Обновление к петицииDanaro pubblico non a mafie ma a nuove attività culturali, artistiche e opere liriche misconosciute.Perché dicono che non vi sono più i poeti e i compositori di un tempo ?

roberto caforioilFattoQuotidiano.it, Италия
2016/03/15
Sono francamente stufo di sentire dei commenti da parte di personaggi molto influenti o appariscenti nelle più quotate trasmissioni televisive in cui si asserisce per ignoranza, quindi per mancata conoscenza del problema, per sottovalutazione della questione o per malafede, che non vi sono più i poeti o i compositori di una volta o che, addirittura, non esistono più né poeti né compositori ( un' affermazione spaventosa ! ).
In TAGADA' del 15/03/2016, trasmissione pomeridiana di spicco, condotta dalla brava Tiziana Panella, che ospita molti personaggi influenti e che nell'insieme è una delle migliori trasmissioni non solo di LA7 ma anche di tutte le emittenti nazionali, uno degli ospiti appunto più influenti, date le sue conoscenze ed esperienze acclamate riguardo al settore dei beni artistico-culturali, dichiarava esplicitamente come i poeti di un tempo ( fino a Gabriele D'Annunzio, Guido Gozzano ecc. ) si sono estinti e che la loro "poesia" si è trasferita nei testi dei cantautori degli ultimi decenni ( nulla da obiettare sulla poetica dei cantautori, beninteso ! ), mentre nella stessa puntata si metteva in evidenza ( giustamente ) la crisi delle fondazioni liriche come quella dell'Arena di Verona nel cui circo si ospitano ancora grandi opere liriche ( del passato ), non sottolineando per nulla la problematica della mancanza della rappresentazione di opere liriche di contemporanei ( tematica del tutto disattesa ). Le stesse fondazioni liriche che dovevano dare nuovo impulso all'opera vengono adesso quasi messe da parte con l'intento di cancellarle per poi magari ospitare altri spettacoli apparentemente più redditizi ( vedasi la provocazione del sindaco di Verona, Flavio Tosi, sulla necessità di ospitare le gare di tennis nell'Arena ).
Tutto ciò segue la falsariga di altre asserzioni che inducono in errore l'opinione pubblica, poiché arbitrariamente buttate in campo da personaggi che risultano essere influenti non solo per la posizione sociale che rivestono ma anche perché enunciate in occasioni e in trasmissioni molto seguite. Come non ricordare l'intervista sulla RAI del 07/12/2013 in occasione della prima della Traviata a La Scala di Milano in cui l'intervistato di turno dichiarava con solennità come non ci fossero più i compositori di una volta ( riferendosi a Verdi ovviamente ), giustificando indirettamente la mancata rappresentazione di opere liriche di contemporanei ( a La Scala e nei teatri italiani in generale tranne rarissime eccezioni ). Come non ricordare altresì le parole dell'intervistatore in occasione di un'altra prima a La Scala ( quella del 07/12/2015 ) sempre sulla RAI ( 5 ) quando fu rappresentata l'opera di Verdi Giovanna d'Arco ( per quanto buona, pur sempre una delle opere minori di Verdi con libretto di Temistocle Solera: testi forse un po' confusamente dispersivi ) in cui si dichiarava come i compositori del ( tardo ) 900 o del 2000 fossero troppo introspettivi e chiusi in sé stessi, pur alla presenza di una compositrice contemporanea le cui opere ( si affermava esplicitamente ) erano comunque rappresentate in Germania ! Il Paese dell'arte e della cultura, un tempo primo al Mondo, l'Italia, ora sprofonda sempre più in basso visto che "con la cultura non si mangia ! ".
Ora se il pubblico avesse la possibilità di conoscere la poetica, le poesie, le opere liriche ecc. di vari autori contemporanei ignorate ed ignorati dai mass-media, dai teatri, dalle case editrici e discografiche ecc., opere e autori di grande rilevanza, ecco che il pubblico non sarebbe più forviato da certe affermazioni del tutto false: si tratta semplicemente di privilegiare il merito e non gli interessi dei corrotti, dei mafiosi, dei massoni, dei privilegiati e di coloro che appartengono a certi giri... e permettere al flusso del danaro di percorrere tali percorsi invece di altri percorsi apparentemente più redditizi in quanto che si ritiene che siano più facilmente trasmissibili alle masse incolte...
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