No al vincolo triennale per i docenti neoassunti e post trasferimento

Il problema

La petizione nasce con lo scopo di impedire l’abolizione della deroga del ccni titolo 1 art 2 comma 7 sulla mobilità dei docenti neoimmessi e per i post trasferimenti. Chi ha ottenuto il ruolo negli anni 21-22 e 22-23 lo ha fatto con la consapevolezza di poter richiedere il trasferimento subito dopo l’anno di prova: non possono negare ai docenti di tornare dalle proprie famiglie!
Ecco il testo inviato al Ministero dell’Istruzione:

Al Professor Giuseppe Valditara Ministro dell’Istruzione e del Merito
Oggetto: Deroga per il vincolo triennale dei docenti neoimmessi titolo 1 art. 2 comma 7 CCNI mobilità 2022-2025
Gentile Ministro,
Siamo i Docenti neoimmessi in ruolo negli anni scolastici 2021-2022 e 2022-2023. Come potrà immaginare, in questi anni tutti noi siamo riusciti a realizzare il nostro sogno professionale, diventando a tutti gli effetti Docenti della Scuola Italiana. La maggior parte di noi, per arrivare a tale obiettivo, ha dovuto stringere i denti per numerosi anni, ricoprendo il ruolo di Supplente in diverse scuole, quasi sempre a centinaia di chilometri dalla propria casa. Sono stati sacrifici duri, impegnativi, che siamo riusciti a portare avanti nella speranza di poter migliorare la nostra situazione professionale. Poi, nel 2020, la bella notizia: l’avvio dei concorsi ordinario e straordinario grazie ai quali si è aperta la speranza per la stabilizzazione. Nonostante la lunga attesa per la fine delle procedure concorsuali (basti pensare, ad esempio, che in alcune Regioni lo STEM ordinario si è concluso nel 2022), nonché alle immissioni da GPS sostegno, il nostro traguardo sembrava essere raggiunto: immissione in ruolo, con relativo anno di prova e, successivamente, richiesta di Mobilitá come previsto dal CCNI mobilità 2022-2025, titolo 1 art. 2 comma 7.
Chi le scrive è padre, madre, fratello, sorella, figlio, figlia, marito o moglie: tutti noi abbiamo una casa a cui far ritorno dopo anni di trasferimenti e viaggi continui che, ci creda, hanno interferito notevolmente con la qualità del nostro lavoro, oltre che con il tenore della vita personale. La continuità scolastica di cui si parla tanto oggi è certamente fondamentale per la crescita e lo sviluppo dei giovani, ma altrettanto importante è la QUALITÀ del servizio offerto: un lavoratore soddisfatto del proprio impiego, darà prestazioni migliori rispetto a chi, come i Docenti Precari o vincolati in altra Provincia, deve continuamente pensare ai viaggi di ritorno verso casa, alla propria famiglia lontana e alla propria stabilità emotiva e finanziaria. Per questo vorremmo essere vincolati in una scuola che ci permetta di vivere accanto alle cose che di più prezioso un essere umano possa avere: la famiglia e gli affetti. Seppur secondaria, ma non per questo da sottovalutare, è la questione economica del caso: sostenere viaggi, due abitazioni e la propria famiglia risulta estremamente difficoltoso e sacrificante. Lavorare vicino casa, dunque, non solo permetterebbe un aumento della qualità della vita e del lavoro di noi Docenti, ma rappresenterebbe una garanzia per mantenere la continuità didattica di cui necessitano i nostri ragazzi.
Facciamo presente che la scelta di accettare il ruolo in una Provincia diversa da quella di residenza è stata altamente condizionata dalla possibilità di chiedere la mobilità dopo l’anno di prova: senza questa occasione, probabilmente, le scelte di noi Docenti neoimmessi sarebbero state diverse. Inoltre, se la pandemia da COVID-19 non avesse interferito con il regolare svolgimento dei concorsi, probabilmente saremmo stati immessi in ruolo uno o addirittura due anni prima, accorciando notevolmente la durata della vita fuori sede.
A tal proposito vorremmo citare l’art. 4 della Costituzione Italiana:
“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”

 Senza la deroga al vincolo triennale, non avremo le condizioni ottimali per esercitare il nostro diritto al lavoro, con la fatale conseguenza di non essere in grado di garantire il progresso della società e, non di meno, non saremo stati liberi di scegliere la nostra strada professionale.
Le chiediamo, dunque, di non annullare la deroga per i vincoli sopra citati, in modo che centinaia di Docenti della Scuola Italiana possano finalmente far ritorno ai loro territori e offrire un livello di istruzione nettamente superiore a quello dato finora.


Nella speranza che la nostra richiesta venga accolta, La salutiamo cordialmente.
Comitato Nazionale Docenti Vincolati, i Docenti della Scuola Italiana neoimmessi 2021-2022 e 2022-2023

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Alessandra SabatinoPromotore della petizione
Vittoria
Questa petizione ha creato un cambiamento con 5282 sostenitori!

Il problema

La petizione nasce con lo scopo di impedire l’abolizione della deroga del ccni titolo 1 art 2 comma 7 sulla mobilità dei docenti neoimmessi e per i post trasferimenti. Chi ha ottenuto il ruolo negli anni 21-22 e 22-23 lo ha fatto con la consapevolezza di poter richiedere il trasferimento subito dopo l’anno di prova: non possono negare ai docenti di tornare dalle proprie famiglie!
Ecco il testo inviato al Ministero dell’Istruzione:

Al Professor Giuseppe Valditara Ministro dell’Istruzione e del Merito
Oggetto: Deroga per il vincolo triennale dei docenti neoimmessi titolo 1 art. 2 comma 7 CCNI mobilità 2022-2025
Gentile Ministro,
Siamo i Docenti neoimmessi in ruolo negli anni scolastici 2021-2022 e 2022-2023. Come potrà immaginare, in questi anni tutti noi siamo riusciti a realizzare il nostro sogno professionale, diventando a tutti gli effetti Docenti della Scuola Italiana. La maggior parte di noi, per arrivare a tale obiettivo, ha dovuto stringere i denti per numerosi anni, ricoprendo il ruolo di Supplente in diverse scuole, quasi sempre a centinaia di chilometri dalla propria casa. Sono stati sacrifici duri, impegnativi, che siamo riusciti a portare avanti nella speranza di poter migliorare la nostra situazione professionale. Poi, nel 2020, la bella notizia: l’avvio dei concorsi ordinario e straordinario grazie ai quali si è aperta la speranza per la stabilizzazione. Nonostante la lunga attesa per la fine delle procedure concorsuali (basti pensare, ad esempio, che in alcune Regioni lo STEM ordinario si è concluso nel 2022), nonché alle immissioni da GPS sostegno, il nostro traguardo sembrava essere raggiunto: immissione in ruolo, con relativo anno di prova e, successivamente, richiesta di Mobilitá come previsto dal CCNI mobilità 2022-2025, titolo 1 art. 2 comma 7.
Chi le scrive è padre, madre, fratello, sorella, figlio, figlia, marito o moglie: tutti noi abbiamo una casa a cui far ritorno dopo anni di trasferimenti e viaggi continui che, ci creda, hanno interferito notevolmente con la qualità del nostro lavoro, oltre che con il tenore della vita personale. La continuità scolastica di cui si parla tanto oggi è certamente fondamentale per la crescita e lo sviluppo dei giovani, ma altrettanto importante è la QUALITÀ del servizio offerto: un lavoratore soddisfatto del proprio impiego, darà prestazioni migliori rispetto a chi, come i Docenti Precari o vincolati in altra Provincia, deve continuamente pensare ai viaggi di ritorno verso casa, alla propria famiglia lontana e alla propria stabilità emotiva e finanziaria. Per questo vorremmo essere vincolati in una scuola che ci permetta di vivere accanto alle cose che di più prezioso un essere umano possa avere: la famiglia e gli affetti. Seppur secondaria, ma non per questo da sottovalutare, è la questione economica del caso: sostenere viaggi, due abitazioni e la propria famiglia risulta estremamente difficoltoso e sacrificante. Lavorare vicino casa, dunque, non solo permetterebbe un aumento della qualità della vita e del lavoro di noi Docenti, ma rappresenterebbe una garanzia per mantenere la continuità didattica di cui necessitano i nostri ragazzi.
Facciamo presente che la scelta di accettare il ruolo in una Provincia diversa da quella di residenza è stata altamente condizionata dalla possibilità di chiedere la mobilità dopo l’anno di prova: senza questa occasione, probabilmente, le scelte di noi Docenti neoimmessi sarebbero state diverse. Inoltre, se la pandemia da COVID-19 non avesse interferito con il regolare svolgimento dei concorsi, probabilmente saremmo stati immessi in ruolo uno o addirittura due anni prima, accorciando notevolmente la durata della vita fuori sede.
A tal proposito vorremmo citare l’art. 4 della Costituzione Italiana:
“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”

 Senza la deroga al vincolo triennale, non avremo le condizioni ottimali per esercitare il nostro diritto al lavoro, con la fatale conseguenza di non essere in grado di garantire il progresso della società e, non di meno, non saremo stati liberi di scegliere la nostra strada professionale.
Le chiediamo, dunque, di non annullare la deroga per i vincoli sopra citati, in modo che centinaia di Docenti della Scuola Italiana possano finalmente far ritorno ai loro territori e offrire un livello di istruzione nettamente superiore a quello dato finora.


Nella speranza che la nostra richiesta venga accolta, La salutiamo cordialmente.
Comitato Nazionale Docenti Vincolati, i Docenti della Scuola Italiana neoimmessi 2021-2022 e 2022-2023

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Alessandra SabatinoPromotore della petizione

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Petizione creata in data 19 febbraio 2023