NO al termovalorizzatore nelle Marche: riduci, riusa, ricicla!


NO al termovalorizzatore nelle Marche: riduci, riusa, ricicla!
Il problema
Chiediamo a tutti i politici, di ogni partito, di intervenire per modificare il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ed escludere categoricamente la costruzione di un unico termovalorizzatore nelle Marche e potenziare il Riuso, la Riduzione dei rifiuti, il Riciclaggio degli stessi.
Per maggiori informazioni sulla petizione, chi siamo e video di analisi del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Marche sul sito www.salviamoilfuturo.it
in questo link trovi i dettagli sulla petizione
Perché opporsi al termovalorizzatore?
Impatto ambientale devastante:
- emissioni inquinanti: i termovalorizzatori rilasciano particolato fine (PM10, PM2.5), diossine, furani e metalli pesanti, con conseguenze pericolose per la salute pubblica e l’ambiente;
- accumulo tossico: le scorie prodotte contaminano il suolo e la catena alimentare, mettendo a rischio la qualità della vita nelle Marche.
Ripercussioni economiche significative:
- danno al turismo: La costruzione del termovalorizzatore avrà un impatto negativo sul turismo locale, compromettendo l'attrattiva della zona per visitatori e turisti, scoraggiati dalla presenza di un impianto industriale che altera l'ambiente e il paesaggio, colpendo anche ristorazione, trasporti e commercio,
- riduzione del valore immobiliare: gli immobili in prossimità dell’impianto potrebbero perdere tra il 5% e il 20% del loro valore,
- costi di gestione astronomici: il progetto da 370 milioni di euro porterà a spese continue stimabili a circa 65 milioni di euro l'anno e dai costi di trasporto e trattamento delle scorie.
Ritorno al passato ed annullamento degli obiettivi raggiunti:
- un termovalorizzatore che deve lavorare sempre a pieno carico disincentiverà la raccolta differenziata che nel tempo tornerà a percentuali ridicole. e ci farà tornare indietro di 50 anni annullando tutti gli sforzi e gli obiettivi raggiunti dai marchigiani.
- eclatante è l'esperienza del termovalorizzatore di Copenaghen che è costretto ad importare rifiuti dall'estero proprio per cercare di far tornare i conti.
Un modello insostenibile:
- il termovalorizzatore richiederebbe 68 camion al giorno per movimentare 370.000 tonnellate di rifiuti, generando traffico, emissioni di CO₂ e usura delle infrastrutture stradali.
- l’alternativa virtuosa esiste: l’economia circolare, basata sui principi di riduzione, riuso e riciclo, ha già dimostrato la sua efficacia in territori come Treviso, che riduce al minimo l’uso delle discariche.
Cosa chiediamo?
- Di destinare i fondi pubblici previsti per l’inceneritore a pratiche sostenibili, come l’ampliamento della raccolta differenziata e il compostaggio.
- Di preservare il patrimonio ambientale e turistico delle Marche, investendo in soluzioni che migliorino la qualità della vita dei cittadini.
Unisciti a noi, firma per dire NO al termovalorizzatore e SI a un futuro più verde nelle Marche.

1545
Il problema
Chiediamo a tutti i politici, di ogni partito, di intervenire per modificare il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ed escludere categoricamente la costruzione di un unico termovalorizzatore nelle Marche e potenziare il Riuso, la Riduzione dei rifiuti, il Riciclaggio degli stessi.
Per maggiori informazioni sulla petizione, chi siamo e video di analisi del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Marche sul sito www.salviamoilfuturo.it
in questo link trovi i dettagli sulla petizione
Perché opporsi al termovalorizzatore?
Impatto ambientale devastante:
- emissioni inquinanti: i termovalorizzatori rilasciano particolato fine (PM10, PM2.5), diossine, furani e metalli pesanti, con conseguenze pericolose per la salute pubblica e l’ambiente;
- accumulo tossico: le scorie prodotte contaminano il suolo e la catena alimentare, mettendo a rischio la qualità della vita nelle Marche.
Ripercussioni economiche significative:
- danno al turismo: La costruzione del termovalorizzatore avrà un impatto negativo sul turismo locale, compromettendo l'attrattiva della zona per visitatori e turisti, scoraggiati dalla presenza di un impianto industriale che altera l'ambiente e il paesaggio, colpendo anche ristorazione, trasporti e commercio,
- riduzione del valore immobiliare: gli immobili in prossimità dell’impianto potrebbero perdere tra il 5% e il 20% del loro valore,
- costi di gestione astronomici: il progetto da 370 milioni di euro porterà a spese continue stimabili a circa 65 milioni di euro l'anno e dai costi di trasporto e trattamento delle scorie.
Ritorno al passato ed annullamento degli obiettivi raggiunti:
- un termovalorizzatore che deve lavorare sempre a pieno carico disincentiverà la raccolta differenziata che nel tempo tornerà a percentuali ridicole. e ci farà tornare indietro di 50 anni annullando tutti gli sforzi e gli obiettivi raggiunti dai marchigiani.
- eclatante è l'esperienza del termovalorizzatore di Copenaghen che è costretto ad importare rifiuti dall'estero proprio per cercare di far tornare i conti.
Un modello insostenibile:
- il termovalorizzatore richiederebbe 68 camion al giorno per movimentare 370.000 tonnellate di rifiuti, generando traffico, emissioni di CO₂ e usura delle infrastrutture stradali.
- l’alternativa virtuosa esiste: l’economia circolare, basata sui principi di riduzione, riuso e riciclo, ha già dimostrato la sua efficacia in territori come Treviso, che riduce al minimo l’uso delle discariche.
Cosa chiediamo?
- Di destinare i fondi pubblici previsti per l’inceneritore a pratiche sostenibili, come l’ampliamento della raccolta differenziata e il compostaggio.
- Di preservare il patrimonio ambientale e turistico delle Marche, investendo in soluzioni che migliorino la qualità della vita dei cittadini.
Unisciti a noi, firma per dire NO al termovalorizzatore e SI a un futuro più verde nelle Marche.

1545
Voci dei sostenitori
Petizione creata in data 2 gennaio 2025