NO al termovalorizzatore nelle Marche: riduci, riusa, ricicla!

Firmatari recenti
Barbara Toscano e altri 14 hanno firmato di recente.

Il problema

Chiediamo a tutti i politici, di ogni partito, di intervenire per modificare il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ed escludere categoricamente la costruzione di un unico termovalorizzatore nelle Marche e potenziare il Riuso, la Riduzione dei rifiuti, il Riciclaggio degli stessi.

 

 

cartina delle marche

 

Per maggiori informazioni sulla petizione, chi siamo e video di analisi  del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Marche sul sito www.salviamoilfuturo.it 

in questo link trovi i dettagli sulla petizione 

Perché opporsi al termovalorizzatore?

Impatto ambientale devastante:

  1. emissioni inquinanti: i termovalorizzatori rilasciano particolato fine (PM10, PM2.5), diossine, furani e metalli pesanti, con conseguenze pericolose per la salute pubblica e l’ambiente;
  2. accumulo tossico: le scorie prodotte contaminano il suolo e la catena alimentare, mettendo a rischio la qualità della vita nelle Marche.

Ripercussioni economiche significative:

  • danno al turismo: La costruzione del termovalorizzatore avrà un impatto negativo sul turismo locale, compromettendo l'attrattiva della zona per visitatori e turisti, scoraggiati dalla presenza di un impianto industriale che altera l'ambiente e il paesaggio, colpendo anche ristorazione, trasporti e commercio,
  • riduzione del valore immobiliare: gli immobili in prossimità dell’impianto potrebbero perdere tra il 5% e il 20% del loro valore,
  • costi di gestione astronomici: il progetto da 370 milioni di euro porterà a spese continue stimabili a circa 65 milioni di euro l'anno e dai costi di trasporto e trattamento delle scorie.

Ritorno al passato ed annullamento degli obiettivi raggiunti:

  • un termovalorizzatore che deve lavorare sempre a pieno carico disincentiverà la raccolta differenziata che nel tempo tornerà a percentuali ridicole. e ci farà tornare indietro di 50 anni annullando tutti gli sforzi e gli obiettivi raggiunti dai marchigiani.
  • eclatante è l'esperienza del termovalorizzatore di Copenaghen che è costretto ad importare rifiuti dall'estero proprio per cercare di far tornare i conti.

Un modello insostenibile:

  • il termovalorizzatore richiederebbe 68 camion al giorno per movimentare 370.000 tonnellate di rifiuti, generando traffico, emissioni di CO₂ e usura delle infrastrutture stradali.
  • l’alternativa virtuosa esiste: l’economia circolare, basata sui principi di riduzione, riuso e riciclo, ha già dimostrato la sua efficacia in territori come Treviso, che riduce al minimo l’uso delle discariche.

Cosa chiediamo?

  • Di destinare i fondi pubblici previsti per l’inceneritore a pratiche sostenibili, come l’ampliamento della raccolta differenziata e il compostaggio.
  • Di preservare il patrimonio ambientale e turistico delle Marche, investendo in soluzioni che migliorino la qualità della vita dei cittadini.

Unisciti a noi, firma per dire NO al termovalorizzatore e SI a un futuro più verde nelle Marche.

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salviamo il futuroPromotore della petizione

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Chiediamo a tutti i politici, di ogni partito, di intervenire per modificare il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ed escludere categoricamente la costruzione di un unico termovalorizzatore nelle Marche e potenziare il Riuso, la Riduzione dei rifiuti, il Riciclaggio degli stessi.

 

 

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Impatto ambientale devastante:

  1. emissioni inquinanti: i termovalorizzatori rilasciano particolato fine (PM10, PM2.5), diossine, furani e metalli pesanti, con conseguenze pericolose per la salute pubblica e l’ambiente;
  2. accumulo tossico: le scorie prodotte contaminano il suolo e la catena alimentare, mettendo a rischio la qualità della vita nelle Marche.

Ripercussioni economiche significative:

  • danno al turismo: La costruzione del termovalorizzatore avrà un impatto negativo sul turismo locale, compromettendo l'attrattiva della zona per visitatori e turisti, scoraggiati dalla presenza di un impianto industriale che altera l'ambiente e il paesaggio, colpendo anche ristorazione, trasporti e commercio,
  • riduzione del valore immobiliare: gli immobili in prossimità dell’impianto potrebbero perdere tra il 5% e il 20% del loro valore,
  • costi di gestione astronomici: il progetto da 370 milioni di euro porterà a spese continue stimabili a circa 65 milioni di euro l'anno e dai costi di trasporto e trattamento delle scorie.

Ritorno al passato ed annullamento degli obiettivi raggiunti:

  • un termovalorizzatore che deve lavorare sempre a pieno carico disincentiverà la raccolta differenziata che nel tempo tornerà a percentuali ridicole. e ci farà tornare indietro di 50 anni annullando tutti gli sforzi e gli obiettivi raggiunti dai marchigiani.
  • eclatante è l'esperienza del termovalorizzatore di Copenaghen che è costretto ad importare rifiuti dall'estero proprio per cercare di far tornare i conti.

Un modello insostenibile:

  • il termovalorizzatore richiederebbe 68 camion al giorno per movimentare 370.000 tonnellate di rifiuti, generando traffico, emissioni di CO₂ e usura delle infrastrutture stradali.
  • l’alternativa virtuosa esiste: l’economia circolare, basata sui principi di riduzione, riuso e riciclo, ha già dimostrato la sua efficacia in territori come Treviso, che riduce al minimo l’uso delle discariche.

Cosa chiediamo?

  • Di destinare i fondi pubblici previsti per l’inceneritore a pratiche sostenibili, come l’ampliamento della raccolta differenziata e il compostaggio.
  • Di preservare il patrimonio ambientale e turistico delle Marche, investendo in soluzioni che migliorino la qualità della vita dei cittadini.

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Petizione creata in data 2 gennaio 2025