

NO AL PARCO DEGLI IBLEI: difendiamo la nostra terra, il lavoro e la nostra libertà
Il problema
NO al Parco Nazionale degli Iblei: Difendiamo la nostra terra, il lavoro e la nostra libertà!
Siamo cittadini, agricoltori, allevatori, proprietari terrieri e imprenditori delle province di Catania, Ragusa e Siracusa. Con questa petizione diciamo un NO totale, assoluto e motivato all’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei.
La nostra non è una posizione contro l'ambiente, ma un bagno di realtà. Trasformare il nostro territorio in un parco vincolato non salverà la natura, ma darà il colpo di grazia definitivo all’economia locale, alla nostra vita e alle nostre attività quotidiana.
Che senso ha creare un nuovo, immenso carrozzone burocratico su tre province se non ci sono i fondi per far funzionare quello che abbiamo già? Senza coperture, sarà solo un "parco di carta" fatto di divieti.
La morsa della burocrazia: Per chi vive e lavora sul territorio, il Parco si tradurrà in vincoli asfissianti (Zonizzazioni A, B, C). Ogni singola azione quotidiana diventerà un calvario. I cittadini dovranno aspettare estenuanti nullaosta anche solo per piccoli restauri o per tagliare un albero nella propria proprietà.
Aziende agricole e zootecniche in gabbia: Gli Iblei sono il cuore dell’agricoltura e dell’allevamento siciliano. Il Parco porterà solo blocchi sui cambi di coltura, divieti di ammodernamento delle strutture e limitazioni alla viabilità rurale. Invece di aiutare un comparto già provato da inflazione e crisi idrica, lo si ingabbia.
Il rischio di sanzioni assurde: L'esperienza delle altre aree protette dell'isola parla chiaro. Abbiamo già visto cittadini perseguiti per aver camminato con il cane in pineta con l'accusa di "disturbare la quiete", o multati per una semplice passeggiata a cavallo. Il turismo verde e le attività outdoor (trekking, escursionismo), anziché incentivati, rischiano di essere soffocati da divieti paradossali.
Poltrone e favoritismi politici: Appare evidente come l’istituzione di questo nuovo ente non risponda a genuine esigenze ambientali, ma a dinamiche di favoritismo politico per creare nuovi centri di potere e spartizione di poltrone a scapito della collettività.
Abbandono e incendi: Se si impedisce all'uomo di produrre e vivere dignitosamente, i giovani fuggiranno e le terre verranno abbandonate. E la terra abbandonata, senza la cura di chi la lavora, diventa preda di incendi e degrado: l'esatto opposto della tutela.
Il meraviglioso paesaggio degli Iblei è stato plasmato e custodito nei secoli proprio dal lavoro della nostra gente, non dalle carte bollate di un ente centralizzato. Non abbiamo bisogno di nuove poltrone, ma di infrastrutture, acqua, sgravi fiscali e libertà di impresa.

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Il problema
NO al Parco Nazionale degli Iblei: Difendiamo la nostra terra, il lavoro e la nostra libertà!
Siamo cittadini, agricoltori, allevatori, proprietari terrieri e imprenditori delle province di Catania, Ragusa e Siracusa. Con questa petizione diciamo un NO totale, assoluto e motivato all’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei.
La nostra non è una posizione contro l'ambiente, ma un bagno di realtà. Trasformare il nostro territorio in un parco vincolato non salverà la natura, ma darà il colpo di grazia definitivo all’economia locale, alla nostra vita e alle nostre attività quotidiana.
Che senso ha creare un nuovo, immenso carrozzone burocratico su tre province se non ci sono i fondi per far funzionare quello che abbiamo già? Senza coperture, sarà solo un "parco di carta" fatto di divieti.
La morsa della burocrazia: Per chi vive e lavora sul territorio, il Parco si tradurrà in vincoli asfissianti (Zonizzazioni A, B, C). Ogni singola azione quotidiana diventerà un calvario. I cittadini dovranno aspettare estenuanti nullaosta anche solo per piccoli restauri o per tagliare un albero nella propria proprietà.
Aziende agricole e zootecniche in gabbia: Gli Iblei sono il cuore dell’agricoltura e dell’allevamento siciliano. Il Parco porterà solo blocchi sui cambi di coltura, divieti di ammodernamento delle strutture e limitazioni alla viabilità rurale. Invece di aiutare un comparto già provato da inflazione e crisi idrica, lo si ingabbia.
Il rischio di sanzioni assurde: L'esperienza delle altre aree protette dell'isola parla chiaro. Abbiamo già visto cittadini perseguiti per aver camminato con il cane in pineta con l'accusa di "disturbare la quiete", o multati per una semplice passeggiata a cavallo. Il turismo verde e le attività outdoor (trekking, escursionismo), anziché incentivati, rischiano di essere soffocati da divieti paradossali.
Poltrone e favoritismi politici: Appare evidente come l’istituzione di questo nuovo ente non risponda a genuine esigenze ambientali, ma a dinamiche di favoritismo politico per creare nuovi centri di potere e spartizione di poltrone a scapito della collettività.
Abbandono e incendi: Se si impedisce all'uomo di produrre e vivere dignitosamente, i giovani fuggiranno e le terre verranno abbandonate. E la terra abbandonata, senza la cura di chi la lavora, diventa preda di incendi e degrado: l'esatto opposto della tutela.
Il meraviglioso paesaggio degli Iblei è stato plasmato e custodito nei secoli proprio dal lavoro della nostra gente, non dalle carte bollate di un ente centralizzato. Non abbiamo bisogno di nuove poltrone, ma di infrastrutture, acqua, sgravi fiscali e libertà di impresa.

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Petizione creata in data 25 giugno 2026