No al "Ddl Salomone", così i bimbi di genitori separati saranno tagliati a metà

Firmatari recenti
Vincenzo La Grotta e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Re Salomone lo aveva spiegato in una famosa storia: il bravo genitore sin dai tempi più antichi è quello capace di sacrificarsi per il bene dei figli e non quello che pretende di tagliare i bambini a metà.

Tagliare i bambini a metà è invece esattamente quello che propone il disegno di legge S 832 sottoscritto da 14 senatori della maggioranza, all'esame della commissione Giustizia del Senato in sede redigente: significa che, una volta approvato in commissione, in Aula arriverà blindato. Prendere o lasciare.

Il principio cardine è la bigenitorialità perfetta, calata dall'alto senza più alcuna valutazione da parte del giudice del "supremo interesse del minore". Magistrati come passacarte, spogliati delle loro funzioni. Obbligati a sottostare al diktat del doppio domicilio per i bambini, a qualsiasi età; allo stop dopo due anni all'assegno per l'ex convivente fragile; all'addio con un tratto di penna all'assegnazione della casa familiare;  al mantenimento diretto del minore. Dulcis in fundo, alla collocazione in casa famiglia in caso di "gravi motivi". Quali? Non solo pesanti inadempienze che danneggino il minore, ma anche "atti che ostacolino il corretto esercizio della responsabilità genitoriale". Il costrutto agiuridico e ascientifico dell'"alienazione parentale" e dei suoi derivati, come il "rifiuto genitoriale", torna sotto mentite spoglie. E alla piaga della violenza domestica nemmeno un cenno: la bigenitorialità è cieca e sorda, va garantita a prescindere.

Il disegno di legge deve essere fermato subito: è l'ennesimo attacco ai diritti dei bambini di vivere un'infanzia serena, senza traumi. Bambini trattati come pacchi, letteralmente tagliati a metà. La storia di Re Salomone applicata al contrario. Non è saggezza: è violenza di Stato.

Clelia Delponte, Franca Giansoldati, Flavia Landolfi. Daria Lucca, Silvia Mari De Santis, Manuela Perrone, Monica Ricci Sargentini, Nadia Somma Caiati, Paola Tavella, Livia Zancaner

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Senza MadrePromotore della petizioneSiamo un gruppo di giornaliste, attiviste, femministe che da anni denuncia il fenomeno dell'alienazione parentale e la violenza istituzionale contro i bambini nei tribunali

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Il problema

Re Salomone lo aveva spiegato in una famosa storia: il bravo genitore sin dai tempi più antichi è quello capace di sacrificarsi per il bene dei figli e non quello che pretende di tagliare i bambini a metà.

Tagliare i bambini a metà è invece esattamente quello che propone il disegno di legge S 832 sottoscritto da 14 senatori della maggioranza, all'esame della commissione Giustizia del Senato in sede redigente: significa che, una volta approvato in commissione, in Aula arriverà blindato. Prendere o lasciare.

Il principio cardine è la bigenitorialità perfetta, calata dall'alto senza più alcuna valutazione da parte del giudice del "supremo interesse del minore". Magistrati come passacarte, spogliati delle loro funzioni. Obbligati a sottostare al diktat del doppio domicilio per i bambini, a qualsiasi età; allo stop dopo due anni all'assegno per l'ex convivente fragile; all'addio con un tratto di penna all'assegnazione della casa familiare;  al mantenimento diretto del minore. Dulcis in fundo, alla collocazione in casa famiglia in caso di "gravi motivi". Quali? Non solo pesanti inadempienze che danneggino il minore, ma anche "atti che ostacolino il corretto esercizio della responsabilità genitoriale". Il costrutto agiuridico e ascientifico dell'"alienazione parentale" e dei suoi derivati, come il "rifiuto genitoriale", torna sotto mentite spoglie. E alla piaga della violenza domestica nemmeno un cenno: la bigenitorialità è cieca e sorda, va garantita a prescindere.

Il disegno di legge deve essere fermato subito: è l'ennesimo attacco ai diritti dei bambini di vivere un'infanzia serena, senza traumi. Bambini trattati come pacchi, letteralmente tagliati a metà. La storia di Re Salomone applicata al contrario. Non è saggezza: è violenza di Stato.

Clelia Delponte, Franca Giansoldati, Flavia Landolfi. Daria Lucca, Silvia Mari De Santis, Manuela Perrone, Monica Ricci Sargentini, Nadia Somma Caiati, Paola Tavella, Livia Zancaner

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