
luigia de biasil'aquila, Italy
Nov 15, 2017
All’Aquila il 24 novembre, la prigioniera rivoluzionaria Nadia Lioce verrà processata per “Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone e oltraggio a pubblico ufficiale”. Reati relativi a battiture di protesta, che Nadia avrebbe messo in atto contro:
- perquisizioni quotidiane nella sua cella, con sottrazione di lettere, quaderni, riviste, articoli di giornale, atti giudiziari. Sottrazioni che sono state anticipate dal sequestro dell’elastico di una cartellina porta-documenti e di buste di carta ricavate da carta di quotidiani, utilizzate per archiviare corrispondenze e atti giudiziari.
- Il divieto di leggere, scrivere, pensare, comunicare
- L’obbligo di spegnere il cervello
Per la sua ribellione Nadia ha già pagato, con il continuo isolamento.
Ma lo Stato pretende il risarcimento dei ”danni” provocati da una bottiglietta di plastica sulle sbarre del blindato ove l’ha rinchiusa.
Il 24 novembre al processo noi ci saremo, per pretendere che questo Stato risarcisca Nadia della sua dignità e restituisca a lei la libertà e alle persone solidali il denaro, le lettere, i sentimenti, i sogni, le speranze che ha censurato.
Contro le torture 10, 100, 1000 battiture!
Qui l'evento FB da condividere: https://www.facebook.com/events/163880217537997/
In allegato articolo di Paolo Persichetti su il Dubbio
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