Petition updateNo al DEPOSITO e al TRATTAMENTO dell'amianto a Misano Adriatico e zone limitrofe!NO AMIANTO A MISANO ADRIATICO - L'UDIENZA SI AVVICINA!!!
Ambra VillaItaly
Feb 24, 2026

Riportiamo la nota stampa pervenuta dalla pagina NO AMIANTO A MISANO ADRIATICO e relative immagini per aggiornarti in merito alla petizione firmata.

"Il tempo passa ma l’amianto resta… 

e  c’è chi spera che i cittadini di Misano nel frattempo si siano dimenticati di tutta la battaglia svolta lo scorso anno contro l’insediamento dell’impianto per la messa in riserva e deposito di rifiuti pericolosi contenenti amianto e RAEE, battaglia iniziata esattamente un anno fa, lo scorso febbraio, che ha visto la partecipazione attiva della cittadinanza in difesa della salute pubblica e del territorio per evitare di trasformarlo in un polo di stoccaggio per aziende che trattano materiali pericolosi e nocivi per la salute.

A seguito dell’enorme esposizione mediatica a favore della tutela per la popolazione Misanese e la difesa del territorio, promossa dal comitato per la tutela e lo sviluppo della zona artigianale, la ditta Manta Costruzioni s.r.l. aveva deciso di soprassedere con la prosecuzione di quella parte del progetto che concerne lo stoccaggio dell’amianto annunciandone le volontà a mezzo stampa e sostenuta a gran voce e sollecitudine dall’amministrazione comunale che si era resa garante dell’impegno condividendo le preoccupazioni dei cittadini e imprenditori locali richiedendo agli enti preposti e competenti come ARPAE, REGIONE EMILIA ROMAGNA e AUSL un costante controllo e monitoraggio sulla pericolosità del sito.

Ebbene, ci siamo lasciati 5 mesi fa, esattamente il 17 settembre 2025, annunciando che il TAR aveva preso atto della rinuncia informale della ditta Manta fissando una nuova udienza per verificare la formalizzazione dell’impegno.

Ad oggi il giorno del giudizio è prossimo e il 25 febbraio 2026 presso il TAR di Bologna si terrà l’udienza pubblica che ne deciderà la sorte. A presenziare in difesa della cittadinanza gli Avvocati Alessandro Bonavita, Giuseppe Gioffrè e Francesco Giuffrida con la partecipazione di tutti i membri del comitato per la tutela e lo sviluppo della Zona Artigianale unitamente al suo presidente Henrich Nobili.

Considerando che a tutt’oggi la ditta Manta Costruzioni s.r.l. a dispetto di ciò che ha richiesto il tribunale non ha ancora formalizzato nessun atto ufficiale che sancisce la rinuncia al progetto, la domanda sorge come sempre ancora spontanea: “perché non hanno mantenuto la loro promessa? E perché chi si era reso garante sulla parola non ha adempiuto agli impegni presi nei confronti della cittadinanza?”

Probabilmente si sperava effettivamente nella dimenticanza del problema.

Il progetto essendo già stato autorizzato dall’ente regionale ha cinque anni di tempo per la sua attuazione, se la cittadinanza se ne fosse già dimenticata in cinque mesi probabilmente per molti sarebbe una gran vittoria e a distanza di cinque anni non osiamo immaginare cosa accadrebbe con il tacito benestare inconsapevole di tutti.

Non vorremmo fare la fine della rana bollita, una metafora per descrivere l’incapacità di reagire a minacce o eventi negativi che avvengono in modo graduale; se una rana viene immersa in acqua bollente, salta fuori immediatamente; se invece viene posta in acqua fredda che si riscalda lentamente, si adatta passivamente fino a morire

Se le amministrazioni non vedono alcun problema nel bollire i propri cittadini, ci pensa la natura a ricordare a tutti chi comanda realmente visti i recenti avvenimenti sul territorio di San Clemente che nei giorni scorsi ha visto, a seguito delle forti e incessanti piogge, la terra franare rovinosamente spezzando letteralmente la strada che sorge su un area che era già considerata tra quelle a pericolosità idrogeologica, esattamente come tutto il bacino adiacente della diga del fiume Conca sul quale sorge la zona artigianale e sulla quale si vorrebbero insediare gli impianti destinati ai rifiuti pericolosi. 

L’amministrazione continua a sostenere che non esiste alcun problema nello stoccaggio dei rifiuti pericolosi e tossici in quanto il nuovo PUG inquadra l’area in questione come “polo produttivo generico” e non più come zona artigianale, pertanto chiunque potrebbe svolgere qualsiasi attività con il benestare della regione, ma il punto è proprio questo; non è importante chi può fare cosa perché ormai abbiamo capito che volendo si può fare tutto, ma ci chiediamo se certi tipi di attività possano essere tollerati nel nostro comune sia dai cittadini che dal territorio e chi dovrebbe garantirne la salvaguardia perché non agisce secondo buon senso ma si attiene solo e scrupolosamente alle disposizioni di un PUG che non prende minimamente in considerazione gli enormi effetti più che impattanti che i rifiuti tossici e pericolosi potrebbero avere sul suolo e sull’aria che tutti respiriamo.

Nella delibera del Consiglio comunale  del 25/09/2025 il sindaco ha dichiarato: ”abbiamo la possibilità di tornare in Consiglio Comunale e parlando con la Regione e la Provincia modificare le varianti urbanistiche che sono state introdotte se ne ravvisiamo la necessità”.

Ad oggi la necessità per i cittadini è di non avere rifiuti pericolosi stoccati sul proprio territorio a beneficio di chi se ne libera ma a enorme discapito della popolazione locale che li accoglie per custodirli in casa propria fino a data da destinarsi.

Più di 1.700 persone fino ad oggi hanno messo la propria firma per far capire alle amministrazioni e alle autorità che è urgente agire e non per decreto ma per volontà di popolo.

Ci aspettiamo pertanto, come sempre, che le amministrazioni si attivino seriamente e concretamente in favore della cittadinanza, evitando le parole ma agendo con i fatti per toglierci ogni dubbio che possa farci pensare di essere equiparati a quella rana cucinata a fuoco lento."

IL TUO SOSTEGNO È STATO IMPORTANTE! GRAZIE!!!

CONTINUIAMO A LOTTARE INSIEME...

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