Aggiornamento sulla petizioneNO alla cementificazione dei torrenti di MurloAppello all’Amministrazione comunale a sospendere temporaneamente l’avvio dei lavori sul Crevole
Comitato Amici del CrevoleItalia
18 giu 2017 — OGGETTO: invito a richiedere al Consorzio di Bonifica 6 Toscana la sospensione delle pratiche inerenti l’avvio dei lavori in merito ai progetti di costruzione di briglie sui torrenti Crevole e Crevolicchio (Perizie n° 62 e 64) Spett. Amministrazione comunale di Murlo, con la presente vi sollecitiamo a richiedere al Consorzio di Bonifica 6 Toscana la sospensione temporanea dell’avvio dei lavori motivata dalla mobilitazione popolare in opposizione agli stessi e dall’emergere di nuovi elementi resi noti dagli esperti coinvolti dallo scrivente Comitato, che inducono a verificare l’utilità delle opere e la loro compatibilità ambientale. Tali elementi sono stati esposti nell’incontro di lunedì 12 scorso al quale ha partecipato l’assessore all’ambiente Gorelli, che ringraziamo per la presenza, e che vi avrà riferito in merito. Siete quindi a conoscenza del fatto che il progetto è basato su studi fortemente lacunosi e che, in caso venisse attuato, provocherebbe gravi e probabilmente irreversibili danni alla biodiversità, alle specie protette, all’ambiente e al paesaggio delle valli dei torrenti Crevole e Crevolicchio. Come dunque sapete le zone sono di grande valore e legate indissolubilmente al contesto della riserva naturale del Basso Merse, del Sic Basso Merse (dai quali il perimetro di alcuni degli interventi dista solo poche centinaia di metri) e al Geosito di Importanza Regionale “Lave del Crevole”, costituito proprio da un tratto del corso del Crevole posto immediatamente a valle del perimetro degli interventi programmati. Detti interventi quindi non potrebbero non avere effetti sul geosito stesso. Geosito, specie e biodiversità del resto protetti dalla L. R. 56/2000 (si vedano in particolare gli Art. 1, 2, 4, 5, 6, 10, 11, 13 e 15). Le conseguenze e le ripercussioni sull’economia turistica, basata sull’integrità del paesaggio, sulla ricchezza della biodiversità e sull’applicazione di modelli di sostenibilità ambientale che preservino gli ecosistemi dalla distruzione, sarebbero gravissime. Le valli del Crevole e del Crevolicchio sono meta di escursioni didattiche ed oggetto di studi scientifici; professori e studenti delle università da 4 continenti vengono a vedere le rare peculiarità geologiche, botaniche e zoologiche. Le lave a cuscini, il lichene Lobaria Pulmonaria, il Potamon Fluviatile, la biodiversità; pregi naturali che hanno giustificato in altre località l’istituzione di parchi naturali che si configurano come veri e propri volani economici. Sarebbe quindi clamorosa e poco lungimirante la loro distruzione a causa di un intervento che non solo non serve a proteggere le abitazioni dal rischio di esondazione, ma addirittura potrebbe incrementare la vulnerabilità e il rischio idrogeologico, come hanno evidenziato Maurizio Bacci, ingegnere ambientale fondatore del Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale, Enrico Tavarnelli, ordinario di Geologia all’Università di Siena, il prof. Francesco Parigi, geologo, ed altri esperti. Basandosi su esperienze consolidate e sull’ampia letteratura scientifica è stato evidenziato, con dovizia di particolari, come in realtà gli interventi non realizzerebbero alcun miglioramento della dinamica di alveo e come la stabilità delle sponde potrebbe diminuire invece che essere incrementata. Nello specifico la pavimentazione ed il consolidamento degli argini con massi consolidati con getti di calcestruzzo, previsti per complessivi 583 metri a monte e a valle delle briglie, eliminando la vegetazione spontanea presente in alveo, aumenterebbero la velocità della corrente in caso di piene e creerebbero quindi condizioni tali da rendere più erodibili le sponde. In definitiva aumenterebbe di molto la vulnerabilità del sistema idrogeologico, cioè l’esatto contrario di quanto è all’origine della supposta necessità degli interventi! Emergono quindi gravi incongruenze con quanto riportato nel progetto del Consorzio di Bonifica e autorizzato dagli enti preposti, per cui l’Amministrazione comunale, a fronte dell’importanza dei luoghi per i cittadini, l’economia e, soprattutto, per le generazioni future, ha il dovere quantomeno di verificare con il massimo zelo, prima di rischiare conseguenze gravissime, irrimediabili e irreversibili. Ricordiamo inoltre che le pendenze dichiarate nei progetti non corrispondono a quelle da noi verificate sul campo e dimostrate dall’ampia documentazione fotografica esibita nell’incontro del 12 giugno. Non sappiamo se gli errori, perché di errori si tratta, siano stati causati da insufficienze progettuali, in particolare l’uso del DTM con cella di 10 x 10 mt e/o imputabili a carenze nella verifica sul campo da parte dei tecnici del Comune. Non ci interessa questo rimpallo di responsabilità, chiediamo che quelle misurazioni siano verificate da esperti, terzi rispetto alle parti in causa. Le pendenze nei tratti interessati dagli interventi non sono probabilmente superiori all’1,4 % e tali da rendere del tutto incongrua la progettazione di briglie. Il fatto che il progetto sia stato autorizzato ricevendo pareri favorevoli dagli enti preposti, non è condizione sufficiente affinché esso rispetti criteri di compatibilità ambientale. Probabilmente i pareri, almeno alcuni, sono stati richiesti in una fase preliminare alla progettazione definitiva e senza fornire agli enti preposti gli elementi adeguati, necessari e sufficienti, quale l’immediata prossimità al Gir e al Sic, ad esprimere una valutazione rispondente alla necessità di tutela. Nel presente caso si verificano importanti inadeguatezze, in parte già inquadrate dal parere del presidente regionale dell’Ordine dei Geologi, perché il progetto è carente di informazioni e perché il mero perimetro degli interventi è stato posto all’esterno dei confini delle aree direttamente protette, ignorando la L. 56/2000, già richiamata sopra, e le norme in essa contenute sulla protezione delle aree di collegamento e sulla protezione comunque riservata ad ambienti e specie degni di tutela. Per i suddetti motivi, di cui ora siete a conoscenza, vi sollecitiamo a richiedere la sospensione temporanea dell’avvio dei lavori motivata dalla mobilitazione popolare e dalla necessità di chiarire in merito alle istanze e a nuovi elementi resi noti dagli esperti. Facciamo infine presente che il nostro spirito non intende essere polemico nei confronti né del Consorzio né degli enti pubblici coinvolti, ma che vuole invece essere collaborativo per perseguire obiettivi di bene comune, ovvero lo stesso scopo istituzionale dell’Amministrazione comunale che ci rappresenta. Siamo fiduciosi che vogliate accogliere la nostra richiesta, ottemperando così al vostro mandato e ai fini statutari dell’Amministrazione comunale e ci mettiamo da subito a disposizione per promuovere un ulteriore incontro mirato, in cui gli esperti, che si rendono generosamente disponibili per coerenza etica e professionale, potranno meglio illustrarvi le loro analisi. Cordiali saluti.
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