NO AL FAN VILLAGE ATP SUL PRATONE DI PIAZZA D'ARMI E NELLE AREE VERDI

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Il problema

Ogni novembre Torino ospita le Nitto ATP Finals. 

Dal 2022 contemporaneamente al torneo, il Fan Village viene allestito su un ettaro di parco che, a causa delle olimpiadi 2006, ne aveva persi già 4. Ad oggi 1/8 della porzione di Piazza d'Armi, un'area verde pubblica, viene privatizzata per un periodo che va dai 6 a 9 mesi e occupata da strutture, recinzioni, mezzi e infrastrutture legate al grande evento. E l'intenzione del sindaco Lo Russo e del presidente della FITP è di rendere il Fan Village permanente.

 


Tutti gli anni, mentre la retorica su quanto sia bello rendere il parco una vetrina viene spiattellata su TV e giornali, ci vediamo sottratti come cittadini uno spazio fondamentale che poi ci viene restituito devastato.

Piazza d'Armi è un parco pubblico, non uno spazio vuoto da utilizzare ogni volta che serve una superficie per un grande evento.

 


L'utilizzo del Fan Village ha infatti conseguenze concrete sul parco: per settimane prima e dopo le ATP Finals, il prato viene occupato dalle strutture e attraversato dai mezzi necessari al loro montaggio e smontaggio. Al termine dell'evento l'area non torna semplicemente alla sua condizione precedente, ma deve essere nuovamente ripristinata e seminata.

Nel 2026, a seguito delle ATP Finals dell'anno precedente, la porzione di Piazza d'Armi interessata dal Fan Village è rimasta chiusa fino alla primavera proprio per permettere la ricrescita dell'erba. A maggio il ripristino non era ancora concluso.

 


Non è un caso isolato. Anche altri grandi eventi hanno comportato l'occupazione prolungata di parchi e aree verdi torinesi. Per il Kappa FuturFestival, ad esempio, il Comune programma ogni anno la chiusura progressiva di porzioni del Parco Dora, compresi campi sportivi, area cani, parco giochi e skate park; dopo l'edizione 2026 sono stati necessari interventi di ripristino dei prati e delle superfici del parco.

 


Nel caso del Todays alla Confluenza nel 2024, le conseguenze sull'area verde hanno alimentato una mobilitazione cittadina e la stessa Consulta per l'Ambiente e il Verde del Comune ha evidenziato la necessità che gli eventi nei parchi non danneggino le aree verdi e garantiscano il ripristino integrale del suolo e dell'accessibilità pubblica.

 


Questo dovrebbe essere sufficiente per porsi una domanda semplice: perché continuare a utilizzare i parchi pubblici come sedi di grandi eventi che ne compromettono temporaneamente — e talvolta per mesi — la fruibilità e le condizioni?

Un bene comune viene trasformato in uno spazio riservato a un evento - di fatto privatizzato - e diventa un parco giochi per media ed investitori.

 


Il problema non è soltanto il prato:

durante l'allestimento del Fan Village, una parte di Piazza d'Armi viene recintata e sottratta alla libera fruizione. Gli abitanti non possono più utilizzare quello spazio per passeggiare, correre, giocare, incontrarsi o semplicemente stare nel verde. Per diverse settimane uno spazio che appartiene alla collettività viene quindi trasformato in un'area destinata a un evento organizzato per un pubblico specifico.

È una forma di privatizzazione temporanea dello spazio pubblico: il bene rimane formalmente pubblico, ma il suo utilizzo viene sottratto alla cittadinanza e subordinato alle esigenze di un grande evento.

 


Non vogliamo che Piazza d'Armi venga salvata per poi vedere lo stesso problema riproposto alla Pellerina, alla Confluenza, al Parco Dora o in qualsiasi altro parco pubblico della città. I parchi e le aree verdi pubbliche devono essere esclusi dalla ricerca delle sedi per il Fan Village e per strutture analoghe legate ai grandi eventi. Torino dispone di spazi e infrastrutture destinati agli eventi. È compito dell'amministrazione individuare soluzioni che non comportino la sottrazione di aree verdi alla cittadinanza e che non richiedano ogni anno di devastare e successivamente ripristinare un prato pubblico.

 


Il punto è semplice: un grande evento può cambiare sede. Un parco pubblico non può essere spostato. 

 


Per questo chiediamo al Comune di Torino di:

1. spostare il Fan Village delle ATP Finals dal pratone di Piazza d'Armi.

2. escludere Piazza d'Armi e tutti i parchi e le aree verdi pubbliche della città dalle possibili sedi del Fan Village e di strutture analoghe legate ai grandi eventi.

3. individuare sedi alternative già urbanizzate e compatibili con lo svolgimento di grandi manifestazioni, senza sottrarre alla cittadinanza nuovi spazi verdi.

4. garantire che Piazza d'Armi torni ad essere pienamente e stabilmente disponibile per la cittadinanza, senza ulteriori occupazioni legate al Fan Village.

 


Firmare questa petizione significa chiedere una cosa molto concreta: che il verde pubblico rimanga pubblico e che Piazza d'Armi torni ad essere uno spazio della città, non uno spazio a disposizione dei grandi eventi

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NO GRANDI EVENTI Difendiamo il verde e il territorioPromotore della petizioneComitato torinese di cittadini impegnato nella battaglia contro i grandi eventi, la turistificazione e la devastazione ambientale

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