No al coinvolgimento dell’Italia in guerre: autonomia, pace, diritti e prioritá sociali

No al coinvolgimento dell’Italia in guerre: autonomia, pace, diritti e prioritá sociali

Il problema

Noi cittadine e cittadini chiediamo al Governo e al Parlamento italiani di escludere l’Italia da qualsiasi coinvolgimento diretto o indiretto in nuove operazioni militari e in qualunque escalation internazionale che aumenti il rischio di guerra. Riteniamo che le scelte di politica estera dell’Italia debbano essere guidate dal ripudio della guerra sancito dalla Costituzione, dalla tutela della vita umana e dal rispetto del diritto internazionale.

Di fronte alle crisi in corso e alle drammatiche conseguenze sui civili — in particolare sui bambini — chiediamo una linea chiara: pace, de-escalation, cessate il fuoco, diplomazia e aiuti umanitari.

Chiediamo in modo esplicito che l’Italia:

Non autorizzi l’uso delle basi e delle infrastrutture militari italiane (incluse basi con presenza alleata) per operazioni di attacco, supporto operativo o logistica che possano coinvolgere l’Italia in conflitti o azioni che aggravano le crisi in Medio Oriente o altrove.

Pretendiamo trasparenza pubblica e controllo parlamentare effettivo su qualunque utilizzo.

Sospenda ogni forma di cooperazione di intelligence e di condivisione informativa con servizi esteri quando vi sia un rischio credibile che tali informazioni possano contribuire a violazioni dei diritti umani o del diritto internazionale umanitario.

In particolare, chiediamo di interrompere o congelare la condivisione con il Mossad finché non siano garantite condizioni verificabili di piena conformità al diritto internazionale.

Riaffermi la massima autonomia possibile nelle scelte strategiche: l’Italia non deve essere trascinata in decisioni militari prese da altri Paesi. Chiediamo una politica estera basata su sicurezza comune, diplomazia e prevenzione dei conflitti.

Sospenda e riesamini esportazioni, forniture e cooperazioni industriali nel settore militare verso Paesi o soggetti coinvolti in operazioni con pesanti impatti sui civili, prevedendo controlli stringenti, tracciabilità e responsabilità lungo tutta la filiera.

Introduca una tassazione straordinaria e misure punitive efficaci sui profitti realizzati da aziende italiane che abbiano beneficiato in modo significativo, diretto o indiretto, da vendite, commesse o indotto legati a conflitti con gravi conseguenze sui civili.

Chiediamo che Leonardo e Stellantis (e ogni soggetto coinvolto) siano sottoposti a verifiche e, ove emergano responsabilità o benefici da filiere connesse a violazioni, a prelievi fiscali straordinari e sanzioni tali da disincentivare qualunque “profitto di guerra”, con destinazione vincolata delle somme a finalità sociali.

Riapra canali di dialogo diplomatico con la Federazione Russa, sostenendo negoziati e soluzioni politiche che riducano il rischio di guerra in Europa, nel rispetto del diritto internazionale e della sicurezza collettiva.

In parallelo, chiediamo che l’Italia valuti il ripristino di forniture energetiche (gas) attraverso accordi che riducano costi per famiglie e imprese, con massima trasparenza e obiettivi di stabilizzazione economica.

Riduca drasticamente la spesa militare e gli acquisti di armamenti, destinando le risorse liberate a priorità nazionali:

Sanità (liste d’attesa, personale, territori)

Istruzione (scuole sicure, docenti, ricerca, università)

Welfare e contrasto alla povertà.

Questa petizione chiede una scelta netta: l’Italia scelga sempre la pace. Non vogliamo che risorse pubbliche, basi, informazioni o industria contribuiscano alla morte di civili. Vogliamo uno Stato più autonomo, più giusto e più umano: meno armi, più diritti, più futuro.

Firma e condividi per chiedere al Parlamento di discutere e votare questi impegni in modo trasparente.

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Cesare BaliniPromotore della petizione

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Il problema

Noi cittadine e cittadini chiediamo al Governo e al Parlamento italiani di escludere l’Italia da qualsiasi coinvolgimento diretto o indiretto in nuove operazioni militari e in qualunque escalation internazionale che aumenti il rischio di guerra. Riteniamo che le scelte di politica estera dell’Italia debbano essere guidate dal ripudio della guerra sancito dalla Costituzione, dalla tutela della vita umana e dal rispetto del diritto internazionale.

Di fronte alle crisi in corso e alle drammatiche conseguenze sui civili — in particolare sui bambini — chiediamo una linea chiara: pace, de-escalation, cessate il fuoco, diplomazia e aiuti umanitari.

Chiediamo in modo esplicito che l’Italia:

Non autorizzi l’uso delle basi e delle infrastrutture militari italiane (incluse basi con presenza alleata) per operazioni di attacco, supporto operativo o logistica che possano coinvolgere l’Italia in conflitti o azioni che aggravano le crisi in Medio Oriente o altrove.

Pretendiamo trasparenza pubblica e controllo parlamentare effettivo su qualunque utilizzo.

Sospenda ogni forma di cooperazione di intelligence e di condivisione informativa con servizi esteri quando vi sia un rischio credibile che tali informazioni possano contribuire a violazioni dei diritti umani o del diritto internazionale umanitario.

In particolare, chiediamo di interrompere o congelare la condivisione con il Mossad finché non siano garantite condizioni verificabili di piena conformità al diritto internazionale.

Riaffermi la massima autonomia possibile nelle scelte strategiche: l’Italia non deve essere trascinata in decisioni militari prese da altri Paesi. Chiediamo una politica estera basata su sicurezza comune, diplomazia e prevenzione dei conflitti.

Sospenda e riesamini esportazioni, forniture e cooperazioni industriali nel settore militare verso Paesi o soggetti coinvolti in operazioni con pesanti impatti sui civili, prevedendo controlli stringenti, tracciabilità e responsabilità lungo tutta la filiera.

Introduca una tassazione straordinaria e misure punitive efficaci sui profitti realizzati da aziende italiane che abbiano beneficiato in modo significativo, diretto o indiretto, da vendite, commesse o indotto legati a conflitti con gravi conseguenze sui civili.

Chiediamo che Leonardo e Stellantis (e ogni soggetto coinvolto) siano sottoposti a verifiche e, ove emergano responsabilità o benefici da filiere connesse a violazioni, a prelievi fiscali straordinari e sanzioni tali da disincentivare qualunque “profitto di guerra”, con destinazione vincolata delle somme a finalità sociali.

Riapra canali di dialogo diplomatico con la Federazione Russa, sostenendo negoziati e soluzioni politiche che riducano il rischio di guerra in Europa, nel rispetto del diritto internazionale e della sicurezza collettiva.

In parallelo, chiediamo che l’Italia valuti il ripristino di forniture energetiche (gas) attraverso accordi che riducano costi per famiglie e imprese, con massima trasparenza e obiettivi di stabilizzazione economica.

Riduca drasticamente la spesa militare e gli acquisti di armamenti, destinando le risorse liberate a priorità nazionali:

Sanità (liste d’attesa, personale, territori)

Istruzione (scuole sicure, docenti, ricerca, università)

Welfare e contrasto alla povertà.

Questa petizione chiede una scelta netta: l’Italia scelga sempre la pace. Non vogliamo che risorse pubbliche, basi, informazioni o industria contribuiscano alla morte di civili. Vogliamo uno Stato più autonomo, più giusto e più umano: meno armi, più diritti, più futuro.

Firma e condividi per chiedere al Parlamento di discutere e votare questi impegni in modo trasparente.

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Cesare BaliniPromotore della petizione

I decisori

Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano
Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano

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