Nessuno deve più morire solo! Garantiamo le videochiamate in ospedale durante i lockdown!

Il problema

Tantissimi malati come mia madre sono morti senza poter vedere i loro familiari. Non deve accadere mai più.  L'OMS ripete che non si tratta di "se accadrà", ma solo di "quando accadrà" la prossima pandemia.
I lockdown ospedalieri quindi torneranno, ma non deve succedere mai più che i ricoverati muoiano in quel modo.

Nulla è più terribile, per una persona anziana e malata, che morire lontano dai propri cari, sentendosi abbandonata e convinta di essere stata lasciata al proprio destino da chi amava di più.

È ciò che è accaduto a mia madre, 91 anni, nel marzo 2021, durante la seconda ondata Covid. Ricoverata per un infarto e un grave ictus, non ha più potuto vedere i figli a causa del divieto assoluto di visite. Dopo giorni di isolamento, in una videochiamata organizzata da un'infermiera compassionevole, mia madre – con la voce spezzata – mi ha detto: «Roberto, tu non mi vieni a trovare perché pensi che io non ti voglia bene, ma non è così, io ti voglio bene». Pensava di essere stata abbandonata da noi, che l'avevamo sempre visitata in passato.

Una sofferenza morale atroce, che si sarebbe potuta alleviare con videochiamate regolari e garantite per i pazienti isolati – anche quando non infettivi – come già accade per la telemedicina in altri contesti.

Invece, il giorno prima della prevista dimissione e del nostro incontro, un tampone dubbio (era totalmente asintomatica, ricoverata da quasi due settimane con tamponi negativi precedenti) ne ha determinato il trasferimento in reparto Covid. Il mattino dopo, l'11 marzo 2021 moriva per arresto cardiaco; non per Covid, ma per infarto. Probabilmente di crepacuore. D'altronde come poteva sentirsi una madre che finalmente stava per uscire e rivedere i suoi figli, quando si è trovata improvvisamente in un reparto Covid, da cui, in quelle condizioni, probabilmente aveva capito che non sarebbe più uscita?

Questa non è solo la mia storia: è stata la storia di tantissimi anziani morti in ospedale durante i lockdown.

Firmiamo per obbligare gli ospedali a garantire il diritto alle videochiamate con i familiari durante restrizioni ed emergenze sanitarie. Per non far morire nessuno sentendosi abbandonato come mia madre.

Puoi leggere la storia completa qui: https://robertotomasi.substack.com/p/affinche-una-morte-simile-non-si

Perché lancio questa petizione nel quinto anniversario della sua morte?

Per molto tempo rivivere quei giorni è stato difficile. Recentemente ho chiesto all'ospedale dove è morta se fosse cambiato qualcosa, per evitare che accada di nuovo in futuro. Nulla. E potrebbe succedere ancora in molti altri ospedali.
Oggi, anche grazie alla pensione, ho il tempo e la lucidità per trasformare quel ricordo in un impegno: fare in modo che nessuno debba più morire in ospedale sentendosi abbandonato.

 

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Roberto TomasiPromotore della petizione

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Il problema

Tantissimi malati come mia madre sono morti senza poter vedere i loro familiari. Non deve accadere mai più.  L'OMS ripete che non si tratta di "se accadrà", ma solo di "quando accadrà" la prossima pandemia.
I lockdown ospedalieri quindi torneranno, ma non deve succedere mai più che i ricoverati muoiano in quel modo.

Nulla è più terribile, per una persona anziana e malata, che morire lontano dai propri cari, sentendosi abbandonata e convinta di essere stata lasciata al proprio destino da chi amava di più.

È ciò che è accaduto a mia madre, 91 anni, nel marzo 2021, durante la seconda ondata Covid. Ricoverata per un infarto e un grave ictus, non ha più potuto vedere i figli a causa del divieto assoluto di visite. Dopo giorni di isolamento, in una videochiamata organizzata da un'infermiera compassionevole, mia madre – con la voce spezzata – mi ha detto: «Roberto, tu non mi vieni a trovare perché pensi che io non ti voglia bene, ma non è così, io ti voglio bene». Pensava di essere stata abbandonata da noi, che l'avevamo sempre visitata in passato.

Una sofferenza morale atroce, che si sarebbe potuta alleviare con videochiamate regolari e garantite per i pazienti isolati – anche quando non infettivi – come già accade per la telemedicina in altri contesti.

Invece, il giorno prima della prevista dimissione e del nostro incontro, un tampone dubbio (era totalmente asintomatica, ricoverata da quasi due settimane con tamponi negativi precedenti) ne ha determinato il trasferimento in reparto Covid. Il mattino dopo, l'11 marzo 2021 moriva per arresto cardiaco; non per Covid, ma per infarto. Probabilmente di crepacuore. D'altronde come poteva sentirsi una madre che finalmente stava per uscire e rivedere i suoi figli, quando si è trovata improvvisamente in un reparto Covid, da cui, in quelle condizioni, probabilmente aveva capito che non sarebbe più uscita?

Questa non è solo la mia storia: è stata la storia di tantissimi anziani morti in ospedale durante i lockdown.

Firmiamo per obbligare gli ospedali a garantire il diritto alle videochiamate con i familiari durante restrizioni ed emergenze sanitarie. Per non far morire nessuno sentendosi abbandonato come mia madre.

Puoi leggere la storia completa qui: https://robertotomasi.substack.com/p/affinche-una-morte-simile-non-si

Perché lancio questa petizione nel quinto anniversario della sua morte?

Per molto tempo rivivere quei giorni è stato difficile. Recentemente ho chiesto all'ospedale dove è morta se fosse cambiato qualcosa, per evitare che accada di nuovo in futuro. Nulla. E potrebbe succedere ancora in molti altri ospedali.
Oggi, anche grazie alla pensione, ho il tempo e la lucidità per trasformare quel ricordo in un impegno: fare in modo che nessuno debba più morire in ospedale sentendosi abbandonato.

 

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Roberto TomasiPromotore della petizione
114 persone hanno firmato oggi

1314


I decisori

al Ministro e al Viceministro della Salute
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al Presidente della 10ª Commissione Sanità del Senato
al Presidente della 10ª Commissione Sanità del Senato
al Presidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera
al Presidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera
ai Presidenti delle Regioni, Assessori regionali e Direttori Generali delle Aziende Ospedaliere
ai Presidenti delle Regioni, Assessori regionali e Direttori Generali delle Aziende Ospedaliere

Voci dei sostenitori

Aggiornamenti sulla petizione