Diritto allo studio negato a mio figlio con disabilità certificata

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Oggetto : Diritto allo studio negato a mio figlio con disabilità certificata.

Alessio ha quattordici anni e una diagnosi di ansia sociale associata a problemi di apprendimento certificate dall’Asl - Legge 104/92 Art. 3 Comma 3

Alessio vuole iscriversi ad un corso professionale di Zoo garden e cura del verde. Una scuola professionale dove la teoria è più leggera e si dà maggior spazio alle materie pratiche, ai laboratori.

La mamma di Alessio è consapevole delle difficoltà di suo figlio e va incontro al suo desiderio iscrivendolo ad una scuola professionale anzi per essere precisi ad uno IEPF [Il sistema regionale di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) è uno dei canali per l'assolvimento dell'obbligo di istruzione e del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione stabiliti dalla legge.] E più precisamente all’Istituto Galdus di Via Piazzetta a Milano.

Ma dopo uno stage informativo l’iscrizione viene respinta. Perché a loro dire (della Galdus) loro possono garantire poche ore di sostegno e “consigliano” di iscriverlo in altro istituto. (Scopro che GALDUS fa selezione all’ingresso. Non vuole studenti con problemi. I ragazzi con sostegno vengono spediti in altre scuole.)

“Consigliano” un Istituto Statale ad indirizzo Tecnico del quale non farò il nome.  Alla mie obiezioni  : 1. Non è il corso che vorrebbe fare; 2. E’ stata scelta una scuola professionale per le oggettive difficoltà sulle discipline teoriche… Rispondono che è per il bene del ragazzo e tirano fuori dal cilindro l’ENAIP di Via dei Giacinti Milano che ha un corso simile al loro. Quindi mi rimandano indietro l’iscrizione on-line.

Rifaccio l’iscrizione on-line scegliendo GALDUS come prima scelta (non accetto che mi respingano la domanda) e ENAIP come seconda scelta. La terza scelta non posso metterla. Non ci sono altri corsi in Milano.

Ovviamente GALDUS respinge la domanda. Veniamo contattati da ENAIP, quel corso purtroppo non partirà. Non ci sono abbastanza iscritti. Propongono una classe di pochi elementi, tutti con delle problematiche e bisognosi di sostegno. “Un’ambiente protetto”, una sorta di classe jolly…. Non era quello che avevamo scelto, ma ragionandoci su decidiamo che per Alessio potrebbe comunque essere una buona seconda scelta.

Ricevo la mail di conferma di iscrizione all’ENAIP e sono tranquilla del fatto che Alessio, frequenterà una prima superiore quanto meno più seguito anche se non si tratterà del corso di cura del verde che lui avrebbe voluto fare.

Fine della storia?  No.

Questa mattina (22.02.19) ricevo la telefonata da parte di ENAIP. La classe che vi avevamo detto sarà formata da 12 ragazzi. Alessio è il tredicesimo. Non lo possiamo prendere.

Non avevate messo una terza scelta ?

No.

Signora Le “consigliamo” di iscriverlo da un’altra parte. Qua non c’è posto.

Dopo aver comunicato loro che mi sarei rivolta al Provveditorato mi hanno richiamata per dirmi che mi garantivano un posto in un’altra classe, indirizzo Elettronica… ma mi “consigliavano” da qui a giugno di informarmi, di cercare, di iscrivere Alessio presso altro Istituto Statale, così, a casaccio.

MIO FIGLIO NON E’ UN PACCO POSTALE.

Questi comportamenti sono vergognosi. Oltre ad avere DIRITTO ALLO STUDIO, di avere diritto di essere trattato come tutti gli altri non dimenticate che questa è la vostra scuola dell’obbligo e dal momento che io sono obbligata a fargliela frequentare voi tutti siete obbligati a garantirgli una giusta sistemazione. Non posso iscriverlo in una scuola dove quasi sicuramente non produrrà i profitti necessari per essere promosso, dove fra un anno non potrò più iscriverlo da nessuna parte, peggio che oggi, perché con le iscrizioni on-line si dà precedenza ai ragazzi che provengono dalla terza media. Quindi cosa devo fare ?

Cosa deve fare la mamma di Alessio ?

Cosa deve fare Alessio ? Cosa devono fare tutti gli altri ragazzi sfortunati come lui ?

Vogliamo aprire un campo di concentramento e metterceli tutti dentro ?  Vogliamo fingere che non esistano ne loro ne tantomeno le loro famiglie ?

E’ questo che devo insegnare a mio figlio ? Devo educarlo al  menefreghismo ? Allo scaricabarile ? Alle disuguaglianze ? Alle  ingiustizie ?

Che cosa gli devo raccontare ? Perché non l’hanno preso a scuola ?

La mamma di Alessio non è benestante altrimenti lo avrebbe iscritto in una scuola privata e fine della storia.

La mamma di Alessio è demoralizzata, la mamma di Alessio è arrabbiata, la mamma di Alessio è disgustata.

La mamma di Alessio vuole solo che suo figlio vada a scuola, a fare una cosa che gli piace, come tutti gli altri Alessio, Marco, Mattia, Andrea …  di questa Nazione.

La Mamma di Alessio, non ha paura di essere querelata, fatelo.

Io ci metto la faccia e la mia vita. E Voi ?

Milano, 22 febbraio 2019

Antonella Mercurio


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