Europa.
Negli ultimi 30 anni dunque, molti padri contadini hanno lasciato il posto a figli imprenditori agricoli; con molto sacrificio orti sono diventati prestigiosi vigneti che producono Taurasi e Fiano DOCG, fiori all'occhiello della Regione, esportati in tutto il mondo; con tanta perseveranza terre incolte sono diventati oliveti di gran pregio che producono Ravece DOP; con lungimiranza e contributi statali vecchi ruderi abbandonati sono stati trasformati in lussuosi ristoranti e agriturismi con panorami mozzafiato.
Oggi è arrivato finalmente il tempo della rivalsa: Napoli con il suo patrimonio culturale e il suo mare è diventata una delle mete più turistiche d'Europa e la vicina Irpinia, in contrapposizione, offre al visitatore la possibilità di vivere in maniera genuina la serenità della campagna, con i suoi tempi lenti, i suoi sapori autentici, la sua aria pura, la sua vocazione prettamente agro-alimentare.
Dal 21 Novembre però qualcosa ha turbato questo meritato sviluppo, qualcosa mette a rischio tutto il lavoro faticosamente svolto in 30 anni per dare un'identità a questo luogo - che non vuole più inquadrarsi come "la terra arretrata" ma come il luogo della tradizione salubre e autentica - vanificando
- gli obiettivi del Progetto Pilota Nazionale che ha elargito € 70 milioni per contrastare lo spopolamento e valorizzare i borghi interni;
- il finanziamento da € 34 milioni della ferrovia storica Avellino–Rocchetta S. Antonio, adiacente alla zona industriale, per lo sviluppo turistico;
- la lotta alla tutela dei paesaggi agricoli di pregio e delle produzioni certificate;
- la salvaguardia del parco fluviale - di cui l'area industriale fa parte - nota per la rara ma finalmente concreta riproduzione della lontra, animale in via di estinzione.
Si, perché lo scorso 21 novembre, presso gli uffici della Regione Campania, si firmava frettolosamente un accordo sindacale per il reintegro dei 30 dipendenti della ex-Arcelor Mittal, azienda storica del sito che vorrebbe lasciare il posto alle purtroppo note FONDERIE PISANO di Salerno.
Detta industria gode di triste fama in quanto lo scorso maggio la CEDU (Corte Europea dei Diritti dell'Uomo) ha stabilito che lo Stato Italiano dovrà versare un indennizzo a ben 151 abitanti di Baronissi, Pellezzano e Salerno, vittime dell'inquinamento causato proprio dalle Fonderie Pisano. Le denunce di danno alla salute contro detta azienda sono più che ventennali e un recente studio SPES ha certificato un valore ematico di metalli pesanti di abitanti limitrofi alla fonderia ben 5 volte maggiore agli abitanti della già triste inquinata terra dei fuochi.
Senza entrare nel merito di un ipotetico ammodernamento dell'azienda e al minore impatto ambientale che potrebbe produrre, la fonderia resterebbe pur sempre categorizzata come "azienda di tipo insalubre" e ciò provocherebbe senza incertezza un violento danno d'immagine al territorio, alle sue aziende già esistenti, alle prestigiose produzioni dei suoi frutteti, vigneti e oliveti.
Quindi, nuovo presidente della Regione Campania, Roberto Fico, proprietario di Arcelor Mittal, Lakshmi Mittal, e Direttore dello stabilimento Arcelor Mittal - sede di Luogosano, Xavier Foceaux, facciamo caloroso appello alla Vostra sensibilità per non mettere nuovamente in ginocchio, come il terremoto dell'80, la nostra resilienza e la nostra economia basata sulla genuinità della nostra terra ma vi supplichiamo di rispettare e tutelare ciò che abbiamo faticosamente valorizzato nel tempo. Vi chiediamo di fermare l'insediamento troppo rischioso di una fonderia a LUOGO-SANO a favore di un'azienda più compatibile alla salubrità del nostro territorio. Come recente delibera del Comune di Luogosano, presa con l'unanimità del Consiglio, anche noi cittadini chiediamo di
- conformare ogni scelta di reindustrializzazione alle linee strategiche del nuovo Piano Territoriale Provinciale 2025, incentrate sulla qualità ambientale, sulla pianificazione integrata e sullo sviluppo socio-economico sostenibile;
- di tutelare le persone fisiche e giuridiche, le aziende agricole biologiche, il territorio e le produzioni tipiche da minaccia di danno ambientale;
- di proteggere le tante già esistenti aziende agricole biologiche da immissioni moleste derivanti dal fondo del vicino che, anche se non superassero la normale tollerabilità, potrebbero contaminare i terreni e le colture rendendo di fatto le aziende agricole biologiche inadempienti alle regole del loro settore;
- di salvaguardare il vicino parco fluviale e la riproduzione della lontra, in via di estinzione;
- di dare un nuovo lavoro ai 30 ex-dipendenti dell'Arcelor Mittal dando nuova vita allo stabilimento con una ditta compatibile alla vocazione del territorio;
- di fornire alle Fonderie Pisano giusta sede per poter espletare al meglio il suo lavoro, lontano dai centri abitati e dalle colture biologiche di alto pregio, vicino alle autostrade per abbassare i costi di logistica e soprattutto per abbassare anche le emissioni inquinanti da trasporto su ruote.
Firma questa petizione per sostenere la nostra richiesta di un futuro pulito e sano per LUOGOSANO, per la Media Valle del Calore, per l'Irpinia. Insieme possiamo fare la differenza.

4961
I decisori

Voci dei sostenitori
Petizione creata in data 15 dicembre 2025