No alla cittadinanza onoraria a Francesca Albanese

Firmatari recenti
Naor Unknown e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Riteniamo che la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese sia una avventata azione politica da parte della giunta comunale della nostra città e del nostro sindaco Matteo Lepore. Questo genere di riconoscimento dovrebbe unire, rappresentare un sentimento di unità della comunità e non essere l'ennesimo strumento di propaganda politica che segue l'onda di un perenne vuoto di contenuti per concentrarsi su toni estremisti ed istagrammabili. La sacrosanta solidarietà con le vittime del conflitto israelo-palestinese, la stigmatizzazione dei sorprusi e delle violenze, richiederebbero un approccio maturo, comprensivo di tutte le ragioni e dei torti, del contesto di orrore e paura che questi due popoli hanno creato e subito allo stesso tempo. La strumentalizzazione del dolore, l'apertura a distorsioni estremiste, che culminano con la cittadinanza a Francesca Albanese non rappresentano il sentimento di pace che la nostra città vorrebbe veicolare come propria immagine, non educano alla compresione di torti e ragioni, non innalzano la coscienza e la conoscenza collettiva verso una tragedia umana che merita rispetto e non utilizzo politico.

Per questo motivo vi chiediamo di firmare questa petizione, per ricordare alla giunta ed al sindaco di non sostituirsi alla propria cittadinanza sottolineando ancora una volta le divisioni invece di utilizzare il buon senso che Bologna richiede al suo primo cittadino. Ricordiamo a Lepore che è il sindaco di tutti e gli chiediamo di smettere di occuparsi di questa tragedia per la sua campagna elettorale permanente.

 

AGGIORNAMENTO:

 

A distanza di soli due giorni dall’uscita della petizione sono state raccolte oltre 5.000 firme.

Sono firme bipartisan di persone che chiedono di smettere di strumentalizzare politicamente una tragedia umana. Qualcuno di noi era in piazza a manifestare, qualcuno no.

Ciò che il sindaco Lepore dimostra di non aver ascoltato rispondendo in questi giorni alle polemiche, provenienti anche dalla sua area di pensiero progressista, sul conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, è che gli atteggiamenti divisivi tenuti dalla giurista schierano la città su un campo solo semplificando un conflitto che continua da generazioni e che vede le sofferenze affrontate dai due popoli nel corso degli ultimi 90 anni strumentalizzate dalla politica ancora una volta.

Nessuno nega gli orrori della guerra, nessuno è indifferente alle sofferenze di questo conflitto.

Eppure la corsa ad accapparrarsi per un attimo sul proprio palcoscenico elettorale il nuovo simbolo di lotta per la liberazione della Palestina è diventata il paradosso più lampante della distanza tra parole di pace e azioni che scavano altre distanze. La pace non va semplicemente invocata o anelata, va costruita con azioni unificanti, con basi solide, ricerca della giustizia, compromesso, comprensione, rigore.

Come comunità abbiamo perso l'occasione per ritagliarci un'isola di riflessione nella quale condividere la cultura dell'informazione, la storia di due popoli impauriti, l'ascolto di punti di vista differenti, preferendo innalzare una sola bandiera e dividere il mondo in buoni e cattivi per poterci creare un nuovo nemico e una nuova compagnia di fratelli con la quale riprendere la lotta del bene contro il male, ovvero la stessa dinamica che anima Israele e Palestina.

La proposta che facciamo al sindaco è di mettere da parte l’orgoglio per una scelta di campo sbagliata, divisiva e non sentita dalla città e conferire  la cittadinanza a Bassam Aramin palestinese e a Rami Elhanan israeliano, rappresentanti dell’associazione Parents Circle (https://www.theparentscircle.org/en/homepage-en/ ) che riunisce oltre 700 famiglie israeliane e palestinesi unite dalla tragica perdita di un familiare a causa del conflitto. Sarà loro il lavoro più difficile e fondamentale nei prossimi mesi ed anni

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Giuseppe DozzaPromotore della petizione

11.073

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Il problema

Riteniamo che la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese sia una avventata azione politica da parte della giunta comunale della nostra città e del nostro sindaco Matteo Lepore. Questo genere di riconoscimento dovrebbe unire, rappresentare un sentimento di unità della comunità e non essere l'ennesimo strumento di propaganda politica che segue l'onda di un perenne vuoto di contenuti per concentrarsi su toni estremisti ed istagrammabili. La sacrosanta solidarietà con le vittime del conflitto israelo-palestinese, la stigmatizzazione dei sorprusi e delle violenze, richiederebbero un approccio maturo, comprensivo di tutte le ragioni e dei torti, del contesto di orrore e paura che questi due popoli hanno creato e subito allo stesso tempo. La strumentalizzazione del dolore, l'apertura a distorsioni estremiste, che culminano con la cittadinanza a Francesca Albanese non rappresentano il sentimento di pace che la nostra città vorrebbe veicolare come propria immagine, non educano alla compresione di torti e ragioni, non innalzano la coscienza e la conoscenza collettiva verso una tragedia umana che merita rispetto e non utilizzo politico.

Per questo motivo vi chiediamo di firmare questa petizione, per ricordare alla giunta ed al sindaco di non sostituirsi alla propria cittadinanza sottolineando ancora una volta le divisioni invece di utilizzare il buon senso che Bologna richiede al suo primo cittadino. Ricordiamo a Lepore che è il sindaco di tutti e gli chiediamo di smettere di occuparsi di questa tragedia per la sua campagna elettorale permanente.

 

AGGIORNAMENTO:

 

A distanza di soli due giorni dall’uscita della petizione sono state raccolte oltre 5.000 firme.

Sono firme bipartisan di persone che chiedono di smettere di strumentalizzare politicamente una tragedia umana. Qualcuno di noi era in piazza a manifestare, qualcuno no.

Ciò che il sindaco Lepore dimostra di non aver ascoltato rispondendo in questi giorni alle polemiche, provenienti anche dalla sua area di pensiero progressista, sul conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, è che gli atteggiamenti divisivi tenuti dalla giurista schierano la città su un campo solo semplificando un conflitto che continua da generazioni e che vede le sofferenze affrontate dai due popoli nel corso degli ultimi 90 anni strumentalizzate dalla politica ancora una volta.

Nessuno nega gli orrori della guerra, nessuno è indifferente alle sofferenze di questo conflitto.

Eppure la corsa ad accapparrarsi per un attimo sul proprio palcoscenico elettorale il nuovo simbolo di lotta per la liberazione della Palestina è diventata il paradosso più lampante della distanza tra parole di pace e azioni che scavano altre distanze. La pace non va semplicemente invocata o anelata, va costruita con azioni unificanti, con basi solide, ricerca della giustizia, compromesso, comprensione, rigore.

Come comunità abbiamo perso l'occasione per ritagliarci un'isola di riflessione nella quale condividere la cultura dell'informazione, la storia di due popoli impauriti, l'ascolto di punti di vista differenti, preferendo innalzare una sola bandiera e dividere il mondo in buoni e cattivi per poterci creare un nuovo nemico e una nuova compagnia di fratelli con la quale riprendere la lotta del bene contro il male, ovvero la stessa dinamica che anima Israele e Palestina.

La proposta che facciamo al sindaco è di mettere da parte l’orgoglio per una scelta di campo sbagliata, divisiva e non sentita dalla città e conferire  la cittadinanza a Bassam Aramin palestinese e a Rami Elhanan israeliano, rappresentanti dell’associazione Parents Circle (https://www.theparentscircle.org/en/homepage-en/ ) che riunisce oltre 700 famiglie israeliane e palestinesi unite dalla tragica perdita di un familiare a causa del conflitto. Sarà loro il lavoro più difficile e fondamentale nei prossimi mesi ed anni

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Giuseppe DozzaPromotore della petizione

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Petizione creata in data 7 ottobre 2025