NO! alla DISCARICA di RIFIUTI SPECIALI a Poggio Imperiale


NO! alla DISCARICA di RIFIUTI SPECIALI a Poggio Imperiale
Il problema
Premesso che:
- Ai sensi dell’art. 51 dello Statuto Comunale, i cittadini e le associazioni locali hanno diritto di esprimere il proprio parere su questioni di interesse pubblico, affinché gli organi dell’Amministrazione Comunale ne prendano atto e lo sottopongano agli organi competenti per le determinazioni del caso, nel rispetto dei principi di partecipazione democratica e trasparenza amministrativa.
- Il Comitato “RespiriAMO - Comitato permanente per la salvaguardia del territorio e la tutela della salute pubblica di Poggio Imperiale” quale espressione della comunità locale, manifesta la propria ferma opposizione alla realizzazione di un impianto per lo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi a Poggio Imperiale in località Tre Valli da parte della ditta GIESSE srl ed avente ID VIA 822, in considerazione delle molteplici criticità di ordine ambientale, sanitario, paesaggistico ed economico-sociale connesse al progetto.
- Il dissenso della cittadinanza, oltre a fondarsi su un principio di tutela precauzionale, trova conferma nelle osservazioni formulate dagli enti preposti alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica, in particolare dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA Puglia), la quale ha evidenziato numerosi profili di criticità che pongono seri dubbi sulla compatibilità dell’impianto con il contesto territoriale, normativo ed ecologico.
Considerato che, riprendendo alcune delle criticità sollevate dal citato parere dell'ARPA:
- L’enorme dimensione dell’impianto rappresenta un fattore di impatto significativo: il progetto prevede da progetto una capacità di trattamento superiore alle 1000 tonnellate al giorno per un periodo totale di attività programmato in anni 10, numeri che superano ampiamente le soglie previste per impianti di modesta entità, collocandosi in una categoria industriale con potenziali ricadute ambientali di vasta portata;
- L’uso improprio del marmo di Poggio Imperiale, materiale di pregio e risorsa identitaria del territorio, risulta del tutto incongruo rispetto alla sua destinazione d’uso naturale: si vorrebbe impiegare tale materiale per contenere e stratificare rifiuti, trasformando un prodotto di eccellenza in uno scarto, con un evidente stravolgimento della sua funzione e del suo valore economico;
- La riconversione della cava in discarica contrasta con le esigenze di recupero del territorio: il riutilizzo di aree estrattive deve rispondere a criteri di riqualificazione paesaggistica, ambientale e fisico-biologica, mentre in questo caso si prospetta un’inversione di tendenza, con il rischio di aggravare il degrado e il depauperamento delle risorse naturali;
- L’attività estrattiva deve essere bilanciata con gli interessi pubblici di sviluppo socioeconomico ed ecologico: la normativa in materia di gestione del territorio impone che l’attività estrattiva e le sue successive fasi di utilizzo debbano essere contemperate con il superiore interesse pubblico, il quale include non solo lo sviluppo economico sostenibile ma anche la protezione dell’ambiente e della salute collettiva;
- Gli studi di falda e le misure di tutela delle risorse idriche sono incoerenti con il disposto normativo: il progetto presenta carenze evidenti nella valutazione dell’impatto sulla falda acquifera e nelle misure di salvaguardia necessarie a evitare contaminazioni e alterazioni dell’equilibrio idrogeologico, con il rischio di compromettere irreversibilmente una risorsa essenziale per la comunità. Inoltre, le criticità relative alla possibile contaminazione della falda e dei canali circostanti potrebbero avere ripercussioni su un’area ben più ampia, coinvolgendo anche la vicina laguna di Lesina e di conseguenza la costa adriatica, con potenziali gravi conseguenze sugli ecosistemi marini e costieri, già esposti a fenomeni di degrado ambientale e vulnerabilità ecologica.
- Le misure di contenimento delle polveri risultano incongruenti rispetto ai parametri normativi vigenti: la dispersione di particolato derivante dalle operazioni di movimentazione dei rifiuti potrebbe rappresentare un rischio sanitario concreto per le popolazioni limitrofe, con particolare riferimento alle categorie più vulnerabili;
- Il piano di monitoraggio e controllo appare gravemente carente e inadeguato rispetto alle prescrizioni minime richieste dalla normativa in materia di gestione dei rifiuti e tutela ambientale: la mancanza di un sistema efficace di verifica e contenimento dei potenziali impatti ambientali e sanitari pone seri dubbi sulla sostenibilità del progetto e sulla sua effettiva compatibilità con il territorio.
Tutto ciò premesso, il Comitato RespiriAMO CHIEDE
- Che il Sindaco del Comune di Poggio Imperiale, ai sensi dell’art. 51 dello Statuto Comunale, sottoponga alla Giunta Comunale il parere contrario dei sottoscrittori, affinché essa ne prenda formale atto e valuti ogni azione utile a tutelare il territorio e la salute pubblica, nel pieno rispetto delle competenze amministrative attribuite all’ente locale.
- Che venga data tempestiva comunicazione della presente petizione e del relativo parere contrario a tutti i partecipanti alla Conferenza dei Servizi presso la Regione Puglia, affinché gli organi istituzionali coinvolti nel procedimento ne prendano atto e possano considerare le criticità evidenziate nell’ambito delle rispettive funzioni decisionali.
- Che il Sindaco e l’intera Giunta Comunale si facciano interpreti delle istanze della cittadinanza e promuovano ogni iniziativa necessaria a garantire una pianificazione del territorio conforme ai principi di tutela ambientale, sviluppo sostenibile e precauzione sanitaria, opponendosi a interventi che possano compromettere il patrimonio naturale, paesaggistico e socio-economico del Comune di Poggio Imperiale.
Conclusioni
Il Comitato RespiriAMO, nel riaffermare il proprio impegno nella tutela degli interessi della collettività, invita la Giunta Comunale ad esprimere una chiara e netta posizione contraria alla realizzazione dell’impianto in località Tre Valli, considerata la sua manifesta incompatibilità con le esigenze di tutela ambientale, paesaggistica e sanitaria del territorio. Confidiamo in un tempestivo riscontro e nell’adozione di ogni atto utile a scongiurare l’attuazione di un progetto che potrebbe arrecare pregiudizi irreversibili al nostro territorio ed ai suoi abitanti.
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Il problema
Premesso che:
- Ai sensi dell’art. 51 dello Statuto Comunale, i cittadini e le associazioni locali hanno diritto di esprimere il proprio parere su questioni di interesse pubblico, affinché gli organi dell’Amministrazione Comunale ne prendano atto e lo sottopongano agli organi competenti per le determinazioni del caso, nel rispetto dei principi di partecipazione democratica e trasparenza amministrativa.
- Il Comitato “RespiriAMO - Comitato permanente per la salvaguardia del territorio e la tutela della salute pubblica di Poggio Imperiale” quale espressione della comunità locale, manifesta la propria ferma opposizione alla realizzazione di un impianto per lo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi a Poggio Imperiale in località Tre Valli da parte della ditta GIESSE srl ed avente ID VIA 822, in considerazione delle molteplici criticità di ordine ambientale, sanitario, paesaggistico ed economico-sociale connesse al progetto.
- Il dissenso della cittadinanza, oltre a fondarsi su un principio di tutela precauzionale, trova conferma nelle osservazioni formulate dagli enti preposti alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica, in particolare dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA Puglia), la quale ha evidenziato numerosi profili di criticità che pongono seri dubbi sulla compatibilità dell’impianto con il contesto territoriale, normativo ed ecologico.
Considerato che, riprendendo alcune delle criticità sollevate dal citato parere dell'ARPA:
- L’enorme dimensione dell’impianto rappresenta un fattore di impatto significativo: il progetto prevede da progetto una capacità di trattamento superiore alle 1000 tonnellate al giorno per un periodo totale di attività programmato in anni 10, numeri che superano ampiamente le soglie previste per impianti di modesta entità, collocandosi in una categoria industriale con potenziali ricadute ambientali di vasta portata;
- L’uso improprio del marmo di Poggio Imperiale, materiale di pregio e risorsa identitaria del territorio, risulta del tutto incongruo rispetto alla sua destinazione d’uso naturale: si vorrebbe impiegare tale materiale per contenere e stratificare rifiuti, trasformando un prodotto di eccellenza in uno scarto, con un evidente stravolgimento della sua funzione e del suo valore economico;
- La riconversione della cava in discarica contrasta con le esigenze di recupero del territorio: il riutilizzo di aree estrattive deve rispondere a criteri di riqualificazione paesaggistica, ambientale e fisico-biologica, mentre in questo caso si prospetta un’inversione di tendenza, con il rischio di aggravare il degrado e il depauperamento delle risorse naturali;
- L’attività estrattiva deve essere bilanciata con gli interessi pubblici di sviluppo socioeconomico ed ecologico: la normativa in materia di gestione del territorio impone che l’attività estrattiva e le sue successive fasi di utilizzo debbano essere contemperate con il superiore interesse pubblico, il quale include non solo lo sviluppo economico sostenibile ma anche la protezione dell’ambiente e della salute collettiva;
- Gli studi di falda e le misure di tutela delle risorse idriche sono incoerenti con il disposto normativo: il progetto presenta carenze evidenti nella valutazione dell’impatto sulla falda acquifera e nelle misure di salvaguardia necessarie a evitare contaminazioni e alterazioni dell’equilibrio idrogeologico, con il rischio di compromettere irreversibilmente una risorsa essenziale per la comunità. Inoltre, le criticità relative alla possibile contaminazione della falda e dei canali circostanti potrebbero avere ripercussioni su un’area ben più ampia, coinvolgendo anche la vicina laguna di Lesina e di conseguenza la costa adriatica, con potenziali gravi conseguenze sugli ecosistemi marini e costieri, già esposti a fenomeni di degrado ambientale e vulnerabilità ecologica.
- Le misure di contenimento delle polveri risultano incongruenti rispetto ai parametri normativi vigenti: la dispersione di particolato derivante dalle operazioni di movimentazione dei rifiuti potrebbe rappresentare un rischio sanitario concreto per le popolazioni limitrofe, con particolare riferimento alle categorie più vulnerabili;
- Il piano di monitoraggio e controllo appare gravemente carente e inadeguato rispetto alle prescrizioni minime richieste dalla normativa in materia di gestione dei rifiuti e tutela ambientale: la mancanza di un sistema efficace di verifica e contenimento dei potenziali impatti ambientali e sanitari pone seri dubbi sulla sostenibilità del progetto e sulla sua effettiva compatibilità con il territorio.
Tutto ciò premesso, il Comitato RespiriAMO CHIEDE
- Che il Sindaco del Comune di Poggio Imperiale, ai sensi dell’art. 51 dello Statuto Comunale, sottoponga alla Giunta Comunale il parere contrario dei sottoscrittori, affinché essa ne prenda formale atto e valuti ogni azione utile a tutelare il territorio e la salute pubblica, nel pieno rispetto delle competenze amministrative attribuite all’ente locale.
- Che venga data tempestiva comunicazione della presente petizione e del relativo parere contrario a tutti i partecipanti alla Conferenza dei Servizi presso la Regione Puglia, affinché gli organi istituzionali coinvolti nel procedimento ne prendano atto e possano considerare le criticità evidenziate nell’ambito delle rispettive funzioni decisionali.
- Che il Sindaco e l’intera Giunta Comunale si facciano interpreti delle istanze della cittadinanza e promuovano ogni iniziativa necessaria a garantire una pianificazione del territorio conforme ai principi di tutela ambientale, sviluppo sostenibile e precauzione sanitaria, opponendosi a interventi che possano compromettere il patrimonio naturale, paesaggistico e socio-economico del Comune di Poggio Imperiale.
Conclusioni
Il Comitato RespiriAMO, nel riaffermare il proprio impegno nella tutela degli interessi della collettività, invita la Giunta Comunale ad esprimere una chiara e netta posizione contraria alla realizzazione dell’impianto in località Tre Valli, considerata la sua manifesta incompatibilità con le esigenze di tutela ambientale, paesaggistica e sanitaria del territorio. Confidiamo in un tempestivo riscontro e nell’adozione di ogni atto utile a scongiurare l’attuazione di un progetto che potrebbe arrecare pregiudizi irreversibili al nostro territorio ed ai suoi abitanti.
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I decisori
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Petizione creata in data 12 febbraio 2025