BARI: NO ad un nuovo parcheggio in un bosco quando a 1500 metri ce n'è uno abbandonato

BARI: NO ad un nuovo parcheggio in un bosco quando a 1500 metri ce n'è uno abbandonato

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Comitato spontaneo Salviamo via Amendola Bari ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Comune di Bari (Sindaco) e a

BARI: NO ad un nuovo megaparcheggio asfaltando ettari di verde quando a 1500 metri ce n'è uno inutilizzato meglio servito da tangenziale e ss100 con fermata metropolitana. Le auto non entrerebbero in città e si alleggerirebbe il traffico della 6' strada più trafficata d'Italia, via Amendola. 

NON e' VERO che la nuova stazione Executive di RFI ha bisogno di un megaparcheggio da 500 posti per l'unico treno che fermerà: il locale che prosegue a Torre a Mare, Mola, Monopoli. Un megaparcheggio "intermodale" serve a tutti coloro che provengono da fuori al fine di utilizzare un mezzo alternativo alle auto per andare in città. La metropolitana di superficie è di FSE e oggi transita ogni 25 minuti dalla stazione del parcheggio di scambio COMUNALE abbandonato, fortemente voluto dalla precedente amministrazione Emiliano, quello della stazione "Mungivacca" alle spalle di IKEA. In 9 minuti raggiunge la stazione centrale. Domani lo stesso convoglio fermerà alle nuove stazioni "Executive" e "Campus". Si stima che dal parcheggio di scambio "Mungivacca" alla fermata executive impiegherà 3 minuti e altri 3 minuti per fermare a "Campus". Nessun mezzo su ruote pubblico o privato riuscirebbe a fare meglio.

I comitati cittadini esortano la amministrazione comunale a realizzare la mobilità sostenibile non solo a parole. Meno auto meno inquinamento meno traffico meno incidenti migliore qualità della vita. 

SI alla PISTA CICLABILE Torre Quetta - via Amendola lungo il margine superiore del canalone di Japigia. Un vero circuito cittadino: lungomare via Amendola viale Einaudi viale Unità d Italia stazione centrale. Progetto presentato al programma "bilancio partecipato" del Municio2 da questo comitato cittadino. Sinora lettera morta.

Più piste ciclabili "vere" che non vadano dal nulla al nulla ma che siano valide alternative alla circolazione in auto, non solo per la passeggiata domenicale, ma per godere in modo sostenibile questa bellissima città ogni giorno.

VERDE al posto di asfalto di inutili parcheggi. Le auto fuori dalla cinta urbana, a Bari in metrò o in bici.

Salviamo Via Amendola di Bari dalla morte per traffico

Il problema

Bari è al 8' posto nella classificata Italiana delle città più trafficate. Una delle sue arterie, Via Giovanni Amendola, è nell'olimpo delle prime, superata solo da metropoli con milioni di abitanti. Negli anni passati i cittadini residenti hanno duramente lottato per cercare di migliorare la critica situazione, con articoli sui quotidiani nazionali di popolari giornalisti RAI, incontrando le istituzioni in tutte le sedi ed a tutti i livelli. Molte promesse ed impegni verbali che ancora si attende producano fatti. L'amministrazione comunale ha varato lavori di allargamento della strada con la sostituzione dei semafori con rotatorie. Lavori che sono in via di conclusione. Il traffico scorrerà più fluidamente ma la causa del problema persiste: la quantità di vetture è la stessa, scorrerà più velocemente. Nel giro di qualche anno le cose precipiteranno. Siamo alla vigilia della partenza di un progetto che, quando sarà realizzato, peggiorerà la già critica congestione cronica di una delle principali arterie cittadine: la realizzazione di un megaparcheggio di scambio per auto e pullman proprio nel suo cuore residenziale e commerciale. 500/600 posti auto al servizio della nuova stazione ferroviaria/metropolitana "Executive" che RFI realizzerà alle spalle della stessa. Il progetto rientra all'interno di un vasto cambiamento della viabilità cittadina: rimozione passaggi a livello, spostamento della linea ferroviaria alta velocità, e molto altro. Lavori nell'ambito del PUMS (piano urbano mobilità sostenibile) 2016-2026 del Comune di Bari e ai suoi principi cardine dettati dalle linee guida europee: si riporta integralmente quanto previsto a pag.3 del documento: "L'espressione mobilità sostenibile indica modelli di mobilità (e in generale un sistema di mobilità urbana) in grado di ridurre e reinternalizzare gli impatti ambientali, sociali ed economici connessi all’infrastrutturazione e funzionamento dei sistemi per il trasporto di persone e merci, e cioè:
• l’inquinamento atmosferico;
• l’inquinamento acustico;
• la congestione stradale;
• l’incidentalità;..."

Il PUMS prevede esplicitamente raccomandazioni precise: il progetto in atto appare in aperta dissonanza con tutti i punti appena elencati.

 

La soluzione, la proposta, la petizione

A meno di un chilometro di distanza, sulla stessa direttrice, al di fuori ed a ridosso della tangenziale (nelle vicinanze di Ikea), è presente una stazione ferroviaria delle Ferrovie sud Est (acquisita da RFI) con annesso parcheggio di circa 500 posti semi-abbandonato: la stazione di Mungivacca. E' alle spalle di Ikea e condivide con essa l'ottima infrastruttura viaria progettata per le migliaia di auto del centro commerciale. E' facilmente raggiungibile dalle direttrici nord e sud della tangenziale e comodamente dalla direttrice ovest della SS100. Una posizione strategica, extraurbana e ben servita dalla rete stradale.  Indirizzando a questo parcheggio i mezzi provenienti dalla tangenziale o dalla SS100, si devierebbe a monte il transito destinato a via Amendola. Gli automobilisti lascerebbero lì la propria auto per proseguire con la nuova comoda metrò cittadina, Il Comune potrebbe fortemente incentivare l'uso del parcheggio intermodale con una politica di prezzi simile a quella già adottata con successo per i park and ride: prezzo simbolico per parcheggio + metro. L'iniziativa avrebbe sicuramente molto successo e via Amendola sarebbe alleggerita da buona parte del fiume di auto che quotidianamente proviene dalle arterie extraurbane. Alleggerendo il traffico tutti i parcheggi già presenti in via Amendola sarebbero meno congestionati e si potrebbe immaginare un ritorno a condizioni di normalità e vivibilità dell'area.

I cittadini di via Amendola, con codesta petizione del comitato spontaneo "Salviamo Via Amendola" chiedono al Comune di Bari:

1) Che la stazione di Mungivacca FSE diventi stazione della nuova tratta della metropolitana di superficie e che l'annesso parcheggio diventi di scambio intermodale al posto di quello previsto alla stazione "Executive"

2) Che il parcheggio della stazione di via Amendola "Executive" non sia di scambio intermodale ma di mobilità sostenibile ed ospiti al massimo 20 posti auto per operazioni carico scarico (es. max 20 min), ed il restante spazio inizialmente destinato a parcheggio convertito a verde, sport, aggregazione, a beneficio del quartiere

3) spostamento del parcheggio pullman Ferrovie Sud Est da via Amendola al parcheggio della stazione Mungivacca

4) Che il parcheggio AMTAB previsto tra via Sette e via Tridente divida la sua superficie in eguali parti verde pubblico e posti auto

5) Creare mobilità sostenibile realizzando la pista ciclabile più importante della città: la Torre Quetta via Amendola lungo l'argine superiore del canalone di Japigia. Unire tutti i quartieri del lato monte della città al mare in bici.

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