NO al megabiodigestore di Saluzzo-Ruata Eandi


NO al megabiodigestore di Saluzzo-Ruata Eandi
Il problema
Siamo un comitato di cittadini residenti a Saluzzo, in provincia di Cuneo, ai piedi del Monviso. Da secoli viviamo e coltiviamo queste terre, cuore della produzione frutticola piemontese. Ora, siamo di fronte a una minaccia che potrebbe cambiare per sempre il volto del nostro paesaggio.
La Provincia di Cuneo sta valutando il rilascio dell'autorizzazione per la costruzione di un megaimpianto di biometano in località Ruata Eandi, all'ingresso della città di Saluzzo, in mezzo alle coltivazioni frutticole, vicino alle nostre case.
Il progetto, promosso da una società legata a un'importante multinazionale, prevede la realizzazione di un impianto dalle dimensioni colossali: 60.000 metri quadrati, equivalenti a dieci campi da calcio. Le dimensioni dell'impianto sono totalmente sconnesse con il contesto rurale, configurandosi come vero e proprio impianto industriale in mezzo alla campagna saluzzese, nel centro del territorio del Distretto del cibo della frutta, nelle terre del Monviso.
Questo impianto non solo minaccia l'integrità paesaggistica, ma pone anche interrogativi e preoccupazioni sulle conseguenze per la salute dei residenti e per l'ambiente: le emissioni e i potenziali rischi legati al funzionamento di un impianto di tali dimensioni in una zona così delicata non possono essere ignorati.
Gran parte del materiale necessario al funzionamento dell'impianto - tra cui migliaia di tonnellate di mais all'anno - deriverebbe da fornitori ubicati al di fuori del territorio comunale, situati anche a centinaia di km di distanza. Ma come può essere "green" un impianto che per funzionare richiede ogni anno centinaia di migliaia di km di traffico pesante? Questa non è sostenibilità, ma pura speculazione, a danno dei cittadini che vivono nel territorio. Per non parlare della viabilità dell'area, totalmente inadeguata per sostenere un simile flusso veicolare.
Chiediamo alle autorità competenti di considerare attentamente le conseguenze di questo progetto. L'impatto ambientale e paesaggistico di tale costruzione sarebbe infatti devastante per Saluzzo, alterando in modo irrimediabile le terre che abbiamo ereditato dai nostri avi e che abbiamo il dovere di preservare per le future generazioni: traffico veicolare pesante, inquinamento dell'aria, consumo di suolo fertile irreversibile, deturpamento di uno dei paesaggi più iconici del Piemonte.
Riteniamo che occorra trovare soluzioni alternative più sostenibili per la produzione di energia green, che rispettino e valorizzino i territori anziché distruggerli, rappresentando un reale beneficio per i cittadini.
Unisciti a noi nella difesa del nostro territorio e del nostro futuro. Firma questa petizione per fermare la costruzione del megaimpianto di biometano di Ruata Eandi e salvaguardare la bellezza di Saluzzo e delle terre del Monviso.

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Il problema
Siamo un comitato di cittadini residenti a Saluzzo, in provincia di Cuneo, ai piedi del Monviso. Da secoli viviamo e coltiviamo queste terre, cuore della produzione frutticola piemontese. Ora, siamo di fronte a una minaccia che potrebbe cambiare per sempre il volto del nostro paesaggio.
La Provincia di Cuneo sta valutando il rilascio dell'autorizzazione per la costruzione di un megaimpianto di biometano in località Ruata Eandi, all'ingresso della città di Saluzzo, in mezzo alle coltivazioni frutticole, vicino alle nostre case.
Il progetto, promosso da una società legata a un'importante multinazionale, prevede la realizzazione di un impianto dalle dimensioni colossali: 60.000 metri quadrati, equivalenti a dieci campi da calcio. Le dimensioni dell'impianto sono totalmente sconnesse con il contesto rurale, configurandosi come vero e proprio impianto industriale in mezzo alla campagna saluzzese, nel centro del territorio del Distretto del cibo della frutta, nelle terre del Monviso.
Questo impianto non solo minaccia l'integrità paesaggistica, ma pone anche interrogativi e preoccupazioni sulle conseguenze per la salute dei residenti e per l'ambiente: le emissioni e i potenziali rischi legati al funzionamento di un impianto di tali dimensioni in una zona così delicata non possono essere ignorati.
Gran parte del materiale necessario al funzionamento dell'impianto - tra cui migliaia di tonnellate di mais all'anno - deriverebbe da fornitori ubicati al di fuori del territorio comunale, situati anche a centinaia di km di distanza. Ma come può essere "green" un impianto che per funzionare richiede ogni anno centinaia di migliaia di km di traffico pesante? Questa non è sostenibilità, ma pura speculazione, a danno dei cittadini che vivono nel territorio. Per non parlare della viabilità dell'area, totalmente inadeguata per sostenere un simile flusso veicolare.
Chiediamo alle autorità competenti di considerare attentamente le conseguenze di questo progetto. L'impatto ambientale e paesaggistico di tale costruzione sarebbe infatti devastante per Saluzzo, alterando in modo irrimediabile le terre che abbiamo ereditato dai nostri avi e che abbiamo il dovere di preservare per le future generazioni: traffico veicolare pesante, inquinamento dell'aria, consumo di suolo fertile irreversibile, deturpamento di uno dei paesaggi più iconici del Piemonte.
Riteniamo che occorra trovare soluzioni alternative più sostenibili per la produzione di energia green, che rispettino e valorizzino i territori anziché distruggerli, rappresentando un reale beneficio per i cittadini.
Unisciti a noi nella difesa del nostro territorio e del nostro futuro. Firma questa petizione per fermare la costruzione del megaimpianto di biometano di Ruata Eandi e salvaguardare la bellezza di Saluzzo e delle terre del Monviso.

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I decisori
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Petizione creata in data 10 febbraio 2026