NO ai progetti eolici industriali “PARMA A e B" sui crinali dell’Appennino parmense


NO ai progetti eolici industriali “PARMA A e B" sui crinali dell’Appennino parmense
Il problema
I crinali dell’Appennino parmense sono un patrimonio naturale e paesaggistico unico. Boschi, prati, corsi d’acqua e borghi storici formano un equilibrio delicato che appartiene non solo agli abitanti, ma anche a chi riconosce nell’Appennino un luogo di identità, biodiversità e vita, oltre a tutte le specie non umane che lo popolano.
Oggi questo equilibrio è gravemente minacciato dal progetto “PARMA A" e "PARMA B”, che prevede l’installazione di un impianto eolico industriale su vasta scala, distribuito tra i comuni di Compiano, Bardi, Bedonia, Bore, Morfasso, Valmozzola, Borgo Val di Taro. Un progetto presentato come “verde” e “sostenibile”, ma che porta con sé impatti pesanti sul paesaggio, sull’ambiente, sulle specie animali e sulla vita quotidiana delle comunità locali.
Noi, cittadine e cittadini informati e coscienziosi, firmatari di questa petizione, ci opponiamo fermamente a questa forma di speculazione mascherata da “sostenibilità” e chiediamo che venga immediatamente bloccata.
Perché diciamo NO
1. Il falso mito della sostenibilità
La vera energia pulita è quella non consumata e non sprecata. Ogni turbina e ogni parco eolico su scala industriale implica scavi, cemento, deforestazioni e trasformazioni irreversibili dell’ecosistema. Non possiamo accettare che la parola “verde” venga usata per giustificare nuovi danni ambientali in nome del profitto dei soliti grandi gruppi industriali, estrattivisti e predatori. Le “compensazioni” promesse in queste tipologie di progetti, che non portano mai né sviluppo né sostenibilità reale, vengono sistematicamente disattese, rilasciando vantaggi economici soltanto ai diretti interessati (e ai proprietari dei terreni).
2. Un inganno ambientale e sociale
L’Italia è disseminata di esempi in cui mega-impianti, presentati come “verdi”, hanno consumato suolo agricolo, alterato microclimi, deturpato paesaggi e danneggiato ecosistemi rimasti intatti per secoli. Anche nei pressi della Valceno, alcuni impianti già realizzati hanno dimostrato quanto devastanti possano essere gli effetti sull’ambiente e sulle comunità locali.
3. La lezione della storia
Nel 2013, un progetto similare tra Bardi e Farini fu fermato grazie all’impegno dei cittadini e delle associazioni. Quella vittoria dimostra che la difesa del territorio è possibile e deve restare prioritaria nelle politiche locali e regionali.
4. Un territorio fragile e prezioso
Aree come quelle interessate dai due progetti in questione, in parte sovrapponibili, sono riconosciute come particolarmente delicate, caratterizzate da rischio idrogeologico (frane, alluvioni) e alto valore paesaggistico e ambientale. La realizzazione di turbine eoliche (alte fino a centinaia di metri) porterebbe a sbancamenti, costruzione di strade, cemento, deforestazione di habitat naturali e la morte di migliaia di volatili ogni anno, vittime della rotazione delle enormi pale. Stiamo parlando di un territorio fragile e prezioso, non sacrificabile sull’altare della speculazione, non di una zona qualsiasi.
5. Non ripetiamo gli stessi errori
Se il progetto “PARMA A e B” avranno il via libera, perderemo non solo un paesaggio, ma anche un tratto significativo della nostra identità e del nostro futuro. Non possiamo permettere che si ripetano altrove gli stessi inganni già visti con altri impianti “falsamente verdi”.
Cosa chiediamo
· Il ritiro immediato dei progetti “PARMA A e B” di eolico industriale.
· L’avvio di un vero dibattito pubblico e trasparente, con cittadini, comitati, esperti indipendenti e associazioni coinvolti.
· La promozione di un piano energetico partecipato, realistico e distribuito: efficienza, risparmio, soluzioni diffuse, comunità energetiche rinnovabili e solidali e non grandi opere speculative in territori fragili e in gran parte intatti.
· La tutela del nostro Appennino: il progresso non è distruzione, ma sobrietà, equilibrio, tutela e rispetto, da adottare in particolare dai decisori politici che dovrebbero rappresentare il bene comune e non gli interessi particolari.
FIRMA ANCHE TU
Non regaliamo i nostri crinali a chi specula in nome del “verde”.
Difendiamo insieme il paesaggio, l’ambiente e il futuro delle comunità dell’Appennino.
Firma per dire NO al progetto eolico “PARMA A e B” sui crinali dell’Appennino parmense.

4690
Il problema
I crinali dell’Appennino parmense sono un patrimonio naturale e paesaggistico unico. Boschi, prati, corsi d’acqua e borghi storici formano un equilibrio delicato che appartiene non solo agli abitanti, ma anche a chi riconosce nell’Appennino un luogo di identità, biodiversità e vita, oltre a tutte le specie non umane che lo popolano.
Oggi questo equilibrio è gravemente minacciato dal progetto “PARMA A" e "PARMA B”, che prevede l’installazione di un impianto eolico industriale su vasta scala, distribuito tra i comuni di Compiano, Bardi, Bedonia, Bore, Morfasso, Valmozzola, Borgo Val di Taro. Un progetto presentato come “verde” e “sostenibile”, ma che porta con sé impatti pesanti sul paesaggio, sull’ambiente, sulle specie animali e sulla vita quotidiana delle comunità locali.
Noi, cittadine e cittadini informati e coscienziosi, firmatari di questa petizione, ci opponiamo fermamente a questa forma di speculazione mascherata da “sostenibilità” e chiediamo che venga immediatamente bloccata.
Perché diciamo NO
1. Il falso mito della sostenibilità
La vera energia pulita è quella non consumata e non sprecata. Ogni turbina e ogni parco eolico su scala industriale implica scavi, cemento, deforestazioni e trasformazioni irreversibili dell’ecosistema. Non possiamo accettare che la parola “verde” venga usata per giustificare nuovi danni ambientali in nome del profitto dei soliti grandi gruppi industriali, estrattivisti e predatori. Le “compensazioni” promesse in queste tipologie di progetti, che non portano mai né sviluppo né sostenibilità reale, vengono sistematicamente disattese, rilasciando vantaggi economici soltanto ai diretti interessati (e ai proprietari dei terreni).
2. Un inganno ambientale e sociale
L’Italia è disseminata di esempi in cui mega-impianti, presentati come “verdi”, hanno consumato suolo agricolo, alterato microclimi, deturpato paesaggi e danneggiato ecosistemi rimasti intatti per secoli. Anche nei pressi della Valceno, alcuni impianti già realizzati hanno dimostrato quanto devastanti possano essere gli effetti sull’ambiente e sulle comunità locali.
3. La lezione della storia
Nel 2013, un progetto similare tra Bardi e Farini fu fermato grazie all’impegno dei cittadini e delle associazioni. Quella vittoria dimostra che la difesa del territorio è possibile e deve restare prioritaria nelle politiche locali e regionali.
4. Un territorio fragile e prezioso
Aree come quelle interessate dai due progetti in questione, in parte sovrapponibili, sono riconosciute come particolarmente delicate, caratterizzate da rischio idrogeologico (frane, alluvioni) e alto valore paesaggistico e ambientale. La realizzazione di turbine eoliche (alte fino a centinaia di metri) porterebbe a sbancamenti, costruzione di strade, cemento, deforestazione di habitat naturali e la morte di migliaia di volatili ogni anno, vittime della rotazione delle enormi pale. Stiamo parlando di un territorio fragile e prezioso, non sacrificabile sull’altare della speculazione, non di una zona qualsiasi.
5. Non ripetiamo gli stessi errori
Se il progetto “PARMA A e B” avranno il via libera, perderemo non solo un paesaggio, ma anche un tratto significativo della nostra identità e del nostro futuro. Non possiamo permettere che si ripetano altrove gli stessi inganni già visti con altri impianti “falsamente verdi”.
Cosa chiediamo
· Il ritiro immediato dei progetti “PARMA A e B” di eolico industriale.
· L’avvio di un vero dibattito pubblico e trasparente, con cittadini, comitati, esperti indipendenti e associazioni coinvolti.
· La promozione di un piano energetico partecipato, realistico e distribuito: efficienza, risparmio, soluzioni diffuse, comunità energetiche rinnovabili e solidali e non grandi opere speculative in territori fragili e in gran parte intatti.
· La tutela del nostro Appennino: il progresso non è distruzione, ma sobrietà, equilibrio, tutela e rispetto, da adottare in particolare dai decisori politici che dovrebbero rappresentare il bene comune e non gli interessi particolari.
FIRMA ANCHE TU
Non regaliamo i nostri crinali a chi specula in nome del “verde”.
Difendiamo insieme il paesaggio, l’ambiente e il futuro delle comunità dell’Appennino.
Firma per dire NO al progetto eolico “PARMA A e B” sui crinali dell’Appennino parmense.

4690
Voci dei sostenitori
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 18 agosto 2025