

Modificare la legge sulla pensione
Il problema
In Italia, il sistema pensionistico è un tema scottante e cruciale, con migliaia di persone che ogni giorno si chiedono quando e come potranno finalmente godere del meritato riposo dopo anni di duro lavoro. Purtroppo, il metodo attuale per calcolare i diritti pensionistici non sempre riflette equamente le diverse situazioni economiche e sociali delle persone. È per questo motivo che proponiamo una modifica alla legge sulla pensione, introducendo criteri più giusti e realistici. Dal 2028 si andrà in pensione con 43 e 2 mesi di contributi e 3 mesi di finestra per l'effettivo pagamento della pensione o 67 anni e 3 mesi di età . Si propone:
42 anni di contributi per chi ha un ISEE fino a 31.000 euro,
43 anni per chi ha un ISEE da 31.001 a 52.000 euro
, 43 anni e 3 mesi per chi ha un ISEE da 52.001 a 82.000 euro.
Coloro che hanno un Isee superiore a 82001€ , 43 anni e 6 mesi .
Coloro che non presentano l'ISEE avrebbero accesso alla pensione con 43 anni e 10 mesi di contributi.
Penso che l'inclusione delle soglie ISEE, possa introdurre maggiore equità per coloro che hanno lavori con retribuzioni medio-basse. Inoltre, questa misura combatterebbe anche l'evasione fiscale, perché chi vuole beneficiare della riforma deve presentare l'ISEE o dovrà lavorare fino a raggiungere i 43 anni e 10 mesi di contributi. Per le donne l'uscita è inferiore di 6 mesi su tutte le opzioni precedenti.
In aggiunta, riportare la pensione di vecchiaia a 67 anni, poiché l'aspettativa di vita e le condizioni lavorative variano notevolmente tra i diversi settori. È fondamentale considerare l'impatto del lavoro fisico e dello stress psicologico sul benessere dei lavoratori. Infine rivedere gli aumenti contributivi legati all'aspettativa di vita ogni 3 anni, con eventuali aumenti limitati a un massimo di 2 mesi (1 mese per chi ha un ISEE fino a 52.000 euro ma fino a un massimo di 43anni e 6 mesi di contributi) alla fine della riforma,
La fascia da 52001€ a 82000€ la soglia massima di fine riforma ( 44 anni ) e invece per coloro che non presentano l'Isee , 1 mese in automatico ogni 3 anni fino a raggiungere a fine riforma i 44 anni e 4 mesi di contributi. Per le donne il fine riforma si intende sempre decurtato di 6 mesi. In pensione si accede dopo il raggiungimento dei contributi necessari o del compimento dei 67 anni (66 e 6 mesi per le donne) con l'aggiunta di 1 solo mese come finestra (fisso per sempre) per il pensionamento in essere sia per la vecchiaia, sia per l'anzianità contributiva.
Questo cambiamento è necessario per garantire un sistema più equo e sostenibile, che rispetti le esigenze di tutti i lavoratori. Crediamo fermamente che un sistema di pensionamento più giusto possa migliorare la vita di molti italiani, permettendo loro di andare in pensione dignitosamente.
Firmate questa petizione per spingere le autorità a effettuare queste necessarie riforme e a garantire una pensione giusta per tutti!

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Il problema
In Italia, il sistema pensionistico è un tema scottante e cruciale, con migliaia di persone che ogni giorno si chiedono quando e come potranno finalmente godere del meritato riposo dopo anni di duro lavoro. Purtroppo, il metodo attuale per calcolare i diritti pensionistici non sempre riflette equamente le diverse situazioni economiche e sociali delle persone. È per questo motivo che proponiamo una modifica alla legge sulla pensione, introducendo criteri più giusti e realistici. Dal 2028 si andrà in pensione con 43 e 2 mesi di contributi e 3 mesi di finestra per l'effettivo pagamento della pensione o 67 anni e 3 mesi di età . Si propone:
42 anni di contributi per chi ha un ISEE fino a 31.000 euro,
43 anni per chi ha un ISEE da 31.001 a 52.000 euro
, 43 anni e 3 mesi per chi ha un ISEE da 52.001 a 82.000 euro.
Coloro che hanno un Isee superiore a 82001€ , 43 anni e 6 mesi .
Coloro che non presentano l'ISEE avrebbero accesso alla pensione con 43 anni e 10 mesi di contributi.
Penso che l'inclusione delle soglie ISEE, possa introdurre maggiore equità per coloro che hanno lavori con retribuzioni medio-basse. Inoltre, questa misura combatterebbe anche l'evasione fiscale, perché chi vuole beneficiare della riforma deve presentare l'ISEE o dovrà lavorare fino a raggiungere i 43 anni e 10 mesi di contributi. Per le donne l'uscita è inferiore di 6 mesi su tutte le opzioni precedenti.
In aggiunta, riportare la pensione di vecchiaia a 67 anni, poiché l'aspettativa di vita e le condizioni lavorative variano notevolmente tra i diversi settori. È fondamentale considerare l'impatto del lavoro fisico e dello stress psicologico sul benessere dei lavoratori. Infine rivedere gli aumenti contributivi legati all'aspettativa di vita ogni 3 anni, con eventuali aumenti limitati a un massimo di 2 mesi (1 mese per chi ha un ISEE fino a 52.000 euro ma fino a un massimo di 43anni e 6 mesi di contributi) alla fine della riforma,
La fascia da 52001€ a 82000€ la soglia massima di fine riforma ( 44 anni ) e invece per coloro che non presentano l'Isee , 1 mese in automatico ogni 3 anni fino a raggiungere a fine riforma i 44 anni e 4 mesi di contributi. Per le donne il fine riforma si intende sempre decurtato di 6 mesi. In pensione si accede dopo il raggiungimento dei contributi necessari o del compimento dei 67 anni (66 e 6 mesi per le donne) con l'aggiunta di 1 solo mese come finestra (fisso per sempre) per il pensionamento in essere sia per la vecchiaia, sia per l'anzianità contributiva.
Questo cambiamento è necessario per garantire un sistema più equo e sostenibile, che rispetti le esigenze di tutti i lavoratori. Crediamo fermamente che un sistema di pensionamento più giusto possa migliorare la vita di molti italiani, permettendo loro di andare in pensione dignitosamente.
Firmate questa petizione per spingere le autorità a effettuare queste necessarie riforme e a garantire una pensione giusta per tutti!

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Petizione creata in data 21 luglio 2026