Nazionalizzare l'energia in Italia

Il problema

Cittadini, Imprese, Italiani,

L'energia elettrica è il sangue del nostro Paese. Eppure, abbiamo permesso che le vene dell'Italia venissero vendute a privati e speculatori, che oggi banchettano sulle nostre bollette. Mentre le famiglie non sanno se potranno accendere il riscaldamento e le nostre PMI affogano nei costi, le lobby energetiche festeggiano profitti da record. Questa situazione insostenibile non riflette i valori e le priorità dell'Italia.

La soluzione esiste ed è una sola: la nazionalizzazione. Un passo essenziale per garantire non solo bollette eque e trasparenti, ma anche per riconquistare la nostra sovranità energetica. Nazionalizzando l'energia, possiamo controllare le risorse critiche del nostro Paese, assicurando interessi collettivi anziché i profitti di pochi.

La Francia hanno visto benefici continui dopo aver adottato una politica di nazionalizzazione energetica, dimostrando che è un modello fattibile e di successo. Anche la Spagna ha dimostrato che si può sfidare il sistema. Noi dobbiamo fare di più: dobbiamo essere i primi a dire che l'energia è un bene comune protetto dallo Stato.

Cosa accadrebbe?

Costi di produzione abbattuti: Senza il ricarico dei profitti per gli azionisti e le speculazioni in borsa, il costo del kWh crollerebbe. L'energia verrebbe venduta al costo reale di produzione, non al prezzo gonfiato dal mercato.

Imprese imbattibili sul mercato globale: Immaginate le nostre fabbriche e le nostre botteghe con i costi energetici più bassi d'Europa. La nazionalizzazione renderebbe l'Italia il paradiso della produzione: più occupazione, stipendi più alti e fine immediata delle delocalizzazioni.

Eliminazione della Povertà Energetica: Lo Stato, come garante dei diritti, può e deve assicurare soglie di gratuità (2.500 kWh per le famiglie). Nessun cittadino rischierà più il distacco della luce per impossibilità di pagare.

Sovranità e Indipendenza Geopolitica: Nazionalizzare significa decidere noi del nostro futuro. Invece di inviare miliardi di euro a Russia, USA o altri giganti del petrolio e del gas, investiremmo quegli stessi soldi in un piano nazionale di fotovoltaico obbligatorio e finanziato dallo Stato su ogni tetto. Diventeremmo noi i padroni della nostra energia.

Dalle Lobby ai Cittadini: Le grandi aziende smetterebbero di investire in società parassitarie che strozzano i consumatori e sarebbero costrette a investire in tecnologie che lavorano con e per il territorio.

La nostra richiesta è un Ultimatum. Chiediamo ai Capigruppo Parlamentari e ai Leader di ogni schieramento di unirsi in un impegno morale superiore:

Riprendere il controllo totale della produzione e della distribuzione elettrica.

Tassare al 100% i dividendi delle attuali società energetiche fino al completamento della transizione pubblica.

Finanziare l'indipendenza: Trasformare i sussidi industriali a fondo perduto in impianti di produzione diffusa sui tetti di ogni casa e impresa.

Firma ora per un'Italia forte, indipendente e senza il ricatto della bolletta. Riprendiamoci ciò che è nostro.

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Di Lizia AntonioPromotore della petizioneex appartenente a Corpo forestale dello Stato, pilota di elicottero ora in pensione.

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Il problema

Cittadini, Imprese, Italiani,

L'energia elettrica è il sangue del nostro Paese. Eppure, abbiamo permesso che le vene dell'Italia venissero vendute a privati e speculatori, che oggi banchettano sulle nostre bollette. Mentre le famiglie non sanno se potranno accendere il riscaldamento e le nostre PMI affogano nei costi, le lobby energetiche festeggiano profitti da record. Questa situazione insostenibile non riflette i valori e le priorità dell'Italia.

La soluzione esiste ed è una sola: la nazionalizzazione. Un passo essenziale per garantire non solo bollette eque e trasparenti, ma anche per riconquistare la nostra sovranità energetica. Nazionalizzando l'energia, possiamo controllare le risorse critiche del nostro Paese, assicurando interessi collettivi anziché i profitti di pochi.

La Francia hanno visto benefici continui dopo aver adottato una politica di nazionalizzazione energetica, dimostrando che è un modello fattibile e di successo. Anche la Spagna ha dimostrato che si può sfidare il sistema. Noi dobbiamo fare di più: dobbiamo essere i primi a dire che l'energia è un bene comune protetto dallo Stato.

Cosa accadrebbe?

Costi di produzione abbattuti: Senza il ricarico dei profitti per gli azionisti e le speculazioni in borsa, il costo del kWh crollerebbe. L'energia verrebbe venduta al costo reale di produzione, non al prezzo gonfiato dal mercato.

Imprese imbattibili sul mercato globale: Immaginate le nostre fabbriche e le nostre botteghe con i costi energetici più bassi d'Europa. La nazionalizzazione renderebbe l'Italia il paradiso della produzione: più occupazione, stipendi più alti e fine immediata delle delocalizzazioni.

Eliminazione della Povertà Energetica: Lo Stato, come garante dei diritti, può e deve assicurare soglie di gratuità (2.500 kWh per le famiglie). Nessun cittadino rischierà più il distacco della luce per impossibilità di pagare.

Sovranità e Indipendenza Geopolitica: Nazionalizzare significa decidere noi del nostro futuro. Invece di inviare miliardi di euro a Russia, USA o altri giganti del petrolio e del gas, investiremmo quegli stessi soldi in un piano nazionale di fotovoltaico obbligatorio e finanziato dallo Stato su ogni tetto. Diventeremmo noi i padroni della nostra energia.

Dalle Lobby ai Cittadini: Le grandi aziende smetterebbero di investire in società parassitarie che strozzano i consumatori e sarebbero costrette a investire in tecnologie che lavorano con e per il territorio.

La nostra richiesta è un Ultimatum. Chiediamo ai Capigruppo Parlamentari e ai Leader di ogni schieramento di unirsi in un impegno morale superiore:

Riprendere il controllo totale della produzione e della distribuzione elettrica.

Tassare al 100% i dividendi delle attuali società energetiche fino al completamento della transizione pubblica.

Finanziare l'indipendenza: Trasformare i sussidi industriali a fondo perduto in impianti di produzione diffusa sui tetti di ogni casa e impresa.

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Petizione creata in data 11 febbraio 2026