Nasce la campagna P​.​A​.​R​.​T​.​O. – Previdenza Adeguata e Rivendicazione Tutele Ostetri

Firmatari recenti
deborah froiio e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Ostetriche libere professioniste: “Basta invisibilità. No a richieste INPS ingiuste e retroattive”

Un comitato nazionale di ostetriche libere professioniste (Comitato Ostetriche Inquadramento INPS) lancia un appello alle Istituzioni, al Governo e al Ministero del Lavoro per denunciare una situazione ritenuta “ingiusta e insostenibile”, che sta colpendo centinaia di professioniste in tutta Italia.

Al centro della contestazione vi sono gli avvisi bonari inviati dall’INPS a partire dal 2021, con richieste economiche comprese tra i 10.000 e i 30.000 euro per ciascuna ostetrica. Le somme riguardano presunti arretrati contributivi, interessi e sanzioni legati all’adesione al regime agevolato per i contribuenti forfettari ex art. 1, comma 54 e 76 della legge n. 190/2014, posto che le ostetriche libere professioniste ne hanno beneficiato per anni con l’approvazione della Federazione di categoria e dello stesso ente previdenziale.

Secondo l’INPS, le ostetriche non rientrerebbero tra i “titolari di impresa” e non avrebbero quindi diritto alle agevolazioni contributive. Una posizione che il comitato contesta fermamente, definendola il risultato di una lunga e documentata ambiguità normativa e istituzionale.

Una categoria senza tutele chiare

Le ostetriche libere professioniste evidenziano da tempo criticità strutturali nel proprio inquadramento previdenziale. Dopo lo scioglimento della cassa ENPAO ad opera dell’art. 2 della L. n. 249/1990, la categoria è stata inserita nella gestione INPS Artigiani e Commercianti. 

Nel 2015, sulla base di comunicazioni istituzionali e circolari della Federazione Nazionale Ostetriche e dell’INPS, molte professioniste hanno presentato regolare domanda di adesione al regime contributivo agevolato, con accoglimento da parte dell’INPS stessa. Solo anni dopo, l’Ente ha avviato azioni di recupero ritenute dal comitato “improprie e retroattive”.

Le conseguenze: crisi economica e professionale

Gli effetti di questa situazione sono gravi: difficoltà economiche, chiusura di attività, mancata erogazione dell’indennità di maternità e forte incertezza per il futuro professionale.

Secondo dati raccolti dal comitato attraverso auto-censimenti (oltre 300 partecipanti - ultimo censimento ad Aprile 2025), molte ostetriche hanno già ricevuto richieste di pagamento, mentre centinaia risultano potenzialmente esposte. 

Le richieste alle Istituzioni

Il comitato avanza richieste chiare e precise:

-Apertura di un tavolo di confronto tra INPS, FNOPO e avvocati del comitato delle ostetriche colpite dalle sanzioni INPS 
-Stop alle richieste sanzionatorie retroattive
-Chiarezza normativa definitiva sull’inquadramento previdenziale della categoria
-Accesso a forme di contribuzione proporzionate al reddito, come per altri liberi professionisti
-Riconoscimento e tutela della professione, anche alla luce del suo ruolo nel sistema sanitario e sociale


Un ruolo fondamentale per la società

Le ostetriche libere professioniste rappresentano una risorsa essenziale per le famiglie e per il Servizio Sanitario Nazionale, garantendo servizi territoriali, domiciliari e supporto alla maternità spesso non coperti dal sistema pubblico.

Il loro valore è riconosciuto anche a livello internazionale: l’Organizzazione Mondiale della Sanità promuove i modelli di assistenza ostetrica, mentre nel 2023 la pratica ostetrica è stata inserita tra i patrimoni culturali immateriali dell’umanità.

Proprio quest’anno l’International Confederation of Midwives  in collaborazione con la campagna Push ha lanciato la petizione mondiale “One Million Midwives” per chiedere ai governi e ai leader che si occupano di salute di far crescere, supportare e sostenere le ostetriche. Segnalando la carenza globale di ostetriche come una vera e propria emergenza sanitaria. 

“Ci viene chiesto di pagare per errori non nostri, dopo anni in cui abbiamo seguito indicazioni istituzionali”, dichiara il Comitato Ostetriche Inquadramento INPS. “Siamo professioniste qualificate, fondamentali per la salute delle donne e delle comunità. Non possiamo continuare a essere ignorate e penalizzate”.

In un Paese segnato da un forte calo della natalità, concludono, è necessario investire concretamente in chi ogni giorno accompagna la nascita e la salute riproduttiva. 

Chiediamo di essere tutelate: il riconoscimento della nostra dignità personale e professionale passa anche da un regime fiscale adeguato, sostenibile e non penalizzante.

Aiutaci a fare la differenza, affinché le ostetriche possano avere il riconoscimento e il sostegno che meritano. Firma la petizione per chiedere un cambiamento immediato e giusto. 

GRAZIE per il tuo sostegno!

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Comitato Ostetriche Inquadramento InpsPromotore della petizioneCoordinamento nazionale nato per contestare la richiesta da parte di INPS di contributi e sanzioni per aver usufruito del regime agevolato. comitato.ostetriche@gmail.com IG comitato.ostetriche

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Il problema

Ostetriche libere professioniste: “Basta invisibilità. No a richieste INPS ingiuste e retroattive”

Un comitato nazionale di ostetriche libere professioniste (Comitato Ostetriche Inquadramento INPS) lancia un appello alle Istituzioni, al Governo e al Ministero del Lavoro per denunciare una situazione ritenuta “ingiusta e insostenibile”, che sta colpendo centinaia di professioniste in tutta Italia.

Al centro della contestazione vi sono gli avvisi bonari inviati dall’INPS a partire dal 2021, con richieste economiche comprese tra i 10.000 e i 30.000 euro per ciascuna ostetrica. Le somme riguardano presunti arretrati contributivi, interessi e sanzioni legati all’adesione al regime agevolato per i contribuenti forfettari ex art. 1, comma 54 e 76 della legge n. 190/2014, posto che le ostetriche libere professioniste ne hanno beneficiato per anni con l’approvazione della Federazione di categoria e dello stesso ente previdenziale.

Secondo l’INPS, le ostetriche non rientrerebbero tra i “titolari di impresa” e non avrebbero quindi diritto alle agevolazioni contributive. Una posizione che il comitato contesta fermamente, definendola il risultato di una lunga e documentata ambiguità normativa e istituzionale.

Una categoria senza tutele chiare

Le ostetriche libere professioniste evidenziano da tempo criticità strutturali nel proprio inquadramento previdenziale. Dopo lo scioglimento della cassa ENPAO ad opera dell’art. 2 della L. n. 249/1990, la categoria è stata inserita nella gestione INPS Artigiani e Commercianti. 

Nel 2015, sulla base di comunicazioni istituzionali e circolari della Federazione Nazionale Ostetriche e dell’INPS, molte professioniste hanno presentato regolare domanda di adesione al regime contributivo agevolato, con accoglimento da parte dell’INPS stessa. Solo anni dopo, l’Ente ha avviato azioni di recupero ritenute dal comitato “improprie e retroattive”.

Le conseguenze: crisi economica e professionale

Gli effetti di questa situazione sono gravi: difficoltà economiche, chiusura di attività, mancata erogazione dell’indennità di maternità e forte incertezza per il futuro professionale.

Secondo dati raccolti dal comitato attraverso auto-censimenti (oltre 300 partecipanti - ultimo censimento ad Aprile 2025), molte ostetriche hanno già ricevuto richieste di pagamento, mentre centinaia risultano potenzialmente esposte. 

Le richieste alle Istituzioni

Il comitato avanza richieste chiare e precise:

-Apertura di un tavolo di confronto tra INPS, FNOPO e avvocati del comitato delle ostetriche colpite dalle sanzioni INPS 
-Stop alle richieste sanzionatorie retroattive
-Chiarezza normativa definitiva sull’inquadramento previdenziale della categoria
-Accesso a forme di contribuzione proporzionate al reddito, come per altri liberi professionisti
-Riconoscimento e tutela della professione, anche alla luce del suo ruolo nel sistema sanitario e sociale


Un ruolo fondamentale per la società

Le ostetriche libere professioniste rappresentano una risorsa essenziale per le famiglie e per il Servizio Sanitario Nazionale, garantendo servizi territoriali, domiciliari e supporto alla maternità spesso non coperti dal sistema pubblico.

Il loro valore è riconosciuto anche a livello internazionale: l’Organizzazione Mondiale della Sanità promuove i modelli di assistenza ostetrica, mentre nel 2023 la pratica ostetrica è stata inserita tra i patrimoni culturali immateriali dell’umanità.

Proprio quest’anno l’International Confederation of Midwives  in collaborazione con la campagna Push ha lanciato la petizione mondiale “One Million Midwives” per chiedere ai governi e ai leader che si occupano di salute di far crescere, supportare e sostenere le ostetriche. Segnalando la carenza globale di ostetriche come una vera e propria emergenza sanitaria. 

“Ci viene chiesto di pagare per errori non nostri, dopo anni in cui abbiamo seguito indicazioni istituzionali”, dichiara il Comitato Ostetriche Inquadramento INPS. “Siamo professioniste qualificate, fondamentali per la salute delle donne e delle comunità. Non possiamo continuare a essere ignorate e penalizzate”.

In un Paese segnato da un forte calo della natalità, concludono, è necessario investire concretamente in chi ogni giorno accompagna la nascita e la salute riproduttiva. 

Chiediamo di essere tutelate: il riconoscimento della nostra dignità personale e professionale passa anche da un regime fiscale adeguato, sostenibile e non penalizzante.

Aiutaci a fare la differenza, affinché le ostetriche possano avere il riconoscimento e il sostegno che meritano. Firma la petizione per chiedere un cambiamento immediato e giusto. 

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