Petition updateNO AL 41bis PER NADIA LIOCERotti i divieti della questura, si sprigiona la solidarietà a Nadia Lioce!
luigia de biasil'aquila, Italy
Nov 25, 2017
L'Aquila - Un centinaio di compagni e compagne al tribunale e al carcere hanno rotto i divieti, e forte si e' sentito: "LIBERTA' PER NADIA LIOCE"! Un centinaio di compagne e compagni hanno sfidato i divieti della Questura di L'Aquila e si sono riuniti davanti al Tribunale dove si teneva l'udienza del processo contro Nadia Lioce, colpevole di aver battuto con una bottiglietta di plastica contro la porta blindata della sua cella per protesta contro i quotidiani soprusi e sequestri di riviste e altro materiale cartaceo e oggetti personali. Erano presenti il Mfpr, Amazora e altre compagne dell’autodifesa femminista e lesbica, Soccorso rosso proletario, Pagine contro la tortura, Ccrsri, Comitato contro la repressione Napoli, con delegazioni da Roma, Milano, Torino, Napoli, Bergamo, Bologna, Genova, Palermo, Taranto, L’Aquila. L'udienza è iniziata intorno alle 11 con le testimonianze di una ispettrice del Gom che ha descritto l'atteggiamento di "non dialogo" della detenuta e come la stessa con la sua bottiglietta disturbasse anche altre detenute, il cappellano, lo psicologo e altro personale. La protesta, ha aggiunto, iniziata dopo il sequestro di alcuni atti giudiziari tenuti in cella dalla Lioce, si è interrotta dopo che ne è stata ordinata la restituzione. Conclusa la testimonianza e poco prima che il giudice annunciasse il rinvio dell'udienza, dal pubblico hanno iniziato a gridare "libertà, libertà". Quindi è stato ordinato lo sgombero dell'aula per interruzione di pubblico processo. L’udienza è stata rinviata al 4 maggio 2018. Conclusa l'udienza, i manifestanti si sono mossi insieme verso il carcere e proseguito il presidio con interventi al microfono, musica e messaggi di solidarietà. Alcune foto dei presidi all'indirizzo https://femminismorivoluzionario.blogspot.it/2017/11/liberta-per-nadia-lioce.html Inoltre è apparsa una grande scritta alla rotonda di Santanza contro il 41 bis, sul muro di cinta di Piazza d’Armi. Sulla scritta si legge in rosso «41 Bis = Tortura» e sotto in verde «Solidali a Nadia Lioce contro ogni gabbia» (fonte: ilcapoluogo.it) A Torino un presidio di solidarietà, composto da una decina di persone, si è formato davanti ai cancelli del Palazzo di giustizia di Torino. L'iniziativa è del gruppo dei Proletari torinesi per il Soccorso Rosso Internazionale e giunge in occasione della ripresa di un procedimento, celebrato a L'Aquila, in cui la Lioce è chiamata a rispondere per alcuni atti di protesta compiuti nel carcere in cui è detenuta in regime di 41 bis. Gli attivisti, che affermano di non avere chiesto permessi, hanno srotolato uno striscione e hanno distribuito volantini (fonte ANSA). Di seguito il volantino diffuso dal MFPR di L'Aquila: Libertà per Nadia Lioce! Nadia Lioce è in 41 bis dal settembre 2005, 12 anni di isolamento assoluto. Ma sin dal suo arresto, nel 2003, è stata di fatto in regime di isolamento. In 41 bis i detenuti e le detenute possono uscire dalla cella per due ore al giorno, una per l'aria e una per la saletta di socialità). Mentre nelle carceri maschili i gruppi di socialità possono essere composti da 4 persone al massimo, nella sezione femminile speciale del carcere dell'Aquila, i gruppi di socialità possono essere composti al massimo da 2 detenute. Parlare con un’altra detenuta, che non sia quella assegnata dal carcere è vietato. E’ vietato anche solo guardarla. Così è successo a Nadia ad esempio, che per chiedere del cibo si è rivolta alla lavorante e non alla guardia. L’altra detenuta non rispose, ma la guardò. Così presero entrambe l’isolamento disciplinare. Negli anni il materiale cartaceo conservabile nelle celle della sezione femminile del carcere dell'Aquila, è passato da 30 a 3 riviste, da 20 a 3 quaderni, a un solo dizionario. Vietato ricevere libri dall’esterno, vietato conservarne in cella. Ogni perquisizione quotidiana era occasione per sequestrare a Nadia ogni cosa, perfino un laccetto per gli occhiali che si era fatto da sé. Non poter guardare, non poter parlare, non poter leggere, scrivere, cucinarsi, comunicare, ascoltare, conservare i ricordi, le lettere, gli affetti… Cancellare tutto, cancellarsi. Seppellire la propria identità umana, sociale, politica. E’ l’abiura ciò che lo Stato vuole da Nadia Lioce! Questo è lo scopo di annientamento del 41bis sui prigionieri politici. Giorno dopo giorno, Nadia ha reagito a ogni sequestro e vessazione quotidiana, battendo una bottiglietta di plastica contro la porta blindata della cella in cui è sepolta. Per questo oggi è sottoposta a processo a L’Aquila, accusata di “disturbo del riposo o delle occupazioni” e oltraggio a pubblico ufficiale. Ma è solo la “quiete” di chi la tortura che Nadia ha turbato con le sue battiture! E’ lo Stato che tortura che dovrebbe sedere sul banco degli imputati. Dal 7 luglio ad oggi la campagna del MFPR per la fine della tortura del 41 bis per Nadia Lioce ha raccolto oltre 2300 firme e centinaia di messaggi di solidarietà. Una solidarietà a cui la Questura di L’Aquila ha cercato e cerca a tutti i costi di impedire di esprimersi, con divieti pretestuosi e spesso grotteschi, tutto condito con minacce di denunce, controllo stretto e velate intimidazioni verso la compagna del Mfpr, anche sul fronte lavorativo. Tutto questo perché NESSUNO POSSA VEDERE CHI E QUANTI SOLIDARIZZANO CON UNA PRIGIONIERA POLITICA RIVOLUZIONARIA! Se dei presidi di solidarietà fanno tanta paura, vuol dire che noi siamo nel giusto, che la nostra campagna di massa per la fine della tortura su Nadia Lioce ha già ottenuto una prima vittoria. E il 25 novembre alla manifestazione nazionale delle donne a Roma porteremo con forza questa battaglia e lo striscione: "LIBERTA' PER NADIA LIOCE"
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